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martedì 25 marzo 2014

Oliver Stone: Il controllo ebraico dei media impedisce un dibattito libero sull'Olocausto

Fonte http://andreacarancini.blogspot.it/
OLIVER STONE: IL CONTROLLO EBRAICO DEI MEDIA IMPEDISCE UN DIBATTITO LIBERO SULL’OLOCAUSTO[1]
Lo spassionato regista di Hollywood afferma che il suo nuovo film[2] ha lo scopo di inserire Adolf Hitler, che egli in passato definì un “facile capro espiatorio”, nel suo adeguato contesto storico.
Di Haaretz Service, 26 luglio 2010
Il controllo ebraico dei media impedisce una discussione aperta sull’Olocausto, ha detto l’eminente regista di Hollywood Oliver Stone al Sunday Times, e ha aggiunto che la lobby ebraica americana controlla la politica estera  di Washington da anni.
Nell’intervista al Sunday, Stone a quanto risulta ha detto che l’opinione pubblica americana è focalizzata sull’Olocausto a causa del “dominio ebraico dei media”, e ha aggiunto che un suo prossimo film ha lo scopo di inserire Adolf Hitler e il dittatore sovietico Josef Stalin “nel contesto”.
“C’è una lobby dominante negli Stati Uniti”, ha detto Stone, e ha aggiunto che “è gente che lavora duro. Stanno in cima a ogni commento, è la lobby più potente di Washington”.
Il famoso regista hollywoodiano di film come “Platoon” e “JFK” ha anche detto che se Hitler era un “Frankestein”, c’era anche un “Dr. Frankestein”.
“Gli industriali tedeschi, gli americani e gli inglesi. Ebbe un grande sostegno”, ha detto Stone al Sunday Times, e ha aggiunto che “Hitler fece molto più danno ai russi di quanto ne fece agli ebrei: 25 o 30 [milioni di uccisi].
Riferendosi alla presunta influenza della potente lobby ebraica sulla politica estera americana, Stone ha detto che Israele “distorce da anni la politica estera degli Stati Uniti”, e ha aggiunto che considera “orribile” la politica americana verso l’Iran.
“L’Iran non è necessariamente il bravo ragazzo”, ha detto Stone, sostenendo [però] che gli americani non “conoscono tutta la vicenda”.
I commenti di Stone al Sunday Times fanno eco a precedenti dichiarazioni del regista di Hollywood, riguardo a ciò che egli percepisce come una visione distorta, da parte dei media americani, di figure come Adolf Hitler e Josef Stalin.
Già in precedenza, quest’anno, Stone – parlando al convegno semestrale dell’associazione dei critici televisivi a Pasadena[3] – aveva detto che “Hitler è un facile capro espiatorio per tutta la storia e viene usato in modo grossolano”.
“Lui è il prodotto di una serie di azioni. È causa e effetto … La gente in America non conosce la connessione tra la Prima e la Seconda guerra mondiale”, ha detto Stone, e ha aggiunto che attraverso la sua opera documentaria è riuscito “a mettersi nei panni di Stalin e di Hitler per capire il loro punto di vista”.

“Dovremo educare, liberare e aprire le nostre menti. Vogliamo andare oltre le opinioni … Entrare nell’argomento dei finanziamenti al partito nazista. Quante corporation americane vennero coinvolte, dalla GM[4]all’IBM. Hitler è solo un uomo che si poteva facilmente assassinare”, ha detto Stone.
 


[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo:http://www.haaretz.com/jewish-world/oliver-stone-jewish-control-of-the-media-is-preventing-free-holocaust-debate-1.304108 . Le rimanenti note sono del traduttore.
[2] Si tratta della serie di documentari intitolata Oliver Stone’s Untold History of the United States (uscita in Italia con il titolo: U. S. A. La storia mai raccontata). Informazioni qui: http://www.amazon.it/Oliver-Stone-U-S-A-Storia-Raccontata/dp/B00HVLTU2A
[3] All’epoca ne riferì anche la stampa italiana, come questo pezzo di “Repubblica”:
[4] General Motors.

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