.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


sabato 27 settembre 2014

BRINDIAMO A 100 ANNI DI STAMPA OCCIDENTALE

Anno 1914, l’allora redattore-capo del ben noto giornale americano New-York Times, John Swinton, si pronunciò a riguardo della manipolazione dell’informazione, nel discorso molto incisivo di congedo presso l’American Press Association, con tali parole:
“Che follia fare un brindisi alla stampa indipendente! Ciascuno, qui presente questa sera, sa che la stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so io: non c’è nessuno fra voi che oserebbe pubblicare le sue vere opinioni, e, se lo facesse, lo sapete in anticipo che non verrebbero mai stampate. Sono pagato 250 mila dollari alla settimana per tenere le mie vere opinioni al di fuori del giornale per il quale lavoro. Altri fra di noi ricevono la stessa somma per un lavoro simile. Se io autorizzassi la pubblicazione di un’opinione sincera in un numero qualunque del mio giornale, perderei il mio impiego in meno di 24 ore, come Otello.
Quest’uomo sufficientemente pazzo per pubblicare un’opinione sincera si ritroverebbe tosto su una strada alla ricerca di un nuovo impiego. La funzione di un giornalista (di New York) è di distruggere la Verità, di mentire radicalmente, di pervertire, di avvilire, di strisciare ai piedi di Mammona e di vendersi egli stesso, di vendere il suo paese e la sua gente per il proprio pane quotidiano o, ma la cosa non cambia: per il suo stipendio. Voi questo lo sapete e io pure: che follia allora fare un brindisi alla stampa indipendente! Noi siamo gli utensili e i vassalli di uomini ricchi che comandano dietro le quinte. Noi siamo i loro burattini; essi tirano i fili e noi balliamo. Il nostro tempo, i nostri talenti, le nostre possibilità e le nostre vite sono di proprietà di questi uomini. Noi siamo delle prostitute intellettuali”.
Anno 2014.
“GIORNALISTI COMPRATI”E’ il titolo del libro di un famoso giornalista tedesco che ammette di essere sempre stato pagato dalla CIA per fare propaganda e disinformazione…
di Gianni Candotto – lo leggo su informareoverblog
In Germania il libro di Udo Ulfkotte, “Gekaufte Journalisten” (traduzione letterale “Giornalisti comprati”), uscito pochi giorni fa, ha raggiunto immediatamente il primo posto in classifica delle vendite.
Ulfkotte,  per 17 anni è stato un importante corrispondente esteri della Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei principali quotidiani tedeschi, un giornalista vincitore di premi importanti, ha insegnato all’università, è stato membro del centro studi Konrad Adenauer Foundation, ora il più noto gruppo intellettuale a sostegno della Merkel e per tutti quegli anni è stato a libro paga della CIA.
“Sono stato giornalista per circa 25 anni e sono stato istruito a mentire, tradire e non dire la verità al pubblico” così ha affermato Ulfkotte intervistato da Russia Today.
Il libro inizia con una dura autocritica e il pentimento per essere stato per anni un manipolatore delle notizie e poi continua spiegando il sistema di corruzione dell’opinione pubblica.
Prima di tutto, scrive, è necessario rendere “autorevole” il giornalista a libro paga, facendo riportare i suoi articoli, dandogli copertura internazionale e premiando i suoi libri, l’autore si dilunga, infatti, su come molti premi letterari non siano altro che premi alla fedeltà propagandistica dell’autore che li pubblica “non molto differentemente dal premio “eroe del lavoro” nella ex Germania dell’est comunista”.
Successivamente rivela centinaia di nomi e di volti dietro le quinte, che tramite le loro organizzazioni, dall’Aspen Institute, alla Commissione Trilaterale, all’Istituto per le politiche Europee, alla German Marshall Found,  all’American Council in Germania, all’American Academy, all’Atlantic Bridge, servono a influenzare mediante una propaganda mirata l’opinione pubblica.
L’ultimo capitolo del libro è una serie di esempi di pura propaganda nella stampa tedesca, di come certe notizie vengano date con il solo scopo di influenzare il pensiero dei tedeschi a favore degli interessi di Washington.
Ulfkotte chiude il libro con questa frase: “la diversità di opinioni [nei giornali] è una pura finzione, i nostri messaggi sono spesso puro lavaggio del cervello” (Meinungsvielfalt wird jetzt nur noch simuliert, denn unsere Nachrichten sind häufig reine Gehirnwäsche)

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