.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


venerdì 26 agosto 2016

Terremoto: mendicano i soldi che dovrebbero essere loro a darci!


 Serracchiani Pd Solidarietà Terremoto
In queste ore di dolore si moltiplicano gli appelli alla raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. In prima linea ci sono le forze politiche. Il che, se ci pensate bene, è un po’ come se il vostro datore di lavoro facesse una raccolta fondi tra i dipendenti per pagare gli stipendi. Lo Stato non è altro che il modo in cui i cittadini si organizzano per amministrarsi. I soldi non sono altro che un servizio, che dovrebbe essere reso dallo Stato, che serve a facilitare gli scambi e a consentire il fiorire dell’economia. Non c’è nessuna ragione per cui, in una situazione di emergenza, uno Stato (cioè noi cittadini) non debba poter adattare il servizio della moneta alle esigenze del momento. In poche parole: dopo una catastrofe naturale, lo Stato dovrebbe semplicemente creare la moneta necessaria a pagare la ricostruzione del territorio e dare una sistemazione dignitosa alle popolazioni colpite. È semplice come bere un bicchiere d’acqua. Invece i soldi li chiedono a noi, facendo largo uso di una parolina magica: “solidarietà“. Al grido di “solidarietà!” lo Stato chiede ai cittadini di fare quello che lui ha rinunciato a fare, stampare moneta, grazie ai piani di chi ha voluto prima il divorzio tra la Banca d’Italia e i Ministero del Tesoro, nel 1981, e poi ha demandato la creazione della moneta a un istituto centrale straniero, la Banca Centrale Europea, che ha trasformato un servizio (la creazione della moneta) in un prodotto, o meglio in un ricatto: la restituzione di qualcosa che appartiene al popolo in cambio della sudditanza politica. Mario Monti ha fatto il resto, introducendo il Pareggio di Bilancio in Costituzione che ha annullato la possibilità di spendere a deficit.
La sovranità monetaria appartiene al popolo (e gli appartiene ancora, lo dicono le banche centrali): il popolo elegge suoi rappresentanti che la amministrino per lui, i politici. Dunque la politica non deve chiedere soldi ai cittadini, ma deve restituire loro il servizio di creazione della moneta, del quale sono stati defraudati per regalarlo ai banchieri privati, e creare tutto il denaro che serve per ricostruire immediatamente le case e le infrastrutture distrutte dal terremoto, stimolando così anche un indotto positivo per l’economia.
Dite ai politici che elemosinano qualche spicciolo dalle vostre tasche, oppure che la chiedono all’Unione Europea (la quale “valuterà” se scucire qualche moneta da gettare con benevolenza nel cappello di noi poveracci), che quello che devono fare ora non è mendicare, ma andare in Parlamento, fare una legge che restituisca agli italiani la sovranità monetaria e stampare il denaro che serve a risolvere subito, oggi, adesso il problema dei terremotati passati, presenti e futuri.
Tutto il resto è criminale, perché se la gente muore è colpa di uno Stato che innanzitutto non fa prevenzione nelle aree a forte rischio (i ragazzi delle scuole della zona di Amatrice, a due passi da L’Aquila, non hanno neppure mai fatto una simulazione di evacuazione), e che poi si rifiuta di fare il suo lavoro, che è quello di creare le condizioni economiche per una ricostruzione veloce ed efficiente. Il denaro non lo si evoca facendo inutili danze della pioggia, non si spera di trovarlo in fondo a una miniera e non lo si deve chiedere agli alieni, in cambio di sacrifici umani: il denaro è un’invenzione dell’uomo, che lo crea a suo piacimento, e l’unica ragione per cui non ve lo danno, è che non ve lo vogliono dare.


Guarda anche:

La verità sulle banche: chi crea davvero i soldi?

Nino Galloni spiega come funziona la contabilità delle banche. Chi crea davvero il denaro? Lo crea la banca, quando eroga un prestito, oppure il cittadino, quando con il suo lavoro deposita i soldi? Quanto guadagna davvero una banca? Come tassarla per sostenere lo stato sociale? A queste e ad altre domande risponde Nino Galloni, economista ex direttore generale del Ministero del Tesoro.
Questa è un intervista realizzata grazie al supporto della rete, di cittadini come te. Per questo è libera di raccontare quello che altrove non si può dire. Aiutami a continuare: sostienimi.

Bernard Maris (Banque de France), prima di morire: le banche creano denaro dal nulla

Ascolta quello che aveva detto Bernard Maris sulla creazione del denaroLe Banche Fabbricano Denaro Dal Nulla - Bernard Maris

sabato 20 agosto 2016

Una psicopatica alla Casa Bianca?

Hillary Clinton ed il suo stratega, Bob Beckel, richiedono in diretta TV l’assassinio di Julian Assange.

Se a qualcuno non appare abbastanza chiaro il pericolo che corre il mondo di fronte alle prossime elezioni americane del prossimo Novembre, dove i cittadini degli USA dovranno eleggere un presidente scegliendo tra una psicopatica desiderosa di guerre come la Clinton ed un personaggio razzista, grezzo e impulsivo come Donald Trump, potrà trovare una prova in più del tipo di gente che presto arriverà al potere negli USA, se vince in questo caso, Hillary Clinton.
Wikileaks  naturalmente aveva pubblicato vari documenti riservati che mettevano in cattiva luce la Clinton, comprese le mail utilizzate dal suo server privato con cui si dimostrava la sua collusione  con i principali media.
Nel corso di una intervista al network conservatore Fox news, Bob Beckel, importante stratega politico collegato con il Partito Democratico, ha richiesto direttamente in diretta Tv che "qualcuno si occupi di uccidere Julian Assange, il fondatore di Wikileaks", già nell' anno 2010.
Questo è quello che ha detto a Bob Beckel:
"…Questo significa che è un traditore, ha infranto tutte le leggi degli Stati Uniti. Il tipo deve essere (e non sono favorevole alla pena di morte), ma in questo caso già non sono a favore della pena di morte e soltanto un modo c'è per eliminarlo, che è quello di sparare illegalmente a questo figlio di puttana". 
"Non posso aspettare a scrivere in difesa di chi si prenda l'incarico di fare un attacco con un drone che cancelli dalla mappa questo Julian Assange".
Occorre sottolineare che Michael Grunwald veniva chiaramente ritratto nei documenti filtrati attraverso Wikileaks, in modo che dimostravano chiaramente che "Politico", nel media in cui lavorava, collaborava
direttamente con il personale della campagna della Clinton nella redazione degli articoli di propaganda che beneficiano al massimo possibile la Hillary Clinton, fino al punto che uno degli articolisti aveva preso contatto con il personale della campagna di Clinton, prima di portare gli scritti agli editori affinchè questi dessero la loro approvazione.
Poche volte il mondo si è trovato tanto sul bordo dell'abisso come lo sarà a partire da novembre, se uno di questi personaggi tarati, Hillary Clinton e Donald Trump, arrivano al potere… c'è gente lì fuori che teme il presunto arrivo dell'Anticristo…dunque bene, se noi ci lasciamo trasportare dall'umore nero, alla fine concluderemo che al limite risulta che questo presunto anticristo si è sdoppiato e mantiene due opzioni (o di più, se teniamo in conto di alcuni al di fuori degli USA che alcuni considerano come "salvatori del mondo").
Scherzi a parte, di sicuro c'è che il resto dei paesi del mondo dovrebbero iniziare a pensare seriamente su come sanzionare e isolare, nella misura del possibile, gli USA, se qualcuno di questi personaggi arriva al governo.
Nota aggiuntiva. Assange dovrebbe ben pensare se è il caso di permettere che funzionari svedesi possano accedere all'ambasciata ecuadoriana per interrogarlo.
Potrebbe accadere che, poche settimane dopo l'interrogatorio, Assange cada gravemente malato (forse per un improvvisa forma di cancro?).
Non sarebbe il primo personaggio scomodo per gli USA che d'improvviso si ammala….già accaduto (vedi Arafat, Chavez, ecc..).

domenica 14 agosto 2016

Ormai non fingono nemmeno più. Di essere civili.

E’ stato il  New York Times a scriverlo sabato scorso: la Cia   ha fornito alle milizie di Al Qaida  quantità praticamente  illimitate di armamenti.  Cita un comandante ribelle entusiasta: “Chiediamo munizioni e missili e otteniamo più di quanto chiediamo”.   Missili anticarro, missili Stinger a spalla, armi sofisticate che implicano un addestramento professionale, sono  giunte nella sacca di Aleppo tenuta dai  “ribelli’,  consentendo loro la controffensiva  e la riapertura della via di rifornimento – rifornimenti che continuano a passare dalla Turchia.  “Quasi un miracolo”, ha detto un portavoce degli islamisti, Anas al-Abdah,  che mette le “nostre forze” in posizione  di  rompere l’assedio “tanto che parliamo seriamente di liberare la  città”. Ossia di occupare la zona libera – la grande maggioranza della popolazione vive qui, sotto la protezione del governo Assad –   e cominciare le decapitazioni e il terrore  contro le minoranze. Il gruppo che ha fato il “miracolo” di riunificare le milizie sotto l’egida americana, nota come « Jaysh al Fateh » (per quel che possono valere questi nomi)  s’è distinta in passato per la decapitazione dei soldati alawiti catturati.,  e  recentemente per la decapitazione di un dodicenne ferito durante i combattimenti.
Un video dipropaganda dell'IS mostra i terroristi addestrato da commandos Usa.
Un video di propaganda dell’IS mostra i terroristi addestrati da commandos Usa.


Il Financial Times cita un “analista militare” che nota come  il carattere preso dai combattimenti mostra che le forze di Al Qaeda hanno ricevuto non solo massicci armamenti, ma una formazione militare professionale.  “I militanti e i ribelli dicono che le forze dell’opposizione sono state rafforzate da nuovi armamenti, denaro e rifornimenti prima e durante i combattimenti”:  il giornale parla di  colonne di camion che “da settimane” hanno passato la frontiera turca con munizioni, artiglieria ed altro armamento pesante.  Qualcosa dice che l’avvicinamento di Erdogan a Mosca non è franchissimo ed autentico.
Ma questo è niente in confronto alla doppiezza della Casa Bianca, che nelle settimane scorse ha mandato ripetutamente Kerry a  “negoziare” con Lavrov e Putin financo una “cooperazione militare” con Mosca, ovviamente “contro il terrorismo”. Di fatto,   ha continuato a dire che Assad must go e a tornare con le pive nel sacco, apparentemente. Ora  si capisce perché:  dare il tempo alla Cia di rifornire pesantemente Al Qaeda, e prepararla alla controffensiva di Aleppo.
Al Qaeda  fatta vincere  con armi e addestramento (e  forse comandanti)  anglo-americani; quella Al Qaeda che la “coalizione occidentale”  guidata da Usa  ha finto per un anno e mezzo di bombardare, quella che avrebbe commesso l’attenatto dell’11 Settembre…
Nemmeno questo nascondono più.  Il New York Times: “Un fattore essenziale dell’avanzata dei ribelli nel fine settimana è stata la collaborazione fra gruppi ribelli tradizionali, di cui alcuni avevano ricevuto segretamente armamento americano, e l’organizzazione jihadista anticamente conosciuta come Fronte al-Nusra, che era affiliata ad Al Qaeda”.  Anticamente è una parola grossa: Al Nusrah, ossia Al Qaeda, ha cambiato nome in Jabhat Fatah Al-Sham il 28 luglio scorso,  a malapena due settimane prima di intraprendere, con il nuovo nome e l ‘apparenza di “opposizione legittima”,  la controffensiva ad  Aleppo.

“Assassinare Assad!”

L’ampiezza dei successi di Al Qaeda-Usa  non è chiarissima – i media americani forse la esagerano, colti da frenetico entusiasmo.   Negli ambienti  vicini a Hillary Clinton si parla di “far pagare un prezzo a Russia e Iran”; Hillary stessa, in una intervista a Fox News, ha minacciato la Russia: “I fatti sollevano domande gravi sull’ingerenza russa nelle nostre elezioni, nella nostra democrazia”  (accusa i russi di aver spifferato le sue mail incriminanti), ed ha ripetuto ciò che dice da un anno: se lei diventa presidente, sferrerà una escalation massiccia in Siria  contro la Russia.  Dennis Ross (J), un deputato, ex consigliere dell’Amministrazione, ha proposto pubblicamente: la Casa Bianca deve “cominciare a parlare una lingua che Assad e Putin possano comprendere”, ed  ha precisato quale lingua: missili da crociera e droni  contro  gli uffici governativi e la residenza di Assad, onde assassinare lui e il suo entourage. “Bomb Assad regime, not Islamic State!”, ha esclamato.
Seth Riche uccciso. Da chi?
Seth Rich ucciso. Da chi?
Non fingono nemmeno più.  Abbiamo parlato dei quattro morti ammazzati in poche  settimane,  gente che per un motivo o  per l’altro ha danneggiato, o poteva danneggiare, la corsa della Clinton  alla Casa Bianca. Qualche giorno fa Julian Assange, capo di Wikileaks,  ha detto in un’intervista alla tv olandese che  uno di questi morti ammazzati  –  Seth Rich,  27  anni, assassinato con numerosi colpi di pistola alla schiena il 10 luglio scorso a un passo da casa sua – militante  e impiegato della Convenzione Democratica (DNC) per la espansione dei dati, era  lo spifferatore  che aveva dato a Wikilewaks le migliaia di email che hanno incastrato la capa della DNC, Debbie Wasserman Schulz, come sostenitrice di parte della Clinton contro Bernie Sanders.  Assange ha promesso anche 20 mila dollari a chi fornirà informazioni  che possano incriminare i colpevoli, “perché è stato un omicidio politicamente motivato”. Insomma ha accusato  la Clinton e il suo staff dell’omicidio.

“Assassinare (anche) Assange!”

Orbene: invece di respingere sdegnato l’accusa mostruosa e inverosimile, come ha reagito lo staff? Ecco: Bob Beckel, un mezzo giornalista e mezzo analista politico, oggi  impegnato nella campagna per Hillary come stratega, ha proclamato che –alla Fox News – che  andava assassinato anche Assange: “sparare a quel figlio di  puttana”,  ha sbottato. “Il modo di   farlo è semplice. Abbiamo le forze speciali.  Voglio dire – un uomo morto non spiffera…Questo  tizio è un traditore, ha – ha – ha  violato ogni legge negli Stati Uniti. Questo tizio deve essere –  e siccome non sono a favore della pena di morte –  la sola cosa da fare è ammazzare illegalmente (sic)  ‘sto figlio di puttana”.  In pratica, invece di smentire l’accusa di omicidio, l’ha confermata: lo staff della Clinton  vuole  ammazzare, è in grado di ammazzare – illegalmente, si noti. Perché in Usa ci sono  anche omicidi legali.
Questa è la mentalità che hanno: incalliti criminali. Nemmeno si accorgono di rivelarsi per quel che sono. Fanno capire che per loro, assassinare è un’abitudine.
Notevole che i media italiani non abbiano rilevato la minaccia di assassinio dell’uomo della Clinton, ma abbiano  strillato di una presunta minaccia da parte di Donald Trump,che era solo un chiaro invio a quelli “del secondo emendamento” (fautori delle armi libere in Usa) a “fermare Hillary” votando per lui.    Dei quattro morti ammazzati  probabilmente  dallo staff clintoniano, nemmeno una parola.   E per l’altra uscita di Trump: “Obama ha  creato lo Stato Islamico”, solo scherni e derisione.
Per fortuna non a tutti va così male. Bernie Sanders, l’avversario di  Hillary,  ha  fatto l’endorsement alla Clinton e s’è ritirato a vita privata. Comprandosi immediatamente una villetta sul lago nel Vermont: da 600 mila dollari. Furibondi i suoi sostenitori: o Sanders ha usato le loro offerte di 27 dollari l’uno –   decine di migliaia di contributi alla sua campagna –  per comprarsi lo chalet, o  è stato pagato per rinunciare a sfidare croocked Hillary?

domenica 7 agosto 2016

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente
PER RIFLETTERE UN PO
Era il paradiso del welfare, la meta di ogni sogno di liberazione. Che cosa è successo alla Svezia? Nel suo ultimo documentario, l'autore di Videocracy Erik Gandini racconta un Paese in cui le persone vivono isolate, sempre più donne single scelgono la fecondazione artificiale e molti anziani muoiono da soli, dimenticati da tutti. E con 80 euro vi spediscono anche il kit per la fecondazione artificiale a domicilio

«Nell'inverno del '72, un gruppo di politici ebbe una visione rivoluzionaria del futuro. Era giunto il momento di liberare le donne dagli uomini, gli anziani dai figli, gli adolescenti dai genitori». Venne scritto anche un manifesto, La famiglia del futuro. A volerlo, fu la sezione femminile del partito socialdemocratico allora guidato dal primo ministro Olof Palme.

Che cosa prevedeva il documento? Ce lo spiega Erik Gandini, regista bergamasco autore di Videocracy, che in Svezia vive e lavora. Lo spiega in un documentario importante, di cui si è parlato poco o, comunque, non abbastanza in Italia: La teoria svedese dell'amore. Andato in onda la settimana scorsa sulla Rai (che, a dispetto delle critiche, fa ancora qualcosa di buono) per Doc3, lo potete vedere cliccando qui.


 Ogni individuo dovrà essere considerato come autonomo, non come l'appendice di qualcun altro. È dunque necessario creare le condizioni economiche e sociali che ci renderanno finalmente individui indipendenti
Manifesto del Partito Socialdemocratico svedese, 1972
Olof Palme, pilastro della socialdemocrazia svedese, voleva modernizzare il Paese. Riformò il sistema pensionistico, stabilì sussidi e forme di sostegno, edificò il paradiso del welfare attorno a un'idea non così scontata, quando si parla di Stato e diritti sociali: l'autonomia individuale. L'indipendenza degli individuio. L'indipendenza della donna dall'uomo, dei figli dai padri, della madri dai figli. In qualche modo, la distopia immaginata dal grande drammaturgo svedese August Strindberg nella riscrittura post-amletica del Padre, ma senza più ossessioni per la solitudine.

Oggi, in Svezia il 50% dei cittadini vive solo. Una vita senza l'altro e una morte che non è da meno: 1 cittadino su 4 muore in solitudine, abbandonato dai figli. È la teoria svedese dell'amore: un'idea talmente assoluta di indipendenza che porta a considerare che l'amore autentico può esistere solo tra estranei. O tra sconosciuti. O tra sé e sé: la relazione è un peso che sempre meno svedesi sembrano disposti a sopportare. Non serve. Nemmeno per avere figli.

Il manifesto "La famiglia del futuro"

In Svezia va per la maggiore la fecondazione fai da te. Una gran parte delle donne svedesi - svela Gandini - acquista sperma per corrispondenza. Lo fa dalla Cryos, una società danese fondata da Ole Schou. «La banca del seme più grande del mondo», alimentata da donatori che dichiarano di «volere il bene dell'umanità» e disponibile per tutti e per tutte le tasche. Lo sperma in Europa arriva con corriere espresso, conservato in ghiaccio secco e pronto all'uso (vengono fornite delle apposite fiale/siringhe fai da te). I tempi di consegna vanno da 1 a massimo 2 giorni.

Il prezzo va da 63 euro per 1 fiala/siringa ai 12mila euro per il "donatore esclusivo". Si possono poi consultare i dati ex post, con le fotografie dei bambini, il loro - testuale - «profilo di intelligenza emotiva e il campione vocale». Si può pure scegliere - anche qui: testuale - la razza: caucasica, africana, medio orientale. Più della metà dei clienti della Cryos sono donne single.

«Ho pensato che fosse meglio avere un figlio da sola, ed evitarmi la fatica di trovare un partner», dichiara una donna.

A 40 anni dal manifesto Familjen i framtiden - en socialistisk familjepolitik l'utopia svedese si è rivelata una desolante emancipazione regressiva. Si nasce soli, si vive soli, si muore soli. Come nota Gandini nel Docu-film: “Ognuno va per la propria strada ma non c'è nulla che li tenga insieme”. Quest’ultimo fenomeno è talmente aumentato negli ultimi anni che lo Stato svedese ha dovuto creare uffici appositi che si occupano di tutte le incombenze legali e burocratiche legate alla scoperta di un morto senza legami, nel disinteresse di figli e parenti.

domenica 31 luglio 2016

Clamorosa intercettazione: la guerra di Sarkozy a Gheddafi e all’Italia

RAFINERIJA
Sono oramai note – ai più avveduti – le vere ragioni dell’attacco a Gheddafi del 2011 da parte di Sarkozy e Blair e della NATO, al fianco di una titubante ma obbediente Italia, attacco militare che portò alla morte del dittatore libico e all’attuale caos di tipo ‘irakeno’ alle porte di casa nostra. Ragioni che non vengono certo spiegate sui TG e sulla stampa mainstream, in questo vergognoso regime europeo che sacrifica le nostre libertà e i nostri interessi nazionali in nome dell’ideologia e degli interessi di un’élite transnazionale.
Elite che non esitano a scatenare guerre con centinaia di migliaia di morti, a fabbricare prove e creare pretesti per abbattere governi stranieri, a bombardare per lustri popolazioni civili in plaghe remote, a creare imperi del male per procura come Daesh e poi ritirarsi magari a vita privata senza rendere conto a nessun tribunale. Nuove potenze coloniali, ancora peggiori se possibile di quelle ottocentesche.
Le vere ragioni dell’ennesimo disastro geopolitico in terre di petrolio – in sintesi, un attacco all’Italia e ai nostri interessi per mano degli ‘alleati’ francesi e inglesi – sono però note oggi in maniera completa attraverso alcune delle 3.000 email di Hillary Clinton pubblicate dal Dipartimento di Stato il 31 dicembre scorso su ordine di un tribunale.
Email che delineano con chiarezza il quadro geopolitico ed economico che portò la Francia e il Regno Unito alla decisione di rovesciare un regime stabile e tutto sommato amico dell’Italia: due terzi delle concessioni petrolifere nel 2011 erano dell’ENI, che aveva investito somme considerevoli in infrastrutture e impianti di estrazione trattamento e stoccaggio. Ricordiamo che la Libia è il maggior paese produttore africano, e che l’Italia era la principale destinazione del gas e del petrolio libici.
Non troverete traccia di queste mail, come detto, nella stampa di regime eurocolonizzatrice né in quella eurosottomessa di casa nostra. E nemmeno delle telefonate di Blair, nelle quali  Gheddafi aveva messo in guardia del rischio di un nuovo Iraq alle porte dell’Europa in caso di sua caduta. Profezia puntualmente avverata.
Scenari Economici ve ne dà notizia in anteprima italiana.
La email UNCLASSIFIED U.S. Department of State Case No. F-2014-20439 Doc No. C05779612 Date: 12/31/2015  inviata il 2 aprile 2011 dal funzionario Sidney Blumenthal (stretto collaboratore prima di Bill e poi di Hillary) alla allora segretaria di stato USA Hillary Clinton, dall’eloquente titolo “France’s client & Qaddafi’s gold”, racconta i retroscena dell’intervento franco-inglese.
Li sintetizziamo qui.
  • La Francia ha chiari interessi economici per l’attacco alla Libia.
  • Il governo francese ha organizzato le fazioni anti-Gheddafi alimentando inizialmente i capi golpisti con armi, denaro, addestratori delle milizie (anche quelle sospette di legami con Al-Qaeda), intelligence e forze speciali al suolo.
  • Le motivazioni dell’azione di Sarkozy sono soprattutto economiche e geopolitiche, e il funzionario USA  le riassume in 5 punti:
1. Il desiderio di Sarkozy di ottenere una quota maggiore della produzione di petrolio della Libia (a danno dell’Italia, NdR),
2. Aumentare l’influenza della Francia in Nord Africa
3. Migliorare la posizione politica interna di Sarkozy
4. Dare ai militari un’opportunità per riasserire la posizione di potenza mondiale della Francia
5. Rispondere alla preoccupazione dei suoi consiglieri circa i piani di Gheddafi per soppiantare la Francia come potenza dominante nell’Africa Francofona.
Ma la stessa mail illustra un altro pezzo dello scenario dietro all’attacco franco-inglese, se possibile ancora più stupefacente, anche se alcune notizie in merito circolarono già all’epoca.
La motivazione principale dell’attacco militare francese fu il progetto di Gheddafi di soppiantare il Franco francese africano (CFA) con una nuova valuta pan-africana.
In sintesi Blumenthal dice:
  • Le grosse riserve d’oro e argento di Gheddafi, stimate in “143 tonnellate d’oro e una quantità simile di argento”, pongono una seria minaccia al Franco francese CFA, la principale valuta africana.
  • L’oro accumulato dalla Libia doveva essere usato per stabilire una valuta pan-africana basata sul dinaro d’oro libico
  • Questo piano doveva dare ai paesi dell’Africa Francofona un’alternativa al franco francese CFA
  • La preoccupazione principale da parte francese è che la Libia porti il Nord Africa all’indipendenza economica con la nuova valuta pan-africana.
  • L’intelligence francese scoprì un piano libico per competere col franco CFA subito dopo l’inizio della ribellione, spingendo Sarkozy a entrare in guerra direttamente e bloccare Gheddafi con l’azione militare.

SarkoLibia

La nobile dottrina del “Responsibility to Protect” (R2P) diffusa a beneficio del pubblico europeo fu quindi – secondo Blumenthal – solo uno schermo per coprire la vera motivazione dell’attacco a Gheddafi: l’oro delle sue riserve e gli interessi economici francesi in Africa. Si noti infatti che la “protezione di vite civili” è totalmente assente dai rapporti diplomatici. Altra mail rilevante qui soprattutto sugli aspetti militari.
Sarebbe interessante capire dove sono le riserve auree di Gheddafi, insieme a valuta e diamanti.
Per finire con un dettaglio minimo ma significativo notiamo l’accenno di Sid Blumenthal  a “l’occasionale emissario di Sarkozy, intellettuale e auto-promotore Bernard Henri-Levy, considerato dagli esponenti della NLC (National Libyan Council, fazione libica anti-Gheddafi finanziata e addestrata dalla Francia, NdR) un personaggio a metà utile e a metà ridicolo”. La triste vicenda del fondatore della Nouvelle Philosophie, auto-proclamato difensore dei diritti umani, come parabola dell’estinzione dell’intellighenzia progressista europea sostituita dagli ideologi del mercato e dell’iperfinanza e degli interessi delle élite.
Pasolini, dove sei?

lunedì 18 luglio 2016

Una cosa è certa: la Superpotenza è stata sfidata. Impunemente.


Da Baton Rouge ad Ankara, non è detto che gli eventi –  del  resto in tumultuoso sviluppo – siano quello che sembrano. Una cosa però è reale e vera:   Erdogan ha umiliato ed offeso l’unica Superpotenza rimasta, e  detta Superpotenza non è in grado di reagire,    di punire, e nemmeno di minacciare. Un governante con sufficienti forze armate proprie,  ha potuto chiudere  Incirlik, la base più importante che la Superpotenza ha nella zona di massimo conflitto contro Mosca; tagliarle la luce; prendere ostaggio di fatto i  3 mila membri del personale americano;  le 80 testate atomiche che custodiscono;  chiudere lo spazio aereo ai loro caccia,  e farlo impunemente. Ha potuto accusare la Superpotenza,  di cui era fino a ieri alleato, di averlo tradito e aver tentato d’un golpe per abbatterlo, e ottenerne soltanto dei balbettamenti, invece che dei ruggiti  e dei bombardamenti a tappeto ;   esigere  la consegna del suo nemico Gulen riparato in Usa e noto “asset della Cia”, e  non essere fulminato.
Qualunque cosa si pensi di Erdogan, ha dimostrato al mondo  che la Superpotenza è debole, cieca  e stupida.  Che un suo alleato puà rivoltarlesi contro, e   trionfare.
E ciò non sarà senza enormi conseguenze  geopolitiche e strategiche.
Si esita a  credere che   gli eventi sono quel che sembrano, perché  il collasso simultaneo di tutti i capisaldi del potere globale Usa  appare così enorme, rapido e  completo   da essere inverosimile.  Si sgretola la UE, con la Brexit;  la gabbia della NATO  è   spalancata  dal Turxit; i  trattati di commercio globali sono silurati; l’espansione infinita della “democrazia” e dei suoi “valori”  è stata apertamente derisa e calpestata dal Sultano; la Superpotenza stessa è  minacciata all’interno  da una guerra civile razziale  resa spaventosa dalla abbondanza di armi in mano ai privati. Possibile che sia tutto vero?
Sembra comunque la  disfatta più completa di Obama. Della sua doppiezza demenziale. Dell’abuso artificioso della NATO, un’alleanza che doveva essere abolita vent’anni fa, per nuovi e sempre più vasti scopi: propagandistici;  neocoloniali con l’invio di truppe in Irak e Afghanistan;  di appoggio occulto dello Stato Islamico che fingeva di combattere; spada di Damocle sulla testa del governo siriano; di rassicurazione dei neo alleati polacchi e baltici che hanno conti da regolare  con Mosca e, insieme d’asservimento degli stati vassalli europei;  la   protezione di Israele,  l’attrezzo di destabilizzazione dei paesi islamici secondo il programma dei neocon, e  lo strumento di separazione, il cuneo piantato per impedire l’integrazione economico-politica fra il ventre molle europeo e la Russia, che non era più una minaccia e sempre più,  ma ormai  un cliente-fornitore  unito da forti legami storici e culturali.

Nuland in Kagan ha fallito?

Sembra la disfatta della centrale neocon – la famiglia Nuland-Kagan – annidata nel Dipartimento di Stato che sembrava imporre la politica  di aggressione  al Segretario, il povero Kerry: ma chi può   esserne certo?
Un   disertore dell’esercito  di Kiev   ha rivelato ai ribelli   del Donbass della massiccia preparazione di un attacco da parte contro Lugansk:   dove “i nostri sono solo un terzo, gli altri sono ceceni, arabi, turchi, polacchi; centinaia di carri armati; consiglieri della NATO all’opera in ogni unità; tutto  è estremamente ben preparato, tutti gli errori del  passato sono stati riesaminati…”.   La NATo continua dunque ciecamente, roboticamente,  la sua   sovversione in Ucraina?  La centrale  Nuland-Kagan   fa’ quel che vuole, mentre tutto il Sistema sembra crollare  attorno a loro?
Le  sparatorie in Usa, sono quel che sembrano? Noi qui abbiamo mostrato  i precisi indizi secondo cui sarebbero parte di un  complotto  teleguidato da Soros  per  impedire la convention repubblicana di Cleveland, bloccare la nomination di Donald Trump, e anzi portare il paese  in una situazione di  guerra civile abbastanza spaventosa da dare ad Obama la scusa per sospendere le elezioni presidenziali di novembre, e mantenersi per un terzo termine, presidente non votato ma tanto  favorito dai poteri forti  di Wall Street  e del sistema militare-industriale, dei neocon come dei militanti negri, della plebaglia di colore  (pagata) e dell’Establishment che vorrebbe la Clinton alla Casa Bianca, ma sa che essa è improponibile. Un golpe di questo genere, mentre   gli altri pilastri  del potere globale si scollano e spezzano, dal Brexit alla Nato,   è ovviamente  assurdamente rischioso per chi lo tenta:  può la Superpotenza permettersi il collasso interno guidato, il bagno di sangue in una guerra civile artificiale, mentre Erdogan ha mostrato al mondo  che la Superpotenza è sfidabile, e  la NATO una tigre di carta   che può essere presa in ostaggio con le sue atomiche? Tuttavia questa demenza sarebbe  in  perfetto “stile Obama”, come lo è il”golpe turco”, sia o no un  false flag:  un prodotto della doppiezza, fatto per giunta a metà, con una intenzione perfetta.
E Erdogan potrebbe aver preso la sua ‘folle’ decisione di rovesciare  l’alleanza e sputare in faccia a  Washington, proprio perché – come rivela  il giornalista Chuck Ross –   “documenti ed email  appena rivelati e a disposizione del Congresso rivelano  legami tra il ‘mondo dei Clinton’ e   membri della rete operata (…) da Fetullah Gulen. Questa connessione fra i Clinton e  Gulen può  metter a rischio la  complessa relazione tra Usa e Turchia, alleato essenziale della NATO, se l’ex segretaria di Stato vince la Casa Bianca”.  Questa frase è state scritta il 13 luglio: premonitrice davvero.
Erdogan può aver calcolato che  un terzo mandato a Obama  equivaleva ad una presidenza   del ‘mondo Clinton’   e quindi  un potere che avrebbe dato potere a Gulen.  E  ha  forzato la gabbia della NATO. In fondo, nonostante i modi molto    più educati, come ha fatto anche la regina Elisabetta forzano il Brexit in quel  voluto fuori onda:  dove ha   reso chiaro che il il Brexit si doveva fare, altrimenti scoppiava “la guerra”.  Come vediamo adesso, aveva perfettamente ragione.
Se le cose sono quel che sembrano, s’intende.

giovedì 14 luglio 2016

I nostri antenati erano più sani e forti di noi e...


Nel’antichità gli essere umani erano forti, magri e non soffrivano delle patologie più frequenti dell’era moderna: tumori, diabete, obesità, malattie cardiovascolari, demenza senile.
Perché allora cercare sempre nuovi farmaci o terapie chirurgiche d’avanguardia, perché incentivare un consumismo esasperato che costringe a lavorare troppo per possedere cose che non servono veramente, perché proporre sempre più alimenti industriali zeppi di sostanze che ci danneggiano?
Perché invece non facciamo riferimento alla nostra storia remota per scoprire che, alimentandoci in modo diverso, facendo un pò di esercizio fisico divertente, dormendo di più e stressandoci di meno, possiamo cambiare in meglio la nostra esistenza sotto tutti i punti di vista, fisico, mentale e spirituale?
LA LETTURA FUORVIANTE DELL’ETA’ MEDIA
I dati statistici fanno una media matematica
Negli anni in cui dici che l’aspettativa di vita era 40 si fa una media tra la vita effettiva e la mortalità infantile. È abbastanza evidente che se 50 persone muoiono ad 80 anni, ogni 50 neonati che muoiono (a causa di parti difficili e condizioni igieniche non corrette) la media si dimezza e va a 40 anni. Ma questo è un mero calcolo matematico che oltre a non rappresentare laspetto qualitativo della vita non risalta il fatto che con l’alta mortalità infantile (parti dove spesso morivano anche le madri) e le guerre (dove soldati giovani morivano) è necessario di un gran numero di anziani longevi (80-100 anni) per ottenere quella media.
L’ANALISI STORICA DELLA QUALITA’ DELLA VITA E DELL’ETA’ MEDIA
Nel 1984, l’antropologo J. Lawrence Angel pubblicò i risultati delle analisi effettuate su resti scheletrici di persone vissute nel Mediterraneo orientale prima (Paleolitico) e dopo l’introduzione della coltivazione dei cereali. L’attenzione dello studioso si concentrò soprattutto sui denti (permettono il calcolo dell’età al momento della morte) e del PIDI (Pelvic Inlet Depth Index, indice della profondità del canale pelvico), elementi che indicano lo stato di salute di un individuo.
tabella età media storia
Come possiamo osservare dalla tabella, nel Paleolitico l’uomo aveva una migliore qualità della vita, quindi più longevo, più forte, sano e in energia, era più alto e robusto, e l’età media era bassa per i motivi sopra descritti. Possiamo osservare che nelle epoche successive, con il cambio di alimentazione, la qualità della vita è diminuita, la statura si è abbassata, e anche l’età media si è abbassata (quindi non erano più tanto longevi).
E’ accertato dai ricercatori che l’avvento dell’agricoltura ha portato all’abbassamento dell’altezza, della salute, dell’età media e all’aumento della violenza, visto che 1 scheletro su 10 è morto ammazzato da chi voleva prendere il raccolto dell’ altro: era nata la proprietà privata, inutile nel paleolitico, dove erano cacciatori-raccoglitori.
LE POPOLAZIONI PIU’ LONGEVE E FORTI AL MONDO 
VIVONO LONTANO DALLE FARMACIE

Tra le Ande è facile trovare persone che superano i 120 anni, o donne di 90 anni che fanno le sarte e riescono ancora ad infilare il filo nell’ago senza mettersi gli occhiali. E ci sono infine dei baldanzosi vecchietti che non hanno mai smesso di far sesso e che a 90 anni riescono ancora a regalare figli alle compagne giovani. “Cose straordinarie che accadono qui a Vilcabamba, a 1.500 metri, gode di una perenne primavera con temperatura costante dai 19 ai 25 gradi.” così commenta al riguardo il Corriere della Sera.
Vilcabamba incuriosisce il mondo, insieme ad altre località, ugualmente remote e sconosciute, come la valle degli Hunza, arroccata sulla catena del Caucaso, e Ogimi, nell’isola di Okinawa, in Giappone. Tutti luoghi ricchi di persone che superano abbondantemente i 100 anni.
L’ETA’ MEDIA NON STA AUMENTANDO, MA SOFFRIAMO DI PIU’ DEI NOSTRI AVI
Così afferma Hans Ruesch nel suo libro Imperatrice Nuda. La scienza medica attuale sotto accusa: “Negli Stati Uniti, la durata media della vita non è aumentata nell’ultimo ventennio, nonostante l’arsenale terapeutico a disposizione; quello che invece èaumentato è il periodo di degenza medio. Quindi gli americani oggi non vivono più a lungo dei loro padri, ma soffrono di più, cioè trascorrono più giorni in ospedale prima di morire (mantenuti in vita – se così si può chiamare – con flebo, trasfusioni, farmaci, polmoni artificiali, dialisi, trapianti, ecc.). La storia insegna chec’erano molti più longevi nell’antichità, quando non si parlava di medicine, esami clinici, screening, esami diagnostici, ecc.
Pitagora nacque nel 580 a.C. e visse circa 100 anni come afferma Porfirio ne La vita di Pitagora, Sofocle per esempio giunse all’età di 91 anni (497 a.C.-406 a.C.), Platone 80 anni (427 a.C. -347 a.C.).  A quei tempi chi moriva giovane, moriva quasi sempre in battaglia o perché veniva avvelenato. Oggi è molto difficile morire in guerra, ma è assai più facile morire per avvelenamento da farmaci e/o vaccini!”
Un recente e vasto studio del 2012 pubblicato dalla rivista medica Lancet, che ha analizzato i dati raccolti in 187 paesi, ha rivelato che in confronto al 1970 viviamo in media 10 anni in più, ma assolutamente non in buona salute, anzi, dobbiamoaffrontare sempre più patologie come il cancro, malattie cardiovascolari o il diabete. Infatti:
  • Il numero dei casi di tumore è aumentato del 38% tra il 1990 e il 2010, passando da 5,8 milioni a 8 milioni
  • Sono raddoppiati i casi legati al diabete (legato al 100% all’ alimentazione): da 665 mila a 1,28 milioni
  • Sono saliti da 13,4 a 18 milioni i casi di morte riconducibili a fattori di rischio metabolico, ma il killer numero uno è l’insieme delle malattie cardiache che, con l’ictus, ha ucciso quasi 13 milioni di persone nel 2010
  • Il Parkinson ha raddoppiato la mortalità, mentre l’ Alzheimer è triplicato.
  • In alcuni paesi, la cirrosi epatica è quarta causa di morte.
CONCLUSIONE
La questione dell’età media è quello che la società moderna si vanta di offrire rispetto al passato: abbiamo limitato le libertà, abbiamo peggiorato il cibo, inquinato l’aria e l’acqua, impoverito il suolo, causato disastri nucleari aumentando l’indice di radioattività, però vi abbiamo allungato la vita! La verità è che purtroppo sebbene l’età media sia anche di 80 anni, almeno 30-40 anni sono vissuti convivendo con malattie che la medicina non riesce a curare, prendendo farmaci chimici ogni giorno, in uno stato di annebbiamento mentale e intorpidimento fisico. Eppure la news è che se l’acqua a e l’aria sono pulite, il cibo è pulito, e lo stato mentale e spirituale è sano, l’uomo può vivere più di 120 anni senza bisogno della società moderna, un esempio? Gli Hunza, gli Andini e anche gli antichi sardi.