lunedì 23 novembre 2015

Tutto quello che pensate delle tossicodipendenze è FALSO”

Nel capitolo del libro INGANNATI che parla della Marijuana ho indicati numerosi motivi per cui questa pianta, vero dono di Dio all’umanità, dovrebbe essere reintrodotta e riabilitata per i numerosi usi che se ne possono fare: a livello terapeuticoalimentare ed anche industriale.
E se esiste una piccola percentuale di consumatori che ne fa un uso “ricreativo” (cioè, se la fuma, tanto per essere più chiari), inutile la proibizione: sia perchè non risultano essere registrati casi di morte a seguito dell’uso della cannabis, ma soprattutto perchè, da un punto di vista puramente economico (valutazione dei pro e dei controil proibizionismo, semplicemente, non funziona.Anzi, direi quasi che è un incentivo: forse non all’uso, sicuramente alla proliferazione di una fiorente attività criminale che trae enormi utili da  un commercio che potrebbe, se nn fosse illegale, essere di gran lunga inferiore.
Sono stato molto contento pertanto di trovare questa testimonianza su Ted.com (“Ideas worth spreading”: “idee che vale la pena di divulgare) che dice la stessa cosa, con intelligenti osservazioni derivate anche da esperimenti scientifici.
Copio e incollo sotto il testo integrale. Buon ascolto.

Translated byValentina Buda
Reviewed by Carlo Floris
00:11 In uno dei miei primi ricordi cerco di svegliare un parente senza riuscirci. Ero solo un bambino, quindi non capivo perché ma da grande ho capito che in famiglia c’era un problema di tossicodipendenza,inclusa quella successiva da cocaina.
00:24 Ci ho pensato molto ultimamente, anche perché ricorre il centenario da quando abbiamo iniziato a bandire le droghe in America e Inghilterra per poi imporre quel divieto al resto del mondo. È il centenario di quando abbiamo preso questa decisione fatale di prendere i drogati, punirli e farli soffrire, perché credevamo che questo li avrebbe incentivati a smettere.
00:47 Qualche anno fa guardavo alcuni drogati che amo e sono nella mia vita, e cercavo di capire se c’era un modo per aiutarli. Ho realizzato che c’erano moltissime domande fondamentali a cui non sapevo rispondere, tipo: qual è la causa della dipendenza?Perché continuiamo con questo approccio che sembra non funzionare? Potremmo provare qualcosa di meglio?
01:09 Ho letto un sacco sull’argomento senza trovare le risposte che cercavo, quindi ho pensato: “Ok, incontrerò persone di tutto il mondo che ci sono passate e che hanno studiato l’argomento, per parlarci, e vedere se possono insegnarmi qualcosa. All’inizio non pensavo che avrei fatto più di 50.000 km ma alla fine ho incontrato un sacco di gente diversa: da uno spacciatore di crack transgender di Brownsville, Brooklyn a uno scienziato che ha passato molto tempo a dare allucinogeni alle manguste per vedere apprezzavano — pare che apprezzino, in circostanze molto specifiche — fino all’unica nazione che ha decriminalizzato tutte le droghe dalla cannabis al crack: il Portogallo. Quello che ho realizzato e che mi ha sconvolto è che quasi tutto ciò che pensiamo di sapere sulla dipendenza è sbagliato, e se iniziamo ad accettare la realtà della dipendenza penso che dovremo cambiare molto più delle leggi sulle droghe.
01:57 Ma iniziamo da quello che pensiamo di sapere, che io pensavo di sapere. Pensiamo a questa fila centrale. Immaginate di assumere eroina per 20 giorni, 3 volte al giorno. Alcuni sembrano più entusiasti di altri all’idea. (Risate) Tranquilli, è solo un esperimento mentale. Immaginate di farlo, ok? Cosa succederebbe?Ci hanno raccontato per un secolo una storia su quello che succederebbe. Poiché nell’eroina ci sono delle sostanze chimiche che creano dipendenza,pensiamo che, prendendola per un po’, il nostro corpo ne diventerà dipendente, ne avrà fisicamente bisogno e alla fine di quei 20 giorni sarete tutti eroinodipendenti, giusto? Questo è quello che pensavo.
02:33 Ho cominciato a dubitare di questa storiaquando me l’hanno spiegata. Se alla fine di questo intervento venissi investito e mi rompessi un’anca,sarei portato in ospedale, dove mi darebbero un sacco di diamorfina. La diamorfina è eroina. Eroina migliore di quella che si compra per strada,perché la roba che vende uno spacciatore è contaminata. In realtà di eroina ce n’è molto poca,mentre quella roba del medico è pura. Supponiamo di assumerla per un periodo abbastanza lungo. C’è un sacco di gente qui, forse non lo sapete, ma avete assunto molta eroina. E succede anche a chiunque ci stia guardando, ovunque nel mondo. E se quello che crediamo è vero — quelle persone sono esposte a sostanze che creano dipendenza — cosa succederebbe? Dovrebbero diventare dei drogati. È stato studiato molto attentamente, e non succede: quando vostra nonna è stata operata all’anca non si è trasformata in una tossica. (Risate)
03:24 Quando l’ho scoperto mi è sembrato stranissimo,l’opposto di tutto quello che mi dicevano, che credevo di sapere, non ci credevo, finché non incontrai Bruce Alexander, un professore di psicologia di Vancouverche ha fatto un esperimento incredibile e credo possa davvero aiutarci a capire la questione. Il professor Alexander mi ha spiegato che l’idea, la storia che abbiamo in testa sulla dipendenza deriva in parte da una serie di esperimenti fatti all’inizio del XX secolo.Sono esperimenti semplici, potete farli a casa stasera se vi sentite un po’ sadici. Prendete un ratto, lo mettete in gabbia e gli date due bottiglie d’acqua. Una è solo acqua, l’altra è acqua addizionata con eroina o cocaina. Il ratto preferirà quasi sempre l’acqua drogata e quasi sempre si ucciderà piuttosto rapidamente. Ecco, questo è come pensiamo che funzioni. Negli anni ’70 il prof. Alexander guardò questi esperimenti e notò qualcosa. E disse: “Ah, noi mettiamo il ratto in una gabbia vuota, non ha niente da fare a parte drogarsi. Proviamo qualcosa di diverso”. Quindi costruì una gabbia che chiamò “Rat Park” e che è sostanzialmente il paradiso dei ratti. Un sacco di formaggio, palline colorate, tantissimi tunnel. Cosa fondamentale, avevano tanti amici. Potevano fare sesso a volontà. E avevano anche le due bottiglie di acqua normale e acqua drogata.Ecco la cosa affascinante: nel Rat Park, ai ratti non piace l’acqua drogata. Non la usano quasi mai. Nessuno di loro la usa compulsivamente.Nessuno di loro va in overdose. Si va da un 100% di overdose quando sono isolati a uno 0% quando vivono delle vite felici e connesse.

sabato 21 novembre 2015

Il Terrore | SILENZIO ASSENSO | Salviamo i bambini da queste menzogne |


Ho idea che siamo alle solite, se si tace e nessuno dice “no”, passa la logica del “terrore”, in na parola: Silenzio Assenso. Come direbbe il mio Baba (Marco Savio), per me è: “no”! Il “terrore” è l’ennesima manipolazione. Ho idea che siamo alle solite, se si tace e nessuno dice “no”, passa la logica del “terrore”.
Come” – qualcuno dirà – “con che coraggio ci si permette di dire che questa cosa del terrore è una terribile manipolazione”? “Dopo i morti che ci sono stati“? “Vergogna”! Bene è proprio a questa logica che bisogna ribellarsi. Basta farlo dentro, basta farlo in se stessi, più individui capiscono che è tutto un gigantesco inganno, perpetrato, tanto per cambiare, con l’ausilio dei media, e meno potranno portare avanti le loro logiche; è una questione di dimensioni di manifestazione della realtà. Se uno ha un briciolo di volontà non può accettare in se stesso questa farsa del “terrore”.
L’altra sera alla fine dell’incontro del mercoledì una dei presenti mi ha mostrato il compito dato a scuola elementare, da una maestra a sua figlia, su questo fantomatico “terrore”. La bambina (presente) era spaventata, non sapeva cos’era il terrore, ma era allo stesso tempo spaventata. La maestra ha detto che è parte del programma scolastico: “dobbiamo spiegare ai bambini cos’è il terrore, devono saperlo per potersi difendere” – avrebbe detto.
Io mi preoccuperei di difenderli da adulti del genere, il problema è che la cazzata del “terrore” (perchè è una cazzata!!!) creata appositamente per montare nuovi scenari geopolitici, attecchisce un pò ovunque e non solo sui media, le persone parlano solo di quello e di come dovrà cambiare la loro vita per questo.
L’altra sera Matteo Salvini diceva alla Gabbia su La7 che – “chi non condanna il “terrorismo” e gli attentati deve andare in galera a pane e acqua”. La stessa puntata hanno fatto passare prima un servizio del signor “nessuno” che diceva pressappoco quello di questo articolo del fatto quotidiano che sta girando sui social (Attentati Parigi: le (orribili) verità che ci vengono nascoste), e poi un servizio sulla polizia che ha armi antiquate e auto fuori servizio per contrapporsi ai terroristi. Ed ancora a darci dentro col giubileo e le minacce terroristiche.
Non do il consenso, niente silenzio assenso qui. Il terrore come lo state raccontando non esiste, è una pagliacciata studiata a tavolino per muovere scenari nuovi a livello geo-politico. Non me la bevo. Poi è ovvio che ci sono dei morti, ma la responsabilità è di chi alimenta tutto questo fervore.
Non avrei mai detto che l’avrei detto, ma sto giro l’altro Matteo, quello Renzi, intendo, sembra quello più acuto, si limita a sminuire la cosa, limita i toni, non pompa sulla notizia anzi tutt’altro, sarà anche per codardia, ma attualmente è l’atteggiamento, personalmente, più adeguato da adottare: ribadire che l’Italia non si mischia con cazzate colonialiste, non facciamo una seconda Libia ci sta tutta. Poi avrà i suoi vantaggi o forse meglio dire che come Italia (dato che Renzi rappresenta comunque degli interessi prima che se stesso) avremo i nostri vantaggi a tenere un atteggiamento simile, ma va capito che ISIS è un invenzione occidentale, sono sempre le stesse logiche coloniali di sempre, tenete i bambini lontani da tutto questo, è migliaia di kilometri lontano e solo i politici di un paese per loro opportunismo ed utilità possono decidere di lasciare che una cosa come questi terroristi ridicoli possano fare quello che hanno fatto a Parigi.
Sono tutti sempre allertati, eppure lasciano che le cose accadano, perché gli serve così, è la politica gestita da chi ha interessi economici e strategici che crea il terrore.
Isis è Iside, ed ISIDE è il mito egizio, il mito di Nut, si Nut la “voluttà”, … troppo mediatico e massonico allo stesso tempo!!!
Ma ce l’abbiamo un idea? Attentatori con i documenti di identità che poi perdono per strada, o che non potendo entrare allo stadio si fanno saltare per aria al di fuori? Ma quanto è ridicola questa cosa? Ventenni disadattati che vivono nelle periferie delle nostre città, uomini barbuti che urlano, senza ne capo ne coda, nel deserto. Ma possono essere dei credibili antagonisti di Paesi che posseggono arsenali atomici in grado di far saltare il pianeta decine di volte? Ma riprendiamoci. Ci stanno togliendo la civiltà, anzi voglio portarci ad una guerra di civiltà o così la pongono. Sembra di assistere al film V per Vendetta con la storia del falso attentato alla Saint Mary, fatto e guidato dal cancelliere stesso.
Poi, certo, se li si arma, intendo i barbuti del deserto, qualcosa faranno. L’odio lo nutrono dato che li hai pestati per secoli, si chiama colonialismo, poi li manipoli, alla fine si fanno anche saltare per aria. Ma quale miglior killer c’è meglio di quello che poi compiuto il suo mandato muore senza lasciare traccia? Karma: causa ed effetto. Ma la causa non è il colonialismo, quello come Karma deve ancora arrivare, lo dobbiamo ancora pagare, la causa è quello che fanno credere a questi poveracci per indurli a farsi saltare per aria. Qualcuno mi dice cosa c’entra tutto questo col mettere insieme una guerra di culture, di civiltà? Cosa c’entra col fare un macello in medio oriente? Stanno radendo al suolo la Siria, c’è persino la Russia di mezzo con 200 bombardamenti al giorno e noi veramente vogliamo farcela raccontare ancora? Mancava l’antagonista, adesso c’è, prima era il “comunismo”, adesso i comunisti collaborano contro il “terrore”, e via un altro giro di ruota.
I primi da mettete al riparo sono i bambini. Mettete i vostri figli al riparo da questa visione scellerata, da questa incosciente delinquenza, da questa televisione, da questi giornali, da questi media, da questi professori, insegnanti e maestre ignari di comportarsi da perversi depravati. Chi sostiene il terrore e pensa che i bambini debbano in qualche modo essere messi al correte è un depravato, non lo fa per proteggerli o perché ha paura, ma lo fa per puro sadismo, anche se non lo so e non lo capisce. C’è un sottile piacere nel provocare paura negli altri, nel farli sentire inadeguati e a disagio.
La vera depravazione, la vera delinquenza e perversione è voler inculcare nei bambini queste cose sul “terrore”. Il vero “terrore” ed i veri terroristi delinquenti sono tutti coloro che alimentano questa follia geo-politica spacciandola per minaccia, giustizia e libertà, … non fatevi imbambolare. I delinquenti stanno in casa nostra e non fuori, l’ingiustizia la compiamo assecondando questa visione scellerata e autodistruttiva, la libertà si realizza lasciandoli andare, non dobbiamo difenderci da niente che non sia la paura stessa.
So che non potete o non volete prendervi l’onere di non mandarli più a scuola, ma dovete far qualcosa affinché queste orrende effigi non entrino nella loro psiche, e dovete farlo senza avere il terrore o la paura di non essere capaci di farlo, o con la paura di fallire. Dovete per primi voi non sentire “terrore”, non sentire “timore” per ogni cosa. Dite ai bambini che sono stupendi, dite loro che non c’è nulla di cui aver paura, e che non devono dare retta a queste persone, perché sono solo invidiosi del fatto che loro sono ancora liberi dal terrore, dal terrore che costoro hanno della loro stessa inutile esistenza. Dite loro che il mondo è un bel posto anche se di quando in quando qualcuno fa del male ad altri, dite loro che non serve avere paura, dite loro che non aver “paura” è la cosa che fa la differenza tra uno schiavo ed un uomo libero. … Anzi, … non dite loro niente!!! Lasciateli in pace!

giovedì 19 novembre 2015

La differenza tra il mio psichiatra e il mio shamano...



La malattia mentale è una epidemia nella nostra cultura;  intorno agli approcci terapeutici della medicina ufficiale  è cresciuta una enorme economia 

Non c’è altro luogo dove si possa sentire piu’ intima disconnessione tra scienza e spirito, che quello relativo alla salute mentale. Possiamo parlare empiricamente di questo dicendo cose come: “l'America spende oltre 113 miliardi all'anno per il trattamento della salute mentale”, oppure “la depressione colpisce oltre 14,8 milioni di adulti”, ma i freddi dati marginalizzano la vera esperienza umana, quindi se stai soffrendo, tutto ciò non è di grande aiuto 
Tuttavia il punto di vista statistico, in effetti ci dice che la malattia mentale è una epidemia nella nostra cultura e che intorno agli approcci terapeutici della medicina ufficiale, per questo problema,  è cresciuta una enorme economia e che questa industria non sembra sia efficace nel fare invertire la crescita della epidemia della malattia mentale.
COSA E’ LA PAZZIA?

Un libro molto influente sulla salute mentale, il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders
, o DSM, attualmente elenca circa 300 disturbi mentali che un medico, uno psichiatra o uno psicologo, possono scegliere facendo la diagnosi ad un paziente. Posto che molti dei sintomi di scarsa salute mentale si sovrappongono, come le variazioni umorali, la depressione e l'ansia, la psichiatria è, al meglio,  una scienza soggettiva e il modello patologico in questioni di mente e di spirito non sempre funziona.
Ovviamente, c'è un'altra prospettiva sulla salute mentale, che è molto più vecchia della DSM e dell'associazione degli psichiatri americani (American Psychiatric Association).Molte delle culture indigene del mondo, vedrebbero i nostri disturbi non come sintomi di qualcosa che la persona ha di sbagliato, piuttosto come una evidenza dell'arrivo di energie psichiche incompatibili nella vita della persona. Energie che devono essere disperse o integrate, piuttosto che ignorate o sottomesse.
Un altro modo per dire tutto questo, che potrebbe avere più senso per la mente occidentale, è che noi in Occidente non siamo allenati a gestire o persino ad insegnare a riconoscere l'esperienza di fenomeni psichici, il mondo spirituale.
Infatti, le abilità psichiche sono denigrate. Quando energie dal mondo psichico emergono in una psiche occidentale, quell'individuo è completamente senza equipaggiamento per integrarle o persino riconoscere ciò che sta accadendo[Source]
In questo contesto, il ruolo dello sciamano come guaritore è molto diverso da quello dello psichiatra, psicologo o counselor. Il compito della guarigione, non è quello di correggere o porre rimedio a qualcosa, piuttosto è di facilitare il cambiamento, l'integrazione all'interno del paziente. E' quello di aiutare il flusso dell'energia spirituale e psichica intorno e attraverso il paziente. E' quello di assisterlo ad allineare i suoi pensieri e comportamenti, allo scopo della sua vita.

Le piante di medicina, l’ Ayahuasca e la Iboga vengono riverite come agenti di profonda guarigione e trasformazione personale. Non comprendiamo completamente come e perché funzionano, ma lo fanno. Studi clinici stanno sostenendo l'enorme volume di evidenza aneddotica, per cio' che riguarda la loro capacità di  interrompere velocemente la depressione, l’ansia, la dipendenza, così l’esperienza di guarigione sciamanica è ora sia credibile che accessibile agli Occidentali.

Shaman-2

IL VIAGGIO DI GUARIGIONE
In giorni più oscuri ho chiesto sostegno a medici occidentalie poi da quei giorni ho avuto molte opportunità “per viaggiare con i maestri delle piante di medicina”Le differenze tra i due sistemi e le esperienze sono profonde, ma entrambi sono stati per me una parte integrante per conoscere la felicità e la pace mentale
Quel che segue sono le mie riflessioni personali su come paragonare l'esperienza dell'assistenza moderna alla salute mentale e l'esperienza delle antiche medicine indigene. Come manleva: questo non deve essere preso come un consiglio medico, poiché è solo una collezione di osservazioni personali intese a contribuire in piccola parte alla grande conversazione sulla salute mentale.
LA CHIAMATA
Venni spinto al counselling e alla psichiatria, in un tempo in cui ero seriamente in crisi personale, ero nella mia notte buia dell’anima, se volete chiamarla cosi.Nel tempo in cui decisi di cercare veramente aiuto ero distrutto, persino nel panico. Famiglia e amici mi raccomandarono di vedere un medico e lo stesso facevano le campagne pubblicitarie in tv , quindi mi tirai insieme per poterlo farle. Fu una decisione dura e spaventevole che non dimenticherò mai.
Quando a me giunse lo sciamanesimo, ero, con gratitudine, in un migliore assetto mentale, ma ancora in certa misura, inquieto e tribolato. Mi sentivo a disagio e scontento in generale . Non ero felice nè soddisfatto.  Non sapevo nulla di sciamanesimo o di piante di medicina, fino a che un amico le citò in una conversazione, cosa che istantaneamente risvegliò in me della curiosità latente, che rimase con me. Sembrò che l'idea cominciasse a chiamarmi.
LA RICERCA DI UN GUARITORE

lunedì 16 novembre 2015

Parigi, cosa può esser successo?

Alessandro Lattanzio, 16/11/2015  Fonte https://aurorasito.wordpress.com150714.jpg.700A fronte della catastrofe epocale che l’atlantismo sta subendo in Medio Oriente, che vede la disintegrazione totale del grande piano sovversivo per distruggere l’Iran e l’Asse della Resistenza, e il ridimensionamento drastico di Russia e Cina e del loro progetto pan-eurasiatico, l’attentato a Parigi del 13 novembre 2015, può essere letto come un avvertimento delle potenze compradores legate all’atlantismo (Arabia Saudita, Qatar, Quwayt, Brunei ed emirati vari) e delle fazioni delle dirigenze occidentali ad esse legate, come Gladio, Gladio-B, CIA (il capo della CIA Brennan è un cittadino statunitense convertito wahhabita e legato alla famiglia dei Saud)), bande armate del Pentagono e del comando NATO di Bruxelles, ecc. Inoltre, tali fazioni sono alleate alle strutture finanziario-bancarie controllate da Wall Street, dato che la City ha scelto di passare da New York a Shanghai, perciò ha evitato di irritare Beijing e Mosca sostenendo una nuova aggressione alla Siria; è questa considerazione che ha legato le mani a David Cameron, impedendogli di ripetere le follie libiche contro la Siria, molto più che non le pagliacciate pseudo-pacifiste del laburista Corbyn, egato a doppio filo con il taqfirismo militante del Qatar, che dal 2011 ha fatto un’ampia campagna acquisti tra il ‘general intellect’ occidentale, ovvero nella semiborghesia di sinistra occidentale, che al contrario della borghesia tout court, è improduttiva, non ha una base economica autonoma e quindi dipende dalle regalie delle potenze compradore della penisola araba, di cui ne sposa le cause, come l’aggressione agli Stati nazionali e socialisti arabi, camuffata da ‘Primavera araba’, o le ‘rivoluzioni’ reazionarie e oscurantiste dell’islamismo wahhabita, celebrate dalla paccottiglia umana e sociologica della cosiddetta sinistra europea e italiana, il ceto parassitario occidentale legato al capitale speculativo (Soros, Obeydi, ecc.) e formato dagli impiegatucci delle ONG e altra parafernalia pseudo-umanista, tipo Gino Strada e la sua congrega Emergency, organici all’interventismo neo-colonialista ed imperialista della NATO.
Quindi, in tale quadro, le potenze compradores saudite ed emiratine, tramite le connivenze degli apparati spionistico-terroristico atlantisti, da un lato, e del circo mediatico occidentale, dall’altro, scatenano o minacciano l’ondata terroristica contro le capitali occidentali, per ricattarle e chiederle di continuare la fallimentare avventura contro la Siria e l’Iraq, o altrimenti l’apparato terroristico creato in questi 4/5 anni per distruggere la Siria e l’Iraq, con l’attiva partecipazione dei media e delle intelligence occidentali (CIA, Gladio, Mossad, MIT) e della nazione turca, verrà aizzato contro l’occidente ‘traditore’ che abbandona gli alleati (i petroemirati) e gli strumenti (i terroristi) del grande piano sovversivo geopolitico contro l’Eurasia e i BRICS.
La Turchia ha svolto da un ruolo da mezzano, scatenando prima l’ondata migratoria controllata ed eterodiretta contro l’Europa, costituita al 90% da profughi da Paesi altri dalla Siria e da una massa di terroristi e famigliari di terroristi delle fazioni perdenti in Siria/Iraq, nella prima fase di tale ricatto. Un avvertimento ‘morbido’ sulla reazione che avrebbe scatenato tale mota formata da potenze compradores, fazioni legate ai compradores (semiborghesia priva di base economica, agenzie spionistiche, Gladio e circo mediatico, dipendenti anch’essi dai capitali finanziari meramente speculativi, ecc.)
Nonostante la posizione vile e accomodante di Merkel e del centro-sinistra tedesco, le istanze turco-saudite (e annessi) non venivano recepite, aldilà delle declamazioni contro Assad e l’intervento russo che faceva saltare tutti i piani preparati per lanciare l’ultimo grande assalto alla Siria, nonostante il messaggio mafioso dell’Airbus abbattuto sul Sinai il 30 ottobre. Con la seconda fase del ricatto, iniziato con l’assalto a Parigi, si passa alla minacce ‘dure’, da qui la frenesia sul terrorismo tra noi e relativo panico, che sostituiscono tutte le zuccherose chiacchiere sull’accoglienza dell”altro’ e del ‘diverso’ fin qui sparse. La musica sta già cambiando, e nulla potranno gli accorati appelli della semiborghesia parassitaria che campa sul problema dei migranti.
La Francia, e la NATO in generale, esauritisi materialmente nell’aggressione alla debole Libia jamahiriyana, si dimostrano le tigri di carta di maoista memoria che sono. Già l’avventata avventura a Kiev, ha sepolto il capitale militar-diplomatico dell’atlantismo, e le farlocche operazioni anti-terrorismo condotte per anni, hanno risucchiato il resto di tale capitale, mandando in rovina l’imperialismo occidentale, che per la spallata sulla Siria, contava sui mercenari di al-Qaida/Stato islamico, non a caso vezzeggiati, anche in Italia, da quella parte ‘intellettuale’ della semibiorghesia prostituitasi, dal 2010, presso Doha, Dubai e Ryad, conferendole quel ‘coraggio’ anti-Israliano, altrimenti inspiegabile, che gli era assente fino a qualche anno fa. Che il ruolo turco sia fondamentale in questa, più essere intuibile dalla consequenzialità tra terrorismo in Turchia, elezioni in Turchia, vinte dagli islamisti esecutori del capitale compradores saudita-emiratina, e quindi attuazione del terrorismo in Europa occidentale. Non è un caso, quindi, che dopo la vittoria elettorale di Erdogan (probabilmente, grazie a una delle più grandi frodi elettorali della storia), ci sia stato la notte dei fuochi islamisti a Parigi.
Il messaggio appare chiaro, intervenire contro la Siria, per salvare il moribondo regno saudita, oramai intrappolato tra i tre fuochi che ha attizzato (Siria, Iraq, Yemen), dove ha aperto dei fronti bellici votati a una sconfitta schiacciante, o aprirne uno nuovo in Europa, utilizzando le residue forze terroristico-taqfirite, prima che vengano spazzate via totalmente dalle forze dell’Asse della Resistenza e dell’Eurasia, lasciando nudi i petrosceicchi e i petromonarchi, soli con il deserto politico-sociale che hanno saputo costruire in decenni di spreco della prosperità petrolifera di cui si sono appropriati a scapito dei popoli del Medio Oriente.

domenica 15 novembre 2015

“Sono tempi oscuri, in cui la propaganda dell’inganno tocca tutte le nostre vite”. John Pilger

Sono tempi oscuri, in cui la propaganda dell’inganno tocca tutte le nostre vite - John Pilger
“In un mondo di proprietà degli Stati Uniti, l’indipendenza è intollerabile”. John Pilger, giornalista e documentarista conosciuto per il suo sostegno a Julian Assange, riflette su informazione e propaganda in tempo di guerra, nonché sul ruolo dei media. George Orwell ha detto: “in un’ epoca di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.”
Questi sono tempi oscuri, in cui la propaganda dell’inganno tocca tutte le nostre vite. E’ come se la realtà politica fosse stata privatizzata e l’illusione legittimata. L’età dell’informazione è l’età dei media. Abbiamo la politica che arriva dai media, la censura dai media, la guerra dai media, la retribuzione dai media, lo svago dai media, – una surreale catena di montaggio di cliché e di false valutazioni.
La meravigliosa tecnologia è diventata sia nostra amica che nostra nemica. Ogni volta che accendiamo un computer o che prendiamo in mano un aggegio digitale – il nostro rosario laico – siamo soggetti al controllo: alla sorveglianza delle nostre abitudini e routine, e alle bugie e alla manipolazione.
Edward Bernays che ha inventato il termine “pubbliche relazioni” come eufemismo invece di “propaganda”, aveva predetto questo più di 80 anni fa. Lo chiamava “il governo invisibile”.Scriveva: “Coloro che manipolano questo invisibile elemento di [moderna democrazia] costituiscono un governo invisibile che è il vero potere governante del nostro paese… Siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti formati, le nostre idee ci vengono suggerite, in gran parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare…”
Lo scopo di questo governo invisibile è la conquista di noi: della nostra coscienza politica, del nostro senso del mondo, della nostra abilità di pensare in maniera indipendente, di separare la verità dalle bugie. Questa è una forma di fascismo, una parola che stiamo giustamente attenti a pronunciare, preferendo lasciarla nel passato tremolante. Un moderno fascismo insidioso è però ora un pericolo che sta accelerando. Come negli anni ’30, grosse bugie vengono pronunciate con la regolarità di un metronomo. I musulmani sono cattivi. I fanatici sauditi sono buoni. I fanatici dell’ISIS sono cattivi. La Russia è sempre cattiva. La Cina sta diventando cattiva. Bombardare la Siria è una cosa buona. Le banche corrotte sono buone. La povertà è buona. La guerra è normale.
Coloro che mettono in dubbio queste verità ufficiali, questo estremismo, sono considerati bisognosi di una lobotomia – fino a quando non sono identificati come aderenti a certe posizioni. La BBC fornisce gratuitamente questo servizio. Non riuscire a sottomettersi vuol dire essere un “radicale” – qualsiasi cosa significhi.
Il vero dissenso è diventato esotico; tuttavia quelli che dissentono non sono mai stati più importanti. Il libro che presento: The WikiLeaks Filesè un antidoto a un fascismo che non dice mai il suo nome. E’ un libro rivoluzionario, proprio come WikiLeaks stessa è rivoluzionaria – esattamente come intendeva Orwell nella citazione che ho usato all’inizio e che dice che non dobbiamo accettare queste bugie quotidiane. Non dobbiamo restare zitti. O, come cantava una volta Bob Marley: “Libérati dalla tua schiavitù mentale.”
Nell’introduzione, Julian Assange spiega che non è mai abbastanza pubblicare i messaggi segreti del grande potere: capirli bene è fondamentale, come anche metterli nel contesto di oggi e della memoria storica.
Questo è lo straordinario risultato di questa antologia che rivendica la nostra memoria. Collega le ragioni e i crimini che hanno causato così tanto trambusto per gli esseri umani, dal Vietnam all’America Centrale, al Medio Oriente e all’Europa Orientale, con la matrice della potenza rapace: gli Stati Uniti.
C’è attualmente un tentativo americano ed europeo di distruggere il governo della Siria. Il Primo Ministro David Cameron è particolarmente entusiasta. Questo è lo stesso David Cameron che io ricordo come untuoso addetto alle Pubbliche Relazioni, impiegato di una televisione commerciale indipendente della Gran Bretagna, nel settore di acquisti di società per venderne poi le singole attività.
Cameron, Obama e il sempre ossequioso François Hollande,vogliono distruggere l’ultima autorità multiculturale che resta in Siria, un’azione che certamente lascerà il passo ai fanatici dell’ISIS. Questo è folle, naturalmente, e la grossa bugia che giustifica questa pazzia è che si fa in appoggio ai siriani che si sono sollevati contro Bashar al-Assad durante la Primavera Araba. Come rivelano i File di WikiLeaks, la distruzione della Siria è da lungo tempo un cinico progetto imperialista che precede l’insurrezione contro Assad nella Primavera Araba.
Per i governanti del mondo a Washington e in Europa, il vero reato della Siria non è la natura oppressiva del suo governo ma la sua indipendenza dal potere americano e israeliano – proprio come il vero reato dell’Iran è la sua indipendenza, e il vero reato della Russia è la sua indipendenza, e il vero reato della Cina è la sua indipendenza. In un mondo di proprietà degli Stati Uniti, l’indipendenza è intollerabile.
Questo libro rivela queste verità, una dopo l’altra. La verità su una guerra al terrore che è stata sempre una guerra di terrore; la verità su Guantanamo, la verità sull’Iraq, l’Afghanistan, l’America Latina.
Mai è stato così urgentemente necessario questa voglia di dire la verità. Con onorevoli eccezioni, coloro che nei media sono pagati palesemente per attenersi ai fatti, vengono ora assorbiti in un sistema di propaganda che non è più giornalismo, ma anti-giornalismo. Questo è vero di chi è liberale e rispettabile, come lo è di Murdoch. A meno che non si sia preparati a monitorare e a smontare ogni affermazione strumentale, le cosiddette notizie sono diventate inguardabili e illeggibili.
Leggendo i file di WikiLeaks, mi sono ricordato delle parole del defunto Howard Zinn, che spesso si riferiva a “un potere che i governi non possono sopprimere”. Questo definisce WikiLeaks, e anche le vere “talpe” che condividono il suo coraggio.
Una nota personale: conosco oramai da un certo tempo le persone di WikLeaks. Il fatto che abbiano ottenuto quei risultati in circostanze che non hanno scelto, è una fonte di costante ammirazione. Mi viene in mente il salvataggio di Edward Snowden a opera di queste persone. Sono eroici come lui: niente altro.
Il capitolo scritto da Sarah Harrison, ‘Indexing the Empire’ (Catalogare l’impero), descrive in che modo lei e i suoi compagni hanno creato un’intera biblioteca pubblica della diplomazia statunitense. Ci sono più di due milioni di documenti, ora accessibili a tutti. “Il nostro lavoro,” scrive Sarah, “vuole assicurare che la storia appartenga a tutti.” Come è emozionante leggere queste parole che rappresentano anche un tributo al suo coraggio.
Dall’isolamento di una stanza nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, il coraggio di Julian Assange è una risposta eloquente ai vigliacchi che lo hanno diffamato e al potere canaglia che cerca di vendicarsi di lui e che fa una guerra alla democrazia. Nulla di tutto questo ha scoraggiato Assange e i suoi compagni a WikiLeaks: neanche un poco. Non è importante?
Traduzione di Maria Chiara Starace per ZNET Italy 
Fonte: http://www.lantidiplomatico.it

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