.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

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martedì 10 dicembre 2013

Periodo di proteste, ma la cosa più semplice da fare è seguire Thoreau,e non pagare le tasse.


Ma per poter fare questo aime,ci vuole un eccezionale risveglio delle coscienze,e soprattutto non si deve avere paure,la paura di perdere ciò che ci possiede.
Essere, non avere,solo cosi il mondo può cambiare.

Da questo sito http://www.thoreau.it/

Disobbedienza civile”: Il primo saggio che mosse gli uomini alla rivolta non violenta

di Angelo Franchitto

Quello di “Disobbedienza civile” (Civil Disobedience)  è un breve saggio in cui Thoreau parla del “diritto alla ribellione” e alla “disobbedienza” che l’uomo può esercitare nei confronti dello Stato nel momento in cui sente di essere soggetto a delle “leggi ingiuste”.

L’opera venne presentata per la prima volta nel 1848 nella sala pubblica di Concord, il paese natale di Thoreau, e successivamente, nel 1849, pubblicato negli Aesthetic Papers di Mrs. Elizabeth P. Peabody con il titolo di “Resistance to Civil Government”. Il successo, per questo saggio, arrivò però solo dopo la morte dell’autore.

L’idea di scrivere Disobbedienza civile nacque in seguito all’incarcerazione di Thoreau, dopo il suo rifiuto di pagare le tasse che il governo degli Usa impose per sostenere il proprio impegno nella guerra contro il Messico. In quel periodo, infatti, negli Usa, numerosi abolizionisti nordisti videro la guerra come un tentativo dei proprietari di schiavi di espandere la schiavitù e quindi era solo un modo per incoraggiare il permissivo nei confronti dello schiavismo.

Grazie a questo saggio, vennero influenzati intere generazioni di protestatari e ribelli, che seguirono il pensiero di Thoreau per le proprie battaglie civili. Sono da citare grandi nomi come quelli di Martin Luther King e del Mahatma Gandhi, che riuscirono a riscuotere un enorme successo popolare ispirandosi proprio a questo testo per dar vita alle loro “rivoluzioni non-violente”.

La particolarità di quest’opera è che Thoreau condanna apertamente le scelte del governo statunitense, e in modo particolare il fatto che venissero legalmente permesse la schiavitù e la guerra espansionistica contro il Messico; che saranno poi i motivi per i quali egli si rifiutò di pagare le tasse, nel tentativo di boicottare la politica del governo e non contribuire a rafforzare la legalizzazione dello schiavismo negli Stati del Sud.

Il suo gesto gli costò la libertà.  Egli venne incarcerato (anche se non scontò tutta la condanna, perché una zia pagò per lui la tassa in questione).

Quest’esperienza dura lo convincerà della sua idea secondo la quale anche lo Stato può sbagliare, e che le leggi non sempre sono giuste. Nasce così Disobbedienza Civile, in cui Thoreau spiega i motivi del suo arresto “ingiusto”, in quanto è ammissibile non rispettare le leggi nel momento in cui esse vanno contro la coscienza e i diritti degli uomini.

Thoreau, grazie a questo manifesto, sarà colui che per primo darà vita a quei movimenti di protesta e resistenza non violenta, che verranno più tardi rappresentati da grandi uomini come Martin Luther King e Gandhi.

Thoreau, quando scrive che è necessario “disubbidire” a leggi ingiuste, o almeno attuare una sorta di “resistenza” ad esse non si riferisce ad una rivolta violenta, ad una rivoluzione armata, ma ad una semplice non collaborazione col governo che le ha imposte.

Una delle idee principali che emerge leggendo il saggio, è che secondo Thoreau qualsiasi forma di governo tende a limitare in maniera drastica la singolarità di ogni individuo, perché significa far decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato unicamente a coloro che sono al potere, non tenendo conto del parere e delle esigenze del popolo. In questo modo la legge non rende l’uomo “giusto”, ma al contrario, lo rende ingiusto, un essere fedele esclusivamente ai suoi valori e alla sua libertà personale.

Thoreau affermerà, per queste ragioni, che il governo migliore non è quello che “governa meno”, ma quello che “non governa affatto”.

Egli scrive: "Di fatto, non è dovere di un individuo dedicarsi all'estirpazione del male, anche del più grande; giustamente, egli potrebbe avere altre faccende che lo occupano; ma è suo dovere, almeno, tenersene fuori e, se non vi pensa oltre, non dargli il suo supporto praticamente” 1 .

Con Disobbedienza civile non possiamo però considerare Thoreau propriamente un anarchico, poiché, la sua aspirazione che viene enunciata, non è quella di una abolizione immediata del governo, quanto una immediata istituzione di un “governo migliore” in prospettiva di un momento in cui gli uomini saranno pronti a vivere in assenza di un governo.

C’è da dire che, in tanti anni trascorsi, “Disobbedienza civile” rappresenta ancora oggi una delle più straordinarie testimonianze di libertà e di coraggio civile mai espresse dalla cultura americana.

Angelo Franchitto

Walden  o vita nei boschi,è sicuramente il libro di un americano,che stimo di più.
Parla di autoproduzione,lavorando un paio di ore al giorno,nel 1850 riusciva senza problemi a sopravvivere,figuriamoci,oggi,ne basterebbe 1,siamo proprio coglioni.


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