.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


sabato 28 luglio 2012

Una buona notizia


Da www.selvasorg.blogspot.it

Bolivia: McDonald's chiude e dal 21 dicembre fuori la cocacola


La CocaCola dovrà lasciare la Bolivia il prossimo 21 di dicembre. Secondo il ministro degli Esteri David Choquehuanca, questa decisione coincide con la fine del calendario Maya. Ci sarà una festa nel giorno del solstizio estivo (dell'emisfero sud). Avverrà  nell'Isola del Sole, nel lago Titicaca.
"Il 21 di dicembre segna la fine dell'epoca dell'egoísmo e della divisione. Sarà anche la fine della CocaCola, e l'inizio del mocochinche (bibita di pesca)”, ha detto Choquehuanca durante una cerimonia in cui partecipava anche Evo Morales. ”I pianeti si allineano dopo
26.000 anni [...]  è la fine del capitalismo e l'inizio del comunitarismo”, aggiunse il ministro.
Molti osservatori hanno accolto con scetticismo o con sufficienza questa decisione del governo boliviano, certo non con il livore esibito dopo la nazionalizzazione del gas, dell'elettricità o quella più recente del coltan. La Bolivia possiede giacimenti notevoli di strategico minerale indispensabile per le multinazionali della comunicazione.


Anche la McDonald ha chiuso le sue otto botteghe per mancanza di clienti. Il giro d'affari peggio nel Paese andino era in rosso. Colpa della radicata cultura gastronomica legata alle coltivazioni tradizionali del mais. I consumatori dei settori urbani erano ormai insufficienti per questa multinazionale del cibo-spazzatura, incalzata anche dalla permanente campagna educativa condotta per diffondere comportamenti alimentari più sani, legata alla produzione locale o semplicemente di "filiera corta". La bibita e il panino più cari ai globalisti, sono le prime vittime di una cultura vicina alla natura.

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