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sabato 13 febbraio 2016

Cazzate della cosiddetta scienza.Oggi sono tutti Piero Angela

Dall'ANSA alla BBC, da Le Monde al New York Times, la notizia è su tutte le più importanti testate del mondo: "Scoperte le onde gravitazionali."
Ma c'è qualcosa che infastidisce nel leggere tutti questi articoli, tutti scritti in lingue diverse ma tutti sostanzialmente uguali fra loro: ed è quel sottinteso senso di "familiarità" che i giornalisti fingono di avere con la materia in questione, e che irrita profondamente il lettore.
Sembra quasi di sentire le "lezioncine" di Piero Angela, quando ti spiegano con tono paternalistico che "le onde gravitazionali sono le increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici violenti, proprio come le onde prodotte quando si lancia un sasso in uno stagno."

Ma cosa vuol dire "increspature dello spazio-tempo"? Già io fatico ad immaginare uno spazio tridimensionale ma infinito, e fatico ancor di più ad immaginare un tempo del quale non mi è dato conoscere l'inizio, ma lo "spazio-tempo" esattamente che cos'è? E una increspatura nello spazio tempo, a sua volta, cosa dovrebbe essere?
Perchè finchè mi fanno vedere il disegnino con il reticolato che si deforma sotto il peso della sfera va anche bene, ma immaginarsi la stessa cosa nel mondo reale è tutt'altra faccenda.
Eppure loro ti parlano di "increspature" nello spazio-tempo come se stessero dicendo che il tuo tovagliolo è un po' stropicciato.
"Lo spazio è curvo" ti dice lo scienziato. "Certo, come no - gli rispondi tu - E mia sorella è un transatlantico".
E poi ci sono i buchi neri, altro noumeno con il quale i giornalisti di mezzo mondo sembrano avere una grande familiarità: "E' stata la collisione tra due buchi neri avvenuta un miliardo di anni fa a provocare il primo segnale delle onde gravitazionali mai scoperto" ti raccontano i giornalisti, come se si trattasse di un frontale fra due TIR in tangenziale. Ma che cos'è, esattamente, un buco nero? Certo, se dovessi chiederlo a Piero Angela, lui mi spiegherebbe che un buco nero è un punto dell'universo dove la gravità è talmente forte che nemmeno la luce riesce ad uscirne. Ma queste sono soltanto belle parole: chi riesce ad immaginarselo davvero, un luogo dal quale la luce non riesce ad uscire, non perchè ci siano delle pareti intorno, ma perchè la gravità la trattiene? E da dove viene questa gravità? E dove va a finire tutta la materia che cade nel buco nero? Che cosa succede a tutto quello che resta imprigionato lì dentro?
Perchè nessuno si preoccupa dell'aspetto misterioso e inafferrabile (e per questo meraviglioso) dell'universo, e fanno tutti finta di aver a che fare con un problema semplicissmo, come quello del rubinetto che versa un tot di litri d'acqua al minuto nella vasca da bagno?
In tutti questi articoli - di sapore molto più scientistico che non scientifico - manca lo stupore per la meraviglia inafferrabile del cosmo, e manca l'umiltà dell'essere umano, infinitamente piccolo di fronte a questa meraviglia.
Manca lo stupore e manca l'umiltà, mentre abbonda decisamente la saccenza. Esattamente come nelle trasmissioni di Piero Angela.
Massimo Mazzucco

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