.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


Upton Sinclair, “è difficile far capire qualcosa ad un uomo quando il suo stipendio dipende dal suo non capire”.


mercoledì 15 maggio 2019

Avaaz, il braccio armato di Soros & C.






Marcello Pamio fonte https://disinformazione.it/
Con la solita scusante delle Fake News, il social più seguito al mondo, Facebook, ha fatto chiudere 24 pagine che sembravano a favore del governo. Stiamo parlando di pagine con più di 2 milioni di utenti.
L’accusa è pesantissima, perché questi utenti screanzati «condividevano informazioni false e contenuti divisivi su migranti, antivaccini e antisemiti a ridosso delle elezioni europee, oltre la metà a sostegno di Lega e 5 Stelle». Chiaro?
Attenzione che il giudice in questione, cioè colui che afferma, senza commettere errori, che una notizia è falsa, non è Facebook. In questo caso la marionetta Zuckemberg è solo il mandatario, perché il mandante della censura è la ong Avaaz.
La segnalazione sembra infatti essere partita dal sito spuntato dal nulla negli Stati Uniti nel 2007.
Ma cos’è Avaaz? Diciamo che è una sorta di «organizzazione di comitati di propaganda elettorale», che con la scusa della raccolta firme contro questo o a favore di quello, incamera colossali indirizzari mail (gentilmente consegnate dai firmatari delle petizioni online) per poi invadere i computer di tutti gli iscritti con post sponsorizzati e promossi su tutti i social.
Anche in questo caso di mezzo c’è sempre lui, George Soros, l’ebreo ungaro naturalizzato americano che con la sua potentissima corazzata miliardaria Open Society, controlla a cascata le ong di mezzo mondo.
La sua fondazione, con badilate di dollaroni è in grado di condizionare la politica, l’economia e la finanza del pianeta; non a caso tutte le famose «rivoluzioni» sono opera sua.
Ricordiamo anche che nell’International Board di Open Society siede una certa Emma Bonino (ex Bilderberg), già commissario UE e oggi a capo del partito che chiede "sempre + Europa".
Formazione politica questa ben oliata dall’amico Soros.
Per capire che Avaaz non è un organo imparziale basta osservarne le segnalazioni e le battaglie politiche, chiaramente orientate e non certo super-partes. Per non parlare dei finanziamenti di cui ha beneficiato.
Avaaz.org infatti è stata co-fondata da «Res Publica» e dal gruppo progressista «MoveOn.org», movimento quest’ultimo vicino al partito democratico americano, che solo nel 2004, stando al Washington Post, ha ricevuto ben «1,6 milioni di dollari da Soros».
Nel 2018 Avaaz ha lanciato l’ennesima petizione contro l’organizzazione dei Mondiali in Russia, ma nel mirino ovviamente c’erano Vladimir Putin e il presidente della Siria Bashar al-Assad: «Da tutto il mondo vi chiediamo con forza di opporvi ai crimini contro l’umanità che la Russia sta perpetrando in Siria».
Nel febbraio dello scorso anno, come scriveva Franceso Boezi su «Il Giornale.it», sempre Avaaz invitava a votare contro la coalizione di centro-destra, data per vincente in tutti i sondaggi: tant’è che sulla sua pagina Facebook veniva pubblicato un video dal contenuto eloquente: «La coalizione Berlusconi, Salvini e Meloni è quasi maggioranza. Maggioranza. Ma possiamo fermarli.»
Ha ancora senso continua a firmare petizioni con Avaaz?

martedì 16 aprile 2019

Venezuela, l'uomo nuovo secondo Aristobulo Isturiz, ministro dell'Educazione

 


di Geraldina Colotti fonte https://www.lantidiplomatico.it
  La piazza è gremita di giovani, venuti ad ascoltare Aristobulo Isturiz, ministro venezuelano dell'Educazione. Con lui, ci sono la vicepresidente dell'Assemblea Nazionale Costituente, Tania Diaz e altri dirigenti del PSUV. Siamo a Caracas, nei giorni del sabotaggio elettrico che ha lasciato il paese al buio. Aristobulo è capace di orientare e alfabetizzare, indicando sempre il punto d'azione: non per niente lo chiamano “el profe”, il prof. Al termine del comizio, andiamo a visitare l'Unità educativa Simon Bolivar. Le classi sono sospese anche perché il trasporto non è stato ancora ripristinato, ma la scuola funziona come mensa. Le cuoche, che fanno parte del movimento Cocineras y Cocineros de la Patria- Frente Fernanda Bolaños hanno fatto i salti mortali per arrivare, ma hanno tenuto aperto per i bambini dalle 12 alle 14.
“Nel paese – ci spiega il ministro – abbiamo 22.800 scuole provviste di mense, ovviamente gratuite, e un movimento di Cuoche della Patria composto da 78.000 persone”. Erika posa lo strofinaccio e si avvicina: “Qui – dice – diamo da mangiare a circa 200 bambini, lavoriamo in sinergia con tutta la comunità, con le altre organizzazioni popolari, anche questo è un luogo in cui costruiamo coscienza collettiva. Aprire la mensa nonostante questo atto terrorista che abbiamo subito è una dimostrazione di resistenza. Qui nessuno si arrende”.
Il Prof scherza con i bambini, tutti vogliono farsi una foto, poi lo accompagnamo al ministero dell'Educazione, dove si svolge questa intervista.

Nei paesi dell'Unione Europea è in corso da anni una tendenza a privatizzare e a subordinare i sistemi educativi agli interessi del grande capitale. Come funziona nella rivoluzione bolivariana?

Il ruolo della rivoluzione è quello di costruire una società basata su valori alternativi a quelli del capitalismo: giustizia, solidarietà, amore per il prossimo. Nella scuola non basta parlare di uguaglianza e di pari opportunità, bisogna costruire le condizioni affinché vi sia giustizia: un bambino malnutrito o privato dell'affetto in un'età cruciale come quella che va da zero a sei anni, presenterà dei problemi a scuola e non avrà un buon rendimento.Se la famiglia non ha i soldi per comprare i libri o i quaderni, il bambino non andrà bene a scuola. Durante la Quarta Repubblica, bisognava pagare una tassa d'iscrizione. I genitori dovevano fare un versamento in banca e portare un tagliando a comprova. Questo escludeva i più poveri che non mandavano i figli a scuola. Chavez ha messo fine alla pratica dei tagliandi. L'istruzione gratuita ora copre anche gli studi di dottorato e quelli all'estero. Lo Stato fornisce i libri, lo zaino, la divisa per la scuola e quella per le attività sportive, il portatile, e ora stiamo dando anche le scarpe. Ai maestri e ai professori viene consegnato un computer con un programma di aggiornamento incorporato perché la loro formazione sia continua. In ogni scuola ora c'è una biblioteca. Prima della rivoluzione ho visitato molto le carceri, vi andavo ogni fine settimana perché facevo parte della Commissione per gli Affari Penitenziari. C'era molta ingiustizia, molti innocenti. Chiedevo al giudice o alla guardia: perché questi giovani si trovano qui? Si trattava, infatti, soprattutto di giovani. Mi rispondevano: perché hanno rubato, fatto rapine, ucciso... Io ribattevo: no, stanno qui perché non hanno avuto una buona educazione primaria e una corretta educazione affettiva. Le loro mamme, infatti, erano povere, dovevano lavorare per mantenerli e non avevano tempo per curarne l'educazione. Per questo ora nelle scuole pubbliche ci occupiamo di tutti questi aspetti, soprattutto dal prescolare alla materna, e facendo attenzione alla situazione della famiglia al momento della nascita. Per creare condizioni di giustizia, da noi tutti i servizi sono sussidiati: luce, trasporti, gas, la borsa di alimentazione (Clap), che sul mercato varrebbe più di venti dollari, viene venduta alle famiglie a 100 bolivar. Noi crediamo in uno stato di diritto ma anche di giustizia, senza la quale il diritto non può essere effettivo. Il concetto di uguaglianza senza giustizia risulta penalizzante per chi non ha le stesse condizioni di partenza.

venerdì 5 aprile 2019

I RICCHI DI STATO SONO PER L’ACCOGLIENZA. Poi la scaricano a Torre Maura

Immancabile, la Procura di Roma indaga  su quelli che a Torre Maura hanno protestato con violenza contro  lo scarico, nel loro quartiere, di 70  zingari.  Ha posto l’aggravante dell’”odio razziale”  come movente.
Nelle  stesse ore,  è apparsa la foto  di un personaggio  attivamente pro-immigrati.

Il figlio di Tria.  Era secondo skipper della barca a vela-civetta che accompagnava la Mar Jonio di Casarin e soci,  finanziata da Banc Etica e vari Fratoianni. La vela, alta sul mare, serviva a rendere visibili ai clandestini nel gommone la nave-soccorso.  Rimasto solo al largo, lo yacht è arrivato a fatica a Lampedusa, riferisce la  Verità.

Quel che importa è come  lo vediamo nella foto: bello, palestrato, palesemente ricco.
Le cronache non ci restituiscono invece le foto  di Niccolò Ciappini,  il  figliastro del ministro Tria, figlio della seconda moglie Maristella Vicini;  ma possiamo giurare che avrà l’aspetto ricco . Questa è la jeunesse dorée . Il ragazzo  di cui le cronache ci  narrano come sia stato assunto  nel gruppo Tinexta  da Pier  Andrea Chevallard  amministratore delegato della medesima, nonché “compagno” di Claudia Bugno,  la consulente che Tria vuole assolutamente  al suo fianco perché non sa privarsi  della sua  preziosa professionalità, comprovata nella presenza della brillante professionista nel consiglio  d’amministrazione di Banca Etruria (a fianco di papà Boschi) durante il crack (Bankitalia, non conscia delle sue alte qualità, l’aveva multata per 121 mila euro), poi alla vicepresidenza Alitalia   da cui  se n’è andata perché l’ex commissario Luigi Gubitosi non la voleva più lì».
Veronica Padoan
Se aggiungiamo che la figlia dell’ex ministro  Padoan,  Veronica, è ricordata per aver capeggiato la rivolta degli immigrati senza documenti sbarcati   e offerti allo sfruttamento del caporalato di Rosarno,  possiamo concludere che i militanti dell’accoglienza, che schifano i razzisti di Torre Maura,  appartengono alla speciale categoria dei Ricchi di Stato.

Una categoria tutta italiana. I ricchi esistono ovviamente in  ogni parte del mondo, anche miliardari, ma sono dei privati a capo di imprese private.
All’estero,  lavorare per lo Stato,  anche  ai  vertici, non rende ricchi.  Qui  sì, come ha mostrato un recente servizio di Milena Gabanelli.

All’estero, pagati molto meno.
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/rai-43-dirigenti-incassano-stesso-stipendio-dell-amministratore-delegato/9a79d3e8-53b4-11e9-96c3-69d40ecc7f9b-va.shtml
Questa dei ricchi di Stato  è una categoria speciale.  Non devono lottare per sopravvivere, non devono competere, non  conoscono la precarietà del lavoro come il resto degli italiani.  Cadono sempre in piedi, come dimostra il caso di Claudia Bugno: cacciati da una partecipata, vengono assunti da un’altra e ai vertici.
Il  caso ancor più notevole è quello di Maria Cannata, la dirigente altissima che per 17 anni ha gestito il debito pubblico italiano  contraendo derivati con Morgan Stanley in modo così abile,   che secondo  la Corte dei Conti   ha  concorso a creare un danno allo Stato da 4,1 miliardi di euro , ma che secondo  le stime di Luca Piana de L’Espresso,  nel tempo, tra il 2016 e il 2021 le perdite saranno  24 miliardi.
Processo? Prigione? In qualunque altro paese, non nell’Italia dei Ricchi di Stato.  La Cannata è uscita dal Tesoro solo per godersi la  profumata pensione che spetta tali pubblici dirigenti.  Anche perché sarebbe ingiusto prendersela con la dottoressa Cannata, e  non “il suo predecessore Vincenzo La Via e gli ex direttori del Tesoro Domenico Siniscalco, poi passato alla stessa Morgan Stanley, e Vittorio Grilli, ora a Jp Morgan”.
https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2018/02/16/derivati-stato-italia/217902/
Per  livello di emolumenti senza confronto con quelli del settore privato, per impunità e intoccabilità, per la rete di relazioni utili  che hanno intrecciato attorno a sé e nel loro ambiente per i loro rampolli, questa corrisponde perfettamente alla definizione di una oligarchia. Mantenuta da denaro pubblico.
Questa oligarchia è,  vediamo, militante dell’accoglienza senza limiti di tutti i clandestini che arrivano dall’Africa;  perché tanto, poi lo scarica  a Torre Maura e simili quartieri, sulle spalle di quei razzisti che, se hanno un lavoro, prendono sul migliaio di euro.  I fortunati, perché c’è  anche  la donna di  88 anni che  racconta:  “Viviamo in questo appartamento  comunale  da 41 anni . Prendo 600 euro di pensione al mese, il soffitto del bagno mi sta per crollare in testa. Quando chiamo il Comune, mi tengono in attesa un tempo infinito e ora mantengono questi rom“.
Naturalmente hanno contro i giornalisti,  che sono per l’accoglienza in quanto appartenenti alla casta dei Ricchi di Satto – almeno quelli della Rai TV.

(I neo-assunti hanno uno stipendio superiore del 30 per cento a quello che percepiva Blondet dopo 37 anni di anzianità)
Essi, molto ricchi, hanno trovato rivoltante che i nazifascisti razzisti diTorre Maura da 600 euro almese o disoccupati, hanno calpestato il pane destinato dal Comune agli zingari.  Sono pieni di buoni sentimenti progressisti; essere di sinistra, in Italia, esige  un certo reddito,  l’appartenenza a una certa rete oligarchica privilegiata
Chi ha calpestato il pane ieri notte a , per giunta gridando “ dovete morire di fame”, ha compiuto un gesto sacrilego che tormenta le coscienze di tutti noi
gad
Hanno contro anche i giudici,  che prendono, fra annessi a connessi, 145 mila euro annui,  abbastanza da non sentire la durezza del vivere e poter coltivare sentimenti umanitari riguardo ai ROM. Dunque giudici che incrimini  per odio razziale gente che spacca tutto quando gli mettono vicino i 70 Rom che sono, sostanzialmente, mantenuti  dal denaro pubblico, favoriti e  alleviati di pesi come pagare le  bollette, o i  canoni d’affitto.
Questi italiani razzisti se fossero in Francia, sarebbero noti come ”la France péripherique”, quella parte della società  descritta dal sociologo-geografo Christophe Guilly,   “la gente che si trova  anche territorialmente, nei territori che contano  poco”, più abbandonata delle stesse minoranze etniche e  di nuova immigrazione, perché la  ““metropoli mondializzata popolata di radical chic  progressisti,  che si crogiolano nel liberalismo economico, la società aperta, i comportamenti consumisti libertari”  fa’ vivere le minoranze etnicizzate delle banlieues nella luce dei suoi consumi  di lusso, del suo benessere, del suo superfluo, della sua “creatività senza pregiudizi” e senza tabù.  I nuovi immigrati vi si concentrano perché godono degli affitti “sociali” delle grandi metropoli, mentre “le classi popolari sono intrappolate lontano  dalle zone che creano  posti di lavoro, e non godendo di affitti sociali, spendono per il diesel 250 euro al mese, un quarto del salario minimo”.
In Francia, questi  sono i Gilet Gialli.  Ossia un  popolo che si è riconoscuuto unito nell’insurrezione e nell’opposizione, dalla Normandia alla Provenza, che ha  riscoperto la fraternità cantando l’inno  nazionale, che  ha la coscienza politica unitaria, messaggi politici generali perfettamente enunciati (Macron dégage!), la costanza di scendere in piazza da venti settimane sfidando le percosse della polizia  del Potere.  A Torre Maura, non viene a nessuno l’idea di indossare il gilet giallo.   Anche in Sardegna, i pastori che hanno protestato per il prezzo del latte, non l’hanno fatto. Indossare un gilet giallo è   fare appello al popolo,  al proprio popolo, agitare una bandiera, chiamare  gli altri a combattere insieme. I pastori sardi non   hanno chiesto al resto degli italiani – anche poveri e periferici – di unirsi a loro: non solo perché la loro  rivendicazione  era particolare e particolarista , ma anche (soprattutto) perché non si aspettano che, avessero fatto appello al resto del popolo, questo sarebbe sceso in piazza e li avrebbe capiti e sostenuti. Nessuna categoria di oppressi si aspetta di essere compresa e aiutata dall’altra?

Pongo la domanda. Perché finisce così: che la Procura da 145 mila all’anno incriminerà  per  odio razziale aggravato   i quattro gatti di Casa Pound o  di Forza Nuova già noti e stranoti alla Digos,  i giornalisti Rai da 90-240 mila faranno servizi sul razzismo nero pericolossimo,  il figlio di Tria  tornerà   con lo yacht degli amici  a “salvare”  i clandestini (che  hanno pagato il biglietto per essere “salvati”) e l’oligarchia li scaricherà  da qualche parte  tipo Torre  Maura, certo  non ai Parioli o a Capalbio.

sabato 16 marzo 2019

MEGLIO LA CINA CHE GLI U.S.A. di Piemme


[ 16 marzo 2019 ]
C'è qualcosa che non quadra in questo casino sul Memorandum of  Understanding (MoU –Memorandum d’Intesa) che l’Italia dovrebbe essere sottoscrivere con la Cina in merito alla “Nuova via della seta“ o Belt and Road Initiative (BRI) — il grande progetto con cui Pechino punta a rilanciare la connettività infrastrutturale e commerciale della grande massa continentale eurasiatica e a edificare una nuova architettura economico-commerciale. Conviene all'Italia diventare un partner strategico di Pechino? Secondo noi certamente sì.


*  *  *
Come un sol uomo, contro l'accordo tra Italia e Cina, stanno lanciando strali la Casa Bianca e la Commissione europea —quindi in Italia Pd e camerieri vari, tra cui Matteo Salvini e la Meloni. Due le parole chiave: “minaccia” e “rischio”: “Sono minacciati i valori economici dell’Occidente democratico” e “col 5G della Huawei è a rischio la sicurezza nazionale”
La piddina Mogherini, “Alto” commissario, e Katainen rincarano la dose:
«La Cina è oramai un avversario sistemico che ha modelli di governance diversi, dobbiamo difendere principi e valori… sono a rischio la prosperità, il modello sociale e i valori della Ue nel lungo periodo…. Nessuno può effettivamente raggiungere i propri obbiettivi con la Cina da solo, tutti hanno la responsabilità di assicurare il rispetto del diritto e delle pratiche europee»
[Corriere della sera del 12 marzo]
Che è come dire che all’Italia, già duramente penalizzata dalla moneta unica e dalle regole euriste, dev’essere impedito di perseguire una politica commerciale ed estera sovrana.
Quindi la Commissione si lamenta che le aziende europee
«… scontano un deficit di competitività poiché quelle cinesi hanno alle spalle o lo Stato o enormi sussidi pubblici oltre che differenti standard aziendali e sindacali».
Quel che si dice far la pipì fuori dal vaso. Senza accorgersene i soloni della Commissione europea ammettono che il loro tanto decantato efficientismo liberista ha fatto
fallimento, che non regge lo scontro col capitalismo made in China, a causa del ruolo centrale dello Stato che là non si genuflette al mercato ma tenta di regolarlo e perché Pechino ha il pieno controllo del sistema bancario e se ne sbatte del “pareggio di bilancio”. Per quanto concerne i salari ed i diritti dei lavoratori vale ricordare che essi in Cina sono triplicati in un ventennio e mentre qui da noi i salari stanno scendendo ed i diritti che c’erano una volta sono oramai un miraggio.

Due pesi e due misure

Non si possono dunque, per gli eurocrati, fare affare con la Repubblica popolare cinese, anche perché, dice sempre la Commissione europea, ci sono di mezzo “i diritti umani che la Cina calpesta” e infine, udite! udite! per una questione di “cambiamenti climatici, visto che la Cina sarebbe “il più grande produttore di emissioni di carbonio”.
Ci sarebbe da far notare a lorsignori che gli Stati Uniti, tanto dopo che Trump ha stracciato gli accordi di Parigi sul clima, sono il secondo produttore subito dopo la Cina, e malgrado ciò non solo si fanno affaroni con gli Stati Uniti, ma si continua, in nome dalla “solidarietà atlantica” ad essere loro strettissimi alleati. Per non parlare degli affari, e dei legami strategici, che l’Unione europea, Italia compresa, intrattiene col fior fiore dei paesi in cui i diritti umani vengono calpestati o sono responsabili di politiche razziste e guerrafondaie, tre esempi su tutti: Israele, Arabia Saudita e Ucraina.

Senti chi parla!

Ci sono altre chicche nelle raccomandazioni della Commissione europea al governo italiano per impedirgli (anche in questo campo) di perseguire l’interesse nazionale.
Ad un certo punto si dice che l’espansione cinese sarebbe dannosa per i paesi africani poiché
«gli investimenti cinesi si trasformano spesso in alto livello di indebitamento e nel trasferimento del controllo di risorse e asset strategici».
Ah! Ah! Ah! I lupi di Bruxelles, travestiti da agnelli che compiono una descrizione perfetta delle politiche colonialiste e poi imperialiste con cui l’Occidente, depredando le genti del Sud del mondo, ha alimentato la bestia del suo capitalismo vorace. Davvero formidabile la chicca sul debito: vero che la Cina non va in Africa (e altrove) a far regali, che segue un modus operandi predatorio, che pone i propri interessi davanti a quelli dei partner, che i vende i suoi investimenti a prezzi salati (sempre meno di quelli occidentali). Ma che dire del capitalismo casinò, del capitalismo iper-finanziarizzato, che proprio sul ricatto del debito si basa? Che col debito ricatta stati e compra governi? Che dire dell’Unione europea che a causa del pretesto del debito ha affondato una intera nazione, la Grecia, e che col motivo del debito ha sequestrato la sovranità italiana e di altri paesi?

Chi spia chi?

L’ultimo motivo di chi vuole far recedere il governo Conte, ed anzitutto i 5 Stelle, costringendoli a stracciare l’Intesa con la Cina è quello del 5G, lo standard di ultima generazione dove Huawei e Zte sono aziende fortissime in termini di competitività e brevetti.
Com’è noto la Casa Bianca ha già stabilito che Huawei negli USA non entra perché “con i suoi telefoni la Cina spia il mondo”. Gli americani vorrebbero che il colosso cinese fornisse loro le chiavi di decriptazione dei loro sistemi. Richiesta che Huawei si rifiuta giustamente di soddisfare, per la semplice ragione che ove lo facesse finirebbe per azzerare il vantaggio che oggi ha sui suoi concorrenti (americani).
Sta di fatto che l’amministrazione americana ha apertamente messo in guardia l’Italia (e nel caso la Germania), pena ritorsioni, dall’adottare le tecnologie cinesi per il 5G — il che significa utilizzare solo quella a stelle e striscie. C’è chi fa notare la natura pretestuosa della pressione americana, visto che Huawei vende in Italia telefoni e router a migliaia di aziende, Tim compresa.
Ammettiamo ora che sia vero che via Huawei Pechino voglia spiarci. Che forse oggi gli americani non ci spiano? E’ un segreto di pulcinella non solo che Google, facebook, Amazon, Apple e Microsoft origlino e sorveglino miliardi di cittadini, che questi colossi passino poi le loro sterminate informazioni agli organismi di sicurezza come Nsa, Cia ecc. E non è un segreto che l’Unione europea dovette sostituire tutti i computer Microsoft a Bruxelles poiché attraverso essi gli USA spiavano sistematicamente i lavori della Commissione europea e tutti i suoi dipartimenti. Com’è noto che aveva servizi segreti americani spiino addirittura governi e capi di stato — tra cui la stessa Merkel. Vogliamo poi parlare della NATO e delle centinaia di basi militari americani disseminate in Europa? Non si tratta forse di strumenti con cui gli USA ci obbligano ad una sovranità limitata?
Insomma, gli americani sono gli ultimi a poter dare lezioni di fair play, non credibili quando chiedono il rispetto delle regole. Essi sono i primi a violare la sicurezza e la sovranità degli altri stati.


Salvini l'atlantista

Per cui è davvero patetico che anche Matteo Salvini si sia allineato al “partito americano”, mettendo in difficoltà non solo Conte e Di Maio ma lo stesso Michele Geraci che per mesi han lavorato all’intesa con Pechino. C’è chi si era illuso su questo “sovranista” e si stupisce per l’atto di fede atlantista di Salvini, — già dimenticato ha dimenticato il suo viaggio Israele? Già scordato il voltafaccia salviniano sulle sanzioni alla Russia ed altre porcherie in politica estera?
Insomma, ben fa il governo, in barba alle minacce USA ed ai mugugni di Piddini, Berluscones e Salvini, ad allacciare più solide relazioni commerciali con la Cina. Ciò non solo è nell’interesse del Paese, ma va fatto e può essere fatto senza cedere un millimetro di sovranità nazionale. Basta volerlo davvero, ovvero compiere un duplice gesto di disobbedienza, agli USA e alla Commissione europea.

venerdì 22 febbraio 2019

Gli indizi del sogno sono presenti dappertutto; avresti dovuto o almeno potuto riconoscerli prima.


Il seguente brano è tratto dal capitolo 11 del libro “Lo Straniero Misterioso” di Mark Twain. Il personaggio di nome Satana non si riferisce a quello della religione cristiana, ma è soltanto un nome fittizio dato ad personaggio che, nel racconto di Twain, rappresenta un messaggero di un sapere talmente forte e profondo da essere stato occultato dalla mente ordinaria.
Per quasi un anno Satana ha continuato queste visite, ma alla fine è venuto con meno frequenza. Questo mi ha reso più solitario e malinconico. Sentivo che stava perdendo interesse per il nostro piccolo mondo e potrebbe in qualsiasi momento abbandonare completamente le sue visite.
Quando un giorno finalmente venne da me, ero molto felice, ma solo per un po’. Era venuto a dire addio, mi ha detto, e per l’ultima volta. Aveva investigato ed esplorato ogni angolo dell’universo, e questo lo avrebbe tenuto occupato fino al suo prossimo ritorno.
“E tu stai andando via e non tornerai più? “
“Sì,” ha detto. “Abbiamo chiacchierato a lungo insieme ed è stato piacevole per entrambi; ma devo andare ora e non ci vedremo più. “
“In questa vita, Satana, ma in un altra si? Ci incontreremo in un altra vita, vero? “
Poi, tutto con tranquillità e sobrietà, mi ha dato una strana risposta, “non c’è nessun’altra vita”.
Una sottile influenza soffiò sul mio spirito dal suo, portando con sé una vaga, fioca, ma benedetta e fiduciosa sensazione che le sue parole incredibili potrebbero essere vere.
“Non hai mai sospettato questo, Theodor? “
“No. Come potevo? Ma come può essere vero ciò che dici…? “
“È vero”.
Una raffica di gratitudine fiorì nel mio petto, ma subito emerse un dubbio mai sorto prima e ho detto: “Ma poco fa abbiamo visto la probabile vita futura”.
“È stata soltanto una visione – non aveva alcuna esistenza”.
Riuscivo a malapena a respirare per la grande speranza che mi stava circondando. “Una visione? –una vi… “
“La vita stessa è solo una visione, un sogno”.
Era elettrizzato. Oh mio Dio! Avevo avuto quel pensiero mille volte durante le mie riflessioni!
“Nulla esiste; tutto è un sogno. Dio, l’uomo, il mondo, il sole, la luna, il deserto, le stelle… sono un sogno, tutto un sogno; non hanno alcuna esistenza. Nulla esiste salvo lo spazio vuoto e tu!
“Io!”
“E tu non sei tu, non sei il tu che credi di essere – non sei il corpo, né il sangue, né le ossa, tu sei solo un pensiero. Io stesso non ho alcuna esistenza; io sono solo un sogno – il tuo sogno, una creatura della tua immaginazione.
In un attimo avrai realizzato questo, poi verrò escluso dalle tue visioni e io mi dissolverò nel nulla da cui tu mi hai fatto… Sto morendo già adesso – sto crollando – sto passando via, mi sto dissolvendo. In poco tempo rimarrete soltanto tu e lo spazio vuoto.
A te rimarrà solamente un pensiero, l’unico pensiero davvero esistente, dalla natura inestinguibile, indistruttibile. Mentre io, il tuo povero servo, ti ho rivelato a te stesso, ho rivelato la tua vera natura e così ti ha reso libero. D’ora in avanti puoi sognare altri sogni, migliori di questo!
Strano! che tu non abbia sospettato già anni fa – secoli, millenni fa! – di questo sapere. Te ne saresti dovuto accorgere, perché sei sempre esistito, senza compagnia, attraverso tutte le eternità. Strano che tu non abbia sospettato che il tuo universo e il suo contenuto fossero solo sogni, visioni, finzione!
Strano, perché questi contenuti sono così francamente e istericamente folli – proprio come tutti i sogni…
Tu percepisci, ora, che queste cose che ti circondano in questo mondo sono tutte possibili soltanto in un sogno. Percepisci che si tratta di fantasie puerili, allucinazioni, creazioni di un’immaginazione che non è consapevole delle grottesche illusioni – in una parola, percepisci che sono un sogno e tu sei il creatore di esso. Gli indizi del sogno sono presenti dappertutto; avresti dovuto o almeno potuto riconoscerli prima.
Fidati, è vero, quello che ti ho appena rivelato; non c’è Dio, nessun universo, nessuna razza umana, nessuna vita terrena, nessun paradiso, nessun inferno. È tutto un sogno – un sogno grottesco e decisamente sciocco. Non esiste nulla, eccetto te stesso. E tu sei solo un pensiero – un pensiero ambulante, un pensiero vuoto, un pensiero vagabondo senzatetto, che vaga nella vacua eternità!”
Dopo questa rivelazione scomparve e mi lasciò sgomento; perché sapevo e avevo ben capito che tutto quello che aveva detto era vero.
Fonte: https://www.animalibera.net/2019/02/gli-indizi-del-sogno-sono-presenti.html

sabato 2 febbraio 2019

Povera Patria

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La sera del 25 Gennaio 2019, poco prima di mezzanotte, è andata in onda la prima puntata di Povera Patria. Una data che rimarrà uno spartiacque nella storia della tv pubblica italiana. In questi ultimi anni abbiamo visto nascere e morire decine di talk-show. Nonostante i nomi dei programmi e dei conduttori cambiassero, si è sempre avuta la sensazione di guardare lo stesso, identico show. A parte rare eccezioni, solitamente soppressi (come La Gabbia), il talk-show base italiano ha sempre offerto la medesima solfa. Quale? Conduttore adepto del pensiero unico globalista, servizi orientati in tal senso, ospiti non allineati messi in minoranza e ricoperti di fango, ospiti allineati accolti con riverenza. Una schifezza alla quale ci hanno abituati, spacciata ogni volta per civile ed illuminata disamina dei fatti. L’abisso di servilismo e conformismo è stato raggiunto da La7, un canale divenuto inguardabile per chiunque coltivi il dubbio. E la Rai? Non è stata da meno. Agorà, #cartabianca, Porta a Porta, Mezz’ora in più, Che Tempo che Fa… una sfilza di salotti permeati dalla stessa visione di mondo dipinta come imprescindibile. Covi di serpi pronte ad avventarsi sulle voci dissonanti, con domande tese esclusivamente ad affibbiare etichette e suscitare paure irrazionali nello spettatore. Carlo Freccero ha voluto rompere questa vergognosa tradizione. La sua Rai2 ha cominciato a prendere forma. Dapprima con un Tg che non fosse un pamphlet del Nazareno, poi con il talk Povera Patria. […]

La conduttrice non trasuda la bile che rende le Gruber e i Fazio insopportabili. O la supponenza che trasforma i Formigli e i Floris in ridicoli inquisitori. O l’ostilità di chi difende uno schieramento politico/ideologico a prescindere dai fatti che si ritrova in molti conduttori, dall’Annunziata fino alla Berlinguer e via dicendo. Il confronto è tutto sommato pacato. Ognuno riesce a dire la sua e l’intervista finale, pur non condividendone personalmente i contenuti, è piacevole. Ma la svolta più eclatante sta nei temi trattati. Qui accade qualcosa di inaspettato. Viene lanciato un servizio che, tramite una semplice infografica, tocca l’argomento tabù per eccellenza: la natura del Debito Pubblico. Il quale viene mostrato non come divina spada di Damocle, non come colpa blasfema degli italiani, bensì come l’effetto di precise scelte politiche ed economiche.  Viene citato il nefasto divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro avvenuto nel 1981, ad opera di Andreatta e Ciampi. Ovvero l’inizio della perdita della sovranità monetaria e del controllo sul debito pubblico stesso. Una scelta suicida di cui paghiamo le conseguenze tutt’oggi. Apriti cielo! La reazione alla messa in onda di tale servizio è l’esplosione di rabbia incontenibile da parte dei pasdaran neoliberisti. Due minuti di disegnini animati fanno impazzire la “sinistra” finanziaria, gli europeisti anti-italiani e la claque lobotomizzata a seguito. Come si osa parlare in questi termini del debito pubblico? I social sono presi d’assalto dalle mute di cani sguinzagliate per sbranare il dissenso. I giornaloni si apprestano ad urlare alla “fake news”. Immancabili arrivano le invocazioni alla lotta ai mulini a vento del totalitarismo sovranista. Trombettieri e giullari di corte, orfani del loro castello, strepitano in coro. Un sempre più imbarazzante Marattin (“signore con la barba che blatera” come l’ha giustamente apostrofato Mohamed Konare) fa una disamina del video appigliandosi a tutti i luoghi comuni dell’anti-sovranismo. La testa dell’eretico Freccero viene chiesta su un piatto d’argento. Ma cosa è avvenuto? Molto semplice: si è abbandonato il racconto fallace sul debito pubblico ripetuto come un mantra negli ultimi anni. La filastrocca la conosciamo tutti: lo Stato Italiano è come una famiglia che si è indebitata sperperando denaro ma è stata salvata da Sant’Europa da Bruxelles. Un’ignobile menzogna che usa la metafora (fuorviante) della famiglia senza soldi per colpire allo stomaco un intero popolo. E convincerlo di meritare politiche di austerity, privatizzazioni, cessioni di sovranità, tagli indiscriminati e un lento impoverimento. Una sorta di giusta punizione per una gestione dissennata dei propri denari, a differenza dei “virtuosi” vicini tedeschi e francesi. Insomma: la bugia regina, dalla quale si dipana tutto il resto del racconto europeista. Povera Patria, in pratica, ha tolto il velo di Maya sulla vera natura del debito pubblico. E lo ha fatto senza neppure andare in profondità, dato che l’infografica fa un sunto a grandissime linee di quello che successe nel 1981. Se nelle prossime puntate l’argomento verrà approfondito ulteriormente, questa sarà la bomba atomica televisiva del 2019 (e non solo).

E non finisce qui. Perché nella seconda metà della puntata viene lanciato un servizio sulla mafia nigeriana. Un altro tabù dei nostri giorni. Un pericolo in costante espansione, alimentato proprio dall’immigrazione scriteriata che ha contraddistinto gli anni passati. Un cancro che si sta espandendo in zone dove già operano le mafie nostrane. Riuscendo a prendere il controllo di interi paesi con una violenza inaudita. Soprattutto, un argomento spesso celato all’opinione pubblica per gli interessi economici legati al business dell’accoglienza, oltre a misere prese di posizione ideologiche. Non si tratta di un argomento del tutto sconosciuto, tuttavia finalmente lo si pone come problema reale, serio, impellente. Lo si mette sul tavolo del confronto, finora riempito di patetismo e propaganda immigrazionista da quattro soldi. Tutto questo avviene in simbiosi con l’approfondimento sul Franco CFA andato in onda proprio su Rai2, in Night Tabloid. Mafia nigeriana e assenza di sovranità monetaria delle ex (ex?) colonie francesi. Due temi dirompenti che cestinano il semplicistico e bambinesco “scappano dalle guerre”, con cui una certa parte politica liquida il problema dell’immigrazione di massa. A Carlo Freccero non posso dunque che fare i miei complimenti. Nel giro di una manciata di giorni, la sua Rai2 ha girato la testa degli italiani verso un’altra prospettiva. E lo ha fatto con metodica convinzione, incurante delle reazioni dei nemici del pluralismo in tv. Anzi, proprio le urla scomposte di certi personaggi e di certi ambienti sono la miglior prova della bontà del progetto Povera Patria. Gli attacchi saranno sempre più duri. Il fango arriverà a secchiate. L’idea che qualcuno inizi a narrare la realtà in modo dissimile dal passato fa imbestialire chi, proprio da quella narrazione, ha tratto maggior giovamento. Confido nella tenacia di Freccero e nel rinnovato interesse del pubblico. Se il direttore di Rai2 saprà resistere e tenere la barra dritta, il suo lavoro getterà le fondamenta di una nuova tv. Ho soffiato via la polvere dal tasto numero 2 sul telecomando. Cosa che ritenevo francamente impossibile. E invece ora mi ritrovo a canticchiare sottovoce: Sì che cambierà, vedrai che cambierà…

Matteo Brandi+

lunedì 21 gennaio 2019

Mazzucco: vaccini, vergogna nazionale. E i 5 Stelle, complici

 Fonte http://www.libreidee.org
Vaccini non sempre utili e non sempre sicuri, non testati come gli altri farmaci, e in alcuni casi pericolosi (letali) per i bambini. Vaccini non “spiegati”, imposti senza la necessaria trasparenza. E pagati dai cittadini con le tasse, a prezzi salatissimi: il costo è schizzato alle stelle dopo l’introduzione dell’obbligatorietà. In caso di problemi, chi paga? Sempre noi, con le imposte, perché è lo Stato a risarcire i danneggiati. Peggio ancora: il piano, evidente, mira a imporre l’obbligo a tutti, anche agli adulti (come in Argentina, dove alle vaccinazioni è vincolato il rinnovo del passaporto, come quello della patente di guida). Come chiamarlo, questo schifo? E poi: possibile che non ci sia un cane di politico che lo denunci? Non dovevano essere lì per quello, i 5 Stelle? Non a caso, infatti, sono stati votati da milioni di italiani. Molti dei quali oggi sono letteralmente inferociti: «Il mio voto non lo avranno mai più», annuncia Massimo Mazzucco, che accusa Giulia Grillo di essere la fotocopia di Beatrice Lorenzin. I militani più irriducibili “perdonano” i grillini, perché se non cedessero al ricatto-vaccini finirebbero fuori dal governo? Tanto meglio, dice Mazzucco: se avessero il coraggio di denunciare il marcio, avete idea di come la prenderebbero, gli elettori? Se i 5 Stelle si dimettessero in nome della sicurezza sanitaria dei cittadini, il giorno dopo verrebbe giù l’Italia. Ma non lo fanno: e questo ci fa capire chi sono, veramente.
E’ indignato, Mazzucco, di fronte alle esternazioni di Giulia Grillo a “Mattino 5”, sull’ammiraglia di Mediaset: «Vaccinarsi è fondamentale», dice il ministro: «Giusto l’obbligo, quando serve». Aggiunge: «Quello che è mancato è l’informazione: ai Giulia Grillocittadini bisogna spiegare l’importanza dei vaccini, che sono gratuiti e possono salvare da malattie gravi, in alcuni casi mortali». Davvero? «Detto da lei, che ormai sta dalla parte di Big Pharma, lamentare che in Italia è mancata l’informazione è fantastico: è veramente il capovolgimento del mondo in cui viviamo», protesta Mazzucco, in web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights”. Documentarista e video-reporter, Mazzucco aveva rivolto un preciso appello a Beppe Grillo perché ritirasse la sua firma dal “patto per la scienza” proposto dal virologo Roberto Burioni, massimo propagandista dell’obbligo vaccinale in Italia. Un appello firmato anche da Renzi e Mentana, che secondo Gianfranco Carpeoro – autore di una segnalazione alla magistratura – configurerebbe un reato di associazione a deliquere, attentando alla Costituzione laddove chiede di limitare la libertà d’opinione e anche la libera ricerca scientifica.
Burioni propone infatti di “fermare” – anche con la forza, per legge – le indagini indipendenti come quelle dei biologi italiani guidati da Vincenzo D’Anna, che hanno appena scoperto vaccini “sporchi” (con tracce di diserbanti e Dna di feti abortiti) e vaccini inefficaci, perché privi degli agenti immunizzanti indicati. Sempre Giulia Grillo dichiara, a “Presa diretta” su RaiTre: «In questo momento va posta particolare attenzione al morbillo, perché è in atto una diffusione abbastanza sostenuta che non riguarda solo i bambini ma anche gli adulti». Attenzione: «Invito anche gli adulti a fare il vaccino contro il morbillo – dice il ministro della salute – perché spesso sono loro che lo trasmettono ai bambini, e i casi più gravi li abbiamo avuti proprio tra gli adulti». Questo “retropensiero” esiste già da molto tempo, sottolinea Mazzucco: «La nostra beneamata Grillo sta solamente facendo il lavoro che evidentemente è stata messa lì a fare, perché è già da tempo che sento, tra le righe, che qualcuno appenaMazzuccopuò ci infila dentro anche gli adulti». Pericolo: «Tra “cominciare a pensare” anche agli adulti e arrivare all’obbligo, il passo è breve».
La cara Grillo dice che è mancata l’informazione? «Benissimo, allora la dia tutta, se vuole fare veramente il ministro della salute dei cittadini». Ovvero: «Dia i dati veri delle reazioni avverse, dica cosa si sono raccontati i virologi già 15 anni fa, in segreto fra di loro, ammettendo – nero su bianco – che sanno benissimo che c’è una correlazione statisticamente significativa tra vaccini e autismo». E magari Giulia Grillo informi gli italiani su quanto è successo a William Thompson, il medico americano che ha denunciato di esser stato «obbligato a distruggere tutti i documenti che rivelano la correlazione diretta tra vaccini e autismo». Faccia questa informazione, la Grillo, e smetta di «riempirsi la bocca di parole solo perché è il ministro della salute: questa è una vergogna assoluta». Aggiunge Mazzucco: «Il solo fatto di avere questa ministra della salute mi ha indotto a decidere di non votare mai più per i 5 Stelle: mai più, finché non avranno completamente capovolto questo tipo di politica. E se gli altri 5 Stelle stanno zitti, è anche colpa loro: sono complici di questo schifo».
Lo si può comprendere, Mazzucco, di fronte a quest’altra affermazione del ministro: «Se la popolazione autonomamente non si vaccina, certo che la si obbliga: prima si convince il cittadino, poi eventualmente lo si obbliga». Protesta Mazzucco: «Una cosa è obbligare ad allacciare le cinture di sicurezza: nessuno può discutere sul fatto che servano a salvarti la vita, e che non ci sono controindicazioni. Ma fin che tu non mi hai dimostrato che non ci sono danni da vaccino, e che il vaccino è veramente sicuro, tu non mi puoi obbligare». Questo dibattito, aggiunge Mazzucco, dura dall’800. Basta leggere quello che scriveva William White: «Vi sono poche cose, tra la gente di cultura, in cui le convinzioni siano così assolute e così poco informate Belpietrocome la vaccinazione. Ti diranno che ha eradicato il vaiolo e che non è assolutamente dannosa. E se oserai soltanto mettere in dubbio una di queste affermazioni, verrai etichettato come un sostenitore di quegli ignoranti e fanatici antivaccinisti».
«Se tu insisterai e chiederai quando, esattamente, il vaiolo sia stato eradicato, e quale sia esattamente il vaccino che non fa danni, ti verrà probabilmente risposto che queste faccende riguardano la medicina, e che i fatti non sono in discussione». Questo scriveva, White, nel lontano 1885, cioè 130 anni fa. «La situazione non è mai cambiata – dice Mazzucco – da quando è iniziato il dibattito sui vaccini: c’è sempre questa divisione plateale, manichea, tra il bene e il male – quelli che decidono cosa è giusto e cosa non è giusto – e quelli che protestano e cercano di difendere la libertà personale, la libertà individuale». Ma nell’Italia del 2018, il famoso “contratto di governo” firmato dai gialloverdi non prometteca di “superare la legge Lorenzin”? «Certo», commenta Mazzucco, sarcastico: ma “superarla” può vuol dire aggiungere altri 4 vaccini obbligatori. Salvo poi scoprire, come ha fatto il quotidiano “La Verità” diretto da Maurizio Belpietro, che – dopo la legge Lorenzin, incassato il business garantito dall’obbligatorietà – le case produttrici hanno fatto volare i prezzi dei vaccini: «Prima l’obbligo, poi la stangata».
Il costo delle vaccinazioni, a carico dello Stato, è aumentato del 62%. In soldoni: la spesa è cresciuta di 130 milioni tra il 2016 e il 2017. «La colpa non è dell’aumento del numero di immunizzazioni, ma del prezzo delle dosi, passato da 14,02 a 22,74 euro in media. Un affare, per le multinazionali del farmaco». Complimenti a Belpietro: ed è curioso – osserva Mazzucco – che la notizia non compaia sugli altri giornali. Dove sono, quelli che difendono la famosa informazione? Del resto, solo un altro quotidiano – “Il Tempo”, diretto da Franco Bechis – ha sparato la notizia-bomba dei vaccini “sporchi” scoperti dai biologi. E sui media è passata praticamente sotto silenzio anche la notizia della Puglia, unica Regione ad aver garantito un servizio di “farmacovigilanza attiva” per monitorare gli effetti delle vaccinazioni. Risultato-choc: in Puglia, 4 bambini su 10 hanno subito reazioni avverse.  «La cosa pazzesca di questa storia – riassume Mazzucco – è che prima hanno introdotto l’obbligo, poi si sono messi  a discutere il prezzo con le case farmaceutiche. Cioè: non si sono preoccupati di fissare il prezzo prima, per evitare sorprese. Così, quando ormai l’obbigo c’era (era legge), questi figli di buona donna hanno alzato i prezzi. La Lorenzin diceva: i vaccini sono gratuiti. Certo, all’Asl non devi pagare per l’iniezione, ma le tasse le paghi eccome. E quindi le case farmaceutiche vengono pagate con i nostri soldi». Paradosso assoluto: «Una presa per i fondelli meravigliosa: da una parte il cittadino deve Bianca Berlinguerpagarsi le vaccinazioni con le tasse, in più c’è l’obbligo vaccinale (quindi anche l’obbligo di pagare i vaccini). E in più, se per caso c’è un danneggiato da vaccino, chi lo risarcisce? Non la casa farmaceutica, coi soldi che le abbiamo appena dato, ma sempre noi cittadini, con i soldi dello Stato, perché è lo Stato che ti rimborsa».
Per Mazzucco, siamo di fronte a una frode clamorosa: «Da una parte siamo obbligati a pagare per farci vaccinare, e poi dobbiamo pure pagare per i danni che riceviamo, nel caso qualcosa vada storto. Gli altri invece si beccano i soldi e non rischiano nessuna denuncia». E non un politico che si alzi in piedi a denunciare l’incredibile raggiro. Anche Bianca Berlinguer e Mauro Corona, su RaiTre, insistono sull’obbligo dei vaccini? «E’ chiaro, quello che sta succedendo». Per Mazzucco «stanno arrivando degli ordini molto precisi, dall’alto: vogliono insistere su tutti i fronti mediatici, perché evidentemente hanno capito che la cosa non è passata. E per arrivare dove vogliono loro – cioè arrivare all’obbligo vaccinale imposto a tutti, anche agli adulti – bisogna battere tutti i tasti possibili». E Bianca Berlinguer si mette a fare propaganda anche lei, in questo modo, naturalmente senza essersi informata? Vergogna: dovrebbe ricordare ai suoi telespettatori, innanzitutto, che i vaccini «sono gli unici farmaci che non passano attraverso le forche caudine della sperimentazione». Fantastico: «In un bambino, così, puoi iniettare delle porcherie che in certi casi rischiano di ucciderlo, come è stato dimostrato». Un documento ufficiale delle case farmaceutiche, conferma Mazzucco, ammette che – nelle statistiche – almeno in 8 casi la famosa “sindrome da morte improvvisa” (la morte in culla) avviene nelle 24 ore che seguono alla somministrazione del vaccino esavalente. «Iniettare in un bambino un prodotto che rischia di ucciderlo, senza prima aver fatto la normale sperimentazione clinica, è un crimine vergognoso».
Come vedete, sintetizza Mazzucco, tutto quadra: l’intero sistema è concepito a protezione delle case farmaceutiche, non del bambino. «Il governo americano per primo, negli anni ‘80, ha deciso di creare il “tribunale dei vaccini”, nel quale è lo Stato – al posto delle case farmaceutiche – ad assumersi l’onere di risarcire i danneggiati da vaccino». Per Mazzucco, «vuol dire che da quel momento è partito il ricatto di Big Pharma». E questo tipo di legislazione è stato adottato in tutto il mondo, anche in Una campagna del CorvelvaItalia. «Quindi le case farmaceutiche sono libere di metterci quello che vogliono, nei vaccini. Non sono obbligate a sperimentarli, mentre tu sei obbligato a iniettarteli. E se per caso qualcosa va storto, non puoi nemmeno rivalerti su di loro». I militanti 5 Stelle piagnucolano: se osiamo alzare la voce sui vaccini, non ci lasciano più governare? «Bene, vadano a casa», replica Mazzucco. Dicano: “Noi volevamo eliminare l’obbligo vaccinale per motivi serissimi, ma non ce lo lasciano fare”. «Denuncino chi glielo impedisce e diano le dimissioni: così si tiene la schiena dritta. Troppo comodo, dire: se lo faccio, non mi lasciano governare. A cosa serve governare, se poi sei obbligato a piegare la schiena in questo modo? Ti ricattano le case farmaceutiche? Benissimo, le denunci e vai a casa. Non hai bisogno di fare per forza il ministro della salute».
Troppo comodo, insiste Mazzucco, «nascondersi dietro a questo, quando c’è di mezzo la vita, la salute degli altri». Tuttalpiù si potrebbero capire cedimenti e compromessi su questioni puramente economiche: sei obbligato a concedere le trivellazioni in mare? D’accordo: se non garantisci quel business, ti fanno cadere. «Lo capisco», dice Mazzucco: a volte tocca calarsi le braghe: «Ma non quando ci sono di mezzo la vita e la salute della gente». Per fare un esempio: «Provate a incontrare la mamma di un bambino danneggiato. Guardatela negli occhi. A quel punto mi dite ancora che si può permettere tutto questo, solo perché “altrimenti non ci fanno più governare”? No, devi denunciare. E oggi hai a disposizione l’intero palcoscenico italiano. Lo dici: Bruxelles ci impone l’obbligo vaccinale, pena la procedura d’infrazione. E quindi noi andiamo a casa, vedete voi per chi votare». Chiosa Mazzucco: «Sapete cosa succede, il giorno dopo? Viene giù il paese. Questo devi fare, se hai gli attributi». Se invece «ti piace stare lì a fare il ministro per avere il tuo stipendietto e l’accesso ai salotti che contano», allora non ci siamo. Come diceva, una volta, Beppe Grillo? «Vaffanculo».

martedì 8 gennaio 2019

Dalle “Palle Dorate” alla finta vaccinazione in diretta…

Pubblicato


Marcello Pamio
Alla premiazione dei Golden Globes vengono riunite tutte le star del mondo dell’intrattenimento: cinema, musica, televisione.
Le «Palle d’oro» sono il premio assegnato dall’Associazione Stampa estera di Hollywood e la cerimonia si svolge nei saloni del Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills a Los Angeles, a sole 10 miglia dal Monte Lee dove si erge la famosissima scritta "Hollywood" lunga oltre 100 metri.
Fin qui nulla di strano, visto che la kermesse avviene ogni anno dagli anni Cinquanta.
La notte degli sfarzi irriverenti è stata però sconvolta da una strana e un poco ambigua gag.
Quest’anno i conduttori sono stati Sandra Oh e Andy Samberg.
Ad un certo punto Sandra Oh se ne esce avvertendo i superVip seduti comodamente in platea di arrotolarsi le maniche «perché state tutti per farvi il “flu shot”»!
Mentre lo diceva un gruppo di finti “dottori” e “infermieri” sono usciti brandendo siringhe e tentando (per finta) di fare le vaccinazioni antinfluenzali alle celebrità.
«Questi sono tutti infermieri professionisti dal Rite Aid di Echo Park. Se siete antivaccinisti, mettetevi un fazzoletto sopra la testa e vi salteremo. Costa solo 15 dollari ragazzi, ringraziateci»
Il tutto è stato corroborato dalla canzone LMFAO «Shots».
L’attrice Linda Cardellini ha poi confermato a Vanity Fair che gli aghi ovviamente erano falsi.
Le immagini video hanno immortalato il candidato al Golden Globe Willem Dafoe perché è stato uno degli obiettivi dei finti dottori, e la sua reazione ha decisamente fatto parlare.
Propaganda vestita da gag…
La gag durante il Golden Globe fa pensare molto.
Inscenare una finta vaccinazione ad un galà trasmesso in una diretta fa capire che sono alla frutta.
Per non parlare dello scandaloso annuncio agli anti-vaccinisti in sala, cioè a quelli che hanno l’ardire di mettersi contro il Sistema padronale. «Se siete antivaccinisti, mettetevi un fazzoletto in testa e vi saltiamo», il tutto condito dalle risate isteriche del conduttore.
Le star e gli attori in sala, almeno stando alle immagini riprese, erano del tutto ignari della scenetta, per cui da una parte sembra che abbiamo voluto “fare la conta” degli attori per così dire affidabili.
Della serie «o con noi, o contro di noi».

Dall’altra parte sfruttare una ghiottissima occasione mediatica vista da 20 milioni di americani per inneggiare alle vaccinazioni, fare propaganda.
Il risultato però, vedendo le immagini, è stato controproducente per le menti malate che hanno pensato e organizzato quella finta vaccinazione. Le facce tra l’attonito e il preoccupato degli attori avvicinati dalle siringhe, fa ben sperare che ancora qualcuno, anche all’interno della massonica Hollywood, sa ragionare con la propria testa!

«Propaganda nazista ai Golden Globes 2019»
Propaganda nazista ai Golden Globes 2019

mercoledì 5 dicembre 2018

David Icke a Maastricht nel 2017: la Matrix non è un luogo, ma una fonte di informazione che decodifichiamo

Scritto da Cristina Bassi
Sintetizzo in traduzione questo recente filmato (lo trovate a fine testo) di una intervista fatta a David Icke in un suo tour in Olanda, nel novembre del 2017. Sono degli spunti molto importanti per cogliere Matrix, concetto ora (anche grazie la film) molto piu’ diffuso di un tempo. Forse ancora non facile per molti cogliere in concetto dei campi informazionali che compongono la realtà che noi decodifichiamo nel nostro cervello; la realtà/Universo è frequenza e vibrazione, come anche Tesla già suggeriva… e non materia solida. 


Cos’è la matrix? E’ la natura della realtà che ci impediscono di conoscere, ovvero impediscono di conoscere questa verità: non c’è solidità. 
La conoscenza è fondamentale, se la vieti alle persone le tieni in una prigione percettiva. La realtà è come il nostro computer che prende informazioni in modi molto diversi da quelli che si vedono sul video e poi li decodifica per il video che vediamo.
Il campo di cui facciamo esperienza, è un campo informativo che NOI decodifichiamo. Cio’ che vedi sul video e che chiamiamo internet, esiste solo sul video, in tutto il resto ci sono solo cavi, elettronica, codici, circuiti elettronici
Allo stesso modo il mondo di cui stiamo facendo esperienza ora, è un campo informativo che NOI stiamo decodificando, proprio come nel principio del computer. Se osservi come è il mondo dei 5 sensi… questi raccolgono informazioni in forma di onde.
Prendiamo l’udito. Ora mente parlo non ci sono parole che passano tra me e te, ma c’è un campo informativo vibrazionale. Il tuo orecchio intercetta l’onda sonora, la trasforma in un segnale elettrico che comunica con il cervello, che sente cosi le parole.
Tutto cio’ che percepiamo come esterno a noi, in realtà è nella nostra testa. Uno dei maggiori exploit per me è stato quando è uscito il film Matrix perché costoro diedero il ritratto visivo di ci’ di cui sto parlando.
Ora se questo è il processo attraverso cui creiamo la realtà (e ci sono tantissime implicazioni per questo, buone e non) chiunque sia che controlla le informazioni che riceviamo e che decodifichiamo… sta dettando le direttive del mondo in cui viviamo.
Quindi ciò’ che chiamiamo Matrix o la realtà simulata, non è un luogo o un mondo, è una fonte informazionale (da cui provengono informazioni).
Questo (il “nostro”) è un campo informativo che è stato creato perché noi lo decodificassimo e credessimo di essere in un mondo “naturale”, in un mondo emerso o creato “per caso” (che scherzo!)  attraverso un dio delle religioni, per esempio, dipende dal sistema di credenze che segui, ma in realtà è una fonte di informazione che decodifichiamo.
La tua realtà percettiva  viene confinata da questa fonte e tutte le informazioni che ricevi vengono fornite da questa fonte. Poiché sei in questo mondo simulato e non hai altre fonti di informazione. Questa fonte di informazione ti alimenta di questa realtà Matrix, secondo il suo volere.
E la Verità vi renderà Liberi - Libro   L'Imbroglio della Realtà e l'Inganno della Percezione - Libro  Figli di Matrix
Quanti programmi vedi e senti nel mainstream che mettono in discussione la realtà, cosi come è formata e si costituisce?
Quel che noi chiamiamo risveglio è quando permetti alla tua mente di espandersi, oltre le frequenze , perché questo è quel che è: una banda di frequenze di informazioni, come un canale TV per esempio, un canale tv olografico, illusoriamente fisico.
Una volta che hai iniziato ad espandere la tua mente oltre questi muri, sei ora in grado di accedere a livelli di Coscienza della Realtà, che non sono parte di questa simulazione, è dove il mondo appare molto diverso da quel che è la realtà sensoriale.
Sei in questo mondo, nel senso che il tuo corpo sta interagendo e decodificando queste onde informative,   ma la tua Coscienza sta attingendo ad un punto di osservazione che non è di questo mondo, ed è lì dove le persone iniziano a vedere la Verità
E che succede a questo punto? La maggioranza ancora “nel programma”, vede come pazzo e fuori di testa,  un disturbato mentale, chiunque si sia mosso oltre quel programma, chiunque veda da un altro punto di vista.
Dal filosofo greco Platone abbiamo un meraviglioso esempio, con la sua allegoria della caverna, mentre parla della realtà simbolica, su come prigionieri in catene nella caverna vedono un muro; dietro di loro ci sono incendi, ma non potevano vederli, quel che potevano solo vedere erano le ombre sul muro. Quindi per loro, delle ombre sul muro sono la realtà. Platone parla anche di come un prigioniero uscì, vide che le ombre sul muro non erano la realtà , vide quel che c’era fuori e rientrò dicendolo ai compagni… che non furono felici di questo .
L’allegoria è sempre questa…quando un prigioniero apre la porta per uscire dalla cella, tutti gli altri prigionieri cercano di riportarlo dentro. E’ la questione della intimidazione delle persone per mezzo della arroganza della ignoranza, come la chiamo io. E’ una forma di fascismo psicologico.
Un’altra parte interessante della analogia della caverna, è che alcuni di questi prigionieri divennero esperti  delle ombre sul muro. Come gli accademici del giorno d’oggi, che sono persone molto dotte ma dentro una illusione, molto dotte su come percepiamo quello che è… che poi invece non è.
Questa mentalità che è nella matrix e fuori di essa, è cio’ che chiamiamo intelletto, che non è la Coscienza. Tutta l’educazione scolastica è relativa all’intelletto e non alla espansione della mente, non è per avere dei pensatori critici. “E non ti prendi buoni voti se non dice che quello che vedi è quello che noi diciamo che è”. Un programma che va avanti tutta la vita.
Quindi la Matrix è una fonte di informazione, come fosse un campo wifi, che noi decodifichiamo. Perché noi siamo dentro e fuori di questa. Penso che la stragrande maggioranza delle persone (per fortuna le cose stanno cambiando) non abbia mai avuto un pensiero originale nella propria mente, che non sia venuto da questa fonte di informazione matrix, a parte forse solo i giovanissimi.
Perché se guardi gli studenti.. che fanno? Non fanno che ripetere. Non esplorano, non indagano. Un esame del resto è ripetere cio’ che viene loro detto. Come quello che fa un giornalista, ripetere 24h su 24.
Per rispondere alla tua domanda… le persone si stanno svegliando per una serie di ragioni:
Ho cominciato il mio viaggio per il mondo nel 2016 e quel che ho visto è una marea di gente infelice per come sono le cose nel modo e la loro condizione. Quando le persone sono come in uno stato di transizione, da un lato hanno abbandonato l’attaccamento al programma, alla versione della realtà proposta del sistema, in cui si sentono molto a disagio… qualcosa sta cominciando a muoversi. Se possono accedere a quell’altra versione, a quella informazione che dice, perchè non si sentono bene e perchè devono non sentirsi a loro agio … hanno un momento di risveglio in cui dicono che tutto cio’ ha piu’ senso. Ecco che quindi il loro risveglio continua e cominciano a mettere in discussione altre cose.
Quando le persone hanno raggiunto il punto in cui vedono che quel qualcosa in cui “credevano” non è affatto cio’ che credevano, ecco allora che il cancello (della mente) si spalanca… verso nuove percezioni e verità

 Fonte https://www.thelivingspirits.net

martedì 27 novembre 2018

Francia, giubbotti gialli: “nazionalismo” contro “sovranismo”

Fonte https://scenarieconomici.it
Dopo una settimana di proteste, i gilets jaunes, come volevasi dimostrare, stanno ancora manifestando oggi in tutto il paese. E non si fermeranno. Fanno sul serio. Hanno creato un movimento. Le loro rivendicazioni? Meno tasse e via Macron. Qualcuno parla di tornare alle urne.

Alcuni sindacati di polizia si sono schierati con il popolo, dichiarando il loro imbarazzo per le azioni di repressione che alcuni di loro sono stati portati a compiere. Grazie all’intervento “fortunato” dei black-blocks infatti, Macron, ha colto l’occasione per uscire da un silenzio stampa tanto assordante quanto cinico e sordo per ribadire le sue accuse alle violenze dei manifestanti che poi sono solo quelle di qualche BB felicemente infiltrato (https://www.huffingtonpost.fr/2018/11/24/macron-dit-sa-honte-face-a-la-violence-des-gilets-jaunes_a_23599408/).
Vi chiederete: come mai tanta ostinazione (e sto parlando del pupazzo di Parigi) nel non volere ascoltare le trippe del popolo? Semplice, la finanza internazionale, di cui lui è il fantoccio, malata di narcisismo patologico, ha un sogno: quello di potere venire allo scoperto e di potere apertamente prevaricare i popoli della terra senza doversi più nascondere, ma come in un gioco sadomaso, che la cosa sia richiesta e apprezzata dal popolo, che esso la ringrazi, e ne chieda ancora!
Purtroppo non tutti amano il sadomasochismo, c’è ancora una parte di umanità sana che dice no. Ogni volta che la casta monecratica mette i suoi emissari, come Macron, il malcontento sale nonostante i potentissimi mezzi di corruzione di cui dispone per corrompere tutta la società: lo strumento monetario fiat e debito.
Oggi egli è troppo occupato a fare dichiarazioni vacue su Brexit ed Europa mentre la sua casa brucia e quella europea si scalda.
Alcuni si chiederanno. Ma la Francia, avendo il trattamento privilegiato da parte delle politiche europee, di cui abbiamo parlato in alcuni articoli, come mai brucia?
Vorrei pertanto sottolineare l’importanza fondamentale della distinzione tra, da una parte, la sovranità di uno Stato – che può sfociare come nel caso francese in nazionalismo e prevaricazione dei popoli di altri paesi – e dall’altra la sovranità di un popolo, di ognuno di noi. In un mondo normalmente democratico la sovranità del popolo dovrebbe dipendere in qualche modo anche dalla sovranità di un paese, perché le sue istituzioni dovrebbero essere la fedele rappresentazione del volere di un popolo, ma sappiamo che così non è.
In Francia la sovranità del paese, che è nazionalismo, è squilibrata, neocoloniasta, prepotente, sfocia nel volere di una elite depravata e psicopatica che sta usando le istituzioni della République a suo uso e consumo arrivando a tracimare al punto da schiacciare la seconda sovranità, quella del popolo, quella di ognuno di noi.
Nel paese che più di tutti al mondo è vissuto nella dicotomia e nella propaganda ipocrita, inculcata sin da piccini, di presentarsi al mondo come la culla dei diritti universali fino a quando il comitato d’affari misto pubblico privato al vertice della République aggrediva “solo” altri continenti, e drogava il popolo francese con aiuti e sovvenzioni a non finire, tutto ok Madame la Marquise. Ma il popolo francese è per l’appunto, e grazie al cielo, un popolo viziato, abituato al guanto di velluto di Mitterand che non disdegnava di utilizzare specie con le colonie il pugno di ferro fuori.
E non è solo la goccia del caro benzina ad avere fatto traboccare il vaso, in Francia. E’ qualcosa nelle trippe, un cortocircuito tra mente e viscere che è saltato: un popolo crassamente manipolato a pensare di essere la culla dei diritti umani, non può neanche lontanamente sopportare il trattamento che gli è riservato dall’élite, non può rassegnarsi a capire che è stata tutta propaganda menzognera. Donde la determinazione dei nostri vicini: è la propaganda di cui il loro dna è fatto che si ritorce come un boomerang.
Purtroppo la massa critica non è ancora arrivata all’idea che “sovranismo” nel mondo senza Stati, che è quello che la casta mondialista ha in mente di propinarci, significherebbe che ognuno fosse libero di organizzarsi in comunità e fosse sovrano. Essere sovrani significa che la moneta che hai in tasca, l’hai in virtù del fatto che un essere umano ha diritto ipse facto di vivere dignitosamente, come ci insegna proprio quella Dichiarazione dei diritti dell’uomo di cui la Francia si fa a parole campionessa, senza costringerti a prostituirti e soprattutto è tua e non è debito nei confronti di nessuna casta di privati. Ecco perché la casta dei falsari monetari odia il sovranismo, non sopporta il populismo, e li fa coincidere con nazionalismo e fascismo. Perché un popolo che si sa sovrano, non accetta più la legge fallace del do ut des, e del mors tua vita mea, rivendica la sua sovranità riprendendosi la moneta e riprendendosela, sia chiaro, non in quanto singolo cittadino ma in quanto comunità organica.
“Sovranismo” non è nazionalismo. Nazionalismo è spingere per la sovranità di una nazione, fatta di Stato, popolo, territorio nei confronti degli altri Stati, trarre il proprio benessere dal predominio e lo sfruttamento delle risorse appartenenti ad altri popoli, come fa per l’appunto la Francia con il CFA. Sovranismo è un fatto interno, è spingere per la sovranità dei cittadini, cioè degli uomini e delle donne, all’interno dello stesso paese, ed è un fatto universale. Nazionalismo invece è una conseguenza dell’internazionalismo apolide, quello che spinge per il globalismo perché è proprio con la complicità di alcune nazioni, USA, Francia, Norvegia, Olanda, Danimarca, Gran Bretagna, Cina, più “sovrane” di altre e con il sofisma che il loro nazionalismo sarebbe “patriottismo” legittimo che si perpetua il neocolonialismo finanziario in tutte le sue forme.
Un cittadino sovrano ha il dovere di difendersi dalla casta organizzandosi in COMMUNITAS, perché solo uniti potremo esercitare la nostra sovranità, e fino a quando tale communitas è lo Stato, dobbiamo farne la nostra casa e la nostra cassa, con una compartecipazione agli utili che esso accentra da trasferire ad anonimi creditori, che creano la moneta che prestano, con un gioco di scrittura contabile.
Lo Stato in poche parole va depersonalizzato e strumentalizzato a nostro servizio e non viceversa come è successo da quando abbiamo dato la personalità giuridica a società per azioni ed enti pubblici.
Infine, quando Macron dice che patriottismo non è nazionalismo, lo fa come al solito per rovesciare le parole, lo fa per giustificare quel nazionalismo insano e neocoloniale della Francia nel mondo, che ai francesi hanno inculcato come “rayonnement” nel mondo, per far loro accettare il nazionalismo spietato del loro paese, chiamato, in modo “mignon” “chauvinisme”.
Se così non fosse, il popolo francese parlerebbe come Marine Le Pen che alla domanda di che cosa ne pensasse della parità fissa tra CFA ed euro ha dichiarato:
“E’ un dramma per le colonie africane, già è un dramma per noi (l’euro). Tiene l’economia africana in asfissia. E’ un modo per uccidere economicamente l’Africa, quindi io sono fondamentalmente contraria a questo modo di fare. Condanno questa moneta perché è impossibile farcela.
Considero che Tutte le nazioni hanno il diritto di avere la loro moneta, la moneta è uno degli elementi della sovranità. Sono coerente, non considero che alcuni paesi abbiano dei diritti e non degli altri, quello che rivendico lo chiedo per il mio paese e il mio popolo e anche per tutti i paesi e per tutti i popoli.” (tratto da https://www.youtube.com/watch?v=zw1DKcVBXUw&feature=share )
Nforcheri 25/11/2018
14 Stati africani costretti a pagare il signoraggio alla Francia
La zona Franco: appannaggio del signoraggio coloniale della Francia
https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2018/06/13/francia-africa-ipocrisia-vomitevole/