UN LUNGO SOGNO.
STORIA DI UN RISVEGLIO, viaggiando nel sud est asiatico,da cui è nato un libro.Cliccando nelle ETICHETTE,,,LIBRO FINE,,potrete leggere la parte finale del libro,il mio incontro con il GRANDE MISTERO.Cliccando LIBRO, invece si avra un lungo riassunto.Nel blog informerò su argomenti che i normali mass media non trattano.Una volta conosciuti se stessi,ci si diverte un mondo a conoscere la realtà,che chiunque proietta.
Conte è stato sconfitto? È stato
raggirato da Merkel e Macron, come dice la Meloni? Non ha ottenuto
niente, anzi meno di quel che ottenevano Gentiloni e Renzi, secondo
Minniti?
La vittoria, se la vogliamo guardare in faccia, c’è. Evidente e chiara. Consiste nel prendere coscienza che non esiste “soluzione europea” al problema dei migranti.
E nemmeno a nessun altro problema che ci riguardi. Che l’”Europa”non è
che una accolta di furbastri che, mentre tu tratti duramente ma
lealmente, fanno accordi sottobanco in piccole riunioni bilaterali di
cui non ti dicono nulla. Dunque ecco la vittoria: capire che la
cosiddetta Unione Europea è un sistema metodico di arbitrio, prepotenza,
slealtà ed oppressione.
La Grecia ha accettato, poveretta , di accogliere i migranti
“secondari”, che la Baviera caccerà, perché la Merkel consente a
Tsipras – in cambio – di rimandare sine die il rincaro
dell’IVA che la BCE, e Bruxelles, gli imponevano con tanta insistenza
(come lo impongono a noi). Tsipras spera così di vincere le elezioni.
Quanto a Sanchez, ha accettato di prendersi i profughi cacciati dalla
Germania perché il debito pubblico e privato della Spagna è stato
contratto con l’estero – è schiacciata dalla Negative International InvestmentPosition (NIIP),
dunque dipende dalla Germania molto più di noi, che gran parte del
nostro debuito pubblico lo abbiamo in Italia, e debito privato quasi non
ne abbiamo.
Con questi espedienti degradanti – per i servi – la Merkel ci “ha isolato” e forse raggirato. Per salvare il suo governicchio.
La UE non esiste, e si è visto
Se Merkel e Macron ti raggirano, non c’è istanza superiore a cui
possa appellarti: dunque non esiste l’Unione. Esiste la cosca dei due
paesi in combutta per spogliare l’Italia e riempirla di negri, tutto
qui. Basta prenderne atto. Noterete che, durante la trattativa, Juncker è
scomparso. La Mogherini non è scomparsa, perché non c’è mai stata – il
suo robot è stato visto in Albania e Macedonia, dove il teatrino di
carta chiamato Bruxelles vuole far entrare anche questi due. Scomparsi
tutti a Bruxelles. Vittoria! S’è scoperto il trucco. Che “Bruxelles”
non esiste se non come teatrino di carta della Germania e degli arbitrii
di Macron, un teatrino che al bisogno viene ripiegato e sparisce in un
cassetto. C’è chi risponderà che questo è avvenuto perché il vertice è
un incontro intergovernativo, per questo è stato un inganno, e che
ciò dimostra che ci vuole “più Europa”, cedere altra sovranità. Spero
che nessuno ci caschi, ormai. Non c’è soluzione europea, e dobbiamo
fare da soli, prendere in Libia le iniziative per fermare i migranti,
come già abbiamo cominciato a fare: http://www.analisidifesa.it/2018/06/le-iniziative-italiane-in-libia-per-fermare-i-flussi-illegali/
E’ chiaro che in Europa, abbiamo dei nemici. Nemici veri, da stato di
guerra. Come era stato previsto: l’euro, invece di avvicinare i
popoli, li avrebbe resi ostili l’uno all’altro. In questo stato di
guerra – ibrida, naturalmente, come si fa oggi: senza dichiarazione
leale, senza justus hostis, dove gli alleati sono i nemici, usano i
civili come arma, dove ti strangolano con la finanza prima di
bombardarti le fabbriche – e non le bombardano, le comprano gratis –
non è che siamo messi benissimo. Ciò perché non abbiamo un esercito ( mi
ricordo la gioia di tutti, finalmente niente leva! La democrazia morì
allora), niente banca centrale indipendente – dipendiamo dalla banca
centrale nemica – niente moneta; e in più ci siamo legati dalle mille
pastoie con cui l’Europa ci ha legato come in catene, persino il Regno
Unito non riesce ad uscire. Rendiamoci conto che dobbiamo cominciare la
lotta di liberazione, e sarà dura e forse sanguinosa. Il
Muro costruito in Turchia contro i profughi siriani, che la Merkel ci
fa pagare 3 miliardi a Erdogan. Dopo il vertice Merkel ha invocato “uno
sforzo nazionale” per “accelerare le espulsioni”. http://www.spiegel.de/international/world/death-strip-on-border-between-turkey-and-syria-a-1124706.html
Ma restare nella prigione dei popoli, sarà peggio: una spoliazione
continua senza prospettive, fino alla morte del paese sotto la
demografia africana.
La prossima spoliazione l’ha già descritta l’eurodeputato Marco
Zanni: avete visto che DeutscheBank è prossima al collasso – e sarà un
enorme buco per tutti . “Guarda caso”, scrive Marco Zanni, proprio
adesso “la Germania chiede di usare il Meccanismo Europeo di Stabilità
(MES) come fondo unico di risoluzione delle banche”.
Il MES, detto il Fondo Salva-Stati, deve diventare il Fondo
Salva-Deutsche Bank. In altre parole, Berlino vuol farci pagare il
salvataggio del suo buco nero, come atto di solidarietà europea. Come
abbiamo già fatto quando abbiamo “salvato la Grecia” ossia le banche
francesi e tedesche che avevano prestato incautamente troppo ad Atene,
spendendoci 40 miliardi dei contribuenti italiani. Adesso, il MES andrà
rifinanziato: ha “salvato” (leggi: indebitato) Irlanda, Portogallo,
Spagna , e “rischiava di esaurirsi solo per garantire i depositi di una
banchetta cipriota” di cui non si ricorda il nome. Per salvare la
Deutsche, quanto ci vorrà? Basta leggere i testi: “Uno stato della zona euro, in difficoltà finanziaria, può richiedere un prestito a questo fondo.
E chi ce lo mette il contante? Secondo il trattato, ogni stato aderente
al MES dovrà corrispondere una certa quota di capitale allo stesso: si
va dai 190 miliardi della Germania, passando per i 142 della Francia, fino ai 125 dovuti dall’Italia”.
L’Italia a cui l’Europa chiede di non spendere in investimenti,
perché deve pagare i suoi debiti, in questo caso può allegramente
garantire 125 miliardi: che non ha. Niente di male, ce li
prestano, e pagheremo gli interessi sul nuovo debito. Sicché poi Berlino
ci rimprovererà di avere un debito pubblico eccessivo,di vivere sopra i
nostri mezzi, quindi tagliare e tagliare, svendere, obbedire al vincolo
esterno…Non vi basta ancora? Pagherete per la Deutsche Bank?
Vogliono farci pagare per Deutsche Bank
Nei sacri statuti, se la Germania vuole attingere al MES per salvare
la Deutsche Bank, come minimo dobbiamo ricordare (e ricordarle) che
quando uno stato si rivolge al MES, deve accettare la Troika, l’agente
pignoratore per l’amministrazione controllata.
Vi sembra che Berlino accetterà la Troika? Berlino che non ha
accettato di sottoporre alla sorveglianza della BCE le sue banche
regionali in dissesto enorme, occulto e opaco?
Però il governo italiano, dovrà pretenderlo: aiuti dal MES? Allora
la Troika a Berlino! Come Berlino minaccia per noi! Reciprocità!
Ovviamente ci sputeranno in faccia, rifiuteranno con arroganza e derisione, fra i cachini di gioia dei nostri nemici interni. Bene, è la vittoria: la prova che nella UE la legge non è uguale per tutti. Che è l’orwelliana Fattoria degli Animali,
dove tutti gli animali sono uguali, ma i maiali sono più uguali degli
altri. Vedete in che situazione ci siamo cacciati: credevamo di entrare
nella civiltà, e ci hanno incastrato in una dittatura oscura senza nome,
di cui non conosciamo neppure i limiti, perché probabilmente limiti non
ha. Il dispotismo orientale del Califfo, era più civile, conosceva
qualche limite, almeno si poteva provare ad ottenere giustizia con la
supplica alla Sublime Porta.
La vittoria consiste in questo. Nel capire che dobbiamo far da soli
anche in regime monetario, perché non c’è “soluzione europea” del
nostro debito pubblico, perché l’Europa non ci proporrà mai altro che
punizione, recessione e deflazione permanente, disoccupati di massa e
di lunga durata.
Una volta realizzato che dobbiamo far da soli – l’Italia è
contributore netto presso della UE, mica ha bisogno – la vittoria
italiana è a portata di mano.
Possiamo farcela perché:
1 Gli italiani hanno una ricchezza finanziaria pro capite superiore ai tedeschi 2 Abbiamo un trilione di euro in conti bancari e 3 trilioni in attivi liquidi 3 L’Italia ha un attivo primario di 2,6% del Pil, E tutto ciò,
si badi, senza aver fatto le vere riforme strutturali che dobbiamo
fare.
Ciò significa, secondo il chief investment officer Manish
Singh (già UBS e Societé Générale), che “L’Italia non solo può
sopravvivere all’Italexit, ma prosperare”. Manish Singh è uno dei tanti
investitori internazionali che, se l’Italia esce dall’euro e opera con
una sua moneta svalutata, sono pronti ad investire, ossia a indebitarci
di nuovo, perché siamo ridiventati solvibili. E’ l’industria francese
che sarà schiacciata dal nostro export in lire.
Anche il Nobel Stigliz illustra (per l’ennesima volta) la convenienza d’Italia di uscire dall’euro, in un articolo apparso su”Politico” del 26 giugno: https://www.politico.eu/article/opinion-italy-germany-how-to-exit-the-eurozone-euro-reform/
“Di fronte all’ostinazione tedesca di non riformare l’euro,
l’Italia ha la possibilità di fare una scelta diversa dalla Grecia. I
benefici per l’Italia di abbandonare l’euro sono chiari, diretti e
considerevoli”. “Il cambio basso consentirà all’Italia di esportare di più. I
consumatori adotteranno beni fatti in Italia invece di beni importati. I
turisti troveranno il Paese ancora più attraent, per i suoi prezzi
bassi. Tutto ciò stimolerà la domanda e accrescerà gli introiti dello
Stato. La crescita prenderà piede, e con essa l’alto livello di
disoccupazione (11,3%, quella giovanile al 33,1%) scenderà”.
E Stigliz ci spiega anche come fare: l’Italia può creare “script”,
titoli di debito pubblico, con cui permetterà di pagare le tasse e i
mutui. La perdita di valore di questi “script” sarà l’equivalente di
una svalutazione, con il che l’Italia recupera la sua politica
monetaria efficace” . E’ il piano B.
Naturalmente, continua Stigliz, “la creazione di una moneta infomale
sarà accolta da urli e strilli da parte degli altrimembri della zona
euro. Sicuramente una moneta parallela infrange le regole e lo spirito
dell’eurozona. A questo punto, l’Italia lascerà agli altri membri
dell’eurozona di espellerla”. https://www.politico.eu/article/opinion-italy-germany-how-to-exit-the-eurozone-euro-reform/
Non vi sfugga l’ironia. Gli altri membri che ci espellono, si sparano
sull’alluce da soli. Pensate solo come si troverebbe l’industria
francese, a restare sola con l’euro ormai tedesco, rivalutato del 30%.
Sarebbe schiacciata. Macron avrebbe i giorni contati. E già ora, la Le
Pen sta superandolo nei sondaggi.
Vedete che si può vincere. Occorre coraggio e polso fermo, come in
guerra. I miei dubbi non sono su questo governo. Sono sulle quinte
colonne che invocano lo straniero perché ci punisca, e stringa le
nostre catene.
Perché sono loro che strillano che Conte è stato sconfitto; e
Gentiloni dice che gli europei “si vendicheranno sulle nostre banche”.
Ma le ONG sono di un parere contrario, visto che sono molto,molto
arrabbiate.
Per Haaretz, ad essere isolata è la Mutti: Haaretz.com @haaretzcom
SeguiSegui @haaretzcom Merkel has gone from leader of Europe to near isolation | Analysis
Ed anche Le Figaro ritiene che Conte non abbia perso, perché
“L’Italia può continuare la sua politica di fermezza migratoria,
avendo ottenuto una specie di carta bianca da parte del consiglio
europeo. Politicamente è una vittoria”:
Prendere in parola: carta bianca. Fermezza. Senza bisogno di fare pubblicità, molto si può fare in “fermezza”.
Fonte https://www.ingannati.it
I media riferiscono che il dr. Burioni, in risposta alle affermazioni di Salvini sulla potenziale pericolosità dei vaccini, abbia chiesta di citare fatti, e non dire bugie.
Non che Salvini ne abbia bisogno, ma ecco qui 22 fatti che sottopongo all’attenzione di chi attacca pregiudizalmente chi afferma la potenziale dannosità dei vaccini.
Provate a smentirmi, per piacere.
-oOo-
è un fatto o una bugia, che il film Vaxxed tratta della storia vera di un pentito, un delatore, una “gola profonda” del CDC (Center for Disease Control)
che, di sua spontanea volontà, non costretto da nessuno, ha dichiarato
cose di cui era a conoscenza perchè direttamente interessato?
è un fatto o una bugia, che tale personaggio, William Thompson, aveva partecipato ad uno studio iniziato nel 2001, che analizzava in maniera statistica la correlazione fra il vaccino trivalente (MMR, in italiano MPR, Morbillo Parotite Rosolia) e l’autismo? E che tale studio, il cui scheduleprevedeva
il rilascio dei risultati per il primo dicembre 2001, non fu reso noto
fino al 2004? Ed il motivo per questo ritardo era che in effetti una
correlazione c’era, in particolare fra i bambini di colore, evidenziando
che l’incidenza dell’autismo era maggiore (di oltre 3 volte tanto) per quelli che avevano assunto il vaccino nei tempi previsti (entro i 18 mesi) rispetto a quelli che lo avevano preso a 36 mesi?
è un fatto o una bugia, che il CDC rimaneggiò quei dati (riferimenti dello studio: Destefano et al.) fino a a) ridurre l’indice di correlazione a 1,8, ma soprattutto b) riducendo la numerosità del campione fino a renderlo non statisticamente significativo?
è un fatto o una bugia, che nonostante gli USA
siano il paese dove si fa causa a tutti, anche al proprio comune per una
buca sul marciapiede, nonostante Vaxxed abbia fatto nomi e cognomi non è stato citato a giudizio da nessuno degli interessati? Non Le sorge il dubbio che se ci fosse stato anche un minimo elemento di falsità, di diffamazione, o di fake news come lei ama ripetere sarebbe stato facilissmo portarli in tribunale e rovinarli, mediaticamente ed economicamente?
è un fatto o una bugia, come ammesso dallo stesso CDC, che non esistono studi comparativi per la valutazione degli effetti o della pericolosità dei vaccini fra campioni che met ano in confronto bambini vaccinati con bambini non vaccinati, come si farebbe per qualsiasi farmaco (esperimenti in doppio cieco)? E che quindi anche i risultati dello studio in questione, pur significativi, avrebbero potuto essere molto più allarmanti se si fosse fatto un confronto non fra
bambini che avevano assunto il vaccino trivalente ad età diverse ma fra
bambini che avevano assunto il vaccino e bambini che non lo avevano
assunto?
è un fatto o una bugia,che il CDC è un ente governativo e,
come tale, viene pagato dai contribuenti e dovrebbe perseguire gli
interessi della salute pubblica? E lo sa che la responsabile a quel
tempo del CDC Julie Gerberding andò, dopo quello studio, ad occupare
l’importante posizione di responsabile del settore vaccini proprio in Merck, uno dei principali produttori del vaccino trivalente, oggetto dell’analisi a quel tempo?
è un fatto o una bugia, che negli USA non si possono citare a giudizio i produttori di vaccini per
gli eventuali danni ricevuti, ma ci si deve relazionare con uno
speciale tribunale governativo, in cui le case farmaceutiche non
partecipano, e i rimborsi che eventualmente vengono accordati alle
famiglie dei bambini danneggiati sono pagati dal governo (con i soldi delle tasse dei cittadini) e non dalle case farmaceutiche?
è un fatto o una bugia, che tale fondo di compensazione ha già erogato compensi per oltre 3.500 milioni di dollari (cioè 3 miliardi e mezzo di dollari), a riprova che i vaccini sono tutt’altro che sicuri e privi di effetti collaterali?
è un fatto o una bugia, che nella causa Bruesewitz versus Wyeth del 2011 la corte suprema USA sentenziò che …“I vaccini sono intrinsecamente insicuri (Vaccines are unavoidably unsafe)“, per bloccare tutte le successive ipotesi di cause contro le case produttrici di vaccini?
è un fatto o una bugia, che l’autismo sta esplodendo, soprattutto negli USA, passando da malattia pressochè sconosciuta e neanche studiata all’università (1 caso su 10.000)a 1 caso su 60-70 oggigiorno?
è un fatto o una bugia, che il caso del pentito Thompson non è stato trattato nei media principali americani, e quando un lettore l’ha pubblicato su iCNN (una sorta di blog con i contributi liberi dei lettori) nonostante avesse dato avvio ad una seguitissimo thread con moltissimi commenti è statorimosso d’autorità dalla CNN? E che quindi la volontà di censura del dibattito sui vaccini è condivisa anche dai media mondiali, anche sulla rete?
è un fatto o una bugia, che il dr.Andrew Wakefield,
uno dei primi a suggerire una possibile ipotesi di correlazione fra
Autismo e vaccino trivalente, con un famoso paper pubblicato nel
febbraio 1998 sulla rivista medica The Lancet, non dichiarava questa correlazione ma, sulla base delle testimonianze dei genitori, suggeriva semplicemente la necessità di ulteriori indagini?
è un fatto o una bugia, che il principale accusatore di Wakefield fu il giornalista Brian Deer,che
lavorava come freelance per il gruppo News International di Rupert
Murdoch, e allo stesso tempo il figlio di Murdoch, James Murdoch, sedeva
nel consiglio di amministrazione di GlaxoSmithKline come direttore non
operativo?
è un fatto o una bugia, che le accuse rivolte a Wakefield sono state smontate da un tribunale inglese che
ha demolito l’impianto accusatorio della commissione medica, nel corso
del processo che il gastroenterologo Walker-Smith, coautore del paper
del Lancet, ha portato avanti per riavere giustizia?
è un fatto o una bugia, che la citazione del vaccino, da parte del dr.Wakefield, nel suo articolo sul Lancet, era dovuta alla segnalazione degli stessi genitori dei bambini autistici? E
che lo stesso Wakefield, per onestà intellettuale e deontologia ritenne
giusto citare questo particolare, pur sapendo a cosa sarebbe andato
incontro?
è un fatto o una bugia, che il dr. Wakefield era un gastroenterologo e che, contattato dai genitori dei bambini autistici, all’obiezione “non ne so nulla di autismo“, si sentì rispondere che tutti i bambini soffrivano di disturbi gastro-intestinali? E che la dottoressa McBride-Campbell ha
guarito il proprio figlio dall’autismo, e moltissimi altri, con la sua
dieta GAPS, studiata apposta per ristabilire la piena funzionalità del
tratto intestinale?
è un fatto o una bugia, che stanno emergendo, forse
proprio sulla scia dei pentiti come quello di cui si parla in Vaxxed,
altri virolgi e scienziati che ammettono di aver falsificato i dati per far apparire i vaccini più efficaci, come nel caso della Merck [3]?
è un fatto o una bugia, che fra gli Amish, comunità religiosa che non pratica la vaccinazione, non sono presenti bambini autistici(se non casi rarissimi), mentre la presenza di altre patologie normali come diabete, tumori, osteoporosi, ecc. si riscontra in percentuali analoghe?
è un fatto o una bugia, che i recenti casi di poliomelite rilevati in Ucraina, nonostante la stampa abbia cercato di ricondurli a bassi tassi di vaccinazione, erano in realtà proprio dovuti ai vaccini [4]?
è un fatto o una bugia, che i metalli pesanti ancora presenti nei vaccini, come
il mercurio o l’alluminio, sono molto più dannosi rispetto a quelli che
si possono trovare in natura o ingeriti col cibo perchè sono a)iniettati in vena o nei muscoli; b) in forma di nano particelle che penetrano molto più facilmente la barriera cerebrale causando infiammazioni; e c) combinati chimicamente con il polisorbato, per facilitarne l’assimilazione (e di conseguenza gli effetti nocivi)?
A proposito di tutta la teoria alla base del principio della vaccinazione,è un fatto o una bugia, che il biologo tedesco Stefan Lanka, che aveva garantito la somma di 100.000 € a chi gli avesse portato le prove dell’esistenza del virus del morbillo,
non li ha ancora pagati a nessuno, supportato in questo dalla sentenza
dell’Alta Corte Regionale di Stoccarda, che ha stabilito che, fino ad
ora, nessuno ha portato prove sufficienti a dimostrare l’esistenza di
tale virus?
Fonte http://marcodellaluna.info Il governo Salvini-Di Maio rischia di essere mitragliato se resta a metà del guado.
Gli interessi economici che stanno dietro UE ed BCE già si muovono
per denigrare, delegittimare e sgambettare il nuovo governo, nato dalla
resistenza al loro potere e alle loro pratiche. Cercheranno di coglierlo
in fallo, di tendergli agguati, di dividerlo comprandone parti, e di
farlo cadere, così da completare la sottrazione dell’autonomia politica e
delle risorse economiche delle nazioni, iniziando con quelle più
vulnerabili e incravattabili, come l’Italia. Perciò questo governo può vincere la partita solo se attaccherà per primo
– se, cioè, dopo la fase di insediamento, metterà a nudo e
delegittimerà quegli stessi interessi prima i essere fatto fuori da
essi, rovesciando il loro tavolo. Quindi deve smettere di fare
l’europeista benpensante, sostituire i corpi estranei al suo interno, e
cantar chiara la verità a quella gente che dovrà sostenere il
contrattacco dei “mercati” (della BCE, dell’Eurogruppo, del rating…).
Dovrà anche lavorare – assieme agli altri governi “populisti” e agli
USA – non a riformare un ordinamento eurocratico (UE, Euro) che non è
riformabile perché è nato proprio per quello che sta facendo, e neppure a
prepararsi per uscire da esso unilateralmente – cosa che sarebbe
devastante – ma invece a farlo crollare così da liberarsene tutti, per
ritrovare la libertà politica, il diritto dei cittadini a un voto
effettivo, e usarla per costruire un’Europa diversa (se possibile), cioè
per le nazioni e non per gli usurai e per gli autocrati irresponsabili.
E bisogna che il governo si ritiri dal Trattato di Velsen, per
prevenire che, in caso di caduta del governo e di sommosse popolari più o
meno spontanee, ci arrivi la polizia militare antisommossa Eurogendfor a
reprimere e a instaurare la dittatura degli usurai stranieri.
Se Lega e Stelle indugeranno invece a metà del guado senza spiegare
chiaramente ciò che è l’Unione Europea, che interessi serve e che scopo
ha, fingendo che essa sia rinegoziabile e riformabile, che possa
diventare “democratica” anziché autocratica, allora quei medesimi
interessi li faranno fuori con attacchi mediatici, giudiziari e
finanziari – come hanno fatto fuori tutti coloro che cercarono di
portare avanti una politica di interesse nazionale italiano: Mattei,
Moro, Craxi.
La loro chance – ripeto – sta nel delegittimare prima di essere
delegittimati e poi rottamati. Se continueranno a lungo a fare i
moderati per farsi accettare, sono fritti. O attaccano l’UE e l’Euro, e
fanno la storia; oppure si allineano per le poltrone.
Scoprire i giochi significa iniziare a spiegare l’opinione pubblica
quello a cui L’Europa è servita – ad esempio raccontando, come ha fatto
D’Alema, che la Banca Centrale Europea prestava i soldi allo 0,75% ai
banchieri francesi e tedeschi i quali a loro volta usavano quel denaro
per comprare i titoli del debito pubblico greco che pagavano il 15% di
interesse virgola e con rompevano i governanti greci affinché facessero
debito pubblico anche per comprare prodotti tedeschi come le navi da
guerra, e poi quando la Grecia non ce l’ha più fatta a pagare gli
interessi usurari, l’Unione Europea ha imposto all’Italia e ad altri
paesi di prestare soldi alla Grecia a un tasso inferiore a quello a cui
li prendevano prestito – ma non per aiutare la Grecia ma per far
realizzare ai predetti banchieri i loro incassi usurari, anziché
arrestarli (modelli analoghi sono stati applicati a Spagna, Portogallo,
Irlanda). Questo è quello che ha fatto innanzitutto Monti tassando i
beni immobili e facendone crollare il valore di circa un terzo, cioè di
circa 2000 miliardi, che sono stati distrutti come patrimonio nazionale;
e per far questo egli era stato messo a Palazzo Chigi e nominato
senatore a vita.
Bisogna far capire alla gente che l’UE è una costruzione progettata e
realizzata dagli usurai per realizzare una usura radicale fino al
totale svuotamento dei risparmi e degli assets dei paesi sottomessi. Per
questo non è riformabile e non ha senso negoziare per riformarla, se
non forse al fine di far emergere più visibilmente la sua non
riformabilità.
Credo che gli ultimi avvenimenti abbiano predisposto l’opinione
pubblica a capire. La vicenda di Mattarella che, sotto pressione
comunitaria e della BCE impedì un governo voluto della maggioranza del
Paese perché chiaramente euroscettico e includente il professor Savona,
ha fatto percepire come, riforma dopo riforma, senza che fosse
dichiarato, il Paese è stato portato a una degradata condizione di
dipendenza e sottomissione a interessi esterni tale da impedirgli di
uscire dalla rotta prestabilita e da vanificare quindi la volontà del
suo elettorato.
Il governo Lega 5 Stelle è nato quindi nel compromesso e nella
ambiguità, ossia da un lato critico e riformatore verso l’euro e l’UE, e
dell’altro lato dichiarando, anche nel discorso di Conte alle Camere,
di voler restare in ambedue, imbrigliato da un ministro degli Esteri e
uno delle Finanze ossequienti all’europeismo, e senza chiarire il punto
fondamentale, ovvero che cosa farà, che contromisure adotterà in
concreto, qualora i partners europei egemoni rifiutino di rinegoziare i
trattati a cominciare da quelli sull’euro e sui migranti. Se si va a
trattative senza prospettare contromisure in caso di indisponibilità
della controparte, non si ottiene un fico secco perché non si ha potere
di contrattazione.
Lega e Stelle non hanno per il momento spiegato agli italiani che la
situazione di sudditanza e squilibrio a danno dell’Italia, che essi
vogliono cambiare rinegoziando i trattati comunitari, non si è creata
per errore o per accidente bensì è stata creata deliberatamente e
programmaticamente da precisi interessi secondo un itinerario
prestabilito molto tempo fa, sicché cambiare le regole che non vanno
bene richiede o richiederebbe di battere quegli interessi, e per
batterli bisogna avere una forza maggiore di quella dei portatori di
questi interessi. Dov’è questa forza? Può venire solo da un’operazione
di smascheramento del progetto eurocratico, che si colleghi a una
ribellione concertata col gruppo di Visegrad, con l’Austria, con gli
USA, diretta ad abbattere l’UE e l’Euro, sostituendoli con un
ordinamento completamente diverso e non in mano a speculatori e nuovi
kapò franco-tedeschi. Chiamiamoli “makrò”.
A un livello più profondo e generale, la nuova maggioranza sta
lasciando inespressa, non comunicata, non proposta al dibattito
pubblico, la dinamica di fondo, in cui si colloca anche l’insieme delle
caratteristiche nocive della costruzione comunitaria: essa non ha ancora
detto alla gente che, semplicemente, le cose che non vanno bene non
sono venute in essere perché le hanno volute i tedeschi oppure una lobby
di banchieri internazionali oppure di tecnocrati a Bruxelles, bensì
perché esse servono e corrispondono all’interesse del capitale
finanziario internazionale che guida i processi di riforma e che, per
massimizzare il proprio potere e per conformare il mondo e le società e
le loro comprensioni della realtà ai propri interessi, ha bisogno
precisamente di questo, ossia di creare una dipendenza unilaterale della
politica e delle nazioni e delle singole persone (togliendo loro le
scelte politiche e lasciando esistere un simulacro di democrazia solo
finché rimane nei binari voluti dal capitale) dal cartello bancario
privato che produce e concede moneta e credito. E lo ha creato togliendo
agli stati la sovranità monetaria e sottoponendoli alla pressione
irresistibile del rating del loro debito pubblico.
08.06.18 Marco Della Luna
«L'Italia
è in una nuova condizione coloniale.... siamo in presenza di un
fascismo senza dittatura e, in economia, di un nazismo senza
militarismo».
(Paolo Savona)
Presentiamo ai lettori alcuni significativi stralci del libro di Paolo Savona "Come un incubo come un sogno" (Rubbettino) in libreria nei prossimi giorni. Sarà chiaro perché gli euroinomani lo detestano e Mattarella non vuole nominarlo ministro.
COME CI FICCAMMO NEI GUAI...
«Il
mancato perseguimento degli obiettivi conduce a uno stato permanente di
tensione all'interno dell'Europa per le ingiustizie che implica: i
cittadini non sono tutti uguali nei diritti, ma solo nei doveri. L'esprit d'Europe si attenua e vengono meno le componenti
TUTTI CONTRO.... Anche Il fatto Quotidiano del 22 maggio
sociali della pace, la vera forza che ha trainato all'inizio l'idea di
Europa. I motivi di questa situazione sono due: l'unione non era ancora
maturata nella coscienza dei popoli europei finendo con il peggiorarla
per le cattive performance registrate nei momenti di crisi e
perché le istituzioni create confliggevano con gli obiettivi. La scelta
fu decisa da un'élite che procedette illudendo il popolo con le promesse
contenute nell'articolo 3 riportato. Per l'euro, invece, la volontà
delle élite divergeva e fu necessario un compromesso che assegnò compiti
limitati all'eurosistema e condusse a una sua nascita prematura
rispetto all'indispensabile unione politica. Le preoccupazioni erano
dovute al fatto che l'assegnazione di poteri più ampi alla Banca
centrale europea non avrebbe garantito un'inflazione contenuta e poteva
condurre a una mutualizzazione dei debiti pubblici, entrambi aspetti che
la Germania non intendeva accettare. Fu un atto di debolezza dovuto
alla fretta».
"ITALIANI FANNULLONI E SCANSAFATICHE".. L'inaccettabile sciovinismo della stampa tedesca (1)
ITALIA COLONIA (TEDESCA)...
«Al
di là dei difetti in materia "economica", i modi in cui l'Ue è nata,
con poca preparazione dei cittadini europei e in assenza di un
referendum in molti dei paesi firmatari, sono la manifestazione più
chiara della filosofia politica più ingiusta e pericolosa per
l'affermarsi della democrazia: quella che gli elettori non sanno
scegliere, mentre sarebbero capaci di farlo per loro conto solo gruppi
dirigenti "illuminati" che, guarda caso, coincidono con quelli al
potere. Tra questi Paesi vi è l'Italia, dove la Costituzione decisa dai
padri della Repubblica contiene la più chiara violazione del principio
democratico, quello che i trattati internazionali non possono essere
oggetto di referendum. Conosciamo le origini di questa grave
limitazione, ma esse non valgono più dalla caduta del comunismo
sovietico; torna comodo tenersi la proibizione per imporre la volontà
dei gruppi dirigenti economici e politici. Posso testimoniare
personalmente che i sostenitori del Trattato di Maastricht, in
particolare per quanto riguarda la cessione della sovranità monetaria,
erano coscienti dei difetti insiti negli accordi firmati, ma la sfiducia
che essi avevano maturato sulla possibilità di collocare l'Italia nel
nuovo contesto geopolitico hanno indotto il Parlamento a seguire i loro
consigli, compiendo un atto che sarebbe potuto essere favorevole al
Paese se l'assetto istituzionale dell'Ue avesse condotto a un'unione
politica vera e propria e non avesse i gravi difetti di architettura
istituzione e di politeia indicati...Poiché l'unione commerciale e
monetaria non ha condotto all'unione politica come sperato, questi
gruppi dirigenti ci hanno lasciato un'eredità negativa che, sommandosi
ai difetti culturali e politici del Paese, fa scivolare l'Italia in una
nuova condizione coloniale, quella stessa sperimentata dalla Grecia».
FASCISMO SENZA DITTATURA...
«L'Italia
era impreparata nel 1992 ed è ancor più impreparata oggi, per le
difficoltà che si sono accumulate e perché ha capito con quali compagni
di strada si è messa. Non accuso la sola dirigenza italiana della scelta
errata, ma anche quella europea, che era ben conscia, anche spingendosi
oltre la realtà fattuale, che l'Italia non fosse preparata per stare
nella moneta unica così come era stata concepita. Nella riunione del 24
marzo 1997, tenutasi a Francoforte, l'Italia era fuori dall'euro,
nonostante Ciampi, ministro del Tesoro del governo Prodi, avesse varato
il 30 dicembre precedente una manovra fiscale di 4.300 miliardi di lire,
imponendo quella che è ricordata come "eurotassa" per rientrare nei
parametri fiscali concordati. L'Italia aveva chiesto inutilmente di
prorogare l'avvio dell'euro, ma la Germania si oppose. Un anno dopo, il
28 marzo, l'Italia venne accettata nel gruppo di testa dei Paesi
aderenti all'euro. Non si conosce che cosa sia esattamente successo nel
corso di quell'anno; forse ha contato l'impegno della diplomazia
monetaria, dove la Banca d'Italia svolgeva un ruolo importante, o forse
il fatto che, fatti bene i calcoli, i Paesi-membri hanno compreso che,
tenendoci fuori, avrebbero patito la nostra concorrenza sul cambio e,
accettandoci, avrebbero bardato il nostro sviluppo. Ora la nuova
sovranità da espugnare è quella fiscale con le stesse modalità che hanno
ispirato la cessione della sovranità monetaria, ossia secondo una
visione di parte, pregiudiziale, del suo funzionamento, accompagnata
dalla solita dichiarazione che servirebbe a migliorare il benessere
generale. Essa non sarebbe un passo verso un'unione dove i cittadini
godono degli stessi diritti ma per consentire una buona performance
dell'euro e del mercato unico che causa una divisione tra essi. L'uomo
al servizio delle istituzioni e non viceversa, una concezione sovietica
dietro il paravento della liberaldemocrazia. Semmai si decidesse di
farlo — e i gruppi dirigenti italiani, la stessa cultura accademica
prevalente sono pronti ad accettarlo — si rafforzerebbero ancor più le
forme di coordinamento obbligatorio, di tipo burocratico, diminuendo
quello spontaneo garantito dal mercato unico creato con gli Accordi di Roma del
1957. Il problema dell'Ue non è l'autonomia delle sovranità fiscali
nazionali, peraltro già vincolate dai parametri di Maastricht e
rafforzate con il fiscal compact, ma l'assenza di un'unione
politica in una delle forme conosciute di Stato. Spiace doverlo
evidenziare, ma, cavalcando l'ideale elevato di porre fine alle guerre
tra Paesi europei, non potendo procedere per via politica, i gruppi
dirigenti hanno deciso di seguire una soluzione dove i principi
democratici non hanno accoglienza. La conseguenza di questa scelta ha i
contenuti di un fascismo senza dittatura e, in economia, di un nazismo
senza militarismo».
Di Maio=PESTE. Salvini=COLERA... L'inaccettabile sciovinismo della stampa tedesca (2)
SE QUALCOSA NON FUNZIONA SI CAMBIA...
«I
gruppi dirigenti apprezzano l'inversione dei rapporti di forza
favorevole che l'Ue stabilisce tra loro e il popolo, in particolare i
lavoratori, con i media che esaltano quasi quotidianamente "le
magnifiche e progressive sorti" dell'Unione europea per il Paese, anche
se esse non emergono dalla realtà. L'enigma (peraltro di facile
soluzione) è a quale parte del Paese si riferiscono? Purtroppo la
risposta è quella parte che già sta bene e sa difendersi, essendo in
larga maggioranza. Siamo tornati indietro di secoli nelle conquiste
raggiunte nella convivenza civile democratica. Poiché una politica
monetaria comune non si adatta a tutte le esigenze o condizioni di fatto
dei Paesi che aderiscono alla moneta unica, l'aggiustamento dovrebbe
essere attuato con adeguate politiche fiscali, le quali, come si è
ricordato, sono restate nelle mani dei singoli Paesi, ma sono vincolate
da limiti ben precisi posti ai deficit del bilancio pubblico e al
livello del debito sovrano sul Pil. Soprattutto per i Paesi, come
l'Italia, che fin dall'inizio avevano una posizione squilibrata rispetto
a questi due parametri fiscali (oltre il 7% nel deficit di bilancio e
oltre il 100% nel rapporto debito pubblico/Pil), gli spazi per queste
politiche sono di fatto attribuiti in modo asimmetrico, positivi per chi
rientra nei parametri concordati, negativi per gli altri. L'ingiustizia
è innata negli accordi (...) Non c'è verso di convincere i leader
dell'Unione europea di seguire il principio di Franklin Delano Roosevelt
che se qualcosa non funziona, si cambia. Ma il cambiamento richiede
preparazione scientifica, fantasia creatrice e coraggio per
intraprenderlo. Nell'Ue le forze della conservazione prevalgono. La
storia economica brevemente percorsa suggerisce che è necessario mutare
le politiche riguardanti gli investimenti, soprattutto pubblici, e la
tutela del risparmio operando sui tassi dell'interesse e sul rischio,
nonché il funzionamento del sistema monetario internazionale ed europeo,
affrontando con adeguate politiche i divari di produttività tra aree
geografiche, settori produttivi e dimensioni di impresa. Se non lo fa,
la società prima o dopo si vendicherà, seguendo i movimenti di protesta
non perché siano preparati ad affrontare il problema, ma solo perché
insoddisfatti delle politiche seguite dai partiti tradizionali».
E per quella inglese han vinto "I BARBARI"
IL RISCHIO CHE ARRIVI LA TROIKA...
«Non
ho mai chiesto di uscire dall'euro, ma di essere preparati a farlo se,
per una qualsiasi ragione, fossimo costretti volenti o nolenti (il piano
B da me invocato). Ritengo che uscire dall'euro comporti difficoltà
altrettanto gravi di quelle che abbiamo sperimentato e sperimenteremo
per restare. Il problema consiste nel fatto che non abbiamo né piano A,
né B. Il piano A dell'Italia è quello della Ue con le conseguenze
indicate. Ho il timore che il piano B sia quello di consegnare la
sovranità fiscale alla "triade" (Fmi-Bce-Commissione) se le cose
peggiorano, infilandoci nella soluzione greca. Il Paese è in un vicolo
cieco. Le autorità hanno il dovere di approntare e attuare due diversi
piani, quello necessario per restare nell'Ue e nell'euro, e quello per
uscire se gli accordi non cambiano e i danni crescono. Invece si insiste
nella loro inutilità essendo l'euro irreversibile e si è disposti a
pagare qualsiasi costo pur di stare nell'eurosistema. La prima
dichiarazione viene fatta a voce alta, la seconda raramente, ma viene
comunque pensata dagli ideologi dell'Ue e dell'euro, ben sapendo che
questo costo non verrebbe pagato da loro, ma da una minoranza, sia pure
di dimensione significativa».
Fonte https://www.ingannati.it
Nonostante ci sia ancora chi pensa di vivere in una democrazia,
i vari veti che il presidente della repubblica sta mettendo ai nomi di
possibili primi ministri o altri ministri, così come i messaggi
allarmati che intimano di non tradire quanto fatto fino ad ora (soprattutto
in funzione di allineamento all’Europa, ed alla cessione di sovranità
ad organismi come la BCE e la Giunta europea che, nel caso qualcuno se
lo fosse dimenticato, NON sono eletti e NON hanno un mandato popolare); tutto questo, dicevo, sta a dimostrare senza ombra di dubbio che questa è soltanto una parvenza di democrazia.
Voi credevate di avere la possibilità di scelta, credevate che
esistessero regole imparziali, credevate che chi vince ha la possibilità
di attuare il programma elettorale… e invece no! Se questi programmi
non sono in linea con i desiderata di chi ci controlla, allora si mette
il veto, con varie scuse più o meno credibili.
Ma per quale motivo questo governo fa così paura? Il motivo è presto detto, anzi, è proprio ufficiale, state a sentire:
“A mettere in allarme i mercati sono le dichiarazioni relative ai mini bond,
un controverso strumento con il quale lo Stato dovrebbe riuscire a
saldare il suo debito con i fornitori, pagando con questa carta e non
con denaro: il responsabile economico della Lega Nord ha confermato che
arriveranno presto. Ma si trascura il fatto che l’operazione avrà
impatti significativi sul debito pubblico. Credit Agricole ritiene che i minibond siano un modo per dribblare le regole comunitarie. Ing afferma che si tratta, di fatto, di una valuta parallela. BNY Mellon dice che già la Grecia aveva pensato di introdurre questo strumento.”
Capito? Hanno paura di perdere il monopolio più importante: quello della creazione di denaro, la prima e più importante arma di controllo dell’umanità. Ed il pericolo è così grande che sono disposti a tutto, pur di mantenerlo.
Maurizio Blondet18 commenti
“E’ la prima volta nella storia – ha detto
Paolo Mieli stasera – che un governo non è supportato da nessun
giornale. Vogliono – aggiungo io – un paese povero e incolto, facile da
governare. Un villaggio musulmano, totalmente dipendente dai massoni e
dai banchieri”: così Danilo Quinto, l’ex radicale convertito, nel suo
blog.
Anche il resto è da citare:
Sono felice di aver votato LEGA e dico che a Matteo Salvini si deve
dire solo grazie. E’ l’unico leader politico che in questo momento ha
l’Italia. Dice parole chiare, libere, oneste, di verità. Parole nobili,
che non si sentivano da anni. Mi sento di dire che Salvini coltiva
sempre di più la “nobiltà della politica” ed io sento di essergli grato,
da cittadino di questo Paese, per lo sforzo che sta compiendo, perché
“nobiltà della politica” significa svolgere un servizio per il bene
comune, mettendo da parte gli interessi e le ambizioni personali.
Salvini non cambia e non rinuncia alle proprie idee (sulla Russia, su
Putin, sulla Siria, sull’Europa) e questo è già moltissimo in un Paese
abituato ai voltagabbana. Non solo. Salvini vuole realizzare le sue
idee, per rispetto dei suoi elettori e di tutti i cittadini.
Sono d’accordo con Salvini, con il punto cruciale del suo intervento:
la ridefinizione della posizione dell’Italia nei confronti dell’Europa.
I punti del programma annunciato non si possono realizzare obbedendo ai
diktat europei e rinunciando alla nostra sovranità, come vorrebbero
continuare a fare i poteri forti e la gran parte dei mass media – i casi
di “Repubblica” e de “Il Giornale” sono esemplari – che in questi
giorni stanno attaccando in modo formidabile Salvini e la sua volontà di
dare un Governo serio al Paese, temendo i sondaggi che vedono crescere
in maniera intollerabile per molti i consensi per la LEGA.
http://daniloquinto.tumblr.com/post/173899968578/onore-a-matteo-salvini-di-danilo-quinto-14
Non c’è molto da aggiungere. Quando nella mattinata di ieri ha
cominciato a circolare la voce che il premier scelto da Di Maio e
Salvini era Giulio Sapelli, m’è sembrato impossibile: troppo perfetta
la scelta. Sapelli è un economista cattedratico di fama internazionale,
un critico acuto e competente dell’Unione Europea, dell’euro come
aborto e della Merkel come hitlerina, ospite fisso al Valdai Forum (il
tink tank putiniano); desideroso per di più di combattere – perché per
un professore universitario di 61 anni diventare primo ministro di un
governo così attaccato non è certo un riposo – per un senso del dovere
che non si può definire che amor di patria.
Troppo bello. Nei minuti seguenti infatti è arrivato veto, si
capisce non da Di Maio, ma da Grillo e Casaleggio. Certo, non si può
chiedere troppo al 5 Stelle. L’ignoranza vuole la sua parte, così come
la mancanza di coraggio e lucidità. Ma ancor più che l’ignoranza,
constato qui la fatale pulsione che fa dell’Italia un paese arretrato,
avviato a diventare “un villaggio musulmano”. Cerco di spiegarmi. Ho
rivalutato Salvini, quando ho visto che è capace di scegliere e
chiamare a lavorare insieme “persone migliori di sé” come Bagnai e la
Buongiorno, per un progetto politico che ha chiaro in mente, e richiede
i migliori. E’ una eccezione rarissima, nel mondo politico.
Nei miei 76 anni di vita, l’ho visto accadere ormai troppe volte:
appena nasce, per merito di qualche capo-popolo, un movimento nuovo, che
apre a speranze di rinascita, a questo movimento si avvicinano, e si
offrono per collaborare, personalità capaci, competenti, dotate di
qualità e coltura specifica, tecnica o generale; ma, passato il primo
entusiasmo ed abbraccio, esse vengono allontanate dall’apparato
partitico. Ho visto mettersi a servizio di Umberto Bossi , Gianfranco Miglio,
il maggior politologo di allora. Rapidamente, Bossi se n’è liberato:
ha sempre preferito i consigli del suo autista, lui è uno “del popolo
lumbard”, quello sì che capiva la “pancia del Nord”. Non sto a ricordare
– anche perché molti erano miei amici – i tanti “migliori”, hanno
visto in Forza Italia una speranza, e si sono offerti per riempire i
posti di responsabilità per cui avevano le qualità, a battersi per
quella che credevano fosse la battaglia di Berlusconi, in Parlamento,
nei ministeri, alla Rai. Berlusconi, avete visto tutti, ha fatto
parlamentari e persino ministre sue escort, ha selezionato non un
personale politico, ma un corpo di ballo di cosce lunghe e nani
leccaculo comici, come si trattasse di mettere insieme una troupe di
avanspettacolo. Che infatti era proprio il suo scopo: mettere a carico
dei contribuenti le sue pompinare, insediandole in cariche pubbliche
stipendiate. E’finito con la nipote di Mubarak.
Nel Movimento 5 Stelle è successo lo stesso. Hanno prima assunto Claudio Messora,
il miglior video-blogger disponibile, intelligente militante, a capo
della loro comunicazione – per poi buttarlo via rapidamente, ed è finita
a querele; e sarebbe un ottimo presidente dellas RAI nel nuovo governo.
Allontanato Paolo Becchi. Anatemizzato e maledetto Pizzarotti, il sindaco di Parma, perché è più bravo di loro, infatti i cittadini l’hanno rieletto – infischiandosene del M5S.
Ovviamente si capisce perché i capipopolo procedono a queste
epurazioni, si liberano di persone ottime, migliori di sé, disposte ad
operare con loro per il progetto politico: perché temono di perdere il
controllo sul loro potere. Temono le persone più intelligenti, più
competenti, più creative, perché sono libere, fuori dal conformismo di
partito – non capiscono che è proprio questa la loro utilità (se non
fossero libere non avrebbero creatività e fantasia); e i politici hanno
una paura barbina di ciò che può sorprenderli, che non controllano.
E questo, attenzione, succede negli apparati ministeriali, dove il
dirigente sceglie e fa avanzare le mezze tacche, perché non gli fanno
ombra, e soprattutto non fanno risaltare la sua propria incompetenza e
inadempienza. Nelle Università – dove i baroni si accordano fra loro
per far vincere i concorsi ai loro più mediocri leccaculo, temendo
l’indipendenza e la concorrenza dei portaborse veramente migliori,
quelli che farebbero avanzare la scienza. Naturalmente è per questo che,
generazione dopo generazione di mediocri, non solo la scienza non
avanza, ma gli studenti abbandonano a frotte le università italiane,
comprendendo benissimo che esse non insegnano quasi nulla di utile. https://www.huffingtonpost.it/2018/01/22/gli-universitari-italiani-sono-i-piu-insoddisfatti-al-mondo_a_23339782/
E’ la selezione delle elites al contrario, quella italiana. Chi ha
un minimo di potere, dovunque, emargina le elites (i migliori di sé) e
promuove la mediocrità. Il risultato, impressionante, l’abbiamo visto
negli immani talk-show con cui i giornalisti (de-selezionati nel modo
sopra descritto) si sono lanciati come un sol uomo a dimostrare come
le proposte del futuro governo giallo-verde fossero irrealizzabili e
da dilettanti allo sbaraglio – intervistando di continuo e soltanto
elementi del PD (gli sconfitti), che davano prova continua del loro
dilettantismo ed ignoranza. Loro e i giornalisti.
Non so se vi siete resi conto: Gianni Riotta, in una trasmissione, Agorà,
si è stupito quando gli hanno detto che nell’articolo 1 della
Costituzione è scritto: “La sovranità appartiene al popolo”, a questa
rivelazione, Riotta ha esclamato: Se uno studente dice questo all’esame,
lo bocciano! Solo con sforzo riescono a convincerlo che nella
Costituzione è scritto proprio così. https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/gianni-riotta-non-conosce-costituzione-rinaldi-lezione-85253/
E Riotta è un principe del giornalismo italiota: corrispondente dagli
Usa per il Corriere della Sera per una vita, è stato direttore de Il
Sole 24 Ore confindustriale, oggi lavora per La Stampa: solo piani
alti. E’ l’incarnazione stessa del processo di de-selezione delle
elites. E’ salito così in alto perché è un ignorante a tal punto.
Ovviamente è per l’ Europa della Merkel, per l’euro e per le cessioni
di sovranità.
In un altro talk show, c’è il sociologo De Masi, molto di sinistra,
che ha sempre votato PD, vicinissimo al 5 Stelle (teorizza una sua
idea: lavorare gratis per lavorare tutti) e col dente avvelenato perché
s’è messo “con la destra”. Ma asfalta un tale Marattin, definito
“consigliere economico” del PD, che difende le “riforme” di Renzi.
Marattin racconta: prima del Jobs Act, le donne quando venivano
assunte firmavano una lettera di dimissioni in bianco nel caso fossero
incinte. Il Jobs Act l’ha abolito.
De Masi: “Guardi che era illegale anche prima”.
Marattin tenta la carta, molto usata nei talk shows, del “i 5
stelle hanno abbandonato il loro programma su questo e quest’altro
punto”.
DeMasi: “Tutti i partiti fanno programmi pre-elettorali e poi fanno
altro. Per esempio il PD: io non lo avrei mai votato, se avessi saputo
che il PD avrebbe abolito l’articolo 18”. http://www.la7.it/laria-che-tira/video/de-masi-vs-marattin-pd-incidenti-sul-lavoro-sono-effetto-del-jobs-act-leggi-sbagliate-producono-14-05-2018-241561
Non c’è spazio per elencare tutte le dimostrazioni di dilettantismo
sesquipedale, e incompetenza terminale dei sinistri piddini: risultato
evidente di 50 anni di de-saelezione, allontanamento ed emarginazione
dei migliori, per restare soli fra i peggiori e mediocri. Il PD per
esempio conosceva Alberto Bagnai, l’ha valutato quando era di sinistra,
l’ha compulsato, i militanti di sinistra alle sue conferenze tornavano a
dire al partito: è bravo. Ma non l’hanno voluto. L’hanno lasciato
alla Lega, e adesso dicono che è fascista. E i loro giornali ne
sbagliano apposta il nome: “Mugnai”, “Cimaglia”… Alberto Bagnai, non Cimaglia.
Gli “economisti” della sinistra che vedo partecipare ai talk, così,
non capiscono nulla e nulla sanno quando un competente parla di
politica monetaria, di come viene creata la moneta, di cosa è l’euro e
perché dei Premi Nobel hanno messo in guardia contro la sua attuazione,
prevedendo gli effetti destabilizzanti socialmente che constaiamo, in
modo critico: gli mancano evidentemente le nozioni di base. L’economia
che difendono è quella che è pensiero unico da 30 anni, non ne
conoscono altra. E’ anche quella meno pericolosa per le loro carriere,
perché non sfida il potere.
E oviamente, durando le trattative, la “base” grillina ignorante
invidiosa ha preso a metterei bastoni tra le ruote: vuole
de—industrializzazioni, vuole l’immigrazione umanitaria – senza saper
distinguere in questo governo lo scopo primario dagli accessori
utopistici. Lo scopo primario è, come ha detto Salvini: “O riesco a
dare vita a un Governo che ridiscute i vincoli esterni con l’Europa
oppure e’ un libro dei sogni: non voglio prendere in giro nessuno. Il
Governo parte se puo’ fare le cose: se dovessimo renderci conto che non
siamo in grado di farle, non cominciamo neanche”.
Frase da statista coraggioso. I grillini però si tirano indietro.
Anche perché non hanno il personale adatto, altrimenti perdono il
controllo.
Hanno scelto la posizione moderata, “centrista”, che fu tipica della
DC. No agli estremismi, restiamo moderati. Non troppo intelligenti, non
troppo coraggiosi, non troppo competenti – prendiamo posizioni non
troppo coraggiose (così l’Europa non ci teme) e non troppo intelligenti,
sennò avremmo bisogno di Bagnai, di Messora, di Sapelli – e non li
controlliamo.
Vittoria dei Piddini, degli ignoranti; del “Sud” contro il “Nord” (la
conseguenza sarà alla lunga la secessione, quella vera); degli
italioti che vogliono diventare un villaggio musulmano.
FONTE
Maurizio Blondet50 commenti
Sono contento di questa occasione storica: il presidente Mattarella insegna alle giovani generazioni che cos’è la Libertà.
Anzitutto l’articolo. E’ del Giornale berlusconiano:
Mattarella nega alla Lega i ministeri chiave con i dossier esteri
“Il Quirinale si aspetta che Salvini rassicuri Stati Uniti e alleati europei, Francia in testa
”
Una presa di posizione chiara, netta ed inequivocabile sulla politica estera. Sergio Mattarella non solo la chiede, ma la pretende. Vuole
che Salvini si esponga in prima persona, confermando senza esitazioni
la collocazione dell’Italia nell’Alleanza atlantica e al fianco degli
Stati Uniti. Una dichiarazione che rassicuri non solo Washington, ma
anche le cancellerie europee in agitazione ormai da giorni (l‘ambasciatore francese Christian Masset pare sia tra i più preoccupati).
Come inquieto è lo stesso presidente della Repubblica, che in quanto a
filoatlantismo non ha nulla da invidiare a Francesco Cossiga. D’altra
parte, prima da vicepremier e poi da ministro della Difesa fu proprio
Mattarella a seguire l’intervento italiano nella missione militare della
Nato in Kosovo.
Così, nello scenario attuale e con l’alta tensione tra Usa e Russia
all’orizzonte, è nelle cose che il Colle chieda garanzie. Il tweet di Salvini contro l’intervento americano in Siria, infatti, non è passato affatto inosservato
a Washington. Così non è un caso che proprio ieri Guglielmo Picchi
abbia provato ad aggiustare il tiro. «Non abbiamo dubbi, siamo
nell’Alleanza atlantica senza se e senza ma», ha spiegato il deputato
della Lega e consigliere per la politica estera di Salvini, che ha pure
tessuto le lodi di Donald Trump e di Israele. Insomma, un prima manovra
di assestamento che al Quirinale hanno sì apprezzato ma che non
ritengono sufficiente. Sul Colle, infatti, si attende una parola chiara
da Salvini in persona.
È per tutto queste ragioni che nelle ultime ore il Quirinale sta
giocando di sponda con Di Maio per contenere la Lega. […] la distanza è
tutta politica, non certo personale. Distanza siderale se pare che il
Colle – questo raccontano sia fonti del M5s che del Carroccio – avrebbe posto un veto su tutte quelle poltrone dove passano i dossier chiave della politica estera. E quindi non solo la casella di premier e vicepremier, ma anche quella di ministro degli Esteri e della Difesa,
tutti snodi nevralgici se si arrivasse ad una crisi nei rapporti tra
Stati Uniti e Russia. A preoccupare, infatti, sono soprattutto le
posizioni filo Putin e il rapporto con Mosca. Qualche spiraglio, invece,
si sarebbe aperto per la casella di sottosegretario alla presidenza
(con forti dubbi per l’eventuale delega sui servizi). Nessun problema,
invece, per la poltrona di ministro dell’Economia (sempre che ci vada
Giancarlo Giorgetti) e dell’Interno.
Il punto, però, resta soprattutto la premiership. Di Maio e Salvini
hanno contattato alcune figure per così dire «terze» ma tutti hanno
declinato l’offerta. Così, anche grazie alla sponda del Quirinale che
dal M5s si sente decisamente più garantito sul fronte internazionale,
sono tornate a salire le quotazioni proprio del leader del M5s. Quel che
è certo è che Mattarella ha messo in chiaro che il futuro premier dovrà avere un profilo «presentabile» al prossimo G7 che si terrà l’8 e 9 giugno in Canada. Insomma, nessun esperimento con personalità alle prime armi,
ma qualcuno che abbia già una consuetudine con i consessi
internazionali o comunque un suo peso politico da mettere sul tavolo”. http://www.ilgiornale.it/news/politica/mattarella-nega-lega-i-ministeri-chiave-i-dossier-esteri-1525535.html?mobile_detect=false
Vedete o giovani, quanta libertà vi dà l’Europa? Potete votare
liberamente per chi volete. Poi gli Stati Uniti decidono che non può
essere né premier né vicepremier, e si assicurano che Mattarella non gli
dia gli Esteri né la Difesa: e ciò nel caso “si arrivasse ad una crisi nei rapporti fra Stati Uniti e Russia”. Una crisi peggiore di quella in corso, capite cosa significa?
“La collocazione atlantica al fianco degli Stati Uniti”non
può essere discussa in politica. Ma tuto il resto sì. Negli appositi
talk shows. La libertà vostra, grazie alla democrazia, è totale.
L’Europa vi ha dato delle libertà che prima non avevate, come mostra
questo breve video dell’europarlamento: https://twitter.com/Europarl_IT/status/993105095138082816
siete liberi di “viaggiare, lavorare, studiare e andare in pensione” –
cosa che gli stati nazionali non vi permettevano – avete “più
opportunità di lavoro” (all’estero) , e ”garantisce i vostri diritti di
consumatore”. Di più, di più,: se siete sodomiti, potete sposarvi tra
voi e adottare un figlio preso da un utero in affitto; potete avere il
suicidio assistito. Solo la collocazione atlantica a fianco degli Stati
Uniti” non deve essere una opzione fra le altre.
Quella si chiama “libertà politica”, e questa non vi è data. Ma che vi
importa, o giovani? Che sacrificio è, in comparazione dei diritti LGBT
di cui voi tutti godete?
Avete letto sopra, o giovani, che “l’ambasciatore francese Christian
Masset” è “preoccupato”, sicuramente ha telefonato a Mattarella, che si
premura di epurare il futuro governo secondo i desideri di Parigi. Ora,
magari, voi pensate che la UE essendo una unione di “liberi e uguali”,
dove tutti gli Stati membri hanno pari diritti, il governo italiano
abbia mai potuto fare altrettanto? Che possa ficcare il naso, tramite
ambasciatore, su quale ministro degli Esteri ha scelto Macron? E’ un
errore. Scusabile, lo ammetto. Voi siete ancora legati alla vecchia idea
per cui le “giuste” relazioni internazionali sono basate sulla
non-ingerenza e sulla “reciprocità”: un concetto antiquato e malsano,
tant’è vero che viene promosso dal dittatore Putin. Le vere relazioni
internazionali, di cui l’Europa è il modello, sono queste: loro possono
interferire negli affari interni nostri, noi “non” possiamo, nemmeno
osiamo, ingerirci degli affari loro. E’ il modello di espansione della
democrazia americano: quando un governo appare alle potenze occidentali
poco democratico, esse lo bombardano e lo cambiano. A Salvini, per ora,
si limitano a chiedere una abiura “pubblica, netta e inequivocabile”,
sulla politica estera. Qualcosa che ricorda il trattamento che si faceva
subire agli eretici in tempo di fanatismo ed oscurantismo religioso. Ma
a voi che importa, o giovani? La storia è così noiosa! Voi avete,
grazie alla UE, tutte le libertà, tipo “studiare, lavorare e andare in
pensione dovunque nella UE”, – volete che vi rimandi il filmetto? https://twitter.com/Europarl_IT/status/993105095138082816
Siete liberi, o giovani! Certo che se “si arrivasse a una crisi fra
Stati Uniti e Russia”, sarete voi a partire, in mimetica ed elmetto. La
libertà politica serve, ma solo di tanto in tanto.
Per esempio, di fronte a quel che il presidente Mattarella con le
“cancellerie” sta facendo della volontà popolare legittimamente espressa
dal popolo italiano, l’unica risposta sarebbe la tanto celebrata
Resistenza, la preparazione alla lotta per la Libertà, anche armata. Ma
voi avete le armi? Sapete usarle? No, vi hanno liberato della noiosa
incombenza che si chiamava “servizio militare di leva” – quindi voi non
fate più paura a chi vi toglie la libertà, mentre siete voi che dovete
aver paura di loro: non a caso voi siete disarmati e impreparati alla
“lotta”, mentre loro hanno tre polizie di 500 mila uomini – per
mantenere l’ordine – non verso gli immigrati violenti, è chiaro; verso
di voi, se vi ribellate in caso di “crisi fra Stati Uniti e Russia”
Richiamo infine la vostra attenzione, o giovani che necessitate di
chiarirvi le idee sulla Libertà, sull’ultimo capoverso dell’articolo di
cui sopra.
Si tratta di scegliere il premier. I due partiti che hanno vinto le
elezioni, col 33 e 17 per cento dei voti (quindi il 50%), hanno la
maggioranza – ma non possono sceglierselo fra loro, come vogliono loro
secondo il mandato che hanno ricevuto da voi.
Di Maio e Salvini hanno contattato alcune figure per così dire «terze» ma tutti hanno declinato l’offerta”, e ci credo.
“Mattarella ha messo in chiaro che il futuro premier dovrà avere un
profilo «presentabile» al prossimo G7 che si terrà l’8 e 9 giugno in
Canada”.
E chi può essere? Uno atlantico e europeista, di sicuro. Ma dove trovarlo? Cercate, cercate….
“Insomma, nessun esperimento con personalità alle prime armi, ma
qualcuno che abbia già una consuetudine con i consessi internazionali o
comunque un suo peso politico da mettere sul tavolo”.
Quindi nessun Di Maio, nessun Salvini, nessuno dei loro nuovi eletti da
voi, perché sono tutti alle prime armi, oppure sono critici dell’euro,
quindi “impresentabili” Nello stesso tempo deve essere uno “di area”,
perché di europeisti e atlantisti ce ne sono mazzi a sinistra, ma la
sinistra ha perso – sarebbe troppo sporca prendere da lì il premier del
governo Lega-M5S
Chi sarà? Chi sarà? – come canta la Butterfly – giusta suspence, o giovini, vi attanaglia. Ma ecco: uscito dalla folla cittadina Un uomo, un picciol punto S’avvia per la collina. Chi sarà? Chi sarà? (canta la Callas)
Lo riconoscete? Sì! E’ lui!
Di nuovo eleggibile! Votatelo, siete liberi.
“Sorpresa! Berlusconi riabilitato e candidabile!
Il tribunale di sorveglianza di Milano: il venerdì pomeriggio. Con
due mesi di anticipo rispetto al calendario (doveva decidere a giugno).
Nel cuore delle trattative per il nuovo governo – che fa? Lava il
Cavaliere da tutti gli effetti della condanna subita nell’agosto del
2013 per frode fiscale Mediaset.
“La clamorosa decisione – dicono i media – consente insomma a Berlusconi
di tornare in campo a pieno diritto, candidandosi fin da subito se, per
esempio, fallisse il nascente governo Lega-5Stelle e si andasse alle
urne per luglio o settembre”.
Eccolo lì, l’uomo col profilo presentabile al prossimo G7, l’uomo con
esperienza nei consessi internazionali, l’uomo col suo peso politico –
anche se, oddio, noi vecchi ci ricordiamo che nei consessi
internazionali la sua “esperienza” non fu memorabile, non aveva peso
politico,
, faceva le corna al momento delle foto ufficiali, fingeva di fare
nascondino dietro Angela Merkel (la “culona inchiavabile”), strattonava
re Juan Carlos tirandolo per un braccio, urlava per richiamare
l’attenzione dell’”Abbronzato”: “Mister Obama, Mister Obama!” al punto
da irritare la regine d’Inghilterra. Insomma dava fastidio a tutti, era
impresentabile, Merkel e Sarkozy lo schernirono e infine lo fecero
cadere, con la complicità do Draghi e Napolitano, lo hanno sbattuto giù
dal governo dandoci Mario Monti al suo posto, e 8 anni di governi non
eletti. Ma hanno cambiato idea. Adesso è presentabile, atlantico,
europeista.
E la magistratura? Cinquecento processi appena vinse le elezioni aprì
contro il Cavaliere, per frodi, puttane, figlie di Mubarak, olgettine…e
adesso lo rende ricandidabile. Il venerdì pomeriggio. Con due mesi
d’anticipo, nel cuore delle trattative fa Lega, Cinque Stelle e
Quirinale per un governo da cambiare. Come mi dice l’amico Angelo P.,
“questa magistratura non conosce festivi”. Non quando c’è da difendere
la collocazione atlantica a fianco degli Stati Uniti.
Si può sempre contare sulla Giustizia Italiana.
A questo punto, a voi giovini, vi toccherebbe fare la rivoluzione. Ma
con quali mezzi? Armi? Cultura politica? Avrete nuove elezioni e
Berlusconi premier.
Un a ltro governo di questi che tanto bene hanno fatto al debito pubblicoQualcosa dà anche l’Italia alla UE…
Coi voti anche PD. Che volete di più? La UE vi ha già dato tante
libertà: potete viaggiare, lavorare (se potete), pensionare….Vai col
filmino! https://twitter.com/Europarl_IT/status/993105095138082816