.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


domenica 31 marzo 2013

Le 5 leggi della nuova medicina di Hamer


Prima legge: Il trauma è il detonatore
Ogni malattia è causata da un trauma emotivo che ci coglie impreparati, ci prende in contropiede, un trauma che viviamo in solitudine e che non sappiamo come risolvere.
Allo scopo di continuare la specie, l'uomo ha sviluppato col passare del tempo dei programmi biologici di sopravvivenza che sono diventati automatici e si sono inscritti nel suo cervello, nelle sue cellule.
Esiste una triade indissociabile: mente-cervello-corpo, tre unità che funzionano sempre insieme.
a) Il cervello non è in grado di distinguere tra reale e simbolico, tra realtà e immaginazione.
b) Siamo programmati per sopravvivere, quindi la malattia è la soluzione perfetta del cervello in termini biologici di sopravvivenza.
c) Tutte le volte che un individuo viene colpito da un trauma emotivo che abbia le seguenti caratteristiche:
- vissuto in maniera drammatica
- ci colga impreparati
- l'emoziona abbia il sopravvento sulla ragione
- sia vissuto in solitudine, rimuginando continuamente il problema
- non si trovi una soluzione soddisfacente
Allora e solo allora il cervello entra in azione mettendo in moto uno speciale programma biologico per la sopravvivenza dell'individuo.
L'intensità del trauma emotivo determinerà la gravità della malattia, mentre il tipo di emozione determinerà la localizzazione nel corpo.
Quindi la malattia è un simultaneo squilibrio a livello psichico, cerebrale e fisico dovuto ad un trauma emotivo.Senza conflitto non vi è malattia, rendersene conto è il primo passo verso la guarigione!

Seconda legge: niente esiste senza il suo contrario
Viviamo in un mondo polare, non esiste il giorno se non c'è la notte, la salute non ha senso senza la malattia, ecc. La medicina ufficiale ha individuato circa un migliaio di malattie, suddividendole in malattie "fredde" e malattie "calde". Quelle "fredde" sono: stato continuo di stress, insonnia, cancro, angina pectoris, neurodermatiti, psicopatologie, ecc. quelle "calde" sono: infezioni, reumatismi, allergie, esantemi, ecc. In verità non esiste una malattia "fredda" o una malattia "calda", ma piuttosto esistono fasi alterne "fredde" e "calde". Tutte le malattie presentano appunto due fasi: fase "fredda" detta simpaticotonia, e fase "calda" detta vagotonia. E' sempre la fase "fredda" che arriva per prima, seguita dalla fase "calda" di riparazione una volta superato il trauma. Il superamento del trauma è la chiave di volta per passare in fase di riparazione.
FASE FREDDA: 
Al verificarsi di un trauma emotivo che ci coglie impreparati, ci prende in contropiede, che viviamo in solitudine e che non sappiamo come risolvere, i tre livelli dell'essere (mente-cervello-corpo) entrano in una fase di reazione per poter sopravvivere:
a livello psichico: il paziente continua a rimuginare il suo problema, è stressato, non ha più fame, dimagrisce, fa fatica ad addormentarsi. In questo continuo stato di allarme tutte le energie sono mobilitate al solo fine di superare il trauma.
a livello cerebrale: si producono dei cerchi concentrici (focolai) in una certa area del cervello che presiede al funzionamento di un organo ben preciso. Alla TAC cerebrale senza liquido di contrasto i focolai di Hamer sono chiaramente visibili.
a livello fisico: il cervello può dare solo quattro ordini: creare una massa (tumore, ciste, ecc) scavare un buco (lisi), bloccare, sbloccare un organo.
FASE CALDA:Questa fase ha inizio solamente al momento della soluzione del conflitto.
a livello psichico: iniziamo a tirare il fiato. Lo stress si dilegua, il conflitto è stato risolto. Torna l'appetito, le estremità del corpo riprendono ad essere calde.
a livello cerebrale: nell'area del cervello dove si è verificato il "cortocircuito" comincia  a formarsi l'edema di riparazione. Una volta terminata la riparazione una crisi epilettoide (tremori, sudori freddi, stress, evacuazioni urinarie) verificherà se l'evento conflittuale è stato completamente superato; in caso affermativo l'edema sarà evacuato tramite la diuresi, in caso negativo si manifesterà con fasi alterne di ricadute e risoluzioni che avranno come conseguenza il formarsi di una cisti cerebrale al posto dell'edema.
livello fisico: già prima della crisi epilettoide la malattia smette di progredire ed il cervello si ripara. Nella fase di vagotonia (fase calda) il paziente entra in uno stato di infiammazione; tutte le energie sono ora tese alla risoluzione cerebrale e fisica: può avere stati febbrili, dolori diffusi o localizzati e molta stanchezza. Tutti gli stati infiammatori sono delle riparazioni, ivi comprese le malattie infettive. E' da tener presente che la fase di riparazione può essere anche più pericolosa della fase di malattia.

Terza legge: Il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie equivalenti
Il termine ontogenetico si riferisce alla vita embrionale dell'individuo e si parla di "malattie equivalenti" perché non solo i tumori, ma tutte la malattie, si comportano secondo l'enunciato delle cinque leggi.
La ragione di tutti i comportamenti biologici risale alla notte dei tempi e comincia con l'apparizione della prima cellula sul nostro pianeta.
Abbiamo già detto che l'uomo non sarebbe potuto sopravvivere fino ad oggi se non avesse integrato nel suo cervello programmi biologici di sopravvivenza volti al superamento di ogni genere di ostacoli che nel corso dei millenni si sono presentati sul cammino della sua evoluzione. Una volta superato l'ostacolo, la soluzione viene trasmessa alle generazioni future: nei primi due mesi di vita intrauterina il feto incarna tutta questa memoria dall'inizio della vita ad oggi.

- prima tappa dell' evoluzione:
La cellula per continuare deve respiraremangiareeliminare e riprodursi. Col passare dei secoli la nostra cellula si associa ad altre cellule e diventa un organismo pluricellulare adattandosi così alle situazioni contingenti. Se, per esempio, esso vive in un luogo dove l'ossigeno scarseggia, entra in una fase di stress e trova la soluzione al problema moltiplicando le cellule specializzate nella respirazione. Creerà una specie di tumore, una proliferazione cellulare. Dunque a questo stadio della vita, la sopravvivenza è assicurata da un aumento delle cellule là dove è necessario e l'ordine di proliferazione viene impartito da una struttura cerebrale arcaica che diverrà il tronco cerebrale.
Ciò che avviene nel ventre materno in qualche modo ripercorre tutti gli stadi dell'evoluzione, tant'è vero che, nel corso del suo sviluppo, l'embrione sembrerà di volta in volta un'ameba, un girino, ecc.
Cos'à ereditato l'uomo moderno dalla prima tappa dell'evoluzione della vita sulla Terra? Quali sono gli eventi conflittuali? Sono conflitti che riguardano il...boccone! Un boccone di cibo, d'aria, un boccone da espellere, un boccone in senso figurato (nutrirsi, respirare, eliminare). L'uomo quando si sente crollare tutto addosso, il cervello trattiene i liquidi. Per quanto riguarda la funzione riproduttiva, i conflitti interesseranno l'endometrio e parte della prostata. 

- seconda tappa dell'evoluzione:
Qui assistiamo al passaggio degli organismi viventi dall'ambiente acquatico a quello terrestre. Ora deve proteggersi dal nuovo mondo che lo circonda: là dove sarà aggredito dai raggi solari, il cervello produrrà un ispessimento delle membrane per evitare di morire bruciato. Nel ventre materno, l'embrione continua a perfezionarsi irrubostendo tutte le membrane: derma, pleura, peritoneo, pericardio.
Quali tracce psichiche rimarranno registrate nella memoria dell'uomo moderno? In generale tutti i conflitti relativi alla paura di venire aggrediti, di subire un'aggressione contro l'integrità fisica all'altezza del torace (mesotelioma pleurico), della cavità addominale (mesotelioma peritoneale), del cuore (mesotelioma del pericardio). Fanno ancora parte tutti i conflitti relativi al sentirsi in qualche modo colpiti nella propria integrità morale, insozzati: attacchi vissuti sulla pelle che daranno luogo a melanomi. La pelle è la parte del nostro corpo che per prima entra in contatto con gli altri individui

- terza tappa dell'evoluzione:
Per il nostro piccolo organismo è ora di muoversi, esplorare l'ambiente circostante. Dovrà quindi sviluppare uno scheletro, dei muscoli e dei tendini. Ma se il mondo verso il quale tende (la terra) non è migliore di quello dal quale proviene (l'acqua), deciderà di tornare indietro e dovrà quindi perdere gli organi che aveva espressamente sviluppato: dovrà fare una lisi (riduzione cellulare, necrosi), perdere sostanza.
Nel ventre materno comincia è il momento in cui compare il sistema osseo e muscolare. Questa fase corrisponde allo sviluppo del proprio valore. Qui i conflitti sono di svalutazione di sé(osteoporosi).

-quarta tappa dell'evoluzione:
E' un ulteriore precisarsi di tutte le tappe precedenti, il passaggio da: "mi sposto sulla superficie e mi misuro con il nuovo ambiente" a "entro in comunicazione con altri individui". Si affinano gli organi sensoriali:
Sul piano psichico assistiamo ad una proiezione di sé in un contesto sempre più vasto e complesso. Se ho paura di morire la soluzione biologica del cervello sarà quella di aumentare gli alveoli polmonari per prendere più aria e sopravvivere, insomma una proliferazione cellulare, un cancro ai polmoni. Se invece mi "tolgono il fiato", mi "manca il respiro", ossia un conflitto dipendente dal mio rapporto con gli altri, la soluzione sarà quella di ulcerare i bronchi affinché passi più aria. Mentre se il conflitto è legato a dover andare allo stesso tempo in due direzioni diverse e non sappiamo cosa decidere, la soluzione biologica è la paralisi delle gambe (blocco funzionale).

In sintesi:
Al verificarsi di un conflitto inatteso, senza soluzione apparente, vissuto in solitudine, la patologia si esprime contemporaneamente a livello mentale, cerebrale e organico.
- a livello mentale c'è uno stato di stress permanente
- a livello cerebrale si verifica un corto circuito in una specifica area del cervello
- a livello organico avviene la proliferazione cellulare (tumore) oppure la lisi (perdita di sostanza) o ancora un blocco funzionale (paralisi).

L'eliminazione del conflitto è la chiave di svolta che permette di passare alla fase di riparazione.

Quarta legge: I microbi sono al servizio del cervello:
I microbi sono nostri alleati, sono loro che si occupano di riparare i danni durante la seconda fase. E' il cervello che invia l'ordine ai nostri amici virus, funghi o batteri.
Tutti i microbi arrivano, proliferano e scompaiono per favorire la riparazione secondo una logica ben precisa in sincronia con il nostro cervello e il nostro corpo. Essi fanno parte del programma biologico della Natura.
l'uomo convive con i microbi: il nostro corpo contiene dieci volte più batteri che cellule umane: centomila miliardi

Quinta legge: della quintessenza:
Tutti i comportamenti dell'uomo (e malattie) sono determinati da programmi speciali di sopravvivenza inscritti nel cervello fin dalla notte dei tempi. La malattia è una soluzione biologica del cervello, l'ultima possibilità di sopravvivenza.
Ogni organismo vivente possiede un cervello più o meno sviluppato, in grado di captare inconsciamente le informazioni provenienti dal mondo che lo circonda. Le cellule i batteri che abitano in noi, i vari organi, tutto funziona all'unisono, con lo steso ritmo del cervello principale. 

La malattia ha sempre un senso. Essa è utile, necessaria, vitale per l'individuo e per l'evoluzione della specie.
Tratto da La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione? di Giorgio Mambretti e Jean Séraphin ed. Amrita

sabato 30 marzo 2013

Battiato copia Osho


La politica è per i mediocri! (Osho).

Battiato sui politici parla-battiato-i-politici-dei-poveri-disgraziati

Dal nostro corrispondente, Oscar Salvador

Come anticipato nel post d’introduzione del The Times of India, abbiamo recentemente trovato un interessante articolo nella sezione spirituale “The speaking tree”; il titolo “La politica è per i mediocri”, l’autore è Osho.

Se sei intelligente, perché dovresti entrare in politica?
La politica è per gli stupidi, i mediocri.
La persona intelligente ha cose più importanti da fare, non è interessata a dominare gli altri ma a conoscere sé stesso.
Dominare gli altri è un modo per scappare dal proprio vuoto interiore, è una fuga da sé stessi e la persona intelligente non fugge.
La politica è una grande fuga, ti tiene così impegnato per tutto il giorno che non puoi neppure trovare qualche minuto per te stesso.
Perfino quando dormi pensi alla politica, continua nei tuoi sogni; essere un politico è un lavoro di 24 ore, non ti puoi rilassare, altrimenti rimani indietro: è pura violenza!
L’onestà non paga in politica e se un politico è onesto, lo è solo se questo gli è conveniente, non per amore dell’onestà.
Il proverbio che “L’onestà è la politica migliore” deve essere stato inventato da un politico.
L’onestà non può essere politica, ma la politica rende ogni cosa politica.
Come può l’onestà essere politicizzata?
L’onestà è una religione, tu sei onesto per il puro piacere di esserlo, anche a rischio di perdere tutto, perché sarà giusto perdere tutto.
Una persona onesta in politica? Impossibile!
Un politico di nome Strano era sul letto di morte e chiese al proprio avvocato: «come epitaffio sulla mia tomba voglio solo queste parole “Qui giace un politico onesto”».
L’avvocato però protesto: «ma come farà la gente a sapere chi è sepolto in quella tomba?».
Il vecchio politico sorrise: «non ti preoccupare, la gente guarderà la scritta e dirà “questo è strano!”».
E Strano era proprio il nome del politico!
Per essere onesti ci vuole fegato, un politico deve indossare maschere, deve soddisfare le aspettative delle persone, così che qualunque cosa tu voglia che lui sia, lui pretenderà di esserlo; qualunque cosa tu desideri, lui è pronto a promettertela; ma promettendo cose contraddittorie a persone diverse, le sue promesse non hanno alcun significato.
E così tutto il mondo si lamenta di questi politici ma in qualche modo l’uomo è così stupido che quando riesce ad uscire dalla morsa di un politico, immediatamente entra nella gabbia di un altro.
L’uomo deve essere liberato dalla sua stupida mente, solo allora sarà libero dai politici; e infatti i politici non vogliono che tu sia intelligente.
Per migliaia di anni non hanno permesso alle persone di essere istruite perché era pericoloso e ora che gli permettono di essere istruiti, l’educazione è tale che ti fa meno intelligente.
Quando un bambino inizia la scuola è di gran lunga più intelligente di quando esce dall’università, quei 20 anni distruggeranno gran parte di ciò che è immensamente prezioso.
Egli conoscerà parole, lingue, teorie, ma avrà venduto la sua intelligenza e ottenuto in cambio una conoscenza morta.
La vecchia generazione cerca di forgiare la mente delle nuove generazioni; l’insegnante è solo un agente della vecchia generazione; egli corrompe le menti dei giovani ma in modo così subdolo che tu non te ne accorgerai, se non sarai sempre attento e vigile!

venerdì 29 marzo 2013

Che bellissima sorpresa

Stavo osservando il magistrale Rocco Bruno
https://www.youtube.com/watch?v=PNS4h0NOATs
 chi  ti compare nel video? Il fantastico Nando Ioppolo,un grande avvocato,ma soprattutto un uomo che ne sa troppe di cose,che non si devono sapere.
Che parla di Hamer e Tumori.
Due video assolutamente da vedere,io da parte mia dico,Hamer è utile per i cittadini,ingabbiati nelle nostre metropoli,per chi vive a contatto con la natura,Hamer non serve proprio,gli spazi incontaminati di cui può disporre l"uomo naturale,bastano e avanzano,per distruggere tutti i tumori,consiglio Wilhelm Reich,e il libro,La biopatia del cancro.
I conflitti emozionali,sono all"ordine del giorno, nelle citta,per la mancanza di grandi spazi,le citta altro non sono che degli allevamenti umani,delle serre dove raramente un seme selvatico si può acclimatare,ecco questo è Nando  Ioppolo,un seme selvatico trapiantato nella serra.Un aquila,che stando in citta tra tanti polli,magicamente si è accorto malgrado tutto di essere un aquila.Ma tutti potenzialmente siamo aquile,possiamo volare,e non beccare nevrastenicamente.

giovedì 28 marzo 2013

Il futuro di Cipro. Un suicidio assistito, o un salto nel buio.


CIPRO DEVE LASCIARE L'EURO ORA di Paul Krugman Da http://sollevazione.blogspot.

28 marzo. Cipro indica quale potrebbe essere il futuro di altri paesi come l'Italia.
Il premio nobel Krugman prevede che la soluzione escogitata dalla trojka (Ue, Bce e Fmi) causerà un taglio dei salari dei ciprioti violentissimo e un crollo del Pil del 20%. Un vero e proprio genocidio sociale. Il ritorno alla sovranità monetaria e la svalutazione della moneta sarebbero il male minore.


Istruzioni per l'uscita

di Paul Krugman*


Il motivo è semplice: stare nell’euro significa una depressione incredibilmente grave, che durerà per molti anni, mentre Cipro cerca di costruire un nuovo settore delle esportazioni. Lasciando l’euro, e lasciando cadere fortemente [il tasso di cambio della] nuova moneta, tale ricostruzione accelererebbe notevolmente.

Se si guarda al profilo degli scambi commerciali con Cipro, si vede quanto danno il paese è in procinto di sostenere. Si tratta di un’economia molto aperta con solo due principali esportazioni, i servizi bancari e il turismo – e uno di loro è appena scomparso. Ciò da solo porterebbe ad una crisi grave. Oltre a questo, la troika sta chiedendo maggiore austerità, anche se il paese ha apparentemente un bilancio primario (senza interessi) all’incirca in pareggio. Non sarei sorpreso di vedere un calo del 20 per cento del PIL reale.

Qual è il percorso da seguire? Cipro deve avere un boom turistico, oltre a una rapida crescita delle altre esportazioni – la mia ipotesi sarebbe l’agricoltura come settore trainante, anche se non so molto su questo. Il modo più ovvio per arrivarci è attraverso una grossa svalutazione; sì, alla fine, questo probabilmente porta a offerte vantaggiose che attirano un sacco di pacchetti turistici britannici.

Arrivare allo stesso punto tagliando i salari nominali richiederebbe molto più tempo e infliggerebbe molti più danni umani ed economici.

Ma è possibile lasciare l’euro? La tesi di Eichengreen – che anche solo una ipotizzata uscita potrebbe causare fuga di capitali da panico e assalti agli sportelli – è ora opinabile: le banche sono chiuse, e il capitale è controllato. Quindi, se fossi un dittatore, semplicemente prolungherei la chiusura delle banche abbastanza a lungo per preparare la nuova moneta.

OK, e per quanto riguarda le banconote? Io non sono un esperto in materia, ma conosco ipotesi sulla possibilità di ricorrere alle carte di debito in circolazione, in modo che le imprese possano riprendere senza dover aspettare che qualcuno comandi la stampante [delle banconote]. Il governo potrebbe anche essere in grado di emettere scritture temporanee, dei “pagherò” (IOU) che non sembrano banconote vere e proprie, quale misura transitoria.

Sì, sembra qualcosa di disperato e improvvisato. Ma la disperazione è appropriata! In caso contrario, stiamo parlando un livello di austerità alla greca o peggio in un’economia i cui fondamentali, grazie alla implosione del sistema bancario off-shore, sono molto peggiori di quanto quelli della Grecia siano mai stati.

La mia ipotesi è che niente di tutto questo accadrà, almeno non subito, che la leadership del paese tema il salto nel buio che verrebbe dall’uscita dall’euro, nonostante l’orrore evidente di cercare di rimanere dentro; ma, come ho detto, penso che l’uscita dall’euro sia ora la cosa giusta da fare.

mercoledì 27 marzo 2013

Crimi spiega perchè NO fiducia a Bersani


Riporto testualmente il messaggio che Vito Crimi ha pubblicato sul suo profilo facebook. Credo sia importante farlo girare soprattutto per togliere ogni dubbio a quelle persone che chiedono “ma perchè non date la fiducia a Bersani? Dovete prendervi le vostre responsabilità”
Infatti sarebbe da veri irresponsabili dare loro la fiducia. Ecco il testo :
“Il Movimento 5 Stelle ricorda che la procedura di conferimento del voto di fiducia nasce con il preciso scopo di far nascere un Governo creando una stabile maggioranza politica. Le votazioni sono nominali, a scrutinio palese, perché i parlamentari, se favorevoli, possano assumersi la responsabilità politica personale di sostenere un Governo, e di farlo in modo stabile.
Un impegno così oneroso non può essere sostenuto dal Movimento 5 stelle a favore del Partito Democratico e del suo attuale leader Bersani, e vogliamo qui elencare alcune delle ragioni.
Perché di reddito di cittadinanza non ha mai parlato finché non l’ha tirato fuori il M5S;
Perché non ha mai fatto una serie legge anticorruzione;
Perché non ha mai abolito il finanziamento pubblico ai giornali;
Perché ha approvato l’IMU;
Perché non ha mai abolito le provincie;
Perché ci ha regalato la tassa da 4 miliardi servita a pagare i conti di Monte dei Paschi di Siena;
Perché non ha mai fatto la legge sul conflitto di interessi ;
Perché ha ratificato trattati come il Fiscal Compact e il Mes;
Perché si sono accorti solo dopo venti anni che una legge del 1957 rende Berlusconi ineleggibile;
Perchè è quello di: “I rimborsi elettorali ci vogliono, se no non sopravviviamo”;
Perché la Tav e’ il progresso;
Perché copia le Parlamentarie del M5S ma poi riserva i posti chiave per i soliti noti (Bindi & Co.);
Perché è quello di “abbiamo una banca”;
Perché è quello di Prodi che ci ha portato nell’Euro;Vito_Crimi
Perché è quello del golpe morbido di Giorgio Napolitano;
Perché “il Lodo Alfano non è un nostro problema, non è la priorità”;
Perché è quello dell’indulto;
Perché non ha mai cancellato le leggi “ad personam”;
Perché ha contribuito al finanziamento delle missioni di “guerra”;
Perché i bombardieri F35 servono per le missioni di pace;.
Perché asseriva candidamente in aula che Berlusconi sapeva che non sarebbero state toccate le sue televisioni;
Perché ha fatto da stampella a Berlusconi in tutto questi anni
Perché 32 parlamentari del PD erano assenti quando si votava la fiducia per lo scudo fiscale, e ne sarebbero bastati 20;
Perché non ha mai cambiato la legge elettorale né reintrodotto le preferenze;
Perché ha avallato le politiche “a-sociali” del governo Monti;
Perché ha detto sì alle pensioni a 67 anni;
Perché Bersani si scagliò contro l’ordine dei medici dell’Emilia, rei di aver chiesto una moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori;
Perché ha sostenuto la gestione privata dell’ acqua, dei rifiuti e del trasporto pubblico a favore di investitori privati e a discapito dei cittadini;
Perché ha collaborato alla sottrazione di risorse alla scuola pubblica, mantenendo i finanziamenti alla scuola privata;
E anche, soprattutto, perché “non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo” [A.Einstein]

lunedì 25 marzo 2013

Sovranità del consumatore, sovranità del risparmiatore e sovranità dello Stato




Stefano D'Andrea fonte   Condivido molto,non tutto.Lo stato,per me va rafforzato,per poi estinguerlo,un po come l"ego.

Se il consumatore è sovrano, lo Stato non è sovrano o è un sovrano liberoscambista e asservito agli usurai.
Se lo Stato è sovrano, il consumatore non è sovrano.
Definirei così la sovranità del consumatore: il diritto di acquistare ogni merce, prodotta in ogni luogo della terra, appena è immessa nel commercio ed al minor prezzo  possibile, ricorrendo anche all'indebitamento, che lo Stato non deve vietare o limitare ma anzi promuovere.
La sovranità dello Stato è la discrezionalità politica nella interpretazione del programma costituzionale e nella scelta dei metodi e dei tempi per eseguirlo.
Per il programma costituzionale, lo Stato deve promuovere l'occupazione. La Repubblica, infatti, "promuove le condizioni che rendano effettivo" il diritto al lavoro (art. 4, I comma). L'occupazione è per definizione patriottica. Deve aumentare sulla nostra terra. E' elemento fisico, terrestre, italiano.
Produrre in Italia merci e servizi che importiamo, anche se costerebbero un po' di più, è comunque un bene, quando si comincia ad avere una disoccupazione che raggiunge il 12% (previsioni della Banca d'Italia per il 2013; quindi sarà più alta). Anzi è necessario per adempiere il dovere posto dall'art. 4, I comma della Costituzione.
Lo Stato sovrano programma un'economia in equilibrio. E quindi non consente mutui immobiliari trentennali, anche se alcuni cittadini ingenuamente possono desiderare di stipularli. Allo stesso modo, lo Stato sovrano, sempre per la tutela di interessi generali e per evitare bolle, limita l'indebitamento privato per l'acquisto di beni di consumo.
Se il risparmiatore è sovrano lo Stato non è sovrano o è uno Stato asservito agli interessi dei rentiers e dei grandi gestori del risparmio.
Definirei così lo Stato sovrano rispetto alla disciplina del risparmio: lo stato favorisce l'accumulazione del risparmio privato; ma impedisce che esso sia massimamente valorizzato, attraverso l'acquisto di titoli, azioni e quote di società emessi all'estero, e impedisce che il risparmio non investito rischiosamente possa generare interessi superiori all'inflazione. Anzi i tassi reali (depurati dall'inflazione) devono essere negativi, perché il risparmiatore è parzialmente tutelato dall'inflazione ed è assicurato contro il furto. E' il risparmiatore, dunque, che, in valori assoluti, deve pagare lo stato; non il contrario.
Lo Stato provvede anche a convogliare parte del risparmio verso la spesa pubblica. Lo Stato deve limitare la circolazione dei capitali per sottrarsi alla concorrenza fiscale. Una nazione dotata di risparmio (e una nazione seria lo accumula) ha interesse a sottrarsi alla concorrenza fiscale, che è sempre dannosa per i ceti con redditi bassi e medi.
Il neoliberismo è una dottrina fondata sulla sovranità del consumatore e del risparmiatore. L'economia sociale e popolare, le cui linee sono tracciate nella nostra Costituzione, aborre la sovranità del consumatore e del risparmiatore. La Costituzione italiana impone la sovranità dello Stato e si disinteressa completamente alla sovranità del consumatore e alla sovranità del risparmiatore.

domenica 24 marzo 2013

Frasi di Victor Hugo

“Non c’è niente al mondo più potente di un’idea per la quale è arrivato il suo tempo”.

I professori detestabili come sono, fanno, non solo a loro insaputa, ma anche assolutamente loro malgrado, eccellenti discepoli.

È dell'inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi.

da PensieriParole
Il bello è utile quanto l'utile. Forse anche di più.








da PensieriParole

da PensieriParole

venerdì 22 marzo 2013

MATTEO RENZI: Tra Big Bang e massoneria: ritratto di un berlusconiano doc


- di Carmine Gazzanni -

Lo scorso fine settimana la convention dei rottamatorisembra abbia dato il “la” ad un nuovo percorso politico all’interno del Pd. Alternativo, l’hanno definito alcuni. Perché Matteo Renzi sarebbe “il nuovo che avanza”. Ma, stando al suo passato, ai suoi legami e alla sua stessa visione della politica sembrerebbe davvero non ci sia nulla di nuovo: da Cl a Craxi, dalle sue idee suinceneritori e nucleare, fino alla cena ad ArcoreE quella condanna di cui nessuno parla …


Mentre, infatti, tutti i quotidiani (giustamente) davano peso alle dichiarazioni ora di Renzi, ora di Bersani, andando a classificare i pro rottamatori e gli anti, scervellandosi per capire quale possa essere il possibile ruolo politico del sindaco di Firenze in vista delle prossime primarie, nessuno si è posto domande preliminari (ma centrali) sulla questione. Cerchiamo di capirci: ognuno è libero di presentare la propria candidatura, di aprire un dibattito all’interno di un partito democratico. Ci mancherebbe. Ma il peso che stampa e politica hanno attribuito a Renzi sembrerebbe davvero eccessivo se prima non si cerca di rispondere ad alcune domande preliminari: chi è davvero Matteo Renzi? In che direzione è andato il suo operato a Firenze? Rispondere a tali interrogativi permetterebbe di capire molto di più della figura politica che, senza ombra di dubbio, oggi è al centro del dibattito politico del Pd, e non solo. Ci permetterebbe, soprattutto, di poter comprendere se e fino a che punto Renzi sia davvero “il nuovo che avanza”. E, ancora, da chi è appoggiato nella sua scalata al Pd.
IL PASSATO DI RENZI
Classe 1975, Matteo Renzi sin dall’età di diciannove anni si è dato alla politica. Nel ’96 è in prima fila nei Comitati Prodi, si iscrive al PPI, partito che rappresenta la naturale evoluzione della Democrazia Cristiana, e ne diventa segretario provinciale nel ‘99. A soli 24 anni. Dopo che il PPI confluisce nella Margherita, ne diventa coordinatore cittadino e poi, nel 2003, segretario provinciale. Insomma, nel fiorentino Renzi è oramai un punto di riferimento. Tant’è che l’anno dopo diventa, a soli 29 anni, Presidente di Provincia e, nel 2009, primo cittadino della città gigliata.
Certamente, dunque, un curriculum invidiabile.  Ma questa rapida carrellata non può essere compresa a dovere se non si fa riferimento anche agli interessi, al sottobosco politico e non a cui Renzi è legato a doppio filo. Anzi, letteralmente è figlio di tale sottobosco (da cui, per giunta, oggi dice di volersi liberare): suo padre, Tiziano, ha militato a lungo nella DC diventando anche consigliere comunale di Rignano sull’Arno dal 1984 al 1995. Ma, soprattutto, Tiziano Renzi è stato sempre attivo nell’imprenditoria regionale entrando in affari con l’impresa Baldassini-Tognozzi-Pontello (oggi rivelata da Impresa Spa) da sempre molto attiva nel fiorentino nell’edile e nella distribuzione pubblicitaria. E Matteo non si lascia scappare le amicizie strette da suo padre: ha fatto molto discutere, ad esempio, il fatto che è proprio la Baldassini-Tognozzi-Pontello a vincere la gara d’appalto per la tramvia 2 e 3 a Firenze. E non è finita qui. Renzi, in linea con gli insegnamenti paterni, intraprende sin da giovane non solo la strada politica, ma, in contemporanea, anche quella imprenditoriale. Ed eccolo allora nel ’94 (a soli diciannove anni) dirigente d’azienda con la Chil srl, società di marketing diretto, che lui stesso fonda (ora è dirigente in aspettativa) e che arriva a contare aziende sparse in tutt’Italia. Non solo Rignano sull’Arno, ma anche Genova, Bologna, Roma. Come abbia fatto a soli diciannove anni resta un mistero.
Non solo: a Firenze sono tante le voci secondo le quali in epoca di forte ascesa massonica, papà Tiziano fosse uno dei più autorevoli uomini della loggia fiorentina. Il che non stupisce affatto dato che la Toscana è una delle regioni con la più alta percentuale di iscritti alla massoneria. Né stupirebbe se un giorno venissimo a sapere che anche Matteo abbia seguito la strada del padre: come dichiarato dallo stesso Maestro Venerabile del GOI Gustavo Raffi, nel Pd si contano circa 4000 tesserati “fratelli” massoni. Un numero decisamente alto se si considera che in tutto i tesserati del Partito Democratico arrivano a circa 21 mila. Ebbene, la maggior parte di questi 4 mila si concentrerebbero proprio in Toscana e, nella fattispecie, in città quali Livorno e Firenze. Se così fosse, non sarebbe un caso che il Gran Maestro del GOD (Grande Oriente d’Italia Democratico) Gioele Magaldi parla anche di lui nella lettera che inviò al “fratello Silvio”.
Ma il sottobosco di Matteo Renzi può contare anche su forti legami con il mondo politico-imprenditoriale di natura democristiana. A cominciare, alla faccia del nuovo che avanza, daComunione e Liberazione: insieme allo stesso Bersani e a Enrico Letta, infatti, Renzi è il politico di riferimento di Cl. Né Renzi ne fa mistero. In una passata intervista a L’Espresso, alla domanda di Denise Pardo, dichiarava: “Trovo stravagante l’atteggiamento della sinistra verso la Compagnia delle Opere. L’unico politico che ha chiuso il meeting di Rimini si chiama Pierluigi Bersani. Se Bersani può parlare con la Cdo, non vedo perché non ci possa parlare qualcun altro”. Peccato, però, chesoprattutto in terra lombarda, la regione più produttiva del nostro Paese, le carte processuali raccontano una realtà tutt’altro che encomiabile.
E ancora. Stando a quanto rivelato da Il Nuovo Corriere di Firenze, Matteo Renzi conta anche su stretti legami con la Fondazione Craxi (si legge sul sito: “La Fondazione […] ha come finalità principale la tutela della personalità, dell’immagine, nonché del patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi”. Ed è tutto dire) che, addirittura, assicurerebbe in caso di corsa alle primarie voti a Genova, Milano e Torino (dove, del resto, Renzi conta anche sull’appoggio dell’ex sindaco Chiamparino, presente alla convention della Leopolda). E qui l’arcano: la fondazione Craxi è stata fondata ed è presieduta da Stefania Craxi, sottosegretario agli esteri dell’attuale governo. Qualcosa non torna o, a ben vedere, tutto potrebbe tornare. Che il Pdl appoggi, tacitamente, la corsa di Renzi alle primarie perché certamente un avversario (fo per dire) più congeniale?
Insistenti voci confermerebbero quanto detto. Anche perché, non dimentichiamo, alcuni mesi fa il sindaco di Firenze si recò ad Arcore per una cena privata col Cavaliere: forti critiche dall’opposizione e dallo stesso Pd, ma Renzi non ha mai fatto vera chiarezza su quell’incontro. Altro punto di estrema vicinanza tra i due, Berlusconi e Renzi, è l’amicizia che entrambi nutrono con Lorenzo Bini Smaghi,  oggi al centro di una forte polemica istituzionale con la Francia per le mancate dimissioni dalla BCE: essendo diventato Draghi presidente al posto di Trichet, Bini Smaghi dovrebbe dimettersi per cedere il posto ad un rappresentante francese che ad oggi manca. Ebbene, se da una parte l’economista fiorentino può contare sull’appoggio (tacito) di Berlusconi nel non abbandonare il suo posto all’Eurotorre, dall’altra non ha mai fatto mistero di apprezzare la politica del giovane democratico. Insomma, i legami ci sono e, come cominciano a dire in molti, B. sarebbe disposto anche a mandare qualcuno dei “suoi” a votare il rottamatore in caso di primarie.
Articolo del 3 novembre 2011

giovedì 21 marzo 2013

Pd è pdl,si amano da sempre ,di nascosto.

Oggi però non si parlano più,sarà perchè chi li votava,si è accorto di questo imbroglio,,,ahahah
Grazie movimento 5 stelle,per aver aperto gli occhi a moltissimi..

Ecco qua sotto il simbolo più vero dell"inciucio,guarda caso entrambi stanno spesso in tv,ma stranamente sempre divisi,ahahah.Organizzate un faccia a faccia,nei talk show,vi assicuro un sicuro successo.


mercoledì 20 marzo 2013

Risposta a Gad, l’ignorante illuminato


gad lerner
Caro Gad, rispondo al suo post nelle vesti di libero cittadino, prima che da commissario alla comunicazione dei deputati 5 Stelle. Parto da alcune rapide delucidazioni, visto che da ciò che scrive sul mio conto, dimostra effettivamente (come dice lei di sé stesso), modesta ignoranza, e dunque confusione. Ebbene, alla Camera il mio incarico sarà quello di responsabile della comunicazione del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle. Tradotto in parole povere, significa che dovrò ottimizzare la comunicazione istituzionale del portavoce del Movimento, che in questi primi tre mesi sarà Roberta Lombardi. Per comunicazione istituzionale intendo consulenza e realizzazione di articoli, video, post e comunicati da diffondere quasi unicamente su internet, relativi alle attività e alle iniziative parlamentari del gruppo politico. Non compete a me entrare nel merito delle scelte e delle strategie politiche dei deputati del Movimento, tantomeno mi compete suggerire linee, decisioni o prese di posizione. Io non sono un eletto. Sono un professionista della comunicazione nato sulle macchine da scrivere, passato attraverso le redazioni radiofoniche e televisive in cui si doveva saper fare tutto: scrivere testi, condurre, cimentarsi in regia, usare la telecamera, sistemare le luci, l’audio, montare i servizi con metodo lineare, non lineare e poi digitale… Tutti questi lavori messi insieme hanno creato la recente (non per me) figura del videomaker. Che nell’accezione più moderna del termine significa esercitare attività di video-giornalista INDIPENDENTE. Questo è il lavoro che svolgo da almeno 15 anni e che cercherò di onorare con impegno full-time a Roma, in regime di spending review, retribuito al pari di un deputato del M5S: 5.000 euro lordi.
Chiarito questo primo fondamentale aspetto, vengo alle sue considerazioni inesatte e fuorvianti che scrive sul mio conto. La prima, e la più grave, data la sua statura di editorialista da prima pagina “ignorante e modesto“, è quella di portavoce. Se l’ha scritta in buonafede, vuol dire che ha tralasciato la regola più importante del giornalista, che è quella di documentarsi. Diventerebbe meno ignorante. Se, invece, l’ha scritta in malafede, ho un motivo in più per sperare di vedere azzerati i contributi pubblici all’editoria di cui anche lei beneficia in qualità di articolista sul quotidiano “La Repubblica”.
Lei mi chiede “compiacenza di motivare la gravissima affermazione rilasciata a SkyTG24 sul fatto che l’ingresso dell’Italia nell’euro sia frutto di una mossa massonica“. Tutte le affermazioni fatte in quell’intervista non sono il pensiero o la linea politica del Movimento 5 stelle. Sono mie libere opinioni. Lo avevo precisato durante la telefonata. Se l’avesse ascoltata, probabilmente, avrebbe evitato di fare il cascamorto per compiacere il Partito democratico, di cui non mi meraviglierei se lei avesse la tessera in tasca. Poi, relativamente alla mossa massonica, mi sembra di aver reso abbastanza l’idea. In senso figurato, la massoneria è un’attività di persone influenti nel tessuto sociale che perseguono obiettivi non sanciti da volontà popolare. L’ingresso dell’Italia nell’euro non è stato frutto di una decisione referendaria, o di una consultazione popolare. E’ stata un’operazione elitaria di un gruppo ristretto di uomini di governo in combutta con un gruppo di banchieri. Se la parola massoneria la spaventa, usiamo “consorteria“, o “conventicola“. Ci hanno martellato per anni, a cominciare dal suo beniamino Romano Prodi, con mantra del tipo “meno male che l’Italia, nell’euro, è salva“. Quel che vediamo oggi, senza avere in dote “autorevolezza in materia economica e geopolitica“, da quando è scomparsa la lira è sotto gli occhi di tutti: debito pubblico alle stelle, costo della vita insostenibile, mancanza di liquidità, taglio dei servizi primari ai cittadini per onorare interessi su interessi, commissariamento degli Stati con sottrazione di sovranità nazionale, restrizione del credito, fuga di capitali nei paradisi fiscali eccetera eccetera. Cos’è questa secondo lei, caro Gad, se non un’azione criminale di stampo massonico mirata a portarci in rovina? Ci spieghi e ci motivi con compiacenza i benefici di questa operazione. Ci “illumini”, per favore, nella sua “modesta ignoranza“!
Finché non lo farà, io personalmente, rimarrò un estimatore della nostra vecchia liretta e, le dico in tutta franchezza, che se mai ci sarà un referendum sull’euro (benché i trattati attuali non lo consentano), voterò a favore di un ritorno alla sovranità monetaria nazionale. Questa è una mia posizione personale, ribadita in molti post. Nel Movimento non so cosa pensano di questa materia. In qualità di consulente della comunicazione, non mi toccherà convincere i deputati in tal senso. Non rientra nelle mie competenze.
L’essere stato trombato alle parlamentarie del mio collegio, come lei una volta tanto sottolinea giustamente, non ha nulla a che vedere con le mie posizioni sull’euro. Mi hanno trombato perché del Movimento non sono mai stato attivista(controlli anche questa definizione). Ma non è stato un problema. Come non lo fu per il giovane Einstein essere trombato all’esame di ammissione al politecnico di Zurigo. Dunque se “Grillo&Casaleggio hanno imposto un trombato a sovrintendere sui deputati scelti dagli iscritti e eletti dal popolo“, lo hanno fatto perché in materia di comunicazione spetta ai titolari del logo politico decidere a chi affidarla. Anche qui, caro Gad, sarebbe bastato leggersi Statuto e regolamenti dei candidati al Movimento per documentarsi e diminuire “modestia e ignoranza” che purtroppo palesa nel suo scritto a mio carico. Il “Porcellum al massimo livello” che lamenta essere applicato nei miei confronti, è la realtà ribaltata dei quotidiani finanziati con fondi pubblici all’editoria, di cui beneficia anche lei in barba alla volontà popolare (massoneria?) e in barba alle leggi del libero mercato. Su questo, sono sicuro, i deputati del Movimento non avranno bisogno di molti giri di parole spesi in comunicazione fritta. Tireranno diritti all’obiettivo di azzerarli. E qui, mi perdoni la partigianeria, tifo per loro. Cordialità.

martedì 19 marzo 2013

IL CANARINO NELLA MINIERA DI CARBONE


Mar 17, 2013 07:39 pm | Riecho blog
Le prime miniere di carbone non avevano sistemi di ventilazione. I minatori portavano nei nuovi antri delle miniere un canarino dentro una gabbietta. I canarini sono particolarmente sensibili al metano e al monossido di carbone, il che li rendeva perfetti per rivelare la presenza di gas pericolosi. Fino a che sentivano il canto del canarino potevano esser sicuri che l'aria fosse sicura. La morte del canarino segnalava invece l'immediata evacuazione.

Immagina di svegliarti un sabato mattina, alzarti dal letto, andare in cucina, accendere la radio o la tv e scoprire che nella notte il governo ha deciso che entrerà nel tuo conto corrente e ruberà parte dei tuoi risparmi. Saprai di essere il canarino.

E' esattamente ciò che è accaduto ai cittadini ciprioti ieri mattina, e a tutti i non ciprioti con un conto corrente aperto a Cipro: il 6,7% per i conti fino a 100.000 euro, il 9,9% per quelli superiori.

Non deve essere una bella sensazione.

Qualche sprovveduto ha subito pensato: allora corro a togliere i soldi dal conto! Ma i politici non sono stupidi, quando si tratta di prender soldi alle persone. L'annuncio non a caso arriva di sabato: le banche sono chiuse e lo resteranno anche lunedì e martedì. C'è poco da fare.

Nasce quindi la protesta, alcuni lo hanno fatto portando un bulldozer di fronte alla propria banca.

La protesta. Ecco il punto cui non devi arrivare. La protesta è la reazione istintiva quando ci si accorge di essere stati fregati, di non aver più scampo, di non poter far più niente per cambiare le cose. Non rischiare di svegliarti una mattina e scoprire che la protesta è l'unica opzione rimasta.

Ciò che sta accadendo a Cipro in queste ore viene completamente taciuto dai maggiori media italiani, quando invece occupa i primi titoli dei giornali di tutto il mondo. Verrà etichettato dall'UE come un intervento unico, speciale. Balle, come quelle che continuano a raccontare da anni sulla crisi del debito, sulla reale condizione dell'economia e sulle prospettive future.

Ormai dovrebbe essere chiaro a chiunque che la proprietà sui soldi depositati nelle banche di paesi falliti non è più assicurata. Non più solo per l'insolvenza delle banche stesse, ma perché i conti sono alla mercè degli euroburocrati. Forse ora vi sarà più chiaro perché i politici ci tengono tanto all'eliminazione del contante.

Un'ultima considerazione per coloro che hanno accettato di pagare l'Imu con spirito di sacrificio: smettetela di illudervi. Guardate la realtà. Le tasse vanno a finire nel buco nero della spesa pubblica. Più tasse, più entrate per il governo, peggio sarà per l'economia.

Nonostante un aumento delle entrate fiscali, il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo record a 2022 miliardi di euro. Dimostrazione che pagare tutti per pagare meno è una menzogna di livelli galattici. Nel frattempo i negozi chiudono con una rapidità impressionante, gli imprenditori continuano a suicidarsi nel silenzio generale e l'Italia perde il capitale umano che più di tutto conta per la prosperità di una società.

L'aria della miniera era previdibilmente malsana e pericolosa. Da oggi non si sente neanche più cantare il canarino. Che fai? Esci dalla miniera o continui a lavorare?

Riecho
Editor EconomiaeLiberta.com

Il pd ,la vera rovina d"Italia


Da http://goofynomics.blogspot.it/2013/03/tre-copie.html

Tre copie

La prima l'ho data, entrando, a Giancarlo Galan. "Buon giorno governatore!" E lui: "Non son più governatore." E io: "Sì, ma a me piace ricordarla così. Mi permette di regalarle una copia del mio libro? Non sia mai poi litighiamo." E lui: "Non litigheremo." E io: "Ne sono sicuro. Io ormai litigo solo con quelli 'de sinistra'." E lui: "Anch'io i problemi più grossi li ho dalla parte mia." E io: "Ero sicuro che mi avrebbe capito."

La seconda l'ho data, uscendo, a Maria Teresa Meli. "Dottoressa, mi creda: io sono una persona estremamente laica. Ma lo sa anche lei che oggi le priorità dovrebbero essere quelle economiche." E lei: "Sì, ma i diritti civili sono quello che fa appunto la civiltà di un paese". E io: "Lo so. Ma la povertà non porta con sé la civiltà." Poi son riuscito a scriverle due righe: "Con stima, Alberto, P.s.: non sono omofobo." Da fuori mi stava meno simpatica (guardiamo il bicchiere mezzo pieno). Mi sono ricreduto.

La terza l'ho data, tornando, al tassista. "Guardi, l'avevo portata per la redazione ma sono talmente incazzato... Mi permette di darla a lei? In fondo potrebbe interessarle. È anche scritto in romanesco!" E lui: "Ma perché, lei dice che usciremo dall'euro?" E io: "Guardi, non lo so, ma si renderà pure conto lei che la situazione così non può andare avanti. E invece lì un'ora a parlare di un governo del quale tutti sappiamo che durerà poco." E lui: "Ma ora c'è Grillo..." E io: "Ma lei lo ha capito cosa vuole fare?" E lui: "No." E io: "Neanch'io. Ma guardi, non si senta in difetto. Semplicemente, non l'ha capito nessuno. Ce sta a prova'. Io vorrei tanto un partito di sinistra, lei magari no...". E lui: "Ma la sinistra in vent'anni ha fatto disastri." E io: "Sono d'accordo, ma scusi: a lei sembra che tutto questo liberismo, privatizziamo, liberalizziamo, massacriamo i piccoli imprenditori, impoveriamo i dipendenti pubblici, sia di sinistra? Ma scusi, lei lavora nei servizi: se l'economia non gira lei non lavora, lo sa? E lo vede, no, come stiamo messi. Guardi, le spiego una cosa: sa cos'è successo a Cipro?"

E lui me lo ha fatto dire e lo ha capito.

Il buon Gerardo non me l'ha fatto dire perché sapeva che la gente avrebbe capito.

Ve l'avevo detto che era meglio Vianello. Preferisco un avversario che mi ostacola anche in modo esplicito, ma col quale riesco ad avere un minimo di contatto umano. A me Vianello sta simpatico (anche quando cerca di mettermi in ridicolo). Questo no. Niente di personale. Meglio uno scontro aspro, anche sleale, con una persona che un civile dialogo con una cernia, per dire. Preferisco ancora gli animali a sangue caldo. Quelli a sangue freddo, si sa, non godono di buona stampa, fin dalla Genesi (Dixit autem serpens ad mulierem...).

Come ho detto su Twitter, dopo che mi avevano fatto parlare sì e no sei minuti in una trasmissione di un'ora e mezza: "Vi ringrazio di avermi chiamato per la mia bellezza. Non credo di essere abbastanza vanitoso per tornare".


(qualcuno mi trova i filmati su Youtube, se hanno il coraggio di metterli, così poi facciamo il moviolone, vi va? E stavolta daje a ride... Con un sacchetto di carta e due pasticche di Xamamina riuscite a cronometrare quanto tempo mi hanno dato? Così, è una curiosità mia, sapete, io sono quantitativo...)

(e quella poveraccia che piangeva perché non ha di che mangiare? Ma ne vogliamo parlare, o vogliamo preoccuparci di chi sarà a tenere ferma la barra contro l'iceberg dell'euro? E in Francia è la stessa cosa: un'ora di servizio su "les Restos du coeur",frequentati ormai non da barboni, ma da piccoli pensionati, ex commercianti, ex impiegati, gente che ha lavorato una vita e che a 65 anni scopre di dover chiedere l'elemosina. In maggioranza, va da sé, donne. Non ve ne fotte niente che una giovane madre italiana - sì, italiana, perdio! - sia umiliata fino a questo punto? Va bene, avete fatto bene a farcelo capire, così sapremo come regolarci. Ma state attenti, ricordatevi quello che vi ho detto: non ci sono le giovani madri italiane a restare senza lavoro e senza cibo: ci sono anche tanti lavoratori tedeschi e francesi. E allora, cari piddini alla Zoggia, voi che difendete il bidone dell'euro come l'ultimo giapponese nella foresta, state attenti: perché potrebbe succedere che vi giriate, e il bidone che state difendendo sia scomparso, perché sarà stata la Germania a farlo scomparire. E allora a chi le darete le vostre lezzzioncine di stile? Agli oranghi? Ai babirussa? Agli alligatori? Tutte persone che di stile ne hanno certamente più di me, ma solo perché io non ho una folta pelliccia sullo stomaco...)

domenica 17 marzo 2013

M5S, trovato il punto debole.


Interessantissimo questo post,mette benissimo in mostra  il gioco di squadra,di Pd e Pdl,due partiti che tutto sono ,meno che alternativi.Anzi giocano di squadra,per far fuori il comune nemico.
Grillo,non ti fare fregare.Uno vale uno,non diciamo cazzate,qui ci vogliono delle menti superintelligenti,questa è una partita di scacchi,perde la mente,meno creativa.
http://www.keinpfusch.net/2013/03/m5s-trovato-il-punto-debole.html

Criminali al potere tibetani


Da questo Post 
Non molto chiaroveggente il nostro Dalai lama,per ritornare a mutilare qualche tibetano,si alleerebbe anche con il diavolo,cioè Bush

Nota allegata da Massimo Sega:


Le religioni hanno sempre avuto una stretta correlazione non soltanto con
la violenza, ma anche con lo sfruttamento economico. In realtà, è spesso
la strumentalizzazione economica che conduce necessariamente alla
violenza. Tale è stato il caso della teocrazia tibetana. Fino al 1959,
quando il Dalai Lama presiedette l'ultima volta il Tibet, la maggior parte
della terra arabile era ancora organizzata attorno a proprietà feudali
religiose o secolari lavorate da servi della gleba. Addirittura uno
scrittore come Pradyumna Karan, solidale con il vecchio ordine, riconosce
che "una grande quantità di proprietà apparteneva ai monasteri, la
maggioranza di essi accumulava notevoli ricchezze..Inoltre, monaci e Lama
riuscirono ad ammassare individualmente notevoli ricchezze tramite la
partecipazione attiva negli affari, nel commercio e nell'usura." (8)

Il monastero di Drepung era uno delle più estese proprietà terrestri del
mondo, con i suoi 185 feudi, 25.000 servi della gleba, 300 grandi pascoli
e 16.000 guardiani di gregge. La ricchezza dei monasteri andava ai Lama di
più alto rango, molti dei quali rampolli di famiglie aristocratiche,
mentre invece la maggior parte del clero più basso era povero come la
classe contadina dalla quale discendeva. Questa disuguaglianza economica
classista all'interno del clero tibetano, è strettamente paragonabile a
quella del clero cristiano dell'Europa medievale. Insieme al clero
superiore, i leaders secolari facevano la loro parte. Un esempio
considerevole fu il comandante in capo dell'esercito tibetano, che
possedeva 4.000 chilometri quadrati di terra e 3.500 servi. Egli era anche
un membro del Consiglio terriero del Dalai Lama. (9)

L'Antico Tibet è stato rappresentato da alcuni dei suoi ammiratori
occidentali come "una nazione che non necessitava forze di polizia perché
il suo popolo osservava spontaneamente le leggi del karma." (10) In realtà
era dotato di un esercito professionale, sebbene di piccole dimensioni,
che era al servizio dei proprietari terrieri come gendarmeria, con
l'incarico di mantenere l'ordine e catturare i servi della gleba
fuggitivi. (11)

I ragazzini tibetani venivano regolarmente sottratti alle loro famiglie e
condotti nei monasteri per essere educati come monaci. Una volta laggiù,
erano vincolati per tutta la vita. Tashì-Tsering, un monaco, riferisce che
era pratica comune per i bambini contadini essere abusati sessualmente nei
monasteri. Egli stesso fu vittima di ripetute violenze sessuali perpetrate
durante l'infanzia, non molto tempo dopo che fu introdotto nel monastero,
all'età di nove anni. (12)

Nell'Antico Tibet vi era un piccolo numero di agricoltori il cui stato
sociale era una sorta di contadino libero, e forse un numero aggiuntivo di
10.000 persone, le quali costituivano la "classe media", famiglie di
mercanti, bottegai e piccoli commercianti. Migliaia di altri erano
mendicanti. Una piccola minoranza erano poi schiavi, di solito servi
domestici, che non possedevano nulla. La loro prole nasceva già in
condizioni di schiavitù. (13)

Nel 1953, la maggioranza della popolazione rurale - circa 700.000 su una
popolazione totale stimata 1.250.000 - era composta da servi della gleba.
Vincolati alla terra, veniva loro assegnata soltanto una piccola parcella
fondiaria per poter coltivare il cibo atto al sostentamento. I servi della
gleba e il resto dei contadini dovevano in genere fare a meno
dell'istruzione e dalle cure mediche. Trascorrevano la maggioranza del
loro tempo sgobbando per i monasteri e per i singoli Lama di alto rango, e
per un'aristocrazia secolare, laica, che non contava più di 200 famiglie.
Essi erano in effetti proprietà dei loro signori, che gli comandavano
quali prodotti della terra coltivare e quali animali allevare. Non si
potevano sposare senza il consenso del loro signore o Lama. Se il suo
signore lo avesse inviato in un luogo di lavoro lontano, un servo avrebbe
potuto essere facilmente separato dalla sua famiglia. I servi potevano
essere venduti dai loro padroni, o sottoposti a tortura e morte. (14)
 La servitù necessitava di un permesso per
recarsi ovunque. I proprietari terrieri avevano l'autorità legale di
catturare e impiegare metodi coercitivi, sino alla violenza, nei confronti
di quelli che tentavano di fuggire, obbligandoli a tornare indietro. 
Oltre a ritrovarsi in un vincolo lavorativo che li obbligava a lavorare la
terra del signore - oppure quella del monastero - per tutta la durata
della vita e senza salario, i servi della gleba erano costretti a riparare
le case del signore, trasportarne la messe e raccoglierne la legna da
ardere. Si esigeva anche che provvedessero a trasportare gli animali e al
trasporto su richiesta, a seconda delle pretese del padrone. "Era un
efficiente sistema di sfruttamento economico, che assicurava alle élites
laiche e religiose del paese una forza lavoro sicura e permanente per
coltivare i loro appezzamenti di terreno, che li esonerava dall'accollarsi
qualsiasi responsabilità quotidiana diretta circa la sussistenza del
servo, e senza la necessità di competere per la manodopera in un contesto
di mercato." (17)

La gente comune sgobbava sotto il doppio fardello della corvée (lavoro
forzato non retribuito in favore del padrone) e delle decime onerose. Ogni
aspetto della vita era gravato da tributi: il matrimonio, la nascita di
ogni figlio, ogni morte in famiglia. Erano soggetti a imposta per aver
piantato un nuovo albero nel loro cortile, per tenere animali domestici o
dell'aia, per il possesso di un vaso di fiori, o per l'aver messo un
campanello ad un animale. C'erano tasse per le festività religiose, per
cantare, ballare, far rullare il tamburo e suonare il campanello. La gente
veniva tassata per quando veniva mandata in prigione e quando la si
rilasciava. Addirittura i mendicanti erano soggetti alla pressione
fiscale. Quelli che non riuscivano a trovare lavoro erano tassati a causa
della loro disoccupazione, e se si spostavano in un altro villaggio nella
loro ricerca di un'occupazione, pagavano una tassa di transito. Quando la
gente non poteva pagare, i monasteri prestavano loro denaro ad un
interesse oscillante fra il 20% e il 50%. Alcuni debiti venivano
tramandati di padre in figlio sino al nipote. I debitori che non potevano
evadere i loro debiti, rischiavano la riduzione in schiavitù per un
periodo di tempo stabilito dal monastero, a volte per il resto delle loro
vite. (18)

Le dottrine pedagogiche della teocrazia ne appoggiarono e rafforzarono
l'ordine sociale classista. Si insegnava ai poveri e agli afflitti che i
propri guai erano su di loro a causa del loro comportamento sciocco e
immorale nel corso delle loro vite precedenti. Dovevano quindi accettare l
a miseria della loro esistenza presente come un'espiazione e in anticipo,
solo così il loro destino, la loro sorte sarebbero migliorati se fossero
rinati, se si fossero reincarnati. I ricchi e potenti consideravano
naturalmente la loro buona fortuna come una ricompensa e una dimostrazione
tangibile di virtù nelle vite passate e presenti.

Torture e mutilazioni in Shangri-La

Nel Tibet del Dalai Lama, la tortura e la mutilazione - comprese
l'asportazione dell'occhio e della lingua, l'azzoppamento e l'amputazione
delle braccia e delle gambe - erano le punizioni principali inflitte ai
ladri, ai servi fuggiaschi, e ad altri "criminali". Viaggiando attraverso
il Tibet negli anni '60, Stuart e Roma Gelder ebbero un colloquio con un
antico servo, Tsereh Wang Tuei, che aveva rubato due pecore che
appartenevano ad un monastero. Per questo ebbe entrambi gli occhi
strappati e le mani mutilate. Spiega che non è più un buddista: "Quando un
sacro Lama disse loro di accecarmi, pensai che non c'era alcun bene nella
religione." (19)

Alcuni visitatori occidentali nell'Antico Tibet hanno fatto notare
l'elevato numero di amputati. Dato che è contro la dottrina buddista
sottrarre la vita, alcuni delinquenti furono severamente frustati e poi
"abbandonati a Dio" nella gelida notte a morire. "I paralleli fra il
Tibet e l'Europa medievale sono impressionanti," conclude Tom Grunfeld nel
suo libro sul Tibet. (20)

Alcuni monasteri avevano le proprie prigioni private, riporta Anna Louise
Strong. Nel 1959, visitò una mostra di apparecchiature da tortura che
erano state impiegate dai signori feudatari tibetani. C'erano manette di
tutte le taglie, comprese quelle di piccola misura per bambini, e
strumenti per mozzare nasi e orecchie, e spezzare mani. Per strappare gli
occhi, c'era uno speciale copricapo di pietra, provvisto di due fori, che
veniva premuto sul capo, così che gli occhi potessero gonfiarsi e
deformarsi fuoriuscendo dalle orbite, facilitandone l'asportazione.
C'erano congegni per tagliare le rotule e i talloni, o per azzoppare.
C'erano tizzoni ardenti, scudisci e strumenti speciali per sventrare. (21)

L'esposizione presentava fotografie e testimonianze di vittime che erano
state accecate o storpiate o che avevano patito amputazioni per furto.
C'era il pastore il cui padrone vantava un debito nei suoi confronti in
denaro e grano, ma che si rifiutava di pagare. Così il pastore si
impossessò di una delle mucche del padrone; e per questo gli furono
troncate le mani. Ad un altro guardiano di gregge, che si opponeva al
dover concedere la moglie al suo signore, furono staccate le mani. C'erano
fotografie di attivisti comunisti dai nasi e dalle labbra superiori
troncati, e una donna che era stata violentata e che poi ebbe il naso
mozzato. (22)

Il dispotismo teocratico era stato per anni il principio informatore. Nel
1895, un visitatore inglese in Tibet, il dr. A. L. Waddell scrisse che i
tibetani erano assoggettati all' "intollerabile tirannia dei monaci" e
alle superstizioni diaboliche che essi avevano modellato al fine di
terrorizzare le persone. Perceval Landon descrisse nel 1904 la regola del
Dalai Lama come una "macchina da sopraffazione" e un "ostacolo ad ogni
progresso umano." Più o meno a quel tempo, un altro viaggiatore inglese,
il Capitano W.F.T. O'Connor notava che " i grandi proprietari terrieri e i
sacerdoti. esercitano ciascuno all'interno del proprio dominio un potere
dispotico dal quale non c'è appello," mentre il popolo è "oppresso dalla
più mostruosa crescita di monachesimo e clericalismo che il mondo abbia
mai visto." I governatori tibetani, come quelli europei durante il
medioevo, "forgiarono innumerevoli armi per asservire il popolo,
inventarono leggende umilianti e stimolarono uno spirito di superstizione"
fra la gente comune. (23)

Nel 1937, un altro visitatore, Spencer Chapman, scrisse: ".il monaco
buddista tibetano non trascorre il proprio tempo provvedendo alle persone
o ad istruirle, e nemmeno i laici prendono parte ai servizi dei monasteri
o li frequentano. Il mendicante sul ciglio della strada non è nulla per il
monaco. La conoscenza è una prerogativa dei monasteri custodita
gelosamente, ed è strumentalizzata per aumentare la loro influenza e
ricchezza..." (24)