.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


Upton Sinclair, “è difficile far capire qualcosa ad un uomo quando il suo stipendio dipende dal suo non capire”.


lunedì 31 dicembre 2012

Questo è il vero Napolitano,non ascoltatelo stasera






Il mio ultimo dell"anno per me dipende dal tempo,un giorno dei primi di marzo,dipende dal tempo ,mi taglio la barba,quella è la fine dell"anno,e l"inizio del nuovo.
La fine dell"inverno,la rinascita della natura,quello è uno splendido capodanno.

domenica 30 dicembre 2012

Dogmi alimentari

Lei denigra sempre i macrobiotici? Risposta del dottor Piero Mozzi
La macrobiotica è come una fede  pensano di avere la verita assoluta,ma non capiscono tutte le variabili che ci sono,ogni essere umano è un essere assestante con un suo sistema immunitario,ci può essere chi con la carne di bovino sta malissimo,chi invece ci guarisce da tutte le malattie.
Li c"entra il sistema immunitario di ognuno,legato al gruppo sanguigno,quello che non sopporto,è il DOGMATISMO,sono una persona ADOGMATICA,dico alle persone che sono a loro a doversi dare i dogmi,e il loro dogma è il loro DNA,il loro sistema immunitario,le persone attraverso le reazioni che il proprio corpo manda a dire,devono capire quale è la loro alimentazione.E se è la carne e pesce,si adattino a mangiare carne e pesce,se per altri verdure e legumi,si adattino a mangiarli.
Da questo link,,https://www.youtube.com/watch?v=KlW7nYW4nqQ
Se ascoltate dal minuto 50,avrete la perfetta spiegazione del dotto Mozzi
Sicuramente la persona più saggia che abbia trovato in rete.

La legge è uguale per tutti

Quando uno fa il magistrato,e tutti i giorni deve convivere ,con una cazzata del genere,LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI
Se è onesto,deve cambiare mestiere,se non è onesto,continua a far parte di tale casta.
Magistrati, casta espressa dal vero potere,per mantenere,l"ingiustissimo status quo.

Di altre caste se ne riparlerà.
Questi due,sono usciti dalla casta,ma soltanto per continuare a fare i giudici,a giudicare,in base alle orribili leggi.
Dicon sempre RISPETTARE LE LEGGI,ma non sanno forse loro,che tali leggi sono ORRIBILI?
Lo sanno,eccome,questi si fanno solo i cazzi propri.
Questi sono ego molto raffinati,da persone abituate da una vita,ad esercitarsi nel MESTIERE più orribile del mondo ....IL GIUDICARE

sabato 29 dicembre 2012

Ingroia,mandiamolo all"isola dei famosi



Chi puo cambiare la societa?
Forse chi è Famoso come Ingroia.
Ricordiamoci sempre,chi è passato in tv,e non è stato cacciato via,è affine al potere,in tv solo loro possono comparire.
In tv si possono vedere solo servi del potere.
In italia c"è una sola libertà,quella di poter dire di tutto,MENO CHE IN TELEVISIONE
Diffidate,di chi passa in tv,sono soltanto rappresentanti  del potere mascherato.
Essere famosi ,vuol dire solo essere EGOICI,chi è egoico,mai potra pensare al bene comune,penserà solo ai propri interessi.
Non esistono caste,esistono solo colossali ego,per questo cambiare è difficilissimo,chi vota per un personaggio famoso,per lo più lo fa ,perchè costui altro non è che una proiezione del suo ego.
Il giorno che si comprenderà la stupidita dell"ego,be allora forse le cose cambieranno,come fare per comprenderlo?????
Be è semplicissimo,basta soltanto aver assaggiato la liberta,chi è libero non è prigioniero degli altri,del potere che ha sugli altri,basta a se stesso,chi basta a se stesso,e non sfrutta nessuno,è tornato umano,il cuore di nuovo funziona,ecco solo un cuore aperto al prossimo,può capire la stupidita dell"ego.
La nostra più grande fortuna????Questa crisi,ha solo uno scopo ,aprire i cuori.
I nostri cuori,hanno fatto di tutto per atrofizzarli,ma non ci riusciranno mai.Nei momenti di crisi,come a primavera si aprono i fiori,si apriranno i cuori,è una delle tante leggi naturali.
O si diventa cannibali,o solidali,comunque vada qualcosa accadra,il fiore sbocciera.
Ingroia,un giudice,non disse forse Gesù cristo di non giudicare,be lui aveva un cuore,chi giudica,non può mai avere un cuore.Chi giudica,ricordiamolo sempre,incosciamente ha un colossale ego.

Le più grandi credenze popolari non veritiere.



Elenco di alcune credenze popolari che non corrispondono al vero:



- l' Italia unita tramite una spedizione di mille uomini con al comando Garibaldi
- la temperatura sulla Terra è in aumento (Riscaldamento Globale)
- terroristi islamici han fatto crollare le Torri Gemelle e parte del Pentagono
- il primo sbarco sulla Luna (e probabilmente non solo quello)
- i recenti attacchi terroristici da parte di islamici in Spagna ed Inghilterra
- la carne fà bene alla salute e cibarsene aiuta l'ecosistema
- i Banchieri Internazionali guadagnano solo da un piccolo interesse sul capitale
- le scie chimiche sono panzane di gente malata che frequenta troppo il web
- le guerre promosse dagli USA con la collaborazione degli Stati Occidentali (come quelle in Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, etc..) hanno portato benefici e pace
- per una serie di sfortune Napoleone fù sconfitto a Waterloo
- i Chip sono stati creati per aiutare la popolazione
- le storie che danno origine alle religioni corrispondono a verità
- le persone più potenti al Mondo non partecipano a rituali con vittime sacrificali
- Nazismo e Comunismo sono sempre stati agli opposti
- HAARP è una leggenda metropolitana
- i Governanti degli Stati vengono eletti democraticamente
- il paranormale non esiste e coloro che affermano il contrario mentono sempre
- le persone a Waco si sono tutte suicidate
- l'attacco a Pearl Harbor era inaspettato
- le due Guerre Mondiali non sono state pianificate
- le alte cariche dello Stato sono solo degli incompetenti
- non c'è moltissimo margine di miglioramento per questa società
- Hugo CHavez è un dittatore come lo sono coloro che i tg definiscono tali
- con l'attuale sistema economico si potrebbe essere tutti ricchi contemporaneamente
- i testi più antichi al Mondo non sono degni di ricerche e studi


I libri di storia dai quali gli studenti apprendono sarebbero da riscrivere quasi completamente

giovedì 27 dicembre 2012

Informazioni,per riflettere

Quando trovo persone,molto ma molto interesssanti le pubblico.
Piero mozzi,un dottore che da un eccezionale importantanza,al gruppo sanguigno degli individui,ed in base ha questo ,consiglia diete e guarisce persone.
Il mio intuito,mi dice che è assolutamente da approfondire.
In questo canale,ci sono innumrevoli suoi video,cliccare qui



lunedì 24 dicembre 2012

Latouche: rinunciamo al potere e alla schiavitù salariale


 La decrescita è un progetto sociale, non un progetto politico, Lenin aveva un progetto politico. Tutti quelli che hanno un progetto politico vogliono realizzarlo, per questo la tradizione rivoluzionaria, soprattutto in America latina, resta legata alla presa del potere. Pensiamo a quando il subcomandante Marcos e le comunità zapatiste hanno preso San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, il 1° gennaio 1994: la prima cosa che hanno detto è stato: «Non vogliamo prendere il potere perché sappiamo che se prendiamo il potere saremo presi dal potere». Per questo penso che avere un progetto politico sia diverso dall’avere un progetto sociale. Un progetto di una società alternativa deve essere pensato concretamente in funzione del luogo, della cultura dove il movimento agisce, ma il problema è che ha a che fare anche con il potere. Naturalmente è una buona cosa, se alcuni nostri amici diventano deputati, ministri, consiglieri ma sappiamo bene che qualsiasi politico è sempre sottomesso alla pressione dei grandi poteri, non esiste un governo buono.
Per queste ragioni penso che non dobbiamo fare un partito politico per la decrescita e partecipare alle elezioni. In alcuni casi possiamo sostenere Serge Latouchedall’esterno un certo programma, oppure un partito, ma il movimento deve essere sempre un contropotere, un gruppo di pressione anche con il più cattivo dei poteri. Perfino quando la pressione è forte possiamo ottenere qualcosa, come dimostra la vicenda degli accordi di Cochabamba sull’acqua, ottenuti nonostante in Bolivia allora, nel 2000, ci fosse un potere quasi fascista. Quel potere fu costretto ad ascoltare la protesta che chiedeva la cancellazione del contratto con la multinazionale Bechtel. Una grande vittoria. Perciò la strategia deve essere quella dei piccoli passi avanti, anche quando ilpotere cambia, come nella stessa Bolivia in cui oggi è presidente Evo Morales: la pressione deve essere mantenuta anche contro Morales. Insomma, credo che i movimenti della decrescita oggi debbano mantenere questo spirito di contropotere di ispirazione gandhiana.
Tra le prime cose da fare c’è la necessità di dare lavoro: per questo ho proposto un programma che poggia su tre piedi: rilocalizzare, riconvertire e ridurre. Rilocalizzare l’attività produttiva significa demondializzare e questo implica avere i mezzi per farlo, tra cui l’autonomia finanziaria monetaria. Occorre pensare anche a una politicaprotezionista: il libero scambio è il protezionismo più forte dei predatori e allora dobbiamo fare un protezionismo dei deboli e progetti di conversione ecologica. La riconversione più importante è quella dell’agricoltura: dobbiamo uscire dall’agricoltura produttivista e sostenere un’agricoltura senza pesticidi e concimi chimici. Su questi temi vengono pubblicati sempre più libri e Coline Serreaudocumentari interessanti.
Il film-documentario “Maison du future”, ad esempio, è stato pensato inFrancia dopo un dibattito alla televisione, nel quale Josè Bovè contestava due esperti di agricoltura secondo i quali è impossibile nutrire il mondo senza Ogm, pesticidi e concimi chimici: gli autori hanno girato il mondo per raccontare esperienze alternative che dimostrano come l’agricoltura più produttiva, e non più produttivista, è quella contadina. Quel film sarà presentato in diversi paesi nei prossimi mesi, dall’India ai paesi latinoamericani. Un altro documentario molto interessante è “Solutions locales pour un désordre global”, di Coline Serreau, un regista francese molto bravo, che ha messo insieme esempi di coltivazioni alternative dal Brasile all’India, dalla Francia all’Ucraina. È importante far capire alle persone che non si tratta di rinunciare alla lavatrice ma di avere una buona lavatrice, che non siamo obbligati a buttarla ogni due anni per comprarne una nuova, perché subito qualcosa non funziona più. La stessa cosa con il computer. Quelli nuovi sono più veloci? Allora si devono progettare e diffondere, come si faceva all’inizio, computer modificati ai quali aggiungere qualcosa per farli progredire. Un’esperienza importante di questo tipo è quella della Rank Xerox, con le sue fotocopiatrici pensate come dei moduli che si possono prendere e rinnovare. La Rank Xerox oggi vende più servizi di fotocopiatura e meno fotocopiatrici, di cui si prende cura nel tempo. Gettare oggetti pensati per durare poco è un’assurdità, io ho già buttato tre computer. È uno spreco di risorse incredibile. Si può concepire un computer che si può migliorare, che si può riparare e alla fine si può riciclare. Questo discorso vale per tutti i nostri strumenti, è la dimostrazione che si deve ancora sviluppare, si deve pensare la struttura produttiva del futuro meno come industria pesante è più come insieme di piccole imprese, ma anche singoli artigiani che lavorano per il riciclo e riuso, per le riparazioni.
Non uso mai l’espressione green economy perché resta nell’orizzonte del capitalismo e questo è un problema. Ho molti amici che non hanno capito oppure non condividono il mio punto di vista quando dico «si deve uscire dall’economia». Il problema è la parola “economia”, vale a dire il capitalismo, verde va bene ma economia no, al massimo potremmo dire «vogliamo una società verde». Tutto il mio lavoro, la mia ricerca, il mio pensiero, comincia dal contestare l’invenzione dell’economia, un’invenzione teorica, storica e semantica, dalla quale dobbiamo uscire. Il progetto della decrescita implica l’uscita dall’economia. Allora il discorso dell’economia Sucomandante Marcosverde è effettivamente ambiguo: se produciamo pannelli solari a livello industriale, inquinando, come avviene in alcuni casi, siamo di fronte al green business, e questo non può far parte della nostra ricerca.
E’ importante ridurre gli orari di lavoro anche perché l’obiettivo, l’orizzonte di senso, resta la democrazia diretta. Che si nutre anche di trasformazione dellavoro, propone, come obiettivo di lungo periodo, di abolire il lavoro salariato. Insomma, non si può più riprendere il discorso della nobiltà del lavoro quando si fa un lavoro di merda alla cassa di un supermercato. Dobbiamo smettere di pensare a creare posti di lavoro qualsiasi. Dobbiamo prima di tutto mettere al centro il valore dell’autonomia e per questo la forma cooperativa è un orizzonte di senso, è qualcosa che aiuta. Il problema è che nell’ingranaggio di una società salariale non per tutti è importante la cooperativa. Di certo, resta importante oggi reinventare il lavoro in settori come l’agricoltura biologica e il riciclo e riuso; esistono già esperienze importanti ma restano una nicchia.
(Serge Latouche, dichiarazioni rilasciate a “Comune-info” per l’intervista “Uscire dall’economia”, ripresa il 19 dicembre 2012 da “Megachip”).

domenica 23 dicembre 2012

La storia si ripete,chi sara il nuovo populista?

 MARIO MONTI (WEIMAR RELOADED)
 ItaliaDI MAURIZIO BLONDET
rischiocalcolato.it

Lo scorso 14 dicembre il nostro ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, è volato a Washington ad incontrare il suo pari grado, Tim Geithner, e «investitori» finanziari non meglio identificati. Ad essi, secondo Il Corriere, Grilli ha spiegato il piano del governo Monti per ridurre un poco il debito pubblico, che Monti ha continuato a far salire rispetto al PIL, inarrestabile. Il calo del PIL (e non le tasse, secondo Grilli) ha fatto sì che esso si divaricasse dal debito: quello scende e, per forza, questo sale. La soluzione è aumentare il PIL «nominale», cioè quello reale più l’inflazione (che è al 2%, secondo loro), per far convergere le due entità.

Come fare? Tranquilli, ha detto Grilli ai finanzieri esteri: «Il continuo aumento della disoccupazione spinge chi cerca un posto ad accettare compensi sempre minori pur di lavorare, ridando così un po di competitività di prezzo alle imprese»Le imprese italiane potranno dunque «ridurre i costi del lavoro»  (Il Tesoro e la via anti-debito).
Ecco dunque il progetto di «rilancio» e «crescita» di Monti (e di Bersani poi, per cui Monti è «un punto di non ritorno»): nessuna liberazione delle imprese dallo strangolamento della burocrazia pletorica inadempiente, nessun taglio ai «costi della politica»; niente blocco degli statali e dei loro stipendi, già il 15% superiori a quelli privati; niente fiscalità che non sia persecutrice di chi produce, nessun taglio agli statali di lusso con stipendi miliardari. Quello che vuol ridurre, il governo, sono i salari privati, ossia di quelli che producono, non dei parassiti. Mettendo in competizione gli occupati con i disoccupati, costretti ad «accettare compensi sempre minori».
A parte l’odiosità morale, è il caso di avvertire che proprio questa «soluzione» fu quella che stroncò definitivamente l’economia della repubblica di Weimar (1919-1933), e fece sì che i tedeschi votassero il NSDAP e la facessero finita col liberismo. Non fu infatti l’iper-inflazione, come alcuni credono, a provocare il rigetto della democrazia; l’inflazione tedesca, benché atroce per la classe media, era già finita nel 1923, e l’istituzione pluralista durò ancora 10 anni. A provocare il tracollo fu invece la deflazione, unita alla recessione, provocata da programmi di «austerità» rigorosi secondo l’ortodossia liberista, e infine il taglio dei salari privati ordinato per decreto dal cancelliere Heinrich Bruening.
I punti di contatto fra la repubblica italiana d’oggi, e fra Monti e Bruening, sono così numerosi da inquietare. Andiamo per ordine:
Fu la prima globalizzazione (1919-1929): vigeva il Gold Standard, il che significa: negli scambi internazionali si usava una moneta comune globale: l’oro, e le monete in quanto erano agganciate all’oro con cambio fisso. Una volta domata l’inflazione, la Germania – sconfitta nella Prima Guerra Mondiale – riagganciò il marco all’oro, e conobbe una rapida ripresa.
Crescita drogata da grandi prestiti USA: la Germania era stata condannata a pagare colossali «riparazioni» a Francia e Gran Bretagna perché bollata dalla «comunità internazionale» (la conosciamo bene anche oggi) come colpevole della Grande Guerra. Tutti gli anni avrebbe dovuto versare 2,5 miliardi di marchi oro fino al 1929 (piano Dawes), poi 37 versamenti di 2,05 miliardi di Reichsmark, poi altri di 1,65 miliardi di marchi fino al… 1988 (piano Young). Berlino non ce l’avrebbe mai fatta, se il governo americano (appunto Dawes e Young, banchieri-politici USA) non avesse fornito altrettanto enormi crediti.
Tanta generosità non era disinteressata, e fruttava grassi profitti. Gli USA avendo venduto forniture belliche gigantesche agli Alleati durante la guerra europea, erano divenuti i grandi creditori del mondo, e Fort Knox traboccava di oro affluito dai Paesi debitori (che erano poi gli alleati; ma gli affari sono affari). Il Gold Standard obbligava a moltiplicare di altrettanto i dollari: un mare di liquidità in eccesso stava per abbattersi sull’economia USA, che già subiva la recessione inevitabile una volta finita la super-produzione bellica. La Federal Reserve e i banchieri USA impedirono tale effetto abbassando artificialmente i tassi – la stessa cosa fatta da Greenspan negli anni ’90, e da Bernanke poi – ed incitando all’esportazione di dollari: come nella storia dei petrodollari degli anni ’70, esportarono così la loro inflazione all’estero.
Assoluta libertà di circolazione dei capitali: questa fu la decisione decretata da Washington e da Londra, potenze vincitrici. I capitali americani, poco remunerati in patria, affluirono in Germania. Nel 1925, il tasso di sconto della Federal Reserve era del 3%; in Germania, era sul 10%. Negli anni seguenti, la remunerazione del capitale investito in USA fu sul 4%, in Germania spuntava l’8%. Il doppio.
Pura finanza speculativa, perché basata su un circolo vizioso finanziario: i capitalisti USA si facevano prestare dalla FED al 4%; con questa liquidità indebitavano i tedeschi all’8%, e con questi prestiti i tedeschi pagavano le riparazioni a francesi e inglesi. Come «garanzia» per i generosi prestiti, furono ipotecate la Reichsbank (la Banca Centrale), le Reichsbahn (le ferrovie nazionali), i diritti di dogane e l’imposta sui consumi.
Ma una parte delle riparazioni doveva essere pagata in merci e beni: e dunque parte dei prestiti USA andarono anche a finanziare l’industria tedesca.
La repubblica di Weimar piaceva all’alta finanza USA come uno Stato «business friendly»: le dava le due garanzie che il liberalismo capitalista desidera in un Paese per investire, il «mercato» e la «democrazia». E inoltre, i salari tedeschi erano bassi – milioni di soldati smobilitati cercavano un lavoro a qualunque prezzo – e i bassi salari stimolano sempre gli investimenti industriali: come abbiamo visto fino ad oggi in Cina.
Bolle finanziarie: il risultato di tanto denaro a disposizione provocò oltre ad un surriscaldamento industriale, gigantesche «bolle». Rapidamente, i terreni e i fabbricati rincararono del 700% a Berlino, e del 400% ad Amburgo. I giornali seguaci del liberismo (perché pagati dai capitalisti) lanciarono una campagna per «liberalizzare gli affitti». Gli affitti erano stati bloccati durante la guerra; ma ormai era «ingiusto», dicevano i media, visto che gli immobili si erano tanto apprezzati, che essi rimanessero fermi. Una legge sbloccò gli affitti, che crebbero immediatamente del 125%. A pagarli erano soprattutto gli operai, appena urbanizzati, risucchiati nelle metropoli dall’industria assetata di manodopera. Berlino passò da 2 a 6 milioni di abitanti, e gli alloggi non bastavano mai. I padroni immobiliari erano quelli che guadagnavano.
Anche a spese delle industrie, che pagavano di più affitti e mutui e fidi per i fabbricati industriali. «Leconomia era sempre più dipendente dal capitale estero; il peso degli interessi continuava a crescere (…) I crediti esteri erano per lo più a breve, ma erano piazzati in investimenti a lungo termine, sicchè la minima crisi economica presso i creditori avrebbe avuto conseguenze gravissime per la repubblica» (così lo storico Horst Moeller).
Allora la crisi fu quella del 1929, che da un giorno all’altro lasciò l’economia germanica a secco di capitali americani. Oggi è stata la crisi dei sub-prime in USA, che ha destabilizzato il sistema bancario globale, rivelandone l’insolvenza.
Ma intanto, tra il 1925 e il ’29, l’economia cresceva trionfalmente. Erano Die Goldener Zwanziger, i dorati anni ’20 immortalati dalle vignette di Grosz, coi ricconi grassi in cilindro, sigaro e frac che palpano puttanelle (figlie della classe media rovinata) nei cabaret. Gli industriali tedeschi rispondevano al peso crescente degli interessi passivi e dei costi da «bolla» sui fabbricati, creando un apparato industriale ad alta intensità di capitale, in modo da risparmiare sui salari.
«Le industrie smantellavano le vecchie fabbriche e le rimpiazzavano coi più nuovi macchinari. La Germania stava diventando il Paese industriale più avanzato del mondo, più degli stessi Stati Uniti (…) l’intero sistema ferroviario fu rinnovato…». Così Bruno Heilig, giornalista ebreo dell’epoca, che scampò nel 1938 a Londra  (Bruno Heilig, “Why the German Republic Fell”).
Non mi dilungherò sulle «privatizzazioni» scandalose e truffaldine che allora prosperarono. Mi limito a citare il nuovo porto sulla Sprea, che il municipio di Berlino rammodernò spendendo milioni di marchi, attrezzandolo di gru e magazzini (era il porto che serviva il rifornimento della capitale) e che poi fu ceduto a due privati – con l’argomento che la mano pubblica non poteva gestirlo «con efficienza e profitto» . Il consorzio privato, Schenker & Busch, pagò 396 mila marchi – unico pagamento per 50 anni di affitto (il solo prezzo d’affitto del nudo terreno del porto sarebbe stato di 1 milione di marchi l’anno) e per giunta si fece dare dal comune un prestito di 5 milioni di marchi come capitale operativo. L’alto funzionario pubblico responsabile del progetto, e che aveva poi consigliato la privatizzazione, lasciò l’impiego pubblico e fu assunto da Schenker & Busch con uno stipendio principesco. Intanto «i lavoratori berlinesi, già aggravati dal rincaro delle pigioni, pagavano un tributo a quei privati per ogni pezzo di pane che mangiavano» (Heilig).
La crescita a credito cominciava a perdere colpi. Gli interessi sui debiti degli industriali crescevano, crescevano i costi degli affitti e dei macchinari. Ma per qualche anno «ogni segno di crisi fu scongiurato comprimendo i salari e licenziando lavoratori» (Heilig). È significativo che anche durante il boom dei Venti Dorati, i disoccupati restarono tanti, si mantennero sui 2 milioni. Tanto meglio, per gli industriali: manodopera a basso costo. E coi «risparmi» sui salari, comprarono macchinari ancora più efficienti onde aumentare la produttività. Così gli aveva insegnato il liberismo anglosassone. E i tedeschi sono allievi-modello.
L’altra faccia della produttività. Accadde quello che sempre accade quando si retribuisce troppo il capitale (i banchieri, essenzialmente) e poco il lavoro: le merci, prodotte in quantità sempre maggiore, non trovano acquirenti, perché i consumatori (che sono i lavoratori) hanno perso potere d’acquisto.
Gli imprenditori corsero ai ripari applicando i dettami del liberismo americano appena appreso. Nel 1931, ridussero la quantità di merci prodotte, sperando con ciò di sostenerne i prezzi. Ma così facendo «interessi, tasse, ammortamenti ed affitti, ossia le spese fisse, divise su un volume minore di beni, aumentarono il costo unitario di ogni beneIl costo di produzione crebbe in proporzione inversa ai profitti, fino a divorarli» (Bruno Heilig).
Quali misure vennero prese? Altri licenziamenti in massa. Ovviamente, «per ogni lavoratore licenziato era un consumatore che scompariva», ha scritto Heilig, sicché i datori di lavoro «ne ebbero ben poco sollievo».
Già. A far colare a picco le imprese erano i «costi non comprimibili», non già il costo del lavoro; ma questo era il solo ritenuto «comprimibile» – e fu compresso senza pietà. Furono i costi incomprimibili, nel corso del 1931, a rendere insolventi sempre più imprese. Gli interessi sui debiti diventarono impagabili, e non furono più pagati. Con l’insolvenza dei debitori-imprenditori, cominciarono a fallire le banche.
Il cancelliere Heinrich Bruening, salito al potere nell’ottobre ‘31, spese miliardi di marchi (dei contribuenti) per «salvare le banche», applicando da allievo modello i dettami del liberismo anglosassone. Come oggi, quando sono le banche a crollare per i loro investimenti sbagliati, il «mercato» viene sospeso, e invece di lasciarle fallire, si invoca la mano visibile dello Stato, l’intervento pubblico a loro favore.
Non bastò, ovviamente. Allora Bruening, che ormai gestiva l’economia a forza di decreti d’autorità, lanciò una politica di austerità e rigore, tagli di bilancio, deflazione deliberata. Il cancelliere «ascoltava i funesti consigli del dottor Sprague, lemissario della Bank of England. Il quale naturalmente voleva la continuazione della politica di deflazione ad ogni costo; deliberata permantenere il valore dei fantastici investimenti della City in Germania» (Robert Boothby: Recollections of a Rebel, 1978).
Anche oggi, il rigore e la deflazione decretati da Mario Monti sono nel solo interesse dei grandi creditori internazionali, che vogliono mantenere il «valore dei loro investimenti». Proprio di questo il nostro (loro) Grilli è andato a rassicurare gli investitori americani che creerà «crescita» tagliando i i salari.
Nel 1931, Bruening fece lo stesso:
per decreto, ordinò una riduzione generale dei salari del 15%.
Nella sua teoria, riteneva che riducendo il potere d’acquisto del lavoratori, si sarebbe prodotta di conseguenza una riduzione dei prezzi. Il «prezzo umano», la messa alla fame dei lavoratori e delle loro famiglie, non gli sembrò indegno d’esser pagato.
La massa salariale prima del 1929, ossia nel boom liberista, ammontava a 42,4 miliardi di marchi. Durante il cancellierato Bruening scese a 32 miliardi (il Terzo Reich la fece risalire, nel 1937, a 48,5 miliardi).
Ovviamente, il drastico taglio dei salari non funzionò come sperava Bruening, anzi accelerò il tracollo. Come abbiamo visto, i prezzi delle merci erano determinati da fattori ben diversi che dalle paghe: dai costi incomprimibili, dal servizio del debito, dagli indebitamenti per comprare suoli sopravvalutati dalla bolla. Bruening avrebbe dovuto agire su quelli. Non lo fece.
I disoccupati salirono a 7 milioni: un terzo della forza-lavoro nazionale; a cui si dovettero aggiungere «i «disoccupati parziali», part time e precari, altri milioni non censiti.
«Lapparenza di prosperità economica degli anni Venti si rivelava ingannevole. Quando la crisi americana del 1929 e la poca fiducia nella stabilità economica e politica di Weimar spinsero (gli stranieri) a ritirare i crediti, leconomia tedesca collassò… La generazione giovanile si vide privata di possibilità professionali, economiche e sociali; era sradicata e si sentiva derubata dellavvenire». (Moeller). «La classe media (era) spazzata via: questa la situazione ad un anno dallapice dalla prosperità» (Heilig).
In quell’anno, il numero dei deputati nazisti al Reichstag passò da 8 a 107. Avevano votato per loro 13,4 milioni di tedeschi; il 60% erano persone che prima non avevano votato, astenendosi. Nel gennaio 1933, divenne cancelliere Adolf Hitler. E cominciò la ripresa, usando ricette contrarie a quelle del liberismo (1).
Oggi, i poteri forti – che hanno la memoria lunga – hanno agito d’anticipo, di fatto favorendo un colpo di Stato dall’alto in Italia, svuotando di senso le votazioni; hanno accelerato la creazione della giunta oligarchica a livello europeo, in modo – mentre cadono a picco tutti i dati dell’economia reale – da prevenire una deriva «populista» della volontà popolare, che scalzi il loro potere come avvenne «allora».

Maurizio Blondet
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2012/12/mario-monti-weimar-reloaded-maurizio-blondet.html
22.12.2012 

sabato 22 dicembre 2012

Perchè voterò Beppe Grillo


Ero indeciso se votare o no,nel 2008 come un coglione pensando che berlusconi,fosse il nostro più grande problema,gli votai contro,cioè diedi il voto al partito democratico.
Ma non conoscevo internet,ora dopo aver approfondito,non dico che Grillo,sia il meglio,ma è sicuramente,l"unico che possa dare una scossa al sistema.
Destra e sinistra,esistono soltanto per farci credere che esista la democrazia,ma oggi tra pd e pdl,e loro alleati non vedo differenza,entrambi servono i poteri forti,sono camerieri dei banchieri.
Da qui alle elezioni pubblichero i migliori video di Beppe Grillo.
Su Casaleggio,e i dubbi che possono sorgere,a mio avviso non ci sono risposte,io mi fido di Beppe Grillo,ma la fiducia,non la si può dimostrare,o ce l"hai o non ce l"hai.
Nei suoi video,vedo una persona,che non mente a se stesso ,ed agli altri.

Questo è l"indirizzo per sapere dove si raccolgono le firme,per presentarsi alle prossime elezioni,luoghi raccolta firme,per movimento 5 stelle





giovedì 20 dicembre 2012

Fine coincidenze,e fine del libro


18 FEBBRAIO  Appena alzato scrissi.

303   LA VITA
La vita umana esiste perché abbiamo un corpo che grazie all'energia vitale detta anima vive. Oggi gran parte degli esseri viventi ,la quasi totalità, s’interessa al corpo ,cioè a soddisfare i bisogni materiali dello stesso. Per soddisfare questi bisogni, dobbiamo sprecare sempre e comunque delle energie. Non possiamo far godere il corpo senza spreco energetico. Se invece facciamo godere lo spirito ,non bisogna sprecare energia ,solo acquisire quella circostante. L’amore per chiunque per esempio è qualcosa di spirituale che t’inonda d’energia e ti fa passare i momenti più belli della tua esistenza. Ma è qui l'inganno ,infatti amare troppo qualcosa (una donna ,i figli) ti produce inesorabilmente sofferenza ,infatti vivi solo per loro che non sono destinati ad essere eterni ,il tempo passa l'amore si affievolisce ,le teste cambiano e perciò non ricevi più energia ,in quanto con la testa sei sempre da un altra parte. La schiavitù dell'uomo e la sua sofferenza, derivano dal fatto, che non abbiamo capito che quello che amiamo altro non è che una creazione del nostro ego ,mentre il nostro spirito ama il tutto. Se si ama il tutto e non ci si attacca a niente ,la vita è di una bellezza sconvolgente ,si raggiunge l'orgasmo  o estasi senza bisogno di niente ,tutto l'universo e pieno solo d'energia, cercare solo forme particolari è la più grande pazzia. Poco dopo uscii ed andai al bar dove avevo appuntamento con Yane, ma non c'era, ecco perché.

mercoledì 19 dicembre 2012

Ego e anima


16  FEBBRAIO Alle 5 mi svegliai da solo (avevo pregato Yane di farlo) dopo il lungo sonno ero come rinato ,avrei preferito rimanere nel mio confortevole letto ma dovevo assolutamente partire, per tutta la notte non ero più andato al bagno ,ero ancora con poche forze ma di sicuro il mio pensiero era sotto controllo. Aiutato da Yane trasportai il mio bagaglio nel taxi ,ero proprio debolissimo, all’ora prevista eravamo  sul treno ,dove per fortuna trovai una cuccetta libera ,immediatamente sprofondai in un sonno purificatore. Dopo qualche ora mi svegliai ,mi sentivo troppo bene ,il vedere il dolce volto di Yane mi diede ulteriori energie. Parlai con la stessa, contemporaneamente osservavo i nostri compagni di viaggio e il discreto panorama fuori dal finestrino. Ad un certo punto la mia testardaggine la mia voglia di sfida, mi consigliò d'assaggiare delle particolari insalate preparate da un ambulante ,che sicuramente come igiene non erano a livello occidentale. Yane mi sconsigliò ,ma dopo il lugubre giorno precedente ,vedevo un mondo nuovo ,ero stato troppo vicino alla morte per temere ancora virus e batteri. Ormai ero stracerto delle mie teorie ,avevo capito che non erano virus o batteri i responsabili delle malattie ,bensì una caduta delle difese immunitarie ,per non farle scaricare bisogna soltanto sprecare meno energie possibili. Il pensiero era come un vampiro ,succhiava tantis­sime energie ,unici metodi per ricaricarsi, vivere intensamente cioè essere totalmente nel presente senza pensare ,assorbire il mondo circostante ,altro metodo il più semplice del mondo cioè il dormire.

martedì 18 dicembre 2012

Il pensiero può creare di tutto,soprattutto le malattie


14  FEBBRAIO Molto presto fui come richiamato dal Gange ,prima dell’alba ero sulla sua riva, il cielo era ancora buio con tanto di un piccolo quarto di luna. Mi misi ad osservare i numerosi pellegrini che arrivavano ed attendevano il sorgere del sole per farsi il bagno. All'alba con un cielo magico dai mille colori ,fui chiamato da un vecchio Sadu ,mi sedetti accanto a lui e mi feci pitturare il volto, sul suo invito andai a bagnarmi i piedi nel gelido fiume ,l'acqua era quasi gelata e schifosa ,dovevo stare proprio fuori di testa per fare una cosa simile. Pensai ai numerosi indiani nudi che si stavano facendo il bagno vicino a me, dovevano avere una fede immensa per fare una follia del genere ,io di sicuro se mi fossi fatto il bagno ci sarei rimasto stecchito (la temperatura dell'aria secondo me era circa 7-8 gradi). Diedi qualche rupia al sadu e ritornai alla guest house ,aveva appuntamento con un musulmano, con lo stesso andai a visitare alcune botteghe locali ,dovevo comprare artigianato locale, ma più che altro non mi volevo far fregare. Il musulmano era un amico del portiere della guest house (una persona questa a cui volevo molto bene) ma a me non ispirava molta fiducia ,anche se mi fidai a cambiare dei soldi in nero con lui (circa 200 dollari).Non fui fregato, ma dentro di me il mio sesto senso mi diceva che la fregatura l'avrei presa comprando la merce. Dopo un lungo giro ,dissi al musulmano che ci dovevo pen­sare sopra, l'indomani avrei deciso cosa e dove comprare le numerose mercanzie. Dopo tanta spiritualità ero tornato con i piedi a terra ,mi confrontavo con i normali problemi di tutti giorni ,perciò anche il pomeriggio gironzolai da solo per Benares alla ricerca di merce adatta alla mie tasche.

lunedì 17 dicembre 2012

Chiuso dentro un museo.


12  FEBBRAIO  Molto presto con un risciò andai alla fortezza del maraja di Bena­res a Ramnagar. Qui come al solito il mio vuoto interiore mi provocò sensazioni insuperabili. Ma in particolare per la prima volta in vita mia ,mi sembrò di aver visitato il luogo in questione, in un'altra vita precedente.

                             287  TROPPA  ENERGIA
Oggi a Ramnagar non sapevo più chi ero          il tempo mi si era fermato
anzi era tornato indietro                                     per la prima volta nella mia vita
ho pensato di conoscere un posto                      dove non ero mai stato.
Addirittura dondolando su un'altalena               le mura intorno a me
mi erano familiari                                               addirittura mi hanno chiuso in un settore del museo
non si erano accorti che esistevo                        un posto m’ispirò talmente
che ho chiesto d'entrarvi a un privato                ma lo stesso ha risposto no
poi sono dovuto uscire il museo chiudeva          io sarei rimasto delle ore
ma mi hanno cacciato quasi di forza.
Poi lungo le rive del Gange                                 fra animali uomini verde acqua sole ecc. ecc. 
ero immerso nel tutto                                          non sentivo più il mio corpo 
le mosche mi assalivano ma non le sentivo
ero davvero vuoto inondato d'energia vitale.
Con calma dopo poco tempo reale                      ma per me lunghissimo tempo 
così senza pensare mi sono avviato verso Varanasi
le gambe andavano da sole non sentivo fatica
la natura intorno a me mi estasiava                    ero troppo felice dentro di me 
per descrivere tutto quello che mi passava per la testa 
dovrei scrivere un libro                                      ma la cosa più bella di sicuro è stata 
l'incontro con un indiano che stava lavando i bufali 
con un amore particolare                                    un momento per me stupendo.

sabato 15 dicembre 2012

Estasi a Sarnath


09 FEBBRAIO Un altra giornata anonima ,a leggere Berto ,fare solitari a carte, fuori tantissima pioggia ,dentro di me milioni di pensieri.

                                                 281  DIO

Dio è l'energia vitale dentro di noi 
chi vi è al di sopra di lui? 
Perché esiste la vita?
Perché deve esistere Dio? 
Meglio non pensarci e godersi 
questo fantastico mondo.

Una giornata non carica come le altre, non poteva che far rinascere il pensiero, se uno ha da divertirsi di sicuro non pensa e si crea tanti problemi. Il pensiero perciò altro non è che malattia, chi è felice non ha proprio tempo per pensare. Ecco perché nei paesi freddi esistono persone più intelligenti, necessariamente hanno sviluppato la loro mente non potevano farne a meno ,ma la loro intelligenza a confronto della vita paradisiaca che si può vivere ai tropici, non è quasi niente ,quanto sono povere le persone intelligenti.

venerdì 14 dicembre 2012

Effetti degli allucinogeni


07  FEBBRAIO Alle 4.30 ero assillato da un pensiero ecco cosa scrissi.

                          275  COSA PRODUCONO I FUNGHI
Dopo aver riflettuto a lungo                                molti ragionamenti ,molte supposizioni 
dopo una dormita rinfrescante                             ecco una grande risposta
alla mia cruciale domanda. 
I funghi danno una quasi morte                           ma cosa muore           
solo ciò che in noi                                                non è eterno
per l'appunto corpo e mente superficiale. 
Compare l'essenza animica                                  ma se uno è molto attento
capisce che anche la stessa                                   è destinata a morire
in quanto illusoria                                                 come corpo e mente superficiale.
Sotto fungo si può scoprire                                   la nostra natura divina
la nostra immortalità                                             il nostro potere essere
qualunque cosa                                                      perciò il nostro essere nulla
lo spirito dentro di noi                                           può creare qualunque cosa 
ma deve avere determinate conoscenze.

All'alba presi un risciò ed andai sul Gange ,vidi sorgere il sole e i numerosi fedeli farsi il bagno nelle sue gelide acque. Il tempo mi volò via ,finché non vidi arrivare Lorenzo ,dopo la colazione tante chiacchiere e il pasto di mezzogiorno lo salutai ,li a poco sarebbe partito in treno per Madras. Era meglio così ,di sicuro il mio amico era un Budda, andandosene era come se morisse per me, lo stare troppo con lo stesso ,la mia venerazione per lui ,di sicuro mi avrebbe portato fuori strada ,cioè impedita l'ulteriore mia crescita. Prima di rientrare in hotel comprai la  pila per il mio orologio ,la precedente si era scaricata ,forse sareb­be stato meglio non comprarla, infatti da molto tempo vivevo senza lo stesso ,ma fra 13 giorni sarei dovuta rientrare in Italia e di sicuro mi sarebbe servito. Nella mia camera per alcune ore lessi il bellissimo libro di Berto ,poi salii sul terrazzo della guest house e con un bambino mi misi a giocare a tennis utilizzando come racchette due padelle per cucinare, sicuramente la cosa più creativa della giornata. La sera mangiai nella guest house ,conobbi uno studente universitario spagnolo di fisica, parlammo dell'universo ,anche per i suoi eccelsi professori la materia altro non è che energia ,non avevo dubbi in proposito ma sentirlo dire da un razionalista mi piacque molto.

giovedì 13 dicembre 2012

Vivere senza pensare è meditazione


O6  FEBBRAIO Dopo aver camminato per tutta la mattinata scrissi. 
                                               271   ENERGIA
Siamo solo cariche energetiche                          e quando diventiamo vuote
cioè non cerchiamo                                            altre particolari cariche
siamo inondate dal tutto                                     attiriamo il tutto
infatti siamo vuote                                              e l'energia la luce
riempie sempre gli spazi oscuri vuoti. 
Per una vita meravigliosa perciò                        ecco la mia ricetta
lasciarsi trasportare dagli eventi                         si proverà il tutto
nulla ci mancherà                                               e nulla ci schiavizzerà.


                     272    CAMMINANDO  PER  BENARES
In questa città più osservo                                  più capisco l'essenza della vita 
il perché del male                                               insito dentro di noi
e che non riusciamo a debellare. 
Dunque se la vita è solo pensiero                       in quanto la materia non esiste
perché siamo condannati a soffrire? 
Elementare perché in noi vi sono                       solo cattivi pensieri figli dell’ego.
L'ego è dappertutto                                             è la malattia più grande dell'uomo.

mercoledì 12 dicembre 2012

A Benares,a contemplare cadaveri fumanti


04  FEBBRAIO  Una volta sveglio sul mio letto sgangherato la mia anima parlò ancora ,la vita altro non è che un infinita sequenza di sogni ,ogni sogno è unico e originale ,la morte e solo la fine di uno spettacolo ,dopo un attimo di pausa si ricomincia. Mi convinsi più che mai ad immettere queste mie esperienze nel mio libro già cominciato, la prima parte di sicuro sarebbe stata affascinante per i giovani, quest'ultima di sicuro per molti pochi ,ma viste le tante stranezze avvenute ,forse potrà interessare a chiunque ,anche un fatto del genere di sicuro è strano. Con un tuk tuk fui trasportato alla volta di Gaya ,durante il tragitto guardando le stelle senza ombra di dubbio intuii che davvero la vita altro non è che un lungo sogno ,per mia fortuna ,anzi nel mio caso davvero bellissimo. Arrivato a Gaya mi sembro d'essere  giunto  all'inferno ,la stazione del treno era piena di poveracci ,era l'alba e faceva molto freddo ,gli stessi erano rannicchiati sotto delle putride coperte ,anche questo era opera del divino uno spettacolo che non gradii molto ,ma la mia libertà mi permise di prendere il primo treno, mi sorse una domanda senza risposta; perché su questa terra paradiso ed inferno convivono quasi insieme ,forse più avanti vi sarà risposta.

martedì 11 dicembre 2012

Maestra è la vita,dal vento fino a Plotino


01  FEBBRAIO  Passai l'intera giornata con Massimo e Libero. Il lucchese visto che in passato aveva fatto il venditore ambulante mi spiegò molte cose sull'arte del commercio ,inoltre mi fece visitare la sua spartanissima stanzetta affittata. Questa era piena di libri che trattavano argomenti spirituali ,vi era il letto, un tavolo ,un fornellino sopra un mobile per cucinare, ed infine una specie di santuario con tanto di foto del suo guru’ con tanto d'incensi. Per il suo Dio in terra, tutte le mattine si alzava all'alba per accendere gli incensi ,mi parlò molto dello stesso ,ma vedevo Libero troppo succube di Babaji, l'unica cosa che mai dimenticherò fu questa preghiera del suo guru’.

Ama e servi tutta l'umanità                                dai aiuto a ognuno
sii felice sii cortese                                            sii un motore di gioia irrefrenabile
riconosci Dio in ogni volto                                non ci sono santi senza un passato
non ci sono peccatori senza futuro                    loda ognuno
se c’è qualcuno che non puoi lodare                 allontanalo dalla tua vita
 sii originale sii creativo                                     sii coraggioso, caricati di coraggio
non imitare                                                         sii forte sii onesto
non appoggiarti sulle spalle degli altri               pensa con la tua testa
sii te stesso                                                          tutta la perfezione e le virtù divine
sono nascoste in te                                               rivela questa al mondo
anche la saggezza e' già in te                               lasciala splendere in tutta la sua forza 
lascia che il signore ti renda felice                      fai che la vita sia come una rasa 
in silenzio essa parla il linguaggio della fragranza.
Shri Babaji  Febbraio 84

lunedì 10 dicembre 2012

Le conclusioni,sono solo pensieri che rafforzano l"ego


30 GENNNAIO       
                             260    UN SOGNO
Mi sogno Massimo il baffone 
che mi dice molto forte 
le conclusioni sono solo pensieri 
che rafforzano l'ego.
                       Ti soddisfi della tua piccola luce 
                       e ti perdi la vera luce
                       che è nel tutto.

Verso le 5 del mattino feci questo sogno, che oltre all'eccezionale saggezza ,mi colpì per la sua quasi realtà ,la mente umana è davvero potentissima. Alle 8 prima di scendere dal letto scrissi ancora.

                              261  QUANTO SEI BELLO SOGNO
Si sto sognando ,è un fantastico sogno               sono troppo felice
la vita è troppo bella                                           nei suoi miliardi di diversità
l'energia è dappertutto                                         la morte è mancanza d'energia
perciò è chiaro siamo tutti immortali. 
Questa vita è solo un passaggio                           siamo figli di una grande mente
che quando vorrà richiamerà                               i suoi figli migliori
il tutto tende al miglioramento                            lo scopo di chiunque è diventare Dio
il paradiso è per tutti                                           dopo miliardi di pensieri.

sabato 8 dicembre 2012

Pensavo di aver capito tutto.Ma solo l"ego ,può pensare una tale stupidaggine.


29  GENNAIO   Appena sveglio a mente lucida scrissi.

                                             256   30   ANNI
Ho 30 anni il prossimo 07 maggio                     ma oggi 29.01.94
ho capito cosa voglio                                         voglio le mie illusioni
non voglio essere telecomandato                       da chicchessia
voglio rispondere solo a me stesso                    gli altri insignificanti
devo percorrere la mia strada                             crearmi le mie illusioni
così facendo si può forse pensare                       di rimanere soli
ma il mondo è pieno d’energia                           dappertutto
la solitudine non esiste                                        solamente chi è cieco dentro
in tutti i sensi                                                       ha paura di rimanere solo
la vita è ovunque                                                 solamente quello che ti è caro
t’imprigiona                                                         ma quando ti liberi
vedi che il mondo sprigiona energia                    ovunque.
Capisci che quelle illusioni                                  quella scarsa energia
non è niente al confronto del tutto                        quelle illusioni ti legano solamente                
non vedi la luce che ti circonda                            vedi un piccolo mondo
dove la sofferenza prevale                                    perché manca l'energia
che non può penetrare                                           PERCHE’ SEI CHIUSO
la vita con poca energia                                        è simile al polo sud
cioè si vive molto poco.