.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


domenica 19 febbraio 2012

Da www.subud.it

Che cos'è Subud
Un breve discorso del fondatore di Subud: Bapak Muhammad Subuh Sumohadiwidjojo [1901-1987].
 
Signore e Signori,
Subud è un'abbreviazione dei termini sanscriti Susila, Budhi e Dharma; non è una nuova religione, né una setta di qualche religione, né un insegnamento, è soltanto il simbolo della possibilità che ha l'umanità di seguire il giusto modo di vivere.
Susila, significa essere in grado di vivere come veri esseri umani, in accordo con la Volontà divina;
Budhi, vuol dire che in ogni creazione, in ogni creatura di Dio, compreso l'essere umano, vi è un Potere Divino che agisce dentro e fuori di lei;
Dharma, è la possibilità per ogni creatura, incluso l'essere umano, di sottomettersi completamente alla Volontà di Dio, quindi l'uomo, essendo una Sua creatura, deve sottomettersi alla Volontà del Suo creatore.


Allora, Susila Budhi Dharma – Subud – significa seguire la Volontà di Dio con l'aiuto del Potere Divino che agisce dentro e fuori di noi, sottomettendosi alla Sua Volontà.
Susila Budhi Dharma è il simbolo di ciò che pratichiamo nell'esercizio spirituale [latihan] di Subud e significa che qualsiasi cosa in esso accada è interamente dovuta alla Volontà di Dio, e accade perché Egli la vuole per noi. Questo è pienamente in accordo con quanto è detto nei Libri sacri – la Bibbia, il Corano e gli altri testi – ovvero, che se Dio è vicino all'uomo, o se l'uomo si è avvicinato a Dio, allora Egli può dargli ciò di cui egli abbisogna; e che l'uomo è in grado di ricevere ciò che Dio intende egli abbia.
Che cosa dobbiamo sottomettere a Dio? Non la ricchezza, né i nostri cari né una qualsiasi cosa in nostro possesso, perché a Dio non occorrono tali cose. Ciò che dobbiamo sottomettere sono i pensieri, il cuore e i desideri perché questi strumenti sono di ostacolo al nostro avvicinarsi a Dio. Questo è ciò che Gesú intendeva col dire che Dio sarà sempre con noi se saremo in grado di sottometterci a Lui e se potremo amrLo piú di qualsiasi altra cosa, piú di noi stessi. Ciò significa che l'amore che proviamo con il cuore e coi sentimenti sono un ostacolo che c'impedisce di raggiungere il vero amore di Dio, perché l'amore esteriore è soltanto amore per le cose che ci piace credere che amiamo, ma l'amore che dobbiamo avere per Dio deve essere maggiore di questo.
Al profeta Muhammad fu rivelato che Dio esisteva già prima che qualsiasi altra cosa esistesse, e che Dio sarà anche dopo che tutto sarà distrutto. Dio è piú lontano della cosa piú lontana; piú profondo della cosa piú profonda, il che vuol dire che Egli davvero ha creato ogni cosa, e poiché è Egli il creatore di tutto, Egli si prenderà egualmente cura di tutto.
Si dice anche che Dio non abbia forma, né lingua, né paese, né colore, perché se fosse, per esempio, di un paese, vi sarebbe piú di un Dio, perché per ogni paese ve ne sarebbe uno; e se fosse di un colore, vi sarebbe piú di un Dio poiché ogni colore ne avrebbe bisogno di uno. Ed è proprio questo che s'intende quando si dice "Dio è Uno, e Maestro di tutto". Inoltre, Dio ha creato senza materiali e strumenti. Quando l'essere umano vuole fare qualcosa, un tavolo per esempio, ha bisogno di legno, chiodi, un martello e altri utensili; e per fare la bomba atomica ha bisogno di ben altri strumenti ancora per ridurre la materia in atomi. Con Dio è del tutto diverso. Egli opera senza materiali né strumenti. Ne deriva che l'unico modo per l'uomo di comprendere e conoscere cosa è nella mente e nel cuore di Dio è di sottomettersi completamente, poiché con la mente e i desideri mai sarà in grado di trovare Dio. Soltanto stottomettendosi interamente a Lui, non utilizzando il pensiero, il cuore o i desideri, l'essere umano può entrare in contatto con il Suo Potere. Questo è ciò che facciamo nell'esercizio spirituale di Subud: ci sottomettiamo completamente, non utilizziamo i pensieri, il cuore o i desideri, soltanto riceviamo e accettiamo qualsiasi cosa ci provenga da Dio. Si comprende allora che Subud è solamente un simbolo del modo di vivere dell'uomo, in cui egli può adempiere alla Volontà divina in questo mondo e in quello a venire.
Quindi, nell'esercizio spirituale di Subud non v'è insegnamento, nulla che dobbiamo fare o imparare, giacché tutto ciò che ci è richiesto è la completa sottomissione. Chiunque pretenda di conoscere la via a Dio è uno che, in realtà, anticipa i doni divini senza averli ricevuti. L'unica cosa che facciamo è di sottometterci completamente e ricevere e accettare qualsiasi cosa ci venga da Dio, o che Egli voglia che noi si abbia. Questo è davvero ciò che hanno detto tutti i profeti: "Sottomettiti, abbandonati completamente a Dio, ed Egli si prenderé cura di te e ti guiderà". In questo esercizio spirituale non ci aspettiamo alcunché di perticolare; non ci creiamo alcuna immagine, ma riceviamo soltanto qualsiasi cosa Dio possa inviarci. Cosí, il Potere Divino, che opera in noi durante l'esercizio, porterà a ciascuno ciò che già è in lui. Per esempio, chi avesse una voce forte e potente, emetterà suoni forti e potenti, ma chi non avesse una voce cosí forte e potente, emetterà suoni piú deboli. Questo vale per ogni parte del corpo, per ogni parte del nostro essere. Quindi, l'esercizio [latihan] di due persone mai potrà essere il medesimo, poiché ognuno è diverso da un altro. Qualsiasi cosa uno riceve, o di cui ha bisogno, differirà da ciò che un altro abbisogna e riceve. Questo è il motivo per cui non si possono porre regole o indicare come comportarsi nel latihan, perché per ognuno è qualcosa di personale.
Ciascuno troverà da sé stesso la via verso Dio, e ciò che potrebbe essere giusto per qualcuno potrebbe essere del tutto sbagliato per un altro. Quindi, non crediate di dover seguire, o diventare come Muhammad Subuh. Se volete trovare la strada verso Dio dovete diventare voi stessi e sviluppare il vostro sé interiore. Non dovete seguire o imitare nessun altro, perché voi stessi dovete trovare la vostra via a Dio. In genere, un maestro insegna ai propri discepoli a fare esattamente come egli fa, in modo che essi possano raggiungere ciò che egli stesso ha raggiunto. Ciò è davvero sbagliato, perché non soltanto tra un maestro e i suoi discepoli ma persino tra due fratelli di medesimi genitori v'è già una grande differenza, non solo nell'apparenza esteriore ma anche nel loro carattere e nell'intero loro essere. Comprenderete allora che la giusta via per trovare Dio per un certo maestro non è, necessariamente, la via giusta per i suoi discepoli.
Quindi, Bapak dice che è Dio che vi guiderà verso di Lui, e ciò che realmente accade nel latihan è che sarete introdotti al vostro vero sé interiore, all'Io reale. Non dovete avere paura o preoccuparvi perché qualsiasi cosa vi giunga nel latihan è soltanto ciò che già è in voi, e proviene dal vostro sé interiore. È il vero sé a sorgere nel latihan, cosí non dovete preoccuparvi o avere timore.
In Subud non vi è discriminazione alcuna tra le diverse religioni perché ciò che giunge a una persona è quello che realmente già è in lui. Sicché, se uno è cristiano, incontrerà il vero Cristo dentro di sé; un buddhista incontrerà il vero Buddha dentro di sé, ed egualmente un musulmano incontrerà il vero musulmano dentro di sé. Poi, se davvero conoscerete il vostro sé interiore, sarete allora guidati dal Potere Divino in qualsiasi cosa facciate perché Esso opera in voi tramite voi stessi: sia che lavoriate in ufficio o siate al volante di un'automobile, o nel fare qualsiasi altra cosa, sarete guidati dal Potere di Dio che sempre è all'opera dentro e fuori di voi. Sarà allora vero ciò che è detto nel Corano: che prima di intraprendere qualsiasi cosa dovreste sempre dire Bismillah ar-rahman ar-rahim [Nel nome di Dio, clemente, misericordioso]. Ciò significa che seguite la guida di Dio e fate qualsiasi cosa Egli vi guidi a fare. Non avrete quindi premura di fare qualcosa e soltanto dopo ricordavi di Dio, e rammaricarvi di ciò che avete fatto. Quando Dio precede ogni cosa che state per fare, allora quella sarà la cosa giusta da fare. Ciò è anche il reale significato della pratica dei cristiani di pregare prima di mangiare e di coricarsi. Inoltre, questo vuol dire che non dovreste fare alcuna cosa senza la guida di Dio, perché se dimenticate Dio nella cosa che state per fare non vi sarà il Suo aiuto se essa dovesse andar male. Il potere che vediamo è soltanto per convincerci che il Potere Onnipotente di Dio opera non soltanto in noi ma anche nell'intera creazione, e persino al di fuori di essa.
Questo è il motivo per cui nell'esercizio spirituale di Subud non nuoceremo alla nostra religione, poiché ciò che pensiamo e facciamo è solo la Volontà di Dio, è facciamo soltanto ciò che già è in noi. Cosí, colui che professi una religione sperimenterà nel latihan solamente quanto è in accordo con essa e secondo quanto già è in lui.
Alcuni di voi potrebbero domandarsi da dove Bapak abbia tratto tutto ciò, la risposta è che lo ha ricevuto quando si trovava nella vostra medesima condizione. Egli lavorava, faceva ancora il proprio lavoro in ufficio – e qualsiasi altra cosa dovesse fare – e gli piaceva farlo. All'improvviso, tutto si fermò. La sua mente cessò di lavorare, il cuore cessò di lavorare, i desideri cessarono di lavorare; poi, ricevette come ognuno riceve nel latihan. Egli non ricercava la sapienza, né aveva un guru, un maestro. Lo ricevette e basta, questo è definito mu'jistat-ulla, un dono divino. È un qualcosa che giunge a qualcuno soltanto quando egli non lo cerca e quando è pronto per un tale dono, allora Dio glielo concede.
Forse avrete sentito della guarigione di Eva Bartok: non fu Bapak ad aiutarla o a guarirla. Egli le mostrò come adorare Dio, e fu la sua buona sorte che Dio volesse ch'ella guarisse. Cosí, ella ritornò in salute e tutto andò per il meglio. Non fu Bapak a curarla, egli le mostrò soltanto il modo di adorare. La cura interiore di una persona è unicamente una questione tra quella persona e Dio, nessun altro può interferire.
Inoltre, Bapak lascia a voi decidere se volete o no venire a questo esercizio spirituale, perché nell'adorazione di Dio nulla vi è di obbligatorio. Ognuno deve essere libero, e quando qualcuno chiede, gli verrà dato.
Buona sera e grazie

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