martedì 8 aprile 2014

La molecola dello Spirito: DMT di Rick Strassman


Nel suo controverso libro DMT: La Molecola dello Spirito il Dr. Rick Strassman riporta con dovizia di dettragli un’affascinante ricerca durata cinque anni, che ha coinvolto ben 60 soggetti volontari sani, avvenuta al Dipartimento di Medicina dell’Università del New Messico. Cosa avevano queste persone in comune a coloro che dichiarano di venire “addotti” dagli alieni? In apparenza, assolutamente nulla. Molti di loro vengono descritti nel libro di Strassman come persone assolutamente ignare di certi fenomeni, e chi è ignaro di qualcosa significa che non ne è a conoscenza, non ha coscienza di quella cosa, ma non significa che ad un livello più sottile e profondo non la sperimenti per davvero. Ma conosciamo meglio il background formativo del Dr. Strassman. Il Dr. Rick Strassman nasce a Los Angeles, California, nel 1952. Frequenta l’Albert Einstein College of Medicine alla Yeshiva University di New York, dove si laurea in medicina con tutti gli onori nel 1977. Nonostante questo il Dr. Strassmann non è esattamente quello che si direbbe un fedele sostenitore del pensiero classico ortodosso. In realtà coltiva in se una forte fede buddista e gran parte del suo lavoro è rivolto al sostegno della moderna psichiatria. Questa dicotomia professionale, dice Strassman, non lo disturba affatto, anzi, afferma che la colpa di questa sua scelta di vita la deve all’influenza di alcuni autori straordinari come Stanislav Grof, Peter Stafford e naturalemente Albert Hofmann (lo scienziato divenuto famoso nel mondo per la scoperta dell’LSD). Articolo tratto dawww.automiribelli.org/
Come dicevo, il punto è bollente quanto controverso, e per molti potrebbe essere difficile da digerire, come riporta lo stesso Strassman nel suo libro in questo passaggio:
il libro
http://www.dailygrail.com/images/BC_dmt_spirit_molecule_0.jpg
“Agli estimatori della cultura psichedelica la mia conclusione andrà certamente indigesta, e cioè che la DMT non possiede alcun effetto benefico intrinseco, piuttosto appare maggiormente importante il contesto nel quale le persone assumono questa sostanza; coloro che sono favorevoli al controllo o alla distruzione delle droghe in genere potrebbero considerare ciò che leggeranno come un incoraggiamento all’uso delle sostanze psichedeliche e ad una glorificazione delle relative esperienze; i portavoce e praticanti delle religioni tradizionali potrebbero non accettare l’idea che sia possibile raggiungere reami spirituali più elevati e ottenere informazioni mistiche proprio attraverso queste droghe; probabilmente chi è stato vittima di un “rapimento alieno” e coloro che li sostengono, potrebbero pensare al presente resoconto come una sfida alla “realtà” delle loro esperienze; sia i sostenitori che gli oppositori del diritto all’aborto potrebbero obiettare la mia idea secondo cui il rilascio di DMT dalla Ghiandola Pineale quarantanove giorni dopo il concepimento segni l’ingresso dello spirito nel feto; i neuro-scienziati potrebbero dissentire all’idea che la DMT influisca sulle abilità del cervello di ricevere informazioni, piuttosto che soltanto generare percezioni; potrebbero senz’altro respingere l’idea che questa molecola permetta al nostro cervello di percepire la materia oscura e gli universi paralleli: reami dell’esistenza abitati da entità senzienti.”
In un recente scambio di e-mail con l’amico Strassman abbiamo parlato proprio di questo, della “ansia da rigetto”: Io penso che gli scienziati possano essere di mentalità chiusa contro l’ignoto come chiunque altro; così gli rispondo: Dr. Strassman questi ‘esseri’, per quello che lei ha potuto sperimentare, sono FUORI o DENTRO di noi?” Io penso che questi ‘esseri’ siano fuori di noi, e allo stesso tempo potrebbero essere riflessi del nostro stato interno. E’ difficile distinguere tra queste due alternative, ma è anche imperativo riuscirci per risolvere molti enigmi che ancora ci circondano.
“Sono fermamente convinto che in qualche luogo, nel cervello, esista una molecola spirituale che origini o alimenti il misticismo e altri stati modificati di coscienza endogeni (R.J. Strassman)”
LA DMT
N,N-dimetiltriptamina
La DMT (N-N dimetiltriptamina) è una molecola illegale inserita nella tabella I del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope, pertanto la sua assunzione è vietata per legge. Ma il fatto paradossale è che questa sostanza, nonostante il severo divieto internazionale di assimilazione, è già presente nel corpo di ognuno di noi! Infatti essa viene prodotta dalla nostra Ghiandola Pineale; in particolar modo i suoi effetti si scatenano maggiormente durante la fase REM del sonno o quando sperimentiamo i cosiddetti sogni “lucidi”: a questi stadi significa che nel sangue questa molecola è presente in quantità più elevate del normale. Rimane presente nel corpo umano per un periodo non più lungo di cinque minuti, e può esserne rilevato il passaggio attraverso l’analisi del fluido cerebrospinale. Per comprendere le ragioni per le quali tutti noi, chi più e chi meno, siamo “sotto l’effetto di questa sostanza durante le nostre notti “movimentate”, mediamente tra le 3 e le 4 del mattino, occorre spiegare che la sua sintesi avviene mediante l’assunzione quotidiana di un amminoacido essenziale, il Triptofano, il quale è presente in più o meno quantità in tutti i cibi di uso comune, come ad esempio la carne, il formaggio, il vino e le uova. Il Triptofano interagisce con la Serotonina (5-idrossitriptamina, 5-HT), e dall’unione di questa interazione vi è una sintesi maggiore di Melatonina, la quale a sua volta muta in una molecola dalla forma assai più caratteristica, la Pinolina, e dalla Pinolina alla DMT.
Secondo Strassman, la DMT sarebbe la molecola che permetterebbe allo Spirito di fare il suo ingresso nel corpo umano, anche se questo ovviamente è dimostrabile solo mostrando le sue personali deduzioni. Difatti, è difficile credere che la DMT possa essere considerata una sostanza così violentemente illegale quando, i bambini durante il periodo del parto, ne hanno il sangue completamente saturo. Come dice una mia vecchia conoscenza, “…la notte, quando sogniamo, dovremmo essere tutti imprigionati e dovremmo subire la completa amputazione della ghiandola pineale perché è un laboratorio di droghe illegali”. Così mi sembra ovvio che alla luce di queste nuove ricerche, ridisegnare nel complesso quella che possa essere l’esperienza chiamata “abduction”, diviene automaticamente necessario.

lunedì 7 aprile 2014

L’ORRORE NEOFEUDALE A 18, 22, E 25 ANNI.

Mangio una piadina in un wine bar con cucina tipica romagnola, nel centro di Bologna, locale figo, pieno di gente, ma molto impostato sul tradizionale. Romagna, Romagna, Romagna, ovunque.
Coda dell’occhio e orecchio destro colgono qualcosa che stona: i due ragazzi che lavorano come muli dietro alla cucina aperta a centro sala non quadrano con la Romagna. Il cuoco è polacco, e la cameriera-cassiera è ucraina. 18 anni lui, 25 la seconda.
Paolo Barnard non ci sta. Locale figo, tradizione romagnola 100% D.O.P., e loro cosa cazzo c’entrano con la Romagna? Se vendi piadina e castrato con l’accento slavo non è proprio il massimo. Al limite un accento emiliano, ecco. Come essere a mangiare l’abbacchio alla romana e il tizio del locale è danese mentre la cameriera ha l’accento portoricano. Ma la domanda che gli faccio è molto più cruciale:
Ragazzi, ma perché non ci sono italiani qui a lavorare?” Loro: perché non li vogliono sti lavori. E mentre interagiscono con me sono sudati, tengono in mano 4 piatti alla volta, il cuoco è paonazzo, arrivano ordini come fiocchi di neve, ha 5 mani sto ragazzo, perché mentre fa le insalate, le zuppe e gira il castrato sulla piastra riesce anche a servirmi un altro calice di vino. Sono lì, loro, dalle 5 del pomeriggio e finiranno alle 2 di notte, per 1.000 euro al mese… lei, lei! Lui per un emerito cazzo, gratis. Perché? Perché frequenta una di ste scuole di formazione professionale che prestano apprendistato alle aziende gratuitamente, in cambio poi di una qualifica.
Quindi i ragazzi italiani sti lavori… manco per il piffero” incalzo io. Lui “Senti, io sono polacco, e scusa eh? Ma qui in Italia di lavoro ce n’è da vendere”. Eh? Hey ragazzo, il qui presente giornalista ti dice che la disoccupazione giovanile in Italia è al 42%, e tu mi racconti che il lavoro c’è da vendere? “C’è, ma tanto, un mio amico ha piantato la cucina e ora lavora a metter su ascensori, e poi non immagini quanti ragazzi cercano al mercato ortofrutticolo, solo che sai, alzarsi alle 4 del mattino….
Eccoci al palo. Ragazzi italiani fighetti che si lamentano che non hanno lavoro, ma la realtà è che hanno il prurito al sederino a farsi il culo e stanno a casa da mamma papà, e poi ci dicono che la disoccupazione giovanile dei soliti italiani bugiardi è alle stelle. Eccoci, cazzo, ma per chi lotto io? Eh? Eh?........... Nnnnno….
Ferma ferma ferma, no no no no, non è così. No, no. No!
Hey polacco, dimmi, dove sta la tua famiglia. Lui: “Mio padre è in Polonia, è in ospedale, in fin di vita. Ha lavorato 55 anni dalle 4 della mattina alle 11 di sera ed è crollato”. Il ragazzo che mi parla è un toro di un metro e novanta, e mi fa il gesto della mano come per dire ‘mio padre era come me e ora è come sto mignolo’. Ah!
L’ucraina lo bacia, poi mi dice che voleva finire l’università, ma no, sfiga, no soldi, e mi indica il soppalco del locale dove ora noto che una ragazzina corre avanti e indietro a servire ai tavoli. Lei studia ancora, mi dice la ragazza dell’Est. Quando la ragazzina scende la blocco. E tu? Lei: ho 22 anni, veneta, studio antropologia, no dinero, lavorare qui, sempre, scusa, ho da servire. E via.
Appoggio il vino e riassumo tutto nella mia testa. Gesù, ma hanno 18, 22, e 25 anni, perché sono qui? Perché non sono a divertirsi, a fare l’amore, a studiare magari, per carità… ma perché sono qui? Noooooo, non va bene, noooooo, la retorica che il ragazzo italiano è fighetto e non vuole lavorare è una porcata, è la rappresentazione dell’Inimmaginabile Reso Plausibile, perché il ragazzo italiano HA RAGIONE! A vent’anni tu HAI IL DIRITTO DI FORMARTI COME VORRESTI, hai diritto di farti un culo come una capanna sui libri, che E’ GIA’ UN LAVORO DURISSIMO, e non ti devono ridurre a spomparti a fare piadine o a servire birre nelle poche ore libere della tua vita. Non devono ridurti a dover scegliere se vivrai una vita piena delle tue aspirazioni, o se mangiare oggi, abbandonando gli studi e tutti i tuoi sogni. Non devono farti lavorare GRATIS per produrre reddito e PIL di altri. Non devono farti lavorare gratis quando tuo padre ha per tutta la vita prodotto abbastanza PIL da nutrire te e altri 300 e ora sta morendo di lavoro in un ospedale fatiscente. Ma stiamo S-C-H-E-R-Z-A-N-DO?
Ma chi? Chiiiiii? Chiiiiiiii ha imposto questo orrore a milioni di giovani? I ragazzi devono avere tutto, i giovani devono avere –PERCHE’ CI SONO CI SONO CI SONO CI SONO – i mezzi per sognare il futuro che vogliono, per crearselo, e mentre lo fanno devono avere il tempo per imparare a fare l’amore, a pregare, o a leggere Dostoevskij senza l’assillo dell’affitto della camera o di una famiglia che non sa come sostenerti. E poi…
… quei ragazzi i cui genitori hanno avuto la fortuna di produrre abbastanza PIL da nutrire altri 300 in un Paese ricco come l’Italia, e che sono potuti arrivare a una laurea, devono avere il diritto S-A-C-R-O-S-A-N-T-O di rifiutare il part time verticale all’Ikea per 800 euro. Senza, SENZA! sentirsi dei viziati che “rifiutano il lavoro che c’è”. Ma che cazzo c’è? Fare le insalate per 9 ore? Scaricare TIR di pomodori con una laurea in chimica? Entrare nel ginepraio da incubo dei contratti di apprendistato-formazione-flessibili di Matteo Renzi? E oltre tutto essere ridotti a sentirsi dei ‘duri’ se lo fanno? Duri e non schiavi? Ehh? Duri come le schiene degli schiavi nella piantagioni texane, certo.
Ma cosa sta SUCCEDENDO? Ecco cosa.
LA DISTRUZIONE DI FUTURE GENERAZIONI DI CLASSI MEDIO-BASSE, scientemente voluta a tavolino dal progetto Neofeudale tecnocratico che vuole riportare centinaia di milioni di esseri umani dalla promessa felice degli anni ’60, allaSingola Ideologia del Sacrificio (A. Parguez, 2000), dove questi ragazzi già si abituano a 18, 22, e 25 anni a essereservi della gleba senza diritti E SENZA SOGNI in un mondo che ha invece mezzi per nutrire loro e altri miliardi di persone, ma che non lo vuole più fare perché è arrivata l’era del ritorno DEI SIGNORI FEUDALI TECNOCRATI. Con la benedizione della Chiesa, come sempre.
'Uccidiamoli' i Signori, non ci è rimasto altro da fare.

domenica 6 aprile 2014

Un argomento leggero il tennis

Amo il tennis,e vedere questa bellezza tedesca,ma di origine serba,cosi originale per il mondo del tennis,
che ha appena vinto un torneo,non poteva non farmi fare un post


Lo strano mondo di..."Petkorazzi"

TENNIS – Alla scoperta di Andrea Petkovic, il personaggio più curioso del tennis femminile. Ama la politica, la musica e il giornalismo. Figlia di serbi scappati in Germania,sogna di fondare un partito e rimpiange la figura di Helmut Schmidt"In Germania nessuno pensa ai problemi dei giovani" . Ma è anche un’ottima giocatrice: “I quarti all’Australian Open? Sono solo l’inizio…”. Riccardo Bisti
In occasione di San Valentino, la WTA ha chiesto ad alcune giocatrici di raccontare come sarebbe stata la loro giornata perfetta. Caroline Wozniacki ed Ana Ivanovic hanno parlato di fiori, cioccolatini, cene al lume di candela e passeggiate sulla spiaggia. Tutto regolare. Poi è arrivato il turno di Andrea Petkovic. La 23enne tedesca di origini balcaniche ha gelato tutti:“Odio San Valentino: è una festa troppo sdolcinata per i miei gusti. Il mio appuntamento perfetto sarebbe andare ad un concerto, fare qualche salto in giro e poi andarsi a bere una birra”.Andrea Petkovic è imprevedibile. Non sai mai cosa può dire. Oltre ad essere un personaggio fuori dalle righe, oggi è uno dei volti nuovi del circuito dopo che all’Australian Open ha battuto Maria Sharapova e si è spinta fino ai quarti di finale. Il tennis, tuttavia, è solo uno dei suoi interessi. Studia Scienze Politiche e ti sorprende quando le chiedi chi sono le persone che più ammira. “Johann Wolfgang von Goethe, un genio nello scrivere, ed Ernesto Che Guevara, un genio nel combattere”.Andrea vuole creare un partito politico e diventare una giornalista. Già che c’è, incide qualche canzone insieme ai suoi amici (suona batteria e chiatarra) e ha attratto migliaia di appassionati con il suo video blog, in cui impersona il personaggio fittizio “Petkorazzi”. Ne ha fatte di tutti i colori: un TG in cui annuncia la sua scomparsa, una “corruzione” a Djokovic e uno in cui insegna i passi della “Petko-Dance”, il rituale balletto dopo ogni vittoria.
“Nessun partito rappresenta le idee di tante persone”Nata in Bosnia da genitori serbi, si è trasferita in Germania da bambina. Era appena iniziata la Guerra dei Balcani. I suoi genitori decisero di fuggire dopo che una bomba aveva devastato la casa dei nonni a Tuzla. Nessuno rimase ferito, ma fu l’occasione per raggiungere il papà di Andrea (ex giocatore di buon livello), che già lavorava in Germania, a Dalmstadt. “Ho sempre detto che il mio modo di pensare e agire è tedesco” racconta Andrea “Ho un buon rapporto con tutte le giocatrici serbe, che mi prendono spesso in giro. Dicono che sono più tedesca dei tedeschi…Tuttavia credo di avere un cuore serbo, perché sono molto più emotiva dei tedeschi. Ho un forte temperamento, anche se cerco di tenerlo sotto controllo. Ai tornei frequento spesso i serbi, mi riesce più più facile. Naturalmente sono buona amica anche delle giocatrici tedesche”. Sebbene abbia subito mostrato un buon talento, la Petkovic frequentava la scuola con successo. Per questo ha avuto più di un dubbio se intraprendere la carriera professionistica. Come detto, è iscritta a Scienze Politiche e la ritiene una buona opzione per il futuro. “Ho scelto questo indirizzo perché seguo l’attualità e avevo già letto diversi libri di politica”. La sua lucidità e disarmante, specie se paragonata a quella di molti colleghi. “In tanti mi chiedono quali sono le mie idee e per chi voto. Io rispondo sempre che nessun partito rappresenta per intero ciò che molte persone pensano. In Germania molti giovani ottengono contratti di lavoro a termine: due, tre, massimo sei mesi. E poi? Nessuno può pensare di mettere su famiglia perché non hanno sicurezza finanziaria”. Una situazione che ricorda vagamente quella italiana…
Politica e video-blogAndrea è incontenibile. “In Germania ci sono 20 milioni di pensionati. Ho l’impressione che i partiti facciano politica esclusivamente per chi va a votare. Ma c’è una vasta cerchia di persone che non si sente minimamente rappresentata. Mi piacerebbe aumentare l’attenzione su questa tematica. Magari fondando un partito politico, o realizzando una rivista di politica esclusivamente destinata ai giovani”. La Petkovic apprezza Barack Obama per il suo mix di idealismo e pragmatismo, ma quando le si chiede chi è il suo politico preferito non ha dubbi: Helmut Schmidt, cancelliere della Germania Ovest tra il 1974 il 1982. Colui che contribuì a fondare il sistema monetario europeo (antesignano dell’euro) nel 1979. “Fu cacciato perché rimase fedele a se stesso” dice la Petkovic “Adesso però lo adorano tutti”. “Petkorazzi” pensa di giocare a tennis fino alle Olimpiadi del 2016, poi ha altri progetti. Prima di lanciarsi in politica vorrebbe entrare nel mondo del giornalismo. Vorrebbe frequentare la Henri Nannen School di Amburgo, dove si forma buona parte dei giornalisti tedeschi, e poi avere un ruolo in TV. Un ruolo dove parlare di politica, società e lavoro. Difficilmente la vedremo come spalla tecnica nelle telecronache tennistiche, insomma. Sta prendendo confidenza con le telecamere grazie al suo video-blog, in cui ha fatto divertire con alcune gag davvero simpatiche. Durante l’Australian Open ha girato un filmato con Novak Djokovic, in cui gli ha chiesto chi gli sarebbe piaciuto essere nel mondo. E lui risponde: “Di sicuro Petkorazzi: è la più bella, la migliore e di gran lunga la più divertente sul campo”. Il filmato si conclude con lei che prende un fascio di banconote e lo consegna a Djokovic. “Quando vedo i match di tennis noto sempre volti tesi, concentrati, protesi alla conquista del punto – dice – Ma fuori dal campo i tennisti sanno essere divertenti come i ragazzi della loro età. Vorrei semplicemente far conoscere anche questo lato dei professionisti”.
La “Petko-Dance”La musica riveste un ruolo importante nella vita di Petkorazzi. Lei sostiene che suonare la batteria migliori la coordinazione sul campo da tennis. Un suo amico, tra l’altro, ha adottato il testo di una canzone per creare una colonna sonora della “Petko-Dance”, la cui prima apparizione risale allo Us Open. “Fu una scommessa con il mio coach. Avevo giocato male durante l’estate e mi capitò Nadia Petrova al primo turno. Allora lui mi disse che se avessi vinto avrei dovuto fare qualcosa di speciale”. Ok, ma cosa di speciale? “Una danza della vittoria”. Dopo la vittoria, è stata la prima cosa che miè venuta in mente. E va avanti ancora oggi”. Alcuni critici sostengono che la Petkovic sarebbe una tennista ancora migliore se si fosse concentrata soprattutto sul tennis e meno sui suoi mille interessi extra. “Ma io rispondo che se non avessi fatto tutte queste cose, beh, non sarei mai diventata una buona giocatrice. Sono il tipo di persona che ha bisogno di allenare non solo il corpo, ma anche la mente e l’anima”. Tra l’altro ritiene che i suoi interessi le permettono di non essere sterilmente focalizzata sull’analisi del suo tennis. Parlando di tennis (giusta, fa anche la tennista…), la Petkovic non si è posta particolari obiettivi di classifica. Ma crede di avere ancora importanti margini di miglioramento. “Sono stata molto felice del mio risultato a Melbourne. Però poi tutti i giornalisti tedeschi mi chiedevano se fosse il torneo della mia vita. Ho risposto di no. Io voglio ottenere molto di più di un quarto di finale. Questo è solo l’inizio”. Sempre che tra una lettura, un video e un concerto con gli amici…resti un po’ di spazio per il tennis.
 
Riccardo Bisti


Nuova medicina germanica – Le Differenze , con la medicina convezionale

La differenza tra la:Medicina ConvenzionaleNuova Medicina Germanica
Causa della malattiaSconosciutaConosciuta
Concetto di malattiaBenigna, MalignaProgramma Speciale Biologico Sensato
Verificabile?NOSI
TerapiaOrientata al sintomo, sperimentaleCercare la causa
DiagnosticaEsclusiva a livello organicoOlística
(Sincronica in psiche, cervello e organo)
PrognosiSconosciutoEsempio: Infarto cardiaco, approssimativamente +/- una settimana
La conoscenza si basa su:Esperimento con animali
Stadístiche
5 Leggi Biologiche della Natura
Crede ai miracoli?SiPuò essere spiegato
È una scienza?¡No, perchè non conosce le cause delle malattie!¡Sí, perchè conosce le cause delle malattie!
Relazione medicina – biologiaAbbastanza distanteSistema integrato
Relazione organo – psicheAbbastanza separataUnità indivisibile
PazienteDeve sopportare/soffrire con pazienza, essere sottomesso e didarsi ciecamenteCapo della sua situazione: “Nessuno ha vissuto il suo conflitto come lui,
nessuno può vivere la sua vita,
nessuno può curarlo se non egli stesso!
Intermediario distraente tra la persona e la sua saluteMedico, medicamento
Per esempio: “Ti puoi curare solo con me, la chemioterapia, l’asportazione, la radioterapia, ecc.”
Nessuno
Il medicoSpecialista, esperto rinomato, alta qualificazione…
Semidio in camice bianco
Suo aiutante, suo amico
OspedaleBasato su farmaci, su apparecchiature, ….Basato su terapeuti carismatici
CostiEstremamente elevati5% dei costi attuali
Fonte: http://blogtre.wordpress.com/
Fonte originale
http://germanische-heilkunde.at/index.php/der-unterschied-226.html

mercoledì 2 aprile 2014

Ancora il mio economista preferito..... Uscire dall’euro e dall’Europa? Il ritorno dei nazionalismi

euro4Da qualche tempo le critiche all’euro sono diventate di moda, e da più parti si levano voci che reclamano un’immediata uscita dalla camicia di forza della moneta unica, con il coro di altre voci che reclamano anche l’uscita dell’Italia dalla UE. La cosa preoccupante è che si tratta per lo più di voci che provengono da ambienti che fino a qualche giorno fa difendevano a spada tratta non solo l’Unione Europea ma anche l’Euro, e che cercavano di ridicolizzare ogni tentativo di avanzare critiche serie al trattato di Maastricht ed agli accordi che l’hanno seguito. Gli stessi parlamentari che hanno votato all’umanità l’adesione al trattato di Lisbona, la costituzione dell’Eurogendfor,  e tutte le altre leggi che, come sottolinea giustamente Barnard nel suo articolo, nessuno ci ha mai chiesto di votare. D’altra parte, non sarebbe stato necessario, visto il coro unanime della politica, dei giornali, delle televisioni e persino dei sondaggi. Per la verità, il trattato di Lisbona è stato pensato e scritto in modo deliberatamente oscuro e incomprensibile, proprio per evitare che a qualcuno venisse in mente di chiedere una consultazione popolare su di esso, ma dubito francamente che se pure fosse stata organizzata, in Italia un qualsiasi referendum sull’Europa avrebbe avuto un esito diverso dal consenso pressoché cieco e unanime che è stato espresso dal Parlamento in entrambi i suoi rami. Il grafico qui a fianco esprime chiaramente questa situazione. Nel 2002 la fiducia nell’Unione Europea era ai massimi livelli. Ora la situazione è praticamente invertita, la fiducia nell’Unione ha raggiunto il livello che aveva la sfiducia dodici anni fa. In Italia c’è un problema culturale enorme, la gente non sa, non capisce, non si informa, non legge, non discute se non quando è proprio costretta a farlo. E anche allora, preferisce gli slogan, le parole d’ordine semplici, le soluzioni apparenti, le prese di posizione preconcette e che fanno leva sugli impulsi deteriori e banali. La riflessione, il ragionamento, la discussione anche accesa, ma leale e franca tra posizioni contrapposte non fa parte del nostro DNA. Come ha efficacemente detto Gino Strada l’altra sera a Servizio Pubblico, discutere con certa gente è come discutere con l’aspirapolvere.
Trent’anni di bombardamento televisivo hanno creato un paio di generazioni di idioti, nel senso letterale del termine. Ciascuno pensa a sé stesso e non si cura minimamente degli interessi comuni (è questo il significato originario di idiota). Con internet e soprattutto, con la crisi finanziaria, la situazione sta migliorando un poco, ma si sa che la gente ha la memoria corta per quanto concerne la politica, e anche i politici lo sanno. Quindi cambiano posizione e bandiera ben sapendo che se strillano forte solo pochi ricorderanno che qualche mese prima dicevano esattamente il contrario. Strillare più forte, comporta sempre assumere la posizione più radicale e più semplice da capire. Le sfumature e i ragionamenti non bucano lo schermo. Quindi, dagli addosso all’Euro e anche all’Europa. D’altra parte i sondaggi sono quelli che ho riportato sopra e come dargli torto? Solo che la funzione della politica non dovrebbe essere quella di inseguire i sondaggi, ma di determinarli. Ma come ho spiegato più volte, in questo sistema la politica è morta e politici veri non se ne incontrano più. Come potrebbe essere diversamente se le scelte politiche vengono in realtà decise in stanze ignote ai più e manovrate con strumenti che non sono formalmente politici, come quelli finanziari?
IL TEMPO_INFOGRAFICA_25_03_2014Questa situazione è molto preoccupante, poiché passano concetti del tutto anacronistici e fuori luogo come il ritorno alla lira e alla “sovranità monetaria”. La nostalgia del passato è molto più semplice che gettare lo sguardo verso un incerto e nebbioso futuro, cercando di ideare qualcos’altro. Il sondaggio qui a fianco sta ad indicare che queste parole d’ordine hanno ormai sfondato nell’opinione pubblica. Secondo Datamedia, infatti, ben il 58,1% degli italiani pensa che sarebbe un fatto positivo uscire dall’Euro, mentre solo fino a poche settimane fa questa idea era ancora di una minoranza. Si sta verificando, quindi, un effetto valanga, la crisi e gli strilli dei nuovi anti-Euro convincono anche i più recalcitranti.
Dicevo che è una situazione preoccupante. Vado a spiegare le ragioni.
1) Nel 1999, quando se ne parlava e tre anni prima che entrasse in vigore, espressi i miei dubbi sull’adozione dell’Euro senza una preventiva unità politica o quanto meno fiscale, dei paesi Europei. Allora l’Euro venturo andava di gran moda e la grande maggioranza era ben felice del suo arrivo. Quelli che erano contrari, come spesso accade, venivano tacciati di incompetenza, immobilismo, arretratezza culturale ed altre simili amenità. La grancassa mediatica fece bene il suo lavoro e ben il 70% degli italiani era felicemente europeista e convinta che l’Euro ci avrebbe tolto dai guai. Già perché anche allora eravamo nei guai, anche se sono in pochi a ricordarlo. I guai erano esplosi, dopo aver strisciato per anni nei gangli vitali della società italiana, alla fine degli anni ’80, ed hanno portato alla nota svalutazione della lira del settembre 1992 a seguito dell’attacco speculativo di Soros e compagnia. Comunque, una volta entrati nell’Euro il declino dell’economia ha cominciato ad accelerare. Le ragioni sono note e non sto a ripeterle qui. La la soluzione non sta né nel ritorno alla lira né nel ripristino della “sovranità monetaria”. Questa espressione è curiosa, perché in realtà in sé non significa nulla. O meglio avrebbe un senso se la gente fosse talmente consapevole dei meccanismi monetari e finanziari da poter avere libertà effettiva di scelta delle persone o delle istituzioni che governano la moneta. Ma stiamo parlando di utopie. La verità è un’altra, ovvero che dietro l’accattivante espressione “sovranità monetaria” si nasconde l’idea di riportare l’emissione monetaria sotto il controllo dello Stato, il che sarebbe una iattura ancora maggiore di quella attuale. Infatti, non si può emettere moneta in funzione di scelte politiche, assisteremmo a un’esplosione di demagogia, di clientelismo, di corruzione. La “sovranità monetaria” è un’espressione vuota di contenuti reali. Se poi si vuole indicare che non possiamo dipendere dalle banche straniere, allora è il caso di dirlo apertamente indicando anche le strade per farlo. Infatti si rischia che, riconquistata la “sovranità monetaria”, le banche straniere continuino a fare i loro interessi per altre vie, ad esempio le manovre sui titoli del debito pubblico, o i finanziamenti alle imprese, o gli investimenti nelle infrastrutture che portano profitto. Di esempi di paesi che pur avendo la “sovranità monetaria” sono stati devastati dal capitale speculativo della finanza, ce ne sono a bizzeffe. L’Argentina, il Brasile, la Corea, la Russia tra la metà degli anni novanta e  la metà del decennio successivo ricordano qualcosa? Hanno insegnato qualcosa? Ergo, la “sovranità monetaria” è la panacea dei gonzi desiderosi di buttarsi dalla padella direttamente nella brace, così fanno prima a levarsi di torno. Quanto all’Euro, è possibile, anzi probabile, che in tempi relativamente brevi si suicidi da solo. Quindi non ci conviene uscirne ricominciando a stampare lire che, in questa situazione, ci farebbero precipitare ancora prima dell’Euro. D’altra parte la lira non sarebbe altro che una moneta locale in un mondo globalizzato. A chi pensate che possa interessare in un mondo in cui gli scambi sono globalizzati, se non per farne oggetto di mera speculazione selvaggia? Semmai dobbiamo prepararci alla possibile/probabile  rottura dell’Euro prevedendo quali strumenti usare in tale eventualità. Bankitalia si dirà. E infatti, comincio a pensare che la recente ricapitalizzazione di Bankitalia, giustamente osteggiata e denunciata dal M5S, abbia avuto proprio questo significato di fondo. Scongiurare il rischio di “anarchia monetaria” e rinsaldare il controllo della moneta nelle mani della grande finanza internazionale. Me ne occuperò spero presto.
Quello che si deve dire alla gente che il problema di chi controlla la moneta è insolubile. Che lo faccia il potere finanziario o il potere politico, la gente che lavora è sempre fottuta. E quindi il problema sta nella natura della moneta, non in chi la governa. Se si pensa ad una moneta “anarchica” ovvero ad una moneta senza governo, allora si trova la strada per uscire da questa follia. Altrimenti parliamo di aria fritta, o meglio di padelle e di braci, entrambe ormai così roventi che dovunque si cada si cade male. E allora che si fa? Lo scrivo da anni e lo continuerò a ripetere finché non riusciremo in qualche modo a realizzare l’alternativa. Si fa una Faz, in cui la moneta è a a tasso negativo e l’emissione è priva di poteri. E così si esce dalle trappole dell’Euro senza uscirne. Qualcuno ha un’idea migliore?
2) Ancora peggiore è la prospettiva di rottura dell’Unione Europea. Certo, non di questa UE, dominata da una banda di burocrati servi del potere finanziario, sadici o impazziti, guidata da un gollum senza anima, e supinamente sottomessa a mo’ di tappetino, ai voleri del padrone d’Oltreoceano. Un’Europa forte fino alla perversione con i deboli e debole, fino all’inesistenza con i forti. Un’Europa votata solo a succhiare al sangue dei popoli che la compongono.  Questa Europa fa schifo a tutti. Ma il ritorno agli stati nazionali sarebbe persino peggio. Le politiche di dumping degli stati nazionali europei hanno già scatenato due guerre mondiali e molte delle guerre che hanno caratterizzato l’ottocento. Abbiamo già dato, grazie, non ci servono altre esperienze del genere. Piuttosto si tratta di costruire un’Europa del popoli, democratica, libertaria, pacifica e senza alcuna barriera né all’esterno né, tanto meno, all’interno. Se la spending review, comporta l’alleggerimento degli Stati nazionali, ben venga, è proprio quello che serve. E che si continui fino alla loro scomparsa definitiva. Sarà un processo lungo e forse anche difficile, ma sono convinto che la maggior parte della gente lo capisce perfettamente e lo condivide. E d’altra parte è inevitabile, se vogliamo uscire dalle logiche della guerra dobbiamo generare il maggior numero di interconnessioni possibili tra le persone. Immagino tante comunità locali, ciascuna dotata di ampia autonomia, compresa l’economia, tranne che in alcune materie tra cui la difesa, che però vanno a scomparire in un mondo sempre più interconnesso. Un’Europa di tante comunità autogestite, strettamente interconnesse tra loro e con il resto del mondo, fino a formare una rete inestricabile di relazioni che facciano scomparire il concetto di potere. Un’Europa fatta da tanti popoli, diversi tra loro ed amanti delle loro tradizioni così come dell’innovazione tecnica e culturale. Poiché è quella la vera ricchezza dell’umanità. Nessun ritorno alle nazioni, chiuse nel proprio guscio e pronte ad aggredire, ma tanta gente aperta e pronta a scambiare e conoscere, ciascuno sviluppando la propria personalità nel rispetto degli altri, di tutti gli altri. Un’utopia? Forse, ma se non ci poniamo l’obiettivo non lo raggiungeremo mai. Dovrebbe farlo la “sinistra” che si è invece asservita al potere finanziario. Non può farlo la destra, che è legata all’idea di nazione ed al mito del potere, tranne poi ad asservirsi anch’essa al dominio della finanza quando lo raggiunge. È un salto di paradigma quello che dobbiamo compiere, tra un passato che ha ben poco di glorioso poiché ci ha portato guerre e distruzioni in nome di un potere sempre più nudo, ed un futuro di relazioni e di collaborazione. Un salto di paradigma che presuppone la costruzione di un ambiente economico che generi strutture sociali ben diverse dalle attuali. Appunto, la Faz.

martedì 1 aprile 2014

Aforisma 184 come una palletta matta


Il mio aforisma preferito, scritto nella mia citta preferita

Mi ricordo tempo fa una compagna                     di belle avventure
era tutta colorata                                                   i più svariati colori
rimbalzava in modo molto strano                         io mi divertivo un mondo
a seguire le sue pazze traiettorie.      
Oggi mi sento uguale a lei                                    anche se non riesco a capire
chi è colui che mi lancia.
Un rimbalzo forte                                                passo dall’autunno alla primavera
annullo le stagioni                                               domani forse torno in inverno
ma fra tre giorni sarò a Ko samet                        tutto nudo sulla spiaggia
Oggi sono eremita e solitario                              ma quando capiterà
sarò in mezzo alla falla                                        come punto cruciale d’attrazione
bè per adesso sto bene solo.
Bevo solo pura acqua                                           ma non disdegno ogni tipo di droga
tranne l’endovenose                                             se domani ne ho voglia
 mi prenderò una bella sbornia.
Questa sera penso un pò alla fica                         ma un po’ di repressione mi può far bene
qui in Thailandia scopare è                                  come mangiare spaghetti in Italia
ma non scopare è una vera impresa                      quando le avrò proprio piene
ma ogni tanto scarico da solo                               mi tromberò un asiatica
o andrò in furibonda caccia ai vichinghe.
Vedo le stelle sopra i grattacieli                           folla, rumori, puzze, auto
non posso attraversare la strada                           mi stancherò
andrò sulle rive del Mekong                                a mangiare solo banane e marijuana
Che palle questo parlare inglese                           meglio star zitti
che incontrare italiani veri.
Al ristorante di lusso voglio andare                       ma costa troppo
posso andare ,vado                                                ma domani mangio lungo la strada
in mezzo alle belle puttane                                    con i cani che mi pisciano sui piedi
La filosofia mi piace proprio                                 ma il non pensare a volte è meglio
così per non pensare                                              vado a fare footing
o mi faccio un solitario                                          no la televisione non la guardo
non capisco quello che dice.              
Ammirare qualche paesaggio                                 chissà dove
anche Chinatown a Bangkok                                  può essere interessante
anche se puzza troppo                                            ma penso sia meglio Krabi
Ma domani con un bel sogno                                 sono a casa mia
mi piace propria essere a casa mia                         ma solo mentre dormo
mi capitano sempre belle cose.                          
Che palle leggere scrivere                                      sono come un lavoratore
Basta                                                                       la palla si ferma
non ha più energia                                                  ma chissà come
molto spesso si ricarica.
       
                                                                                  Chang Mai  12  11  93

Questo mondo esiste solo grazie al respiro, ossia del…vento! Siete potente, dormendo un pensiero sorge e voi create un altro mondo, un sogno...