.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


domenica 13 dicembre 2015

Mi sento un po anarchico

Uno spezzone di questo splendido libro anarchico.
http://www.tempadelfico.com/wp-content/uploads/2015/05/Malatesta-fra_contadini.pdf
Da pagina 17 e 18

Beppe. — Ma allora, quando non vi fossero più si ­
gnori, come si farebbe a campare? Chi ci darebbe da la ­
vorare?
Giorgio. — Pare impossibile! Come! voi lo vedete
tutti i giorni; siete voi che zappate, che seminate, che
falciate, che battete e portate il frumento nel granaio,
siete voi che fate il vino, l'olio, il formaggio e mi do ­
mante come fareste a campare senza signori? Domanda­
te piuttosto come farebbero a campare i signori se non
vi fossimo noi poveri imbecilli, lavoranti di campagna e
di città, che pensiamo a nutrirli, e a vestirli e... sommini­
striamo loro le nostre figlie, perchè possano divertirsi!
Poco fa, volevate ringraziare i padroni perchè vi dàn­
no da vivere. Non capite che sono essi che campano sul ­
le nostre fatiche e che ogni pezzo di pane che essi met ­
tono in bocca, è tolto ai nostri figliuoli? che ogni regalo
che essi fanno alle loro donne, rappresenta la miseria, la
fame, il freddo, forse la prostituzione delle donne no­
stre?
Che cosa producono i signori? niente. Dunque tutto
quello che consumano è tolto ai lavoranti.
Figuratevi che domani sparissero tutti i lavoranti di
campagna: non vi sarebbe più chi lavora la terra e si
morrebbe di fame. Se sparissero i calzolai, non si fareb­
bero scarpe; se sparissero i muratori, non si potrebbe far
case, e così via via per ogni classe di lavoranti che ve ­
nisse a mancare, sarebbe soppresso un ramo della pro ­
duzione e l'uomo dovrebbe privarsi di oggetti utili e ne­
cessarii.
Ma che danno si risentirebbe se sparissero i signori?
Sarebbe come se sparissero le cavalette.
Beppe.— Sì, va bene che noi produciamo tutto, ma
come ho a fare io a produrre il grano se non ho terra, nè
animali, nè semi. Via, te lo dico che non c'è modo: biso ­
gna per forza star soggetti ai padroni.
Giorgio.— O Beppe, c'intendiamo, o non c'intendia­
mo? Eppure mi pare d'avervelo detto che bisogna levar­
glielo ai padroni quello che serve a lavorare e a vivere:
la terra, gli arnesi, le sementi e tutto.
Lo so anch'io che fino a quando le terre e gli strumen ­
ti da lavoro apparterranno ai padroni, il lavorante dovrà
star sempre soggetto, e non avrà che schiavitù e miseria.
Perciò, tenetelo bene in mente, la prima cosa che biso­
gna fare è quella di levare la roba ai signori: se no, il
mondo non s'accomoda.

OGGI DIREI CHE BISOGNA LEVARE HAI PADRONI IL POTERE MONETARIO,
CHE HANNO ACQUISITO CON L'INGANNO.

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