.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


martedì 24 febbraio 2015

Antoine de Maximy, professione viaggiatore a impatto (e costo) zero

Fonte http://www.greenews.info/
Una delle persone più interessanti scovate in rete,ne sono veramente innamorato,ecco alcuni dei video che mi sono piaciuti di più.
A dire il vero sono tutti bellissimi 


Antoine De Maximy è riuscito a mettere insieme due grandi passioni e ne ha fatto un lavoro di successo: è l’ideatore del formatfrancese trasmesso in Italia da Rai 5, dal titolo “Posso venire a dormire da voi?”
Ha presentato il suo approccio al viaggio, al lavoro e alla vita giovedì 31 maggio, in un incontro con il pubblico organizzato all’interno del festival torinese “Per sentieri e Remiganti“, quest’anno dedicato alla “gentilezza”.
Camicia rossa, instancabile intrattenitore, Antoine gira il mondo da solo con una telecamera alla spalla che riprende i suoi interlocutori e una attaccata al suo braccio che lo riprende grazie ad un distanziatore fisso. Una telecamera normale e il registratore nello zaino per qualche ripresa speciale, ma le mani sempre completamente libere per muoversi e relazionarsi.
Si, perché in tempi di viaggi solidali, responsabili e green, Antoine nel suo format vuole fornire delle idee e un esempio concreto per viaggiare a costo e impatto zero, ma soprattutto per prendere contatto, da vicino, molto vicino, con i paesi e le culture che si visitano.
D) Antoine, com’è nata l’idea di questo programma?
R) Dopo aver lavorato su diversi reportage di guerra, documentari su natura e animali, ho deciso di provare un nuovo lavoro, con budget decisamente più ridotto ma con molta più libertà. Così è nato il programma, dalla volontà di creare un ponte tra due culture, di creare amicizie brevi ma vere attraverso la complicità dei piccoli gesti. Ho iniziato a viaggiare e riprendere ormai otto anni fa. Ho visitato 90 paesi, circa la metà di quelli esistenti e i due terzi dei più grandi. All’inizio è stato tutt’altro che facile, ho girato 19 paesi nei primi due anni perché il format aveva bisogno di un buon materiale di base per la partenza e il lancio ufficiale. Se si considera che viaggio sempre da solo, che in ogni posto mi fermo due settimane e che solitamente curo anche il montaggio, sarà facile capire perché una parte di me è incredibilmente schizofrenica.
D) Che cosa distingue il tuo programma dagli altri documentari di geografia e cultura?
R) I documentari, per come nascono, raccontano il mondo, ma soprattutto le persone, le culture e le psicologie, per questo ho deciso di dare un taglio diverso alle puntate e di togliere quasi completamente le informazioni più ufficiali e di contestualizzazione sui paesi visitati, di cui spesso citiamo solo il nome. Più che presentare un paese, io voglio trasmettere delle atmosfereI documentari che ne escono rappresentano perfettamente la varietà della natura umana e nonostante le grandi diversità, in tutti i paesi esistono grandi punti comuni, le priorità dalla gente sono simili ovunque: mi è capitato di visitare paesi più disponibili e altri più difficili, come gli Emirati, o più timidi come il Giappone, ma quando l’approccio del viaggiatore è verso la ricerca del divertimento, ovunque ti vengono aperte le porte di casa!
D) Dopo poche battute riesci a farti ospitare per la notte o invitare per un pasto in casa. Grande gentilezza, dunque, di chi arriva e di chi accoglie…
R) Il rispetto è alla base del viaggio. Una buona regola per esempio è quella di non essere invadente, negli spazi e nei tempi, cercando di ridurre l’impatto e la presenza al minimo possibile. Non bisogna fare domande, questo permette agli interlocutori di sentirsi liberi di esprimersi e di parlare di quello che vogliono, senza influenzare i pensieri e per conoscere le reali passioni, preoccupazioni e idee di chi si incontra.
D) Sfatiamo qualche luogo comune…
R) Non è vero che è maleducazione rifiutare il cibo offerto. Ci sono occasioni, davanti a piatti dal nome irripetibile e aspetti incommentabili, in cui è molto meglio dire un “no, grazie” che contorcersi in smorfie indelicate per tutta la durata del pasto!
Alfonsa Sabatino

Nessun commento:

Posta un commento