.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


martedì 31 gennaio 2017

Tutta la mia vita è piena di barzellette

mercoledì 25 gennaio 2017

SONO ZERO

Passando da un mercato di paese, pieno di gente indaffarata e chiacchierona, di commercianti che strillavano la bontà dei loro prodotti o ammiccavano con insegne buffe la necessità di comprare da loro, tutt’a un tratto mi venne in mente un poemetto… ‘‘A magic show’’ di Nazir, poeta sufi.
Uno spettacolo magico
Che meraviglioso mercato è questo mondo,
ma che strani merci offre!
Qui si arrostisce il grano per il pane,
piatti ricchi e saporiti si ammucchiano in abbondanza.
Ma se guardo meglio con gli occhi del discernimento,
non vedo né mercato, né banchetti, né fuoco;
vedo solo onde e spruzzi,
ascolto solo mormorii ed echi:
il mondo è solo uno spettacolo magico
che non guarderò più.
Alcuni ridono e comprano oggetti,
altri si battono per vedere lo spettacolo!
Alcuni han vestiti sfarzosi, altri son coperti di stracci,
alcuni si chiaman padri e figli, altri nipoti e fratelli;
Ma se guardo meglio con gli occhi del discernimento,
non vedo né oggetti, né vesti, né gente,
vedo solo onde e spruzzi,
ascolto solo mormorii ed echi:
il mondo è solo uno spettacolo magico
che non guarderò più.
Ecco dottori e astrologhi,
dotti preti e ciarlatani;
alcuni saggi ed esperti, altri pazzi o in estasi.
Alcuni si affidano a talismani e indovini
Altri ripetono formule.
Ma se guardo meglio con gli occhi del discernimento,
non vedo né mercato, né astrologhi o talismani;
vedo solo onde e spruzzi,
ascolto solo mormorii ed echi:
il mondo è solo uno spettacolo magico
che non guarderò più.
Alcuni han copricapi vistosi di seta,
altri girano quasi nudi.
Altri ancora portano scialli ricamati,
alcuni stoffe tessute in casa.
Ognuno mostra il suo gusto per mostrarsi al di sopra degli altri.
Ma se guardo meglio con gli occhi del discernimento,
non vedo né copricapi vistosi né scialli ricamati
vedo solo onde e spruzzi,
ascolto solo mormorii ed echi:
il mondo è solo uno spettacolo magico
che non guarderò più.
Che colore ammirerò, che forma loderò?
Il mercato dura solo un pomeriggio,
ma molti lo godono molto.
Non posso descrivere né spiegare
Questa visione che ho.
Meglio rimanere silenti
Indifferenti e neutrali.
Ma se guardo meglio con gli occhi del discernimento,
non vedo né forma né colore,
né mercato o mercanzia.
Vedo solo onde e spruzzi,
ascolto solo mormorii ed echi:
il mondo è solo uno spettacolo magico
che non guarderò più.
O amico rinuncia all’ambizione
e questo vagare da luogo a luogo!
Ricorda,
ogni giorno la morte ruba merce ai mercanti.
I tuoi pacchi e i tuoi cammelli,
i servitori e i loro bagagli,
tutto dev’essere lasciato
quando il viaggiatore piegherà le sue tende e partirà.
Oggi sei un ricco mercante
e commerci con tanto profitto:
qualcuno ancor più grande ti rimpiazzerà.
I frutti sugosi, le spezie, le noci,
l’uva, lo zafferano e i chiodi di garofano-
tutto dovrà essere lasciato
quando il viaggiatore piegherà le sue tende e partirà.
Mentre fai commercio, ricorda questo:
né moglie né figlio,
né amico o nipote ti piangeranno a lungo.
Perché ingombrarti di un peso così grande?
Tutto dovrà esser lasciato
quando il viaggiatore piegherà le sue tende e partirà.
In verità quel che possiedi non è tuo.
Quando il corpo giace inerte,
i ricchi ornamenti e le coppe ingioiellate
non ti ridaranno la vita.
Non fidarti del tuo scudo per protezione,
non vantarti della tua spada;
quando la Morte colpisce, non avrai il tempo
nemmeno di cogliere una foglia da un albero;
tutto dovrà essere lasciato
quando il viandante piegherà la sua tenda
e partirà per il luogo sconosciuto.
Nazir nacque ad Agra nel 1740, scrisse versi fin da giovane, e mai per assecondare un nobile. Era un sufi. Morì a 80 anni e fu sepolto in un povero cimitero.
………..
“Sono zero, non esisto, tutto è illusione… se non c’è osservatore non vi è nulla da osservare, creo il mio mondo’’ sono ritornelli che ormai si sentono da varie parti, per chi tenta di mettere il dito su ‘’qualcosa’’ che non riesce ad afferrare, ma con quale effetto? Rimangono concetti inerti, definizioni altisonanti, bandierine stinte che si mescolano al quotidiano, ai problemi insolubili, alle paure come e anche più di prima. L’ipnosi ormai cementata da anni di memorie, rimane inalterata, forse con qualche etichetta nuova in più.
Si parla tanto di maya, di advaita, si prendono a prestito tradizioni orientali e lontane, alcuni si rifanno agli aborigeni o ad abitanti del deserto africano, per cui tutto è sogno, ma quanti si interrogano a fondo sulla questione, quanti riescono a verificare con l’investigazione costante di ‘’chi o cosa siamo veramente’’ senza ricorrere a strumenti alla moda o viaggi esotici?
Forse non sono conosciuti o poco ‘’esotici’’ Meister Eckhardt, Marguerite Porrette(La nube di non-conoscenza)o Silesius che senza terminologie specifiche additavano là dove ormai non era restato nemmeno il ricordo di essere.
Nel film ‘’Matrix’’ il primo della serie, quello in cui Neo e Morpheus si trovano in una stanza vuota e Neo si dichiara stupito indicando una poltrona: ’’Ma questo… non è reale?’’ altri video o libri cercano di mostrare l’irrealtà del mondo fenomenico in modi diversi e attuali. Se qualcosa appare soltanto soggettivamente(anche confermato da più individui)come può essere definito reale? Si dirà che i sensi te lo confermano, ma ci si può fidare del loro funzionamento? E quello che essi descrivono corrisponde a quello che “realmente” si osserva?
In un libro di fantascienza francese dei fratelli Bogdanov,” La mémoire double’’ il personaggio principale si trova fra due mondi e scopre che entrambi sono solo ingegnosi programmi di un computer molto perfezionato: alla fine si rende conto che anche il cespuglio era “accettato come vero” poiché credeva ad un insieme di percezioni o meglio un’equazione d’onda che definisse anche la realtà della tavola sulla quale mangiava. ’’I cani, i bicchieri o gli alberi non erano insieme di entità solide, ma immateriali combinazioni di entità elementari, solo comprensibili sotto forma di funzioni d’onda… Al di là delle apparenze tutto convergeva verso un Assoluto inconoscibile…là lontano dietro la ‘Maya’ punto ultimo di un turbinio di materia e spirito, ma inscindibile da “tutto-ciò-che-è”, origine e fine della storia degli uomini’. Alla fine decide di accettare questo stato, senza però credervi affatto come prima.
Se in una stanza vedi in un angolo una sedia e in un altro angolo nessun oggetto… qual è la differenza? Nessuna. Se riesci a osservarlo con potenti microscopi elettronici è così. La seggiola “appare”, ma in realtà è solo un fluttuare di…vuoto quantico. In ogni angolo quindi vi è solo spazio vuoto.
“In mancanza di un osservatore l’atomo è un fantasma” dice la fisica quantica : eccoci daccapo.
……..
La nostra memoria, tiene insieme, dal concepimento in poi, tutto questo bagaglio, tranne qualche episodio di Alzheimer che con un colpo di spugna elimina questo peso stantio, ma anche le più elementari cognizioni utili alla sopravvivenza. La primissima memoria è il “pensiero” che esisto, ci aggrappiamo ad esso credendo alla sua naturale continuità, ma siamo noi a immaginarla per rassicurarci: se essa sparisce durante il sonno profondo o una sincope, significa che non è permanente ma indotta e temporanea. Siamo vivi o siamo morti?…la costatazione accade solo perché lo ”sappiamo” o supponiamo.
Il risultato di questa introspezione profonda e senza sosta - non è un ricerca di un ‘’altro’’, ma uno sprofondare dentro ad un pozzo senza fondo in sé stessi – se ne può vedere l’effetto soprattutto da ciò che definitivamente ci abbandona, senza alcun sforzo da parte nostra. Non sono le abitudini esteriori, legate al funzionamento fisico, anche se molte se ne vanno, ma quelle di fondo, gli interessi, le aspettative, le reazioni e i desideri incontrollabili: diventano inutili balocchi dimenticati. Si vive solamente una certezza indefinibile, dal momento che l’Assoluto NON è concepibile! Se la comprensione è totale e solida, se assimilata come un cibo nutriente, si trasforma in energia e ciò che rimane dei concetti è evacuato senza fatica alcuna. L’apparente vuoto(che molti trovano deprimente!) lasciato dalla dissoluzione dei desideri, appagamenti o fastidi, si riempie immediatamente di calma e serenità, che si mantiene nel sottofondo di ogni azione anche energica.
Il pensiero che s’attacca come un’etichetta appiccicosa alla pura sensazione di essere, si espande poi come un ruscello in mille rivoli di complesse scariche neuronali, su cui man mano si agglutinano le esperienze costantemente tenute insieme dalla colla dei ricordi.
La memoria è un fattore “cibernetico” come già scrissi. Utile per il quotidiano, ma un peso se legato a traumi o eventi emozionalmente complessi che c’incatenano a personaggi fittizi, fantasmi che invadono lo spazio puro dell’essere. Non sono eventi ‘’passati’’, ma campi sempre attuali che ci condizionano e legano a strutture e impalcature immaginarie.
I colori, le emozioni, i suoni… appaiono, ma sono solo giochi di vibrazioni…vuote, ma… piene di ciò che è e non sappiamo, ma… siamo!
Se non pensi, se non c’è memoria, esisti, non esisti o nessuno dei due? Se non pensi, se non c’è memoria, esisti, non esisti o nessuno dei due? Se non pensi, se non c’è memoria, esisti, non esisti o nessuno dei due? Essere o non essere… anzi nessuno dei due.

domenica 22 gennaio 2017

Decalogo di Franco Arminio

Anch"io mi sento PAESOLOGO
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di Franco Arminio*
.
Guardare,
la nostra patria è fuori di noi.
Stare all’aria aperta
almeno due ore al giorno.
Ascoltare gli anziani,
lasciare che parlino della loro vita.
Costruirsi delle piccole preghiere personali e usarle.
Esprimere almeno una volta al giorno
ammirazione per qualcuno.
Dare attenzione a chi cade e aiutarlo a rialzarsi.
Sentire quello che dicono al bar
un postino, un muratore,
un vecchio ammalato.
Leggere poesie ad alta voce.
Far cantare chi ama cantare.
Sentire il mondo
con gli occhi di una mosca,
con le zampe di un cane.

.
* Paesologo, scrittore e poeta, altri suoi articoli sono qui. Questo Decalogo è apparso sul blog comunitaprovvisorie

venerdì 13 gennaio 2017

Utili idioti?

ME SA CHE GRILLO;HA FREGATO ANCHE ME

Marco Cedolin fonte http://ilcorrosivo.blogspot.it/

Su queste pagine abbiamo sempre evitato di assumere una posizione manichea nei confronti di Beppe Grillo e del Movimento 5 stelle da lui diretto.Lo abbiamo difeso quando ritenevamo venisse attaccato ingiustamente, lo abbiamo criticato quando a nostro avviso ha commesso degli sbagli e più in generale abbiamo guardato a luicome ad una "novità" positiva che con il tempo avrebbe o meno confermato la propria bontà.
Proprio per questo oggi, di fronte al teatrino di dubbio gusto messo in scena da Grillo in Europa preferiamo non infierire tacciandolo come traditore, autore di chissà quale voltafaccia e via discorrendo, ma ci limitiamo a fare un paio di considerazioni....


Se esiste un grosso limite di Beppe Grillo e del suo movimento è senza dubbio quello di non avere mai avuto la capacità o la volontà di schierarsi apertamente riguardo ai grandi temi della nostra contemporaneitá. l'Europa, l'euro, la sovranità monetaria, la NATO, l'immigrazione figlia di mafia capitale, solo per citarne alcuni dei più importanti.
Anziché assumere una posizione chiara e convincente il M5S ha sempre preferito defilarsi nell'angolo, trincerarsi dietro l'utopia di un'improbabile democrazia diretta sul web, delegare le decisioni fondamentali a santoni e guru, continuando a girare intorno agli argomenti.

Una scelta che per molti versi potrebbe anche pagare in termini elettorali finché si è partito di opposizione e si tenta di raccogliere un po' tutto, gli europeisti e gli antieuropeisti, i fuoriusciti della sinistra e quelli della destra e via discorrendo. Ma una scelta che qualora s'intenda diventare partito di governo diventa suicida, dal momento che quando dalle parole si passai ai fatti non è possibile agire restando defilati. O si è contrari alla UE o la si sostiene, o si resta nell'euro o si torna alla lira, o si appoggia la NATO o la si contesta, o si protegge il popolo (venendo tacciati come populisti) o si finanziano le banche.
Tertium non datur insomma e non può essere sufficiente fare i saltimbanchi fra i gruppi parlamentari europei, tentando di passare da Farage a Mario Monti per risolvere il problema.
È necessario avere una linea chiara, possibilmente coerente con la sensibilità dei propri elettori e con quanto si è promesso loro nelle piazze. Altrimenti si rischia di partire per fare la rivoluzione ed arrivare invece sotto forma di un clone del PD, con il rischio che gli elettori europeisti e radical chic continuino a preferire l'originale.


Tutto ciò naturalmente se si aspira a diventare forza di governo, se invece l'unico scopo è quello d'impedire che il "populismo" in Italia alzi la testa, allora gli equilibrismi e le mancate prese di posizione sono la strada giusta per creare quella confusione dove tutto cambia perché nulla cambi, con buona pace di chi ci ha creduto e magari continuerà a crederci

domenica 8 gennaio 2017

I cittadini fanno “oh”: intervista a Giuseppe Povia



Ecco come si perde la popolarità,basta soltanto attaccare chi comanda il mondo.
In un mondo sempre più oscuro bisogna stare attenti a quelle fiammelle che fanno un po’ di luce e aiutano a squarciare le tenebre. Giuseppe Povia è una di quelle fiammelle, un artista che rema controcorrente, che racconta argomenti difficili e non per tutti immediatamente comprensibili. Non per colpa loro certo, decenni di informazione distorta hanno creato quello che si chiama ‘pensiero unico’. Un solco difficile da lasciare eppure oltre questa strada dritta esistono campi di libertà, di pensiero, di vita inesplorata.
Giuseppe Povia
Giuseppe Povia
Il 17 febbraio 2017 Povia, invitato dal Gruppo Cittadini Economia insieme a Emmaus (San Nicolò – Fe) e con il patrocinio del Comune di Ferrara, sarà in Sala Estense, Piazza Municipale di Ferrara, dalle ore 21:00. Che tipo di serata sarà? Diversa, coinvolgente, musicale, un po’ recitata e un po’ dialogata partendo dalle parole dei testi delle canzoni di Povia e proseguendo con i grandi temi dell’economia, della moneta e della crisi, sotto forma di teatro civile, già collaudato dal Gruppo Economia in altre esperienze, ultima quella del 21 settembre scorso (vedi). La serata sarà ad offerta libera.
Per i dettagli e le prenotazioni clicca qui.
“Chi comanda il mondo, c’è una dittatura…” la dittatura di cui tu canti, ed io scrivo spesso, è quella dei mercati finanziari e dei grandi poteri finanziari. Secondo te quale è la loro forza, come riescono a muovere i destini del mondo e a rimanere impuniti?
Una volta i dittatori avevano un volto e sapevi a chi fare il processo. Oggi ci sono tante entità che dominano il pianeta. Chi muove più finanza controlla più parti di mondo. Queste sono riuscite a rendere legale l’illegale e lo hanno fatto in modo molto semplice: hanno preso il controllo della cultura e dell’ignoranza.
Le costole più importanti sono: 1. il dominio della moneta, 2. i media, 3. le leggi, 4. l’istruzione, 5. la politica asservita e 6. la Magistratura. Se piloti queste 6 cose, porti i popoli e le nazioni dovunque vuoi. L’unica soluzione è la consapevolezza, l’informazione non basta più
Cosa ne pensi di questa continuo martellamento di andamento delle borse, dei mercati in fibrillazione, delle azioni che salgono e scendono. Sono davvero necessari alla nostra esistenza o magari potremmo vivere anche senza?
Le borse creano solo allarmismo inutile. E’ un casinò finanziario virtuale. Se qualcuno vince, vuol dire che qualcun altro perde. Se c’è un segno + da una parte, vuol dire che ci sarà un segno – da un’altra parte e viceversa. Salgono e scendono e non spostano di molto. Quello che conta sono i beni reali, l’economia concreta, la gente. Certo è che se gli “addetti finanziari” riescono a convincere le persone a investire e a rischiare, si può arrivare a perdere tutto, come al casinò appunto. Come nella crisi finanziaria 2007-2008, partita dall’America (per esempio con i cdd, Credit Default Swap, pacchetti finanziari tossici) che ha messo in ginocchio soprattutto milioni di famiglie
Immagino che quel bambino di cui parli nel brano “chi comanda il mondo” sia la coscienza delle persone che prima o poi si risveglierà e andrà alla ricerca di amore, di vita, di relazioni. Un po’ come uscire dalla massa, abbandonare il pensiero unico e ritornare a vivere di bisogni reali.
Non posso che rispondere sì. La consapevolezza!
“Essere consapevole che prima dei 30 anni ti vorresti realizzare e poi non essere fra quelli che ripetono duemila volte ‘non cambia niente’”. Anche qui è un invito a darsi importanza, ognuno di noi può fare la differenza e la cosa più deleteria è quella di convincersi di non essere importante, di non poter fare la differenza.
E’ retorico dirlo ma siamo bombardati da migliaia e migliaia di armi di distrazione e divisione di massa. Niente altro da aggiungere se non quanto detto prima
Nei brani “La soglia del 3” e “Il debito pubblico” fai un po’ una lezione di economia. L’importanza dei numeri in questo sistema, numeri che prendono il sopravvento sull’essere umano e arrivano a impedirti anche la normale vita quotidiana: “tu ragazza ti vuoi innamorare ti vuoi sposare e vuoi la felicità ma questo Stato non ti aiuterà”. I fogli di bilancio prendono il sopravvento e vengono prima dei bisogni delle persone, decidono per noi e nel caso del 3% impediscono allo Stato di spendere, cioè impediscono alle persone di avere servizi, vedere ricostruite le loro case dopo i terremoti, ecc. ecc..
Abbiamo una Corte Costituzionale che con la sentenza 275/2016 ha detto chiaramente: “E’ la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”. Lo dice ma passa inosservato perché il popolo non sa, non è al corrente. E poi ci sono i trattati europei che vincolano i poteri dello Stato (quel poco che c’è rimasto dello Stato). Per ricostruire un paese distrutto dal terremoto basta un clic con 9 zeri dal computer della banca centrale. Tutto si trasformerebbe in mattoni, beni, servizi, cantieri, mense, muratori, carpentieri, stipendi. Oggi siamo allo 0, zero di inflazione, quindi qualche punto non farebbe male a nessuno (parole di premi Nobel per l’economia come Stiglitz, Krugman, o economisti come Bagnai, Rinaldi, Borghi, Siri, Mosler, Forstater, Parguez etc.)
Ho citato quella sentenza in un mio articolo poco tempo fa e penso come te che le si dovrebbe dare più importanza. Un’altra tua frase è “lo Stato migliore ad ognuno la sua terra soldi pace e libertà”.
Ma sì dai, ognuno vorrebbe vivere bene a casa sua. Andare a vivere in un altro paese dovrebbe essere un piacere, una curiosità, un’esperienza, non una forzatura o una costrizione
Invece nel brano “era meglio Berlusconi” ne hai un po’ per tutti: Pd, Lega e 5 Stelle. La parodia del vecchio comunista che non vedeva niente altro che la potenza della falce e del martello, ma che di fronte a tanto sfascio culminato nei governi Monti, Letta e Renzi, riconosce persino che si stava meglio con Berlusconi. Come dire, alla fine ci sveglieremo tutti. È un messaggio di speranza in fondo.
La sinistra e coloro che hanno fatto finta di sostenerla perché gli dava (e gli dà) da lavorare, ci ha massacrato le scatole per vent’anni con Berlusconi, per poi sfasciare la nazione in pochi anni. Dal 2011 è accaduto di tutto: disoccupazione a due cifre, attentati terroristici frequenti, immigrazione incredibile, delocalizzazione di aziende, deindustrializzazione galoppante e tanto tanto altro. Quindi sì: si stava meglio quando si stava un po’ meglio.
“Io non sono democratico” sembra voler dire che non accetti una democrazia imposta dall’alto e che assume criteri distintivi in realtà davvero poco democratici. Quindi non sei democratico in questo senso?
Il brano significa che siamo sotto una dittatura finanziaria e culturale travestita da democrazia per polli allevati. Io sarei anche democratico ma non se vedo ingiustizie sociali di ogni tipo.
“Job act” è invece un attacco alla precarizzazione del lavoro. A quell’opera direi iniziata con Treu, Maroni-Biagi, Fornero-Monti. E poi cerchi di spiegare a Matteo (Renzi) che è inutile dire di aver abbassato le tasse in un sistema costruito apposta per impedirlo. Del resto basterebbe conoscere un po’ i saldi settoriali oppure guardarsi le tabelle del Def per capire che quando le entrate generali dello Stato sono superiori alle uscite generali non esiste abbassamento delle tasse. Diciamo piuttosto che quello che fanno i governi e togliere oggi da una parte e mettere dall’altra. Un giochino a somma zero. Tolgo l’Imu, ma alzo l’Iva, per esempio.
Il portafoglio è il vero e unico problema, anche se so che a molti purtroppo arriva ancora male. Se io esco senza soldi non posso comprare da mangiare. Al contrario sì. L’Italia non ha il portafoglio e cioè la propria moneta, come ad esempio la Polonia. Quindi ogni politico può solo essere bravo o meno bravo a fare le pulizie, come una governante quando mette a posto una casa. Tutti hanno percepito questo e hanno nostalgia della lira ma molti hanno paura e quindi credono che uscire dall’euro voglia dire: catastrofe. Se fossimo tutti consapevoli invece…
Senti Giuseppe, sei felice? Rifaresti la scelta di autoescluderti dallo star system solo per dire la verità? A chi interessa la verità?
E’ una strada troppo appassionante e per ora mi piace tanto. Fa parte di un percorso che, non so, è arrivato a questo punto. Felice a volte. La verità è diversa per ognuno ma i dati di fatto quelli no, quelli dovrebbero interessare tutti. Se non fosse per quella piccola seccatura che si chiama ‘potere’ che distrae i popoli…
Salutiamo per ora Giuseppe Povia dandogli appuntamento il 17 febbraio a Ferrara, dove sarà possibile fargli domande e dialogare direttamente con lui.
Ricordiamo che il suo CD è autoprodotto, per ordinarlo bisogna scrivere a ufficiostampa@povia.net o acquistarlo ai concerti, per esempio a Ferrara.
Guarda il video di “Chi Comanda il Mondo ”