.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

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mercoledì 16 maggio 2012

Contro la democrazia,da www,santaruina.it

Contro la democrazia. Parte I

Dal mio punto di vista, nell’analizzare l’impatto del sistema democratico quale “migliore sistema di governo possibile”, le principali posizioni in campo sono due:
1- “Io credo al sistema democratico” (perché è il migliore, perché è il meno peggio, perché è l’unico che abbiamo, perché comunque decido io, perché sta a noi farlo funzionare meglio e così via)

2- “Il sistema democratico è una farsa ben congeniata per fare credere al popolo di decidere per la propria sorte”.

Io penso che il sistema democratico sia un sottile e perfido marchingegno messo in piedi da chi comanda davvero (e che noi non potremmo mai ne scegliere ne tanto meno “influenzare”).
Le vere decisioni si prendono in luoghi lontani dal palcoscenico democratico, e i nostri “eletti” contano come il due di briscola.
Il sistema democratico è una farsa ben congeniata, perché il popolo, convinto di decidere, nell’illusione di poter cambiare la sua sorte, accetta la propria servitù e si limita a sperare nel cambiamento che il proprio “voto” potrebbe portare.


Le dittature rischiano di essere travolte da rivolte popolari, mentre le democrazie hanno brillantemente scongiurato questa eventualità, essendo il popolo convinto di aver deciso per la sua sorte.

Da questo punto di vista il sistema democratico è estremamente più funzionale per le elite di potere rispetto alle dittature, e questo spiega anche il motivo per cui nel XX secolo i veri detentori del potere - i soliti noti: grandi banchieri, massonerie varie e plasmatori dell’uomo nuovo - hanno deciso di puntare su questi “sistemi democratici”.

Io credo che quello che vediamo oggi non sia una “degenerazione” del sistema democratico, dove siamo chiamati a scegliere tra un ex piduista (si può dire?) e il braccio destro dello squalo finanziario Soros, che già in passato ha dimostrato di essere molto bravo ad arraffare la ricchezza del popolo italiano per regalarla agli amici banchieri.

Questa non è la degenerazione del sistema democratico, questo è il sistema democratico che funziona perfettamente per come era stato concepito dalle elite che detengono il potere.
Ed è per questo che resto convinto che tirarsi fuori da questo inganno sia l’azione più coerente che si possa compie
Contro la democrazia. Parte II
Breve disquisizione sulla reale necessità di un potere centrale.
Senza un potere centrale cosa impedirebbe agli uomini di scannarsi tra di loro?”
La sicurezza personale è il motivo principale per cui nei secoli gli esseri umani hanno accettato un’autorità sopra le loro teste.
E’ un dare per ricevere, i cittadini rinunciano a parte della loro libertà in cambio della “sicurezza”.
Sarebbe opportuno però riflettere su questo aspetto:
In una società senza potere centrale onnipotente, senza polizie, gli uomini si scannerebbero veramente tra loro?
La società si trasformerebbe subito nel mondo di Kenshiro?
Tutti, chi più chi meno, tendiamo a crederlo, eppure questa potrebbe essere solo “propaganda” che i governanti diffondono per giustificare il proprio dominio.
Si tenga presente ad esempio  questa frase di Henry Kissinger:

“ Quello che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questa situazione si presenta, si rinuncia volentieri ai propri diritti individuali per assicurarsi il proprio benessere garantito dal governo mondiale”
E’ solo un esempio, ma è indiscutibile che l’idea del “terrore” è spesso alimentata dal potere stesso per portare i “cittadini” a chiedere di loro spontanea volontà “più sicurezza”, “più controlli”.
Inoltre, perché, dal momento che tutti noi siamo così consapevoli del fatto che i governanti nel loro insieme sono un’associazione a delinquere, poniamo tanta fiducia nel fatto che abbiano così a cuore la nostra incolumità personale?

I casi in cui le varie “polizie” sono state usate “contro” i cittadini sono infinitamente superiori dei casi in cui abbiano svolto effettivamente il loro compito di “protezione”, e questo non perché i poliziotti siano “cattivi”, ma perché sono anch’essi strumento dei tiranni, da sempre.
Inoltre, bisogna ricordare che sono esistite ed hanno prosperato anche grandi civiltà senza “polizie”.
La “polizia” per come la conosciamo fu un’invenzione di Vespasiano, che mise insieme i pretoriani quale forza di controllo sulla città di Roma.
Sono esistite molte culture in cui il gruppo nel suo insieme isolava e allontanava coloro che agivano in modo iniquo, senza polizie e senza governi onnipotenti chiamati ad intervenire.

L’idea con cui da millenni i poteri ci alimentano è che gli uomini lasciati liberi sono un branco di animali selvaggi che si scannano tra loro, e per evitare questo è necessario un governo autoritario che protegga i sudditi da loro stessi, come Hobbes insegna.
L’idea di fondo è “non siete in grado di essere liberi”.
Le incongruenze quindi sono due:
1- Coloro che si sono accollati il compito di “addomesticare” gli uomini (“bestie feroci”, dal loro punto di vista) sono stati nella storia i più grandi criminali, i promotori di tutte le guerre e di tutti gli stermini.
2- Alimentando questo grande inganno e dando dall’alto il peggiore degli esempi, hanno finito per far avvicinare gli uomini a quel ideale (negativo) che essi stessi avevano contribuito a creare.
Il dubbio di essere stati “vittime” di una propaganda che attraversa i millenni è sempre più forte.
Contro la democrazia. Parte III
Una piccola divagazione
L’altro giorno, nella strada sotto casa un pastore faceva transitare le sue pecorelle, qualche centinaio, più o meno.
Uno spettacolo raro e interessante.
La scena era emblematica, quasi una sintesi del nostro discorso: il pastore con il suo bastone camminava davanti al corteo, e diligentemente le sue bestie lo seguivano con calma e rassegnazione; qua e là qualche pecorella un po’ più vispa si permetteva di staccarsi dal gruppo, correndo allegramente o fermandosi a brulicare sul campo al lato della strada.

Ed ecco allora che con somma maestria intervenivano i cani del pastore che abbaiando e rincorrendo le pecorelle le facevano rientrare nel gruppo.
Mi immaginavo i dialoghi tra le pecorelle:


- Certo che è pesante seguire sempre il tipo con il bastone, dobbiamo sempre fare quello che ci dice…
- Guarda che se non fosse per lui qua moriremmo tutte di fame, lui sa dove c’è il cibo…
- Ma non lo fa mica per noi; non lo sai che a lui interessa solo il nostro latte e la nostra lana?
- Sarà, ma intanto ci fa mangiare…
- Una mia cugina che vive sulla montagna mi diceva che loro non hanno nessun pastore, mangiano l’erba dei pendii e non rendono conto a nessuno…
- Sì, le ho sentite anch’io le storie dei montanari… per me sono tutte favole…
- Ehi! Guarda la Rina, si è ancora fermata a pascolare per i cavoli suoi…
- Infatti Rex l’ha subito rincorsa e le sta abbaiando dietro..
- Che noia quel Rex, ci sta sempre alle costole, non ci lascia godere un attimo dell’erbetta dei campi che incontriamo per strada… non è giusto…
- Giusto o non giusto, Rex ha i denti aguzzi…
- Ma come ci siamo finiti qua dentro?...

A pensarci bene, finché il problema è mangiare, un pastore vale l’altro.
Ci sarà poi il pastore che picchia le sue pecore per farle rigare diritto e quello che cercherà di prenderle per le buone, ma tutti da loro vorranno la lana e il latte.
La faccenda si complica quando comincia a venir voglia di pascolare un po’ per i fatti propri, e ci si rende conto che questo il pastore non lo permette, e i cani sono lì apposta…

Contro la democrazia. Parte IV
Quarta e ultima digressione sul tema della democrazia moderna
“Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti, che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento;
probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica;
probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio delle libertà personali.
Ma non sempre tutto ciò sarà un male.”

Gianni Agnelli, intervista al Corriere della Sera, 30/1/1975
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Le dittature vecchio stampo hanno fallito.
Per meglio assoggettare le masse oggi occorre convincerle di essere libere, di essere in grado di decidere per la propria sorte.
La farsa del voto serve semplicemente a questo, per formare una sorta di governo espressione della volontà popolare che possa attuare le decisioni prese da “altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento”, usando l’espressione del noto “complottista” Gianni Agnelli.
L’importante sarà che il popolo non si renda conto di tutto questo, e se ne stia calmo e tiepido nella convinzione di detenere il potere.
E’ un sistema geniale.
Sopprimere le voci dissidenti è controproducente, molto meglio lasciarle sfogare nell’indifferenza generale.
Fino a un certo punto, ovviamente.
Qualcuno è molto affamato lassù, e il nostro voto è il suo cibo.
Don’t feed the beast.
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Storiella zen
Due bambini assistono ad un teatrino di burattini.
Lo spettacolo è deludente.
Uno dei due decide di cambiare un burattino, per ravvivare la rappresentazione.
- Guarda che finchè il burattinaio è lo stesso lo spettacolo sarà sempre mediocre, puoi sostituire quanti burattini vuoi ma non cambierà niente.
- Quale burattinaio, scusa?
- Ma secondo te i burattini si muovono da soli?
- Non lo so, io intanto cambio il burattino stanco che magari lo spettacolo migliora.
- Ma non ti rendi conto che è inutile?
- Ma almeno io faccio qualcosa, tu te ne stai solo li a criticare e non fai niente!

(morale: cornuti , mazziati, e litiganti. In sottofondo si sentono le grasse risate del burattinaio)
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”Si può perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute le forme esteriori del governo democratico"
Kenneth Bouldin
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La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.
Charles Bukowski

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