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sabato 7 febbraio 2015

L'arte del boicottaggio e la sovranità popolare



Le forme di non collaborazione col potere, economico, commerciale o
politico che sia (diverse facce della stessa medaglia), esistono da
tempo immemorabile, e le cronache ne riportano vari casi.
A Canterbury nel 1327 i cittadini decisero di rifiutare ogni forma di
acquisto, vendita e scambio con il locale convento di monaci, che
risultò isolato e automaticamente privato di tutto il suo tradizionale
potere.

Nel 1792, in Inghilterra, ben trecentomila persone aderirono ad un
grande boicottaggio dello zucchero prodotto col lavoro degli schiavi,
tant'è vero che numerose petizioni di protesta presentate alla Camera
dei Comuni provocarono come esito la abolizione della schiavitù.
All'inizio del XX secolo i sindacati statunitensi organizzarono molti
boicottaggi per combattere il carovita. Nel 1909 venne proclamato un
boicottaggio dell'acquisto di carni che ne provocò rapidamente
l'abbassamento del prezzo al dettaglio.

Nel 1989 Ralph Nader, uno dei fondatori del movimento consumatori Usa,
sottolineò che "Molta gente crede erroneamente che per vincere una
campagna di boicottaggio sia necessario provocare una grande riduzione
degli acquisti, ma le cose non stanno così. La sensibilità delle
aziende al proprio fatturato è molto elevata, ed anche un calo delle
vendite dell'ordine del 2-5% è sufficiente a costringerle a rivedere
le proprie posizioni".

Ma è interessante ricordare che la non collaborazione è stata
impiegata anche come arma di lotta politica contro gli stati, i regimi
e i tiranni.

Gli stessi Stati Uniti sorsero da un grande boicottaggio fiscale e
monetario delle colonie nordamericane nei confronti della madrepatria
Inghilterra, una rivolta che sfociò in una guerra di indipendenza.
Nel 1920 in Bulgaria la maggioranza della popolazione decise di non
pagare più le tasse al governo e le decime alla chiesa, provocando in
tal modo la caduta del regime vigente.

Particolarmente famoso è il boicottaggio fiscale e commerciale che gli
indiani esercitarono contro l'impero inglese al seguito di Gandhi,
iniziativa di non collaborazione che condusse, nel 1947, al ritiro
deli inglesi , con restituzione all'India della sua indipendenza
nazionale.

Un boicottaggio politico famoso fu quello iniziato nel dicembre 1955
in Alabama, quando la signora afroamericana Rosa Parks rifiutò di
cedere il proprio posto a sedere su un autobus ai bianchi. Arrestata
per violazione delle leggi razziali vigenti, fece avvisare
l'Associazione per la emancipazione della gente di colore, che diede
il via ad un grande boicottaggio di protesta contro i trasporti
pubblici, al quale la popolazione nera aderì massicciamente. Tant'è
vero che nonostante la iniziale condanna per direttissima della
signora Parks, il suo avvocato ricorse in appello citando per
incostituzionalità le leggi razziali di Mongomery, appoggiato dal
sostegno sociale dell'intera comunità nera che proseguì ad oltranza il
boicottaggio dei trasporti pubblici. Sei mesi dopo, il 4 giugno 1956,
la Corte federale distrettuale dichiarò incostituzionali le leggi di
segregazione razziale degli autobus di Montgomery, ma il comune
ricorse in appello, ottenendo solo di prolungare il boicottaggio, che
continuò fino al 13 novembre, quando la Corte suprema degli Stati
Uniti dichiarò incostituzionale la segregazione sugli autobus in tutto
il territorio della nazione, e solo allora, a vittoria definitiva
ottenuta, il boicottaggio cessò.

Bisogna dedurne, dunque, che di fronte ai soprusi del potere, di
qualunque genere, la popolazione non è disarmata a priori, e che
dispone di tecniche di pressione concrete ed efficaci, che richiedono
solo una adesione fondata sulla coscienza del proprio potere.
Le leggi, come si constata facilmente, altro non sono che progetti
convenzionali perennemente soggette ad essere fatte disfatte e rifatte
secondo la spinta sociale prevalente.

Il popolo, in realtà, è sovrano, ma è generalmente un sovrano
distratto, che si dimentica delle proprie capacità di azione.
"Non esistono i servi perchè esiste il re, bensì esiste il re perchè i
servi si credono tali", scrisse giustamente Karl Marx.

Quando i servi si ricordano della propria vera natura di uomini liberi
di scegliere , e quindi liberi di rifiutare ciò che non vogliono,
allora la sovranità popolare emerge naturalmente dall'oblio in cui era
ingiustamente relegata.

Il boicottaggio mirato, in tutte le sue forme, è dunque una delle
forme più efficaci di esercizio reale della sovranità del popolo sulle
proprie condizioni e sul proprio destino.

Non bisogna viversi come servi che chiedono concessioni all'autorità
implorando ciò di cui abbisognano, bensì come soggetti indipendenti e
attivi, che dispongono degli strumenti reali per esercitare la propria
volontà e autonoma sovranità.

Non esiste potere sociale che non si fondi sulla obbedienza: eliminata
la quale gli esseri umani riscoprono ed esercitano la propria naturale
indipendenza.

L'autoorganizzazione e l'autogoverno sono a disposizione di ogni
popolo cosciente che sia determinato ad esercitarle.


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