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lunedì 9 dicembre 2013

Effetto “collaterale” della sentenza della Corte Costituzionale: delegittimata la ratifica dei trattati europei

  Luciano Lago
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale (incostituzionalità dell’attuale legge elettorale), i ”soloni” della Repubblica, dall’impagabile presidente Napolitano, alla “fatina” di Montecitorio, Laura Boldrini, incluso il presidente del Senato Grasso, sono tutti a gettare acqua sul fuoco ed a  pontificare che non è cambiato nulla e che il Parlamento è pienamente legittimo e può continuare a legiferare ed occuparsi delle riforme divenute urgenti ed “imprescindibili”.
In realtà la questione non è affatto come la raccontano i personaggi politici ed istituzionali interessati a mantenere lo “status quo” a tutti i costi, ad evitare elezioni immediate ed a conservare il più a lungo possibile le proprie poltrone.
Non sarà facile mantenere lo “status quo”: basterà l’iniziativa di uno o più gruppi parlamentari che vogliano dare le dimissioni in blocco per mettere in crisi una camera in quanto saranno impossibilitati a rieleggerli, in assenza di una legge elettorale valida. Vedremo nei prossimi giorni chi vorrà prendere tale iniziativa.
Saranno invece inevitabili una valanga di ricorsi verso molti dei provvedimenti  normativi presi nell’ultimo periodo dai governi Monti e Letta, come ad esempio la Legge Fornero che ha di colpo cancellato i diritti acquisiti di lavoratori e pensionati, le ultime riforme del fisco trasformatosi in una macchina vessatoria e punitiva per piccoli imprenditori, commercianti, artigiani  e famiglie e così tante altre leggi  varate da un Parlamento considerato ormai privo di ogni legittimazione dalla stessa Corte Costituzionale.
Facile scommettere che sarà interessata ai ricorsi, come giudice di ultima istanza,  anche la Corte di Giustizia europea  e sarà interessante vedere come questa giudicherà la situazione italiana, considerando i giudizi  molto poco lusinghieri dati da questa sul sistema giudiziario italiano ma tenendo presente che sono in gioco molti e corposi interessi
Sembra strano che la stessa Corte Costituzionale abbia impiegato 9 anni per arrivare a definire incostituzionale la legge elettorale denominata “Porcellum” mentre si è del tutto tappata gli occhi di fronte alle violazioni della costituzione perpetrate in questi anni dalla classe politica che ha sottoscritto i trattati europei in evidente violazione di alcuni articoli della Costituzione. Parliamo ad esempio del trattato di Maastricht , di quello di Lisbona, ed in particolare del trattato del Fiscal Compact , quello del vincolo insormontabile del 3% sul bilancio dello stato. Sono stati palesemente violati l’ articolo 1 (“la sovranità appartiene al popolo che la esercita  nelle forme e nei limiti della Costituzione”), nonché una serie di altri articoli quali l’art. 42 “ La proprietà è pubblica o privata . I beni economici appartengono allo Stato …..” ( se la moneta euro, essendo bene economico, appartiene alla BCE ,leggasi gli altri commi).  Vedi    http://www.byoblu.com/post/2012/08/08/per-entrare-in-europa-abbiamo-violato-la-costituzione-ecco-perche-la-corte-costituzionale-tace.aspx
C’è un aspetto però che diventerà  preminente per la situazione di gravissima crisi in cui l’Italia è precipitata per effetto dell’euro, delle politiche di austerità e per le direttive imposte dalla Troika europea.
La sottoscrizione di alcuni trattati europei potrà essere impugnata in quanto effettuata da esponenti politici che non avevano legittimità a disporre per conto del popolo italiano della cessione di sovranità e sottomissione alle centrali finanziarie di Bruxelles e Francoforte.  Questo è già oggetto dei primi ricorsi al Parlamento europeo da parte di legali o di semplici cittadini i quali eccepiscono la nullità dei trattati sottoscritti dai rappresentanti politici italiani quali i Prodi, i Berlusconi, i Monti, i Letta e lo stesso Napolitano in quanto non legittimati a rappresentare i popolo italiano visto che erano stati eletti con legge incostituzionale. Stessa questione anche per il Parlamento che ha ratificato tali trattati. Si trattava di un Parlamento costituito da “nominati”, non eletti e di conseguenza non era legittimato a ratificare ed i suoi atti vanno considerati nulli ad ogni effetto. Nulla vieta che gli effetti della sentenza della suprema Corte vengano considerati retroattivi così come è avvenuto per la legge Severino che ha sancito la decadenza di Berlusconi da senatore.
Si spiana quindi la possibilità di un ricorso per vie legali agli organismi direttivi della UE dove si potrà ottenere la possibilità di una rinegoziazione di tutti i trattati sottoscritti dai governi italiani degli ultimi nove anni.
Questo, che rappresenta un possibile sbocco, richiede uno scioglimento delle attuali camere e l’elezione di una maggioranza che dia luogo ad un governo di autentica rappresentanza popolare e che non sia succube agli interessi del cartello bancario dominante in Europa.
Le occasioni per il riscatto di una Nazione e per il recupero della sua sovranità si presentano nella storia a volte in maniera quasi fortuita, la questione essenziale è se ci sarà qualcuno interessato a coglierla ed a innalzare la bandiera di un riscatto nazionale.

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