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mercoledì 7 ottobre 2015

Tragedia: calano le vaccinazioni

Non la penso proprio cosi sui vaccini,bensi sono assolutamente contro,ma questo articolo ,può far riflettere
È il panico: le persone disposte a vaccinarsi e a vaccinare i propri figli sono in calo.
Ecco, allora, che la TV di regime si scatena, e così i blog sovvenzionati dallo stato, i pediatri, le ASL… Le notizie sono terrificanti: bambini che schiattano di pertosse o di morbillo, epidemie di meningite che fanno vere e proprie stragi, manca solo una recrudescenza dell’alopecia e siamo davvero alle trombe del Giudizio.
Io non dispongo dei numeri, ma temo che, come me, nessun altro li abbia sul serio sotto mano e temo che, nei proclami che stanno affollando TV, radio, siti Internet e giornali di verità ce ne sia davvero pochina. Morire DI pertosse è qualcosa su cui mi permetto di esprimere i miei dubbi. CON la pertosse è tutt’altra cosa. DI morbillo e CON il morbillo pure. Negli Anni Cinquanta, quando ero bambino, ci ammalavamo tutti di morbillo, di pertosse, di varicella, eppure mai fu denunciato un solo caso di morte. Perché?
A me non passa nemmeno per la mente di disconoscere i meriti dei vaccini e la genialità dell’invenzione, ma le cose vanno raccontate giuste, perché, se si continua a prendere per i fondelli la popolazione raccontando le bufale più grottesche e si continua a tacere su argomenti cruciali, è inevitabile che ci sia chi alle vaccinazioni rinuncia.
Per prima cosa va detto che, come accade per qualunque farmaco, i vaccini non hanno un’efficacia sicura. Il che significa che solo una percentuale di vaccinati sarà realmente immune dalla malattia. Questo concetto, assolutamente impossibile da controbattere se non si vuole fare una figuraccia, è non solo fondamentale, ma onesto. Onesto perché, se s’illude il soggetto vaccinato di essere invulnerabile, gli si fanno correre rischi peggiori di quelli che correrebbe se, non vaccinato, prendesse effettivamente le precauzioni del caso. Chi ha dato un’occhiata alla storia di malattie infettive come, ad esempio, il tetano, sa che, con l’avvento del vaccino specifico, l’incidenza della malattia ha ripreso a salire dopo decenni di discesa vertiginosa proprio perché il vaccinato non si cautelava più con le misure igieniche necessarie.
Onesto è pure dire che, anche se l’immunità viene acquisita, questa, a differenza di quella naturale, dura un tempo limitato e, come è evidente, è circoscritta esclusivamente al ceppo del patogeno specifico. Nel caso della meningite, per esempio, i ceppi responsabili della malattia sono parecchi e, se ci si vaccina, quel farmaco ha una specificità solo nei confronti di un unico ceppo. Cosicché il soggetto è esposto alla malattia esattamente come se non fosse stato vaccinato, tranne che per quella varietà particolare. La stessa cosa avviene per tante altre patologie infettive, una delle quali è il tumore del collo dell’utero da Papillloma virus, una malattia con incidenza decisamente bassa, per di più in calo in Europa, con cui l’industria farmaceutica sta facendo palate di quattrini con la connivenza della classe politica.
Un altro problema è quello dell’immunità che, se acquisita, non passa alla prole. Classico è il caso del morbillo. La donna che si è ammalata in modo naturale trasmette ai figli un’immunità che dura alcuni anni. Non così per chi contro il morbillo è stata vaccinata.
Né mai si dice che un neonato non ha un sistema immunitario sufficientemente maturo per acquisire immunità da vaccino e, di converso, un settantenne ne ha uno diventato insufficiente, ragion per cui il vaccino è per lui acqua fresca.
Impossibile, poi, tacere la follia di praticare raffiche di vaccinazioni somministrate contemporaneamente soprattutto a neonati e a militari. Qui siamo alla follia pura giustificata solo dal business colossale che gira intorno a quei farmaci, un business che si estende ben oltre l’industria farmaceutica.
Ma uno dei punti più dolenti è costituito dalla composizione dei vaccini in commercio da un po’ di anni. Questi contengono un cocktail, più o meno dichiarato, che comprende stabilizzanti come il glutammato di sodio, conservanti come sali di mercurio, antibiotici come, ad esempio, la Neomicina (controindicata in pediatria), adiuvanti come sali di alluminio, proteine, cellule e globuli rossi di origine sia umana sia animale. In aggiunta, come più volte comunicato, dei 28 vaccini che abbiamo avuto modo di analizzare nel nostro laboratorio solo uno non conteneva frammenti di acciaio, di piombo, di tungsteno, di titanio e quant’altro, e quell’unico vaccino era il solo per uso veterinario che abbiamo controllato. Sarà curioso osservare come un sito Internet chiamato VaccinarSi  sponsorizzato dall’Istituto superiore di sanità (sono i nostri quattrini) rifiuti di rispondere  alla richiesta ripetuta di spiegazioni in proposito.
Bene, davanti a tutto ciò, il bugiardino contenuto nella confezione commerciale che nessuno legge specifica come il medico sia tenuto ad accertarsi se il soggetto ricevente sia allergico o sensibile ad una o più di queste aggiunte, deliberate o inquinanti che siano. È fin troppo evidente che nessun medico ha la possibilità pratica di fare questo, così come di controllare se il vaccinando sia già immune nei confronti della malattia. La conseguenza è che la vaccinazione viene praticata alla cieca, non di rado con effetti collaterali, fortunatamente spesso effimeri ma a volte gravissimi.
Mi fermo qui, ma potrei continuare, per esempio, scrivendo qualcosa sulle sperimentazioni che le case farmaceutiche effettuano, sugli effetti indesiderati che si denunciano solo per una percentuale irrilevante dei casi, su ciò che è scritto nei bugiardini, su che cosa significhi somministrare particelle solide, inorganiche e incompatibili con la vita.
Allora, se vogliamo smetterla con il chiacchiericcio che circonda i vaccini, con tutte le balle che sia le autorità sanitarie sia i comitati anti-vaccino a prescindere sia i media  raccontano, con l’ignoranza crassa di troppa parte dei medici, con le squallide minacce nei confronti dei genitori messe in atto dalle ASL e perfino a livello scolastico da insegnanti non solo ignoranti ma stupidamente e arrogantemente presuntuosi, non resta che fare una buona volta chiarezza. Nel bene e nel male, con buona pace di tutti coloro che fanno soldi iniettando o facendo iniettare vaccini.
Questi farmaci hanno dei limiti di efficacia e contengono sostanze che non dovrebbero contenere. Questo deve essere detto con sincerità e l’industria farmaceutica deve impegnarsi immediatamente a produrre farmaci puliti, tollerabili e accuratamente sperimentati. Se tergiversassero, i loro prodotti andrebbero messi fuori legge. E i medici hanno il dovere di ripulirsi da tutte le stravaganze che l’industria farmaceutica, da anni in controllo quasi assoluto della cultura medica, propina e di ricominciare a studiare in base non alle chiacchiere ma ai fatti. Continuare a nascondere i problemi, continuare a raccontare fandonie, continuare ad illudere la gente è criminale. Minacciare è grottesco.
Tra qualche giorno io andrò a Parigi, invitato al Parlamento francese a relazionare sulle nostre ricerche proprio su questo tema. Chissà che qualcosa, partendo da là, non cominci a muoversi nel senso della salute di tutti

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