UN LUNGO SOGNO.
STORIA DI UN RISVEGLIO, viaggiando nel sud est asiatico,da cui è nato un libro.Cliccando nelle ETICHETTE,,,LIBRO FINE,,potrete leggere la parte finale del libro,il mio incontro con il GRANDE MISTERO.Cliccando LIBRO, invece si avra un lungo riassunto.Nel blog informerò su argomenti che i normali mass media non trattano.Una volta conosciuti se stessi,ci si diverte un mondo a conoscere la realtà,che chiunque proietta.
venerdì 5 aprile 2019
I RICCHI DI STATO SONO PER L’ACCOGLIENZA. Poi la scaricano a Torre Maura
Immancabile,
la Procura di Roma indaga su quelli che a Torre Maura hanno protestato
con violenza contro lo scarico, nel loro quartiere, di 70 zingari.
Ha posto l’aggravante dell’”odio razziale” come movente.
Nelle stesse ore, è apparsa la foto di un personaggio attivamente pro-immigrati.
Il
figlio di Tria. Era secondo skipper della barca a vela-civetta che
accompagnava la Mar Jonio di Casarin e soci, finanziata da Banc Etica e
vari Fratoianni. La vela, alta sul mare, serviva a rendere visibili ai
clandestini nel gommone la nave-soccorso. Rimasto solo al largo, lo
yacht è arrivato a fatica a Lampedusa, riferisce la Verità.
Quel che importa è come lo vediamo nella foto: bello, palestrato, palesemente ricco.
Le
cronache non ci restituiscono invece le foto di Niccolò Ciappini, il
figliastro del ministro Tria, figlio della seconda moglie Maristella
Vicini; ma possiamo giurare che avrà l’aspetto ricco . Questa è la
jeunesse dorée . Il ragazzo di cui le cronache ci narrano come sia
stato assunto nel gruppo Tinexta da Pier Andrea Chevallard
amministratore delegato della medesima, nonché “compagno” di Claudia
Bugno, la consulente che Tria vuole assolutamente al suo fianco perché
non sa privarsi della sua preziosa professionalità, comprovata nella
presenza della brillante professionista nel consiglio d’amministrazione
di Banca Etruria (a fianco di papà Boschi) durante il crack
(Bankitalia, non conscia delle sue alte qualità, l’aveva multata per 121
mila euro), poi alla vicepresidenza Alitalia da cui se n’è andata
perché l’ex commissario Luigi Gubitosi non la voleva più lì». Veronica PadoanSe
aggiungiamo che la figlia dell’ex ministro Padoan, Veronica, è
ricordata per aver capeggiato la rivolta degli immigrati senza documenti
sbarcati e offerti allo sfruttamento del caporalato di Rosarno,
possiamo concludere che i militanti dell’accoglienza, che schifano i
razzisti di Torre Maura, appartengono alla speciale categoria dei
Ricchi di Stato.
Una categoria tutta italiana. I ricchi
esistono ovviamente in ogni parte del mondo, anche miliardari, ma sono
dei privati a capo di imprese private.
All’estero, lavorare per
lo Stato, anche ai vertici, non rende ricchi. Qui sì, come ha
mostrato un recente servizio di Milena Gabanelli. All’estero, pagati molto meno.https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/rai-43-dirigenti-incassano-stesso-stipendio-dell-amministratore-delegato/9a79d3e8-53b4-11e9-96c3-69d40ecc7f9b-va.shtml Questa dei ricchi di Stato è una categoria speciale.
Non devono lottare per sopravvivere, non devono competere, non
conoscono la precarietà del lavoro come il resto degli italiani. Cadono
sempre in piedi, come dimostra il caso di Claudia Bugno: cacciati da
una partecipata, vengono assunti da un’altra e ai vertici.
Il
caso ancor più notevole è quello di Maria Cannata, la dirigente
altissima che per 17 anni ha gestito il debito pubblico italiano
contraendo derivati con Morgan Stanley in modo così abile, che
secondo la Corte dei Conti ha concorso a creare un danno allo Stato da 4,1 miliardi di euro , ma che secondo le stime di Luca Piana de L’Espresso, nel tempo, tra il 2016 e il 2021 le perdite saranno 24 miliardi.
Processo?
Prigione? In qualunque altro paese, non nell’Italia dei Ricchi di
Stato. La Cannata è uscita dal Tesoro solo per godersi la profumata
pensione che spetta tali pubblici dirigenti. Anche perché sarebbe
ingiusto prendersela con la dottoressa Cannata, e non “il suo
predecessore Vincenzo La Via e gli ex direttori del Tesoro Domenico
Siniscalco, poi passato alla stessa Morgan Stanley, e Vittorio Grilli,
ora a Jp Morgan”. https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2018/02/16/derivati-stato-italia/217902/
Per
livello di emolumenti senza confronto con quelli del settore privato,
per impunità e intoccabilità, per la rete di relazioni utili che hanno
intrecciato attorno a sé e nel loro ambiente per i loro rampolli, questa
corrisponde perfettamente alla definizione di una oligarchia. Mantenuta
da denaro pubblico.
Questa oligarchia è, vediamo, militante
dell’accoglienza senza limiti di tutti i clandestini che arrivano
dall’Africa; perché tanto, poi lo scarica a Torre Maura e simili
quartieri, sulle spalle di quei razzisti che, se hanno un lavoro,
prendono sul migliaio di euro. I fortunati, perché c’è anche la donna
di 88 anni che racconta: “Viviamo in questo appartamento comunale
da 41 anni . Prendo 600 euro di pensione al mese, il
soffitto del bagno mi sta per crollare in testa. Quando chiamo il
Comune, mi tengono in attesa un tempo infinito e ora mantengono questi
rom“.
Naturalmente hanno contro i giornalisti, che sono per
l’accoglienza in quanto appartenenti alla casta dei Ricchi di Satto –
almeno quelli della Rai TV.
(I neo-assunti hanno uno stipendio superiore del 30 per cento a quello che percepiva Blondet dopo 37 anni di anzianità)Essi,
molto ricchi, hanno trovato rivoltante che i nazifascisti razzisti
diTorre Maura da 600 euro almese o disoccupati, hanno calpestato il pane
destinato dal Comune agli zingari. Sono pieni di buoni sentimenti
progressisti; essere di sinistra, in Italia, esige un certo reddito,
l’appartenenza a una certa rete oligarchica privilegiata
Chi ha calpestato il pane ieri notte a #TorreMaura, per giunta gridando “#zingari dovete morire di fame”, ha compiuto un gesto sacrilego che tormenta le coscienze di tutti noi #Roma#Rom
gad
Hanno
contro anche i giudici, che prendono, fra annessi a connessi, 145 mila
euro annui, abbastanza da non sentire la durezza del vivere e poter
coltivare sentimenti umanitari riguardo ai ROM. Dunque giudici che
incrimini per odio razziale gente che spacca tutto quando gli mettono
vicino i 70 Rom che sono, sostanzialmente, mantenuti dal denaro
pubblico, favoriti e alleviati di pesi come pagare le bollette, o i
canoni d’affitto.
Questi italiani razzisti se fossero in Francia,
sarebbero noti come ”la France péripherique”, quella parte della società
descritta dal sociologo-geografo Christophe Guilly, “la gente che si
trova anche territorialmente, nei territori che contano poco”, più
abbandonata delle stesse minoranze etniche e di nuova immigrazione,
perché la ““metropoli mondializzata popolata di radical chic
progressisti, che si crogiolano nel liberalismo economico, la società
aperta, i comportamenti consumisti libertari” fa’ vivere le minoranze
etnicizzate delle banlieues nella luce dei suoi consumi di lusso, del
suo benessere, del suo superfluo, della sua “creatività senza
pregiudizi” e senza tabù. I nuovi immigrati vi si concentrano perché
godono degli affitti “sociali” delle grandi metropoli, mentre “le classi
popolari sono intrappolate lontano dalle zone che creano posti di
lavoro, e non godendo di affitti sociali, spendono per il diesel 250
euro al mese, un quarto del salario minimo”.
In
Francia, questi sono i Gilet Gialli. Ossia un popolo che si è
riconoscuuto unito nell’insurrezione e nell’opposizione, dalla Normandia
alla Provenza, che ha riscoperto la fraternità cantando l’inno
nazionale, che ha la coscienza politica unitaria, messaggi politici
generali perfettamente enunciati (Macron dégage!), la costanza
di scendere in piazza da venti settimane sfidando le percosse della
polizia del Potere. A Torre Maura, non viene a nessuno l’idea di
indossare il gilet giallo. Anche in Sardegna, i pastori che hanno
protestato per il prezzo del latte, non l’hanno fatto. Indossare un
gilet giallo è fare appello al popolo, al proprio popolo, agitare una
bandiera, chiamare gli altri a combattere insieme. I pastori sardi non
hanno chiesto al resto degli italiani – anche poveri e periferici –
di unirsi a loro: non solo perché la loro rivendicazione era
particolare e particolarista , ma anche (soprattutto) perché non si
aspettano che, avessero fatto appello al resto del popolo, questo
sarebbe sceso in piazza e li avrebbe capiti e sostenuti. Nessuna
categoria di oppressi si aspetta di essere compresa e aiutata
dall’altra?
Pongo
la domanda. Perché finisce così: che la Procura da 145 mila all’anno
incriminerà per odio razziale aggravato i quattro gatti di Casa
Pound o di Forza Nuova già noti e stranoti alla Digos, i giornalisti
Rai da 90-240 mila faranno servizi sul razzismo nero pericolossimo, il
figlio di Tria tornerà con lo yacht degli amici a “salvare” i
clandestini (che hanno pagato il biglietto per essere “salvati”) e
l’oligarchia li scaricherà da qualche parte tipo Torre Maura, certo
non ai Parioli o a Capalbio.
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